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Sicilia, dopo lo sciopero degli autotrasportatori: l’intervista al presidente dell’Aitras Salvatore Bella

Scritto da il 22 gennaio 2012, alle 07:12 | archiviato in Campobello Di Licata, Costume e società, Cronaca, cronaca sicilia, Economia, Photo Gallery, sciopero sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Le situazioni di criticità che si stanno verificando a seguito del fermo dell’autotrasporto e delle manifestazioni connesse vengono costantemente seguite e monitorate dalla Prefettura di Agrigento, sono stati disposti servizi di scorta, a cura delle forze di polizia, ad un autobotte proveniente da Palermo che ha consentito già dalla serata di ieri l’approvvigionamento dei mezzi, tra cui quelli indicati dall’ASP (ambulanze, anche del 118, vetture di trasporto di malati in dialisi), dalla ITALGAS, dalla Girgenti Acque, dall’ENEL, dalla TELECOM.

Anche da questa mattina la Prefettura di Agrigento sta ponendo in essere tutte le attività di raccordo per agevolare l’ingresso nel territorio agrigentino dei mezzi di rifornimento di carburante.

Si precisa che già dai giorni scorsi è stata disposta anche l’istituzione di mirati servizi di controllo volti a prevenire azioni speculative nella commercializzazione delle merci.

L’operazione Vespri Siciliani annovera tra i promotori le associazioni degli autotrasportatori siciliani.

Fin dalla prima ora attive sui blocchi stradali, ieri le categorie del trasporto gommato hanno concluso la forma di protesta, dura e dalle pesanti conseguenze per i disagi causati, iniziata lunedì scorso.

Lo stop ai blocchi però pare non essere condivisa dall’intera categoria e permangono molti blocchi sul territorio regionale. Ne abbiamo parlato con Salvatore Bella, presidente dell’AITRAS e vicepresendente regionale della consulta degli autotrasportatori.

Dei motivi della protesta che ha coinvolto migliaia di lavoratori siciliani s’è parlato a lungo, ma un chiarimento sulle specifiche richieste degli autotrasportatori non guasta…

Da anni segnaliamo al Governo regionale le difficoltà immani che quotidianamente vessano la nostra categoria: sopra ogni cosa la recezione della nuova normativa europea sul codice della strada. Una follia che prevede tempi di guida di massimo otto ore per autista. Il trasporto gommato in Sicilia, la cui economia ruota principalmente attorno all’esportazione di prodotti ortofrutticoli, con otto ore di guida può permettersi (con l’alternanza di ben due autisti sullo stesso mezzo) di arrivare al massimo a Firenze, poi per legge deve fermarsi. Come facciamo a far arrivare le nostre merci nel resto d’Italia con una regolamentazione così?

Avete sottoposto il problema all’assessorato competente o al Governatore?

“Lo abbiamo fatto, ripetutamente, ma il problema è stato sottovalutato. Non ci si è resi conto che si stava ammazzando un’intera economia. Se poi a questo aggiungiamo i rincari sui costi del carburante allora si capisce bene quanto la situazione per migliaia di lavoratori sia drammatica”.

Alternative al trasporto gommato?

“Ma quali alternative? Perché la Sicilia è dotata di trasporti ferroviari per merci all’altezza del ruolo di regione esportatrice?”

Via mare?

“Fino al 2011 gli autotrasportatori avevano un rimborso del 30% sul prezzo del trasporto marittimo. Le faccio un esempio: la tratta Palermo-Genova per un tir imbarcato costa circa 1200 euro; il valore della commessa 1000 euro; è palese che il nostro guadagno si annulla. Non abbiamo margini di guadagno. Finché esisteva il rimborso del costo di trasporto, riuscivamo a garantirci un introito, ma così è impossibile.Significa condannare la Sicilia all’immobilismo economico. Sa quanto costa il traghetto Messina-Reggio per un tir? 240 euro a tir… un’enormità.”

Il Governo regionale ha saputo dare risposte adeguate al problema sollevato?

“Raffaele Lombardo ha sottovalutato per troppo tempo il problema. Ora vorrebbe sbloccare dei fondi per il sostegno al settore, ma sono briciole. A noi servirebbe un’annullamento della direttiva europea sui tempi di guida e un sostegno economico più corposo”.

Dal governo nazionale avete avuto risposte?

“Nessuna. Avremmo voluto incontrare Monti, ma di certo le accuse mosse da Confindustria hanno danneggiato l’immagine di una protesta vera e spontanea, sminuendola a espressione di privilegi di organizzazioni criminali. Un danno enorme per la protesta, un attacco basso”.

I Forconi continueranno la protesta, voi vi fermate?

“Aitras e le associazioni che compongono l’80% della categoria hanno sospeso il fermo, altrimenti saremmo tutti incorsi in sanzioni pesanti per sforamento del tetto massimo di 5 giorni di sciopero. Potremo riprendere altre forme di protesta tra 30 giorni. Molti autotrasportatori, in autonomia di scelta, invece stanno continuando la protesta. Non hanno nulla da perdere, sono sul lastrico e disperati. Noi, per solidarietà con i siciliani in sciopero, torneremo a casa, non lavoreremo.  Siamo stati isolati dal governo regionale e nazionale… per vivere dovremmo andare contro legge.”

Espulsione dagli organismi associativi dei componenti condannati con sentenza, anche non definitiva, per reati di mafia ma anche divieto di designare nella Consulta regionale dell’autotrasporto rappresentanti che abbiano riportato condanne, anche non definitive, per reati contro la pubblica amministrazione o per violenza o minacce consumate durante lo svolgimento di scioperi e manifestazioni che interessino il settore dei trasporti.

Sono alcuni degli impegni contenuti nel protocollo di legalita’ messo a punto dall’assessore regionale al Trasporto e alla Mobilita’, Pier Carmelo Russo, e sottoscritto da otto associazioni di categoria al temine di una riunione che si e’ svolta a Palermo, nei locali dell’assessorato.

A siglare il documento sono state Assotrasport, Aitras, Assiotrat, Confartigianato, Confindustria, Fai, Fita e Lega delle cooperative.

“Cosi’ come facciamo i bandi senza un termine fisso, ma a sportello – ha tenuto a precisare Russo – chiunque puo’, in qualunque momento, aderire al protocollo di legalita’ che resta un contratto aperto”.

Dalle associazioni di categoria presenti alla riunione e’ arrivato un grido d’allarme per la situazione che si e’ determinata dopo cinque giorni di protesta. A Russo e’ stata consegnata una lettera in cui si segnala che, “malgrado il giorno 21 gennaio sia spirato il termine finale fissato per lo sciopero del trasporto indetto dall’Aias, non sono in concreto venute meno le condizioni di inibizione al libero esercizio dell’attivita’ di impresa”.

“Viene, infatti, segnalato il permanere di blocchi stradali che impediscono la libera circolazione di mezzi e persone, non solo nelle sedi stradali ma anche nelle aree portuali”, scrivono le associazioni dell’autotrasporto, che sottolineano “l’urgenza di congrui interventi per la rimozione di ogni impedimento, in assenza dei quali potrebbero generarsi condizioni di conflitto non governabile dalle associazioni stesse”.

All’assessore e’ stato chiesto di inoltrare la lettera ai prefetti dell’isola.



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