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Sciopero, vertice alla Regione Sicilia: le associazioni chiedono lo stato di crisi, i Forconi “l’agitazione continua”

Scritto da il 27 gennaio 2012, alle 07:22 | archiviato in Costume e società, Cronaca, cronaca sicilia, Photo Gallery, sciopero sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Quantificazione dei danni causati dal blocco dei tir, dichiarazione dello stato di crisi, abbattimento delle accise per il gasolio agricolo. Queste le richieste avanzate da Coldiretti, Cia e Confagricoltura, all’assessore regionale delle Risorse agricole, Elio D’Antrassi.

“Durante la riunione – si legge, in una nota della Regione siciliana – è stata analizzata la situazione causata dall’impossibilità di commercializzare i prodotti agricoli dell’Isola, un danno economico sempre più elevato che si aggrava di ora in ora e si protrae da 15 giorni”.

“Tra le altre richieste avanzate al governo regionale, da parte delle organizzazioni agricole, l’emanazione delle circolari attuative della Legge regionale 25 del 2011, per la ristrutturazione dei debiti Inps, i contratti interprofessionali con la grande distribuzione organizzata e la riproposizione della norma per le agevolazioni fiscali per l’acquisto dei fondi agricoli”.

“In considerazione dello stato di crisi complessivo del settore – conclude la nota – occorre, inoltre, un intervento immediato per ottenere l’innalzamento degli aiuti in regime di ‘de minimis'”.

“Ognuno deve fare la propria parte. All’Assemblea regionale chiedo per esempio di calendarizzare il disegno di legge sul commercio in modo da approvarlo al più presto”, ha detto Lombardo prima di entrare a sala d’Ercole. “Incontrerò tutte le categorie presto per dare loro i chiarimenti necessari, sapevo che ci potevano essere dei pregiudizi. Col premier Monti, ieri sera, è stato un confronto serrato, durato oltre due ore e mezza e non ricordo in tanti anni di esperienza amministrativa un livello così alto”. “C’è competizione sleale del prodotto nordafricano, a volte trattato con sostanze che se non vengono controllate e che poi arrivano sulle nostre tavole. Al governo Monti abbiamo chiesto controlli rigorosi e che si definisca la provenienza”.

Il governatore si è concesso anche una parentesi sul ponte sullo Stretto: “Il governo Monti ci ha spiegato che il ponte non è stato definanziato. Io tengo molto all’opera come la maggior parte dei siciliani. Bisogna stringere i tempi per reperire circa 2 miliardi di euro”.

“Decideremo come proseguire la mobilitazione con un’assemblea, prima speriamo di poter incontrare oggi il presidente Lombardo. Gli abbiamo chiesto di essere ricevuti, vedremo”. Il leader del movimento dei Forconi, Mariano Ferro, commenta il vertice  a Palazzo Chigi tra il premier Monti e il governatore Raffaele Lombardo.

“Mi sembra che dalla riunione non sia uscito nulla di immediatamente concreto – sostiene Ferro, soddisfatto per la manifestazione a Palermo – Ma vogliamo sentire Lombardo”. Ferro al momento esclude nuovi blocchi: “L’agitazione proseguirà senza danneggiare i cittadini”.

Numerose segnalazioni circa speculazioni sui prezzi di frutta, verdura, beni di prima necessità e soprattutto di benzina dopo lo sciopero dei tir nell’Isola sono giunte al Codacons, che ha avvertito la Guardia di finanza, che ha disposto alcuni controlli ai distributori di carburante. Lo rende noto la stessa associazione.

Tra le segnalazioni quella della vendita di benzina alle pompe anche a 2 euro al litro. Per questo motivo il Codacons invita gli utenti “a verificare che il prezzo esposto sia uguale al prezzo con cui viene erogata la benzina alla pompa, poichè spesso in questi giorni le due cose non coincidono” e a segnalare “ogni tipo di anomalia, come quella dei tabelloni prezzi spenti ai rifornimenti”.

“Chi approfitta del momento per aumentare in modo indiscriminato i prezzi – afferma il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi – va arrestato e il rifornimento di benzina sequestrato. Non è possibile approfittare così della gente che per necessità deve fare benzina”. Il Codacons consiglia di rivolgersi al 117 in caso di speculazione accertata.

La Provincia Regionale di Agrigento a sostegno delle rivendicazioni di autotrasportatori, agricoltori e pescatori siciliani.

Il presidente Eugenio D’Orsi interviene sulla protesta del movimento dei “Forconi” e dei camionisti di “Onda d’urto”, alla luce dell’esito positivo dell’ incontro di ieri a Palazzo Chigi, tra il Governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, ed il Presidente del Consiglio, Mario Monti.

“L’istituzione di un tavolo tecnico sul “caso Sicilia” – ha detto D’Orsi – è un primo passo per avviare interventi fondamentali per la crescita del territorio. Il presidente Lombardo si è fatto portavoce dei problemi dell’Isola, a sostegno di una protesta di cui condividiamo i motivi, ma da cui prendiamo le distanze per il metodo duro che ha portato tensione sulle strade e gli scontri di ieri a Roma tra pescatori e Forze dell’ordine. La promessa di contrattazione su accise, sanità e federalismo, e la disponibilità manifestata dal premier Mario Monti necessitano di attenta riflessione sul proseguo della protesta da parte dei leder dei diversi movimenti. I blocchi di questi giorni hanno danneggiato settori nevralgici della nostra provincia: contiamo ancora i danni alle primizie della Piana di Licata, al comparto della pesca, agli agrumi di Ribera. I raduni di ieri a Roma e Palermo, che hanno, altresì,coinvolte in molte piazze della Sicilia sigle di movimenti studenteschi inneggianti slogan contro il Governo, è il segnale inquietante di un forte malessere sociale pronto ad esplodere. È doveroso da parte delle Istituzioