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Sicilia, il mistero del Ponte: il sole24ore lo dà come definanziato, il governatore Lombardo non ha riscontro

Scritto da Redazione il 22 gennaio 2012, alle 07:04 | archiviato in Ambiente, Economia, Eventi. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Frana il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La notizia, riportata oggi dal Sole 24 Ore, è che l’opera sarebbe stata definanziata per 1,6 miliardi da destinare a interventi minori durante la riunione del Cipe. Ma non trova conferme ufficiali. Nè nel comunicato diffuso ieri al termine della riunione si spiega cosa e se qualche voce viene definanziata fornendo piuttosto l’elenco dei nuovi interventi.

Da quanto si apprende dell’argomento non si sarebbe neppure discusso ieri durante la riunione. E che comunque i soldi sarebbero ancora sul ‘capitolo’ Ponte. Il problema sarebbe un altro: data la situazione finanziaria e il cambio di passo del Governo Monti rispetto al precedente non arriverebbero le nuove risorse necessarie bloccando di fatto la realizzazione del Ponte.

Il Sole 24 Ore spiegava che nella seduta Cipe di ieri, che ha sbloccato interventi infrastrutturali per 6,2 miliardi, c’è stato “un doppio cambio di filosofia rispetto ai tre anni gestiti dal ministro Tremonti. Si favoriscono da una parte interventi diffusi sul territorio piuttosto che mega opere dai tempi lunghi; e dall’ altra si definiscono piani dettagliati e già concordati con il territorio allo scopo di far partire prima possibile le ruspe”.

Il Cipe “ha definito l’elenco dei vecchi finanziamenti Fas Infrastrutture da revocare, in attuazione dei tagli disposti dalle manovre di luglio e agosto: sforbiciate complessive per 6,3 miliardi su 11 totali, fra cui spicca la revoca dei 1.624 milioni di euro assegnati nel 2009 al Ponte sullo Stretto, e mai nè impegnati nè spesi. A questo punto – conclude l’articolo – l’ opera, che lamentava ancora una mancanza di finanziamenti per circa 6 miliardi su 8,5 di costo totale, torna in un cassetto”.

Il Ponte dunque, fiore all’occhiello del Governo Berlusconi, salta. Si lamenta l’ex ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli: “registriamo ancora la sostanziale cancellazione del
Ponte sullo Stretto di Messina. Una decisione di chiaro segno politico contrario rispetto ai programmi del governo di centrodestra presentati ed approvati dagli elettori”. E anche  ol deputato catanese del Pdl, Basilio Catanoso, parla di decisione “da irresponsabili”.

Ma molti accolgono con favore l’iniziativa: il leader degli industriali, Emma Marcegaglia, ritiene che la parte di decreto sulle infrastrutture varata ieri sia “interessante. Finalmente si finanziano le piccole opere, finalmente si parla di autorità dei trasporti, si tira via il Ponte sullo Stretto e quindi il nostro giudizio complessivo è positivo”. E se da Marcegaglia arriva un giudizio positivo nel Pd c’è addirittura chi esulta: “addio Ponte sullo Stretto? Un’ottima notizia”, afferma Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati del Pd e parlamentare calabrese. Soddisfatto anche Ermete Realacci, responsabile Green Economy del Pd e il portavoce nazionale dell’Idv, Leoluca Orlando, che insieme al capogruppo in commissione Finanze, Ignazio Messina ribadiscono: “il ponte non è una priorità ma uno spreco di risorse”. Infine Legambiente: “finalmente un cambio di passo”.

“Pare che il Cipe abbia sottratto la copertura finanziaria necessaria per la costruzione del Ponte sullo Stretto che i siciliani vogliono mentre la si mantiene per la piu’ costosa Tav che in Val di Susa non vogliono. Se cosi’ fosse, potranno brindare, tra Scilla e Cariddi, i Caronte che impongono un “pizzo” di 250 euro agli autotrasportatori disperati e gli aggiudicatari della gara che senza muovere un dito incasseranno milioni di euro di risarcimenti!” Lo ha detto il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, commentando la notizia della revoca da parte del Cipe dei finanziamenti destinati alla costruzione del Ponte sullo Stretto.



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2 Risposte per “Sicilia, il mistero del Ponte: il sole24ore lo dà come definanziato, il governatore Lombardo non ha riscontro”

  1. W.Churchill scrive:

    “Pare che il Cipe abbia sottratto la copertura finanziaria necessaria per la costruzione del Ponte sullo Stretto che i siciliani vogliono mentre la si mantiene per la piu’ costosa Tav che in Val di Susa non vogliono. Se cosi’ fosse, potranno brindare, tra Scilla e Cariddi, i Caronte che impongono un “pizzo” di 250 euro agli autotrasportatori disperati e gli aggiudicatari della gara che senza muovere un dito incasseranno milioni di euro di risarcimenti!”

    Mai parole più chiare di queste!
    Autotrasportatori Vi interessate pure di questo o no????

  2. franco scrive:

    Tanto non ci sono mai state intenzioni

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