“I trasportatori siciliani hanno sposato la protesta di Trasportounito che raggruppa altre sigle a livello nazionale e da lunedì qui in Sicilia, è iniziata una settimana di stop al trasporto dell’ortofrutta e blocchi stradali che ostacoleranno il traffico nei punti di accesso alle grandi città. Condivido le difficoltà dei trasportatori siciliani per il nuovo codice della strada che impone di viaggiare per non più di nove ore, che diventano 18 ( cosi un trasportatore siciliano non arriva che a Firenze) se a bordo ci sono due autisti ma non capisco perché bloccare la Sicilia. ” Lo dice Michele Cimino,deputato regionale di Grande Sud. “Anche per abbassare il costo del carburante-continua Cimino- ho proposto la legge voto per la modifica dell’articolo 36 dello Statuto siciliano , approvata all’unanimità dall’Assemblea regionale siciliana ,ma ora spetta al parlamento nazionale farla diventare legge e le pressioni devono essere fatte a Roma. Il problema del caro carburante è soprattutto un problema siciliano per le lunghe distanze che devono percorrere le nostri merci e per le flotte dei nostri pescherecci e per i mezzi dell’ agricoltura ma il paradosso è che la Sicilia produce il 40% del fabbisogno di petrolio nazionale. Non mi stanco di dire ,conclude il parlamentare siciliano di Grande Sud, che è giunta l’ora di mettere fine a questa grande ingiustizia a danno dei siciliani e invito i trasportatori siciliani a non causare ulteriori danni alla nostra isola ma a protestare contro chi ci ha costretto e ci costringe a subire questa angheria.”
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Caro Michele, come sai noi condividiamo la politica di Grande Sud e più volte abbiamo revocato il fermo su richiesta del Presidente Gianfranco Miccichè e su rassicurazioni in merito al suo intervento nei problemi di volta in volta sollevati, come anche dell’On. Terranova e dell’On. Fallica, del tuo e di altri componenti il gruppo di Grande Sud. Do atto dei vostri interventi, ma devo constatare che ad essi non sono seguiti risultati, non certo per colpa vostra. Di fronte a questo stato di cose, di fronte al fatto che per migliorare la situazione dell’autotrasporto siciliano non è sufficiente l’intervento o l’interessamaento dei parlamentari, abbiamo deciso di protestare, perchè è la voce della protesta sulle strade è l’unica che il Governo sente. Non credo che una settimana o dieci giorni di fermo danneggeranno la Sicilia più di quanto le attuali condizioni di lavoro della categoria danneggino l’economia siciliana.
Non può non darsi atto a Salvatore Bella dell’impegno nella categoria a difesa degli interessi della stessa e dei trasporti più in generale dell’Isola. La storia dell’uomo è segnata da tante battaglie quanto di successi e francamente ne apprezzo il commento al mio comunicato stampa. Ciò nonostante resto convinto che la scelta del modo e dei tempi, ma non della sostanza, della protesta sia errata. Sono convinto che un giorno di protesta nella Capitale sia molto più efficace che una settimana di protesta nelle 100 città d’italia. Personalmente sono oltremodo convinto, e la mia battaglia sull’art. 36 ne è la prova, che ciò che dovrebbero auspicarsi e chiedere gli autotrasportatori siciliani, ma non solo loro, sia il voto al parlamento nazionale per la modifica dello statuto siciliano.
Con il recupero delle imposte di produzione ed un buon utilizzo di tali proventi in parte indirizzati verso un utilizzo agevolativo a vantaggio della categoria potrebbe vederli molto soddisfatti. Infatti non cè dubbio che la scellerata politica industriale e dei trasporti fatta a Roma ha penalizzato con aumenti inimmaginabili negli ultimi 25 anni il costo del gasolio per autotrazione senza , come fatto in Spagna, essere compensato con una contribuzione su costi per il trasporto delle merci , in quel caso addirittura sino alla frontieracon la Francia. Questa una delle tante storture e miopie che ha visto pagare soltanto noi del sud.
