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Sicilia, Movimento dei Forconi: parla Don Giuseppe Di Rosa da Avola: “Ecco come nacque il movimento”

Scritto da il 26 gennaio 2012, alle 07:14 | archiviato in Costume e società, Cronaca, cronaca sicilia, IN EVIDENZA, Photo Gallery, sciopero sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

“L’idea dei Forconi fu un’intuizione. Nacque all’uscita dal cinema Odeon dove c’era stata una grande assemblea, alla presenza dell’allora ministro Saverio Romano. A quell’incontro invitammo una delegazione di pastori sardi per capire come erano riusciti a dare voce al loro disagio. Un pecoraio della provincia di Messina, Peppe Scandurra che con Mariano Ferro è l’asse del movimento, esclamò: Forconi, chiamiamoci così”. Padre Giuseppe Di Rosa, prete di Avola (cittadina cuore della rivolta dei braccianti agricoli del 2 dicembre ’68 con due morti e 48 feriti), ritenuto l’anima e l’ispiratore dei Forconi, ripercorre a ritroso la storia di un movimento nato nel maggio 2011 nelle campagne tra Ragusa e Siracusa e che sta trainando quella che viene definita da molti “la rivolta del popolo siciliano”.

“Quella dei Forconi è solo una sigla – dice il sacerdote, in prima linea al corteo di stamattina a Palermo – In realtà il movimento ha radici lontane. Nasce a metà degli anni Novanta, col problema delle quote latte. Io, assieme ad altri sacerdoti come don Giuseppe Amore di Modica e don Stefano Trombatore a Rosolini, cominciammo a raccogliere il disagio degli allevatori. La prima riunione si tenne in aperta campagna, non eravano più di cento. I contadini non avevano nemmeno i soldi per una pizza, spesso stavamo ore e ore a discutere, senza mangiare”.

Col passare del tempo, il fronte divenne sempre più ampio. “Venimmo a sapere che nelle province di Agrigento e di Caltanissetta c’erano gruppi di contadini che raccoglievano il grano e coltivavano le pesche in grande sofferenza – ricorda don Di Rosa -. Stabilimmo dei contatti con Gino Scibetta a Riesi e con Ciccio Aiello, ex sindaco di Vittoria”.

Ma poi la politica, le gelosie, la voglia di leadership, tolsero mordente al movimento mentre il malessere a causa della crisi economica aumentava. “Trovammo un interlocutore in Titti Bufardeci che divenne assessore regionale all’Agricoltura”, prosegue il sacerdote, al quale la diocesi di Noto ha assegnato la pastorale del lavoro.

I gruppi spontanei andarono avanti tra alti e bassi, si costituirono gruppi in rete. “Avevamo molte pressioni: le organizzazioni tradizionali, i sindacati, la politica – soottolinea il prete, studi sociologici a Parigi -. Ricordo un episodio emblematico. Dopo una grande assemblea a Caltanissetta con mille persone, ci spostammo ad Agrigento, dove ci fu messo a disposizione un enorme salone, solo più tardi scoprimmo che lo aveva messo a disposizione la Regione”.

Padre Di Rosa è sicuro che il movimento non sarà un fuoco di paglia. “La gente è disperata – conclude -, ci sono agricoltori che hanno dovuto vendere ettari di terra per dare da mangiare alle famiglie, persone che hanno migliaia di euro di debiti con le banche, i trattori pignorati. E’ una rivolta popolare per la sopravvivenza”.

Intanto sul fronte politico si è concluso l’incontro tra Lombardo e il premier: “Ho trovato una competenza senza precedenti. La prossima settimana l’esecutivo aprirà un tavolo tecnico per le accise e il costo della benzina”.

“Abbiamo trovato nel premier Mario Monti e nei ministri una competenza tecnica e una disponibilità senza precedenti: ora raccomando grande responsabilità agli autotrasportatori,  è opportuno che cessino forme di protesta che creano danni ad altre categorie”. Così il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, al termine di un incontro con Monti a Palazzo Chigi, in cui ha presentato un dossier di richieste avanzato dal movimento dei forconi.

Una delegazione siciliana guidata da Lombardo ha incontrato, oltre al premier Monti, i ministri dell’Interno e dell’Agricoltura, Annamaria Cancellieri e Mario Catania ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. “Sono state – ha spiegato Lombardo – due ore e mezzo di confronto serrato ed abbiamo affrontato in modo esauriente una serie di punti importanti. Abbiamo chiesto la flessibilità nella riscossione dei tributi, l’impegno a varare norme precise a tutela della sicurezza alimentare per tutelare i nostri prodotti dalla concorrenza sleale di altri Paesi ed abbiamo anche stabilito la partecipazione di alcune imprese siciliane nelle opere che verranno fatte in Libia”.



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1 Risposta per “Sicilia, Movimento dei Forconi: parla Don Giuseppe Di Rosa da Avola: “Ecco come nacque il movimento””

  1. ANTONIO ha detto:

    Questi sono giorni davvero significativi per gli italiani.
    Sono momenti di libertà espressiva, di democrazia popolare e soprattutto di speranza di una giustizia rispettosa dell’umana esistenza.
    Il popolo ha constatato direttamente l’oscurità che avvolge i potenti del momento. Oggi vuol dire la sua.
    Siamo stanchi di assistere immobili, inermi e silenziosi al declino della Nostra Repubblica.
    Il governo purtroppo è un fantoccio, è al servizio delle aspettative del momento ed è in totale asservimento all’oscurità della democrazia.
    Tutte le denunce o i reclami di illeciti, truffe, inganni, abusi, speculazioni e reati tra i più svariati effettuati da funzionari, dirigenti e impiegati dello Stato non hanno dato alcune riscontro a chi come me si è prodigato per la giustizia, il lavoro, la sicurezza e l’educazione dei giovani per suscitare interessi degni di essere umani.
    I parlamentari, i potenti, no, proprio no ad ogni richiesta di giustizia si mostrano sordi e muti.
    Pertanto la domanda è doverosa, quali sono i vostri interessi o parlamentari sordomuti?
    Sarebbero tante, potrebbero essere fiumi di parole le mie, ma credo che non servirebbe ad alcun che.
    Mi preme invece oggi condividere le parole di Ferro e il movimento dei forconi perché saldi nei valori del lavoro, della sicurezza, della democrazia, della libertà e della giustizia, si prodigano per ricevere visibilità e sostegno da tutti coloro che non hanno paura di uscire dal guscio perverso fatto di abusi, truffe e inganni in cui tanti italiani si sono rifugiati.
    La smetta il governo di garantire politici, funzionari, dirigenti, magistati e un gran numero di impiegati con CONCORSI TRUCCATI E CARRIERE DI COMODO per garantire macchine perverse al solo fine di accumulare ricchezze e patrimoni a scapito della DEMOCRAZIA, della GIUSTIZIA E della LIBERTA’.
    L’ITALIA ha bisogno oggi più che mai di persone oneste.
    Vi garantisco che nonostante prove inconfutabili consegnate da me alle Procure, ai Ministeri , a parlamentari e giornalisti, tutti da anni tacciono divenendo garanti delle vergogne più atroci che hanno messo in ginocchio la vita e la dignità di un popolo laborioso e rispettoso dell’altrui esistenza.
    Aderenti, simpatizzanti e sostenitori del movimento dei forconi siate sempre saldi nei valori della DEMOCRAZIA, della GIUSTIZIA e della LIBERTA’-
    Fate in modo che l’Italia non versi più fiumi di lacrime per mancanza di GIUSTIZIA.
    W l’italia, W la Repubblica, W il Popolo .
    Antonio Di Matteo

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