Ribadisco caro Salvatore, condivido la sostanza della protesta ma non il modo che appare più autolesionista che altro almeno in scala regionale.
I Siciliani apprezzerebbero molto di più una Roma paralizzata dai camionisti nostrani facendo il tifo per loro che Palermo o Agrigento paralizzata dagli stessi camionisti a cui difficilmente si potrebbe essere solidali quando questi intralciano il normale svolgimento delle proprie giornate. Comunque caro salvatore buona protesta e……speriamo risultiate vincitori da questa scelta.
michele cimino ha pienamente ragione, questa è la guerra tra poveri…
i politici che sono a roma, anche se arrivassero a sapere che la sicilia fosse bloccata si metterebbero solo a ridere…e forse anche molti politicanti nostrani…
secondo il mio modesto modo di vedere queste proteste si dovrebbero fare dinanzi le scuole i giorni delle elezioni!!!!! NON DIMENTICHIAMOCI CHE LA MIGLIORE ARMA CHE ABBIAMO(E FORSE L’UNICA PURTROPPO) e’ IL VOTO (O MEGLIO IL NON VOTO), SFRUTTIAMOLO!!!
Caro Michele, ti ringrazio del suggerimento e per le iniziative che porti avanti da politico, ma come sai già lo scorso anno con 300 automezzi partiti dalla Sicilia abbiamo manifestato a Roma davanti al Ministero dei Trasporti e l’allora Ministro Matteoli non si è degnato di riceverci, ci ha anzi mandato la polizia. Solo grazie all’intervento di Miccichè si è evitato il peggio, ma anche in quell’occasione il risultato fu un nulla di fatto. Oggi il problema è che non è più solo l’autotrasporto in ginocchio, ma anche l’agricoltura: gli agricoltori ci chiedono di unirci e manifestare qui, dove è il problema. Speriamo sempre comunque nel vostro appoggio per una battaglia che vede il Sud e la Sicilia rivendicare legittime pretese.
On.Cimino …siamo alla frutta !
Questa è una battaglia dei lavoratori, se hai intenzione di strumentalizzarla rimani a casa. Ecco come è stato accolto il tuo amico (come si deduce dai messaggi)
http://www.youtube.com/watch?v=uf1S9gzQfzY BERLUSCONIANI CARISSIMI, AVETE ROVINATO L’ITALIA, IMPOVERITO LA SICILIA. Lei Signor Bella, non ho capito che senso abbia protestare da un lato, e vantarsi dell’amicizia con Cimino! Ma falla finita…
x Sensitivo , ancora dobbiamo servire l’antipasto .
Sono pienamente d’accordo e solidale con lo sciopero che vede le ditte di autotrasporti allo stremo. Vorrei però sapere, avendo una malattia rara incurabile e domani devo recarmi all’ospedale Vittorio Emanuele di Catania (dove sono in cura da 7 anni) per una risonanza magnatica alla testa urgente, cosa debbo fare. Non vorrei trovarmi nella spiacevole situazione di dover discutere con persone che magari non vogliono sentire ragione. Potrei avere un consiglio in merito. Grazie in anticipo per eventuale risposta.
ma di cosa stiamo parlando?ma che senso può avere una protesta senza disagi?un contentino?
Condivido le richieste dei trasportatori ,ma mettere in ginocchio la nostra gia’ disastrata economia non ha senso,impedire agli operatori di altri settori di non poter svolgere le proprie attivita’ lavorative anche con episodi di violenza , bloccando tutti quei furgoncini che non fanno parte della categoria trasportatori, non e’ corretto.ho assistito a scene dove la democrazia era solo un ricordo e devo dire che non e’ corretto e lecito bloccare chi e’ costretto a girare con un furgoncino per guadagnarsi da vivere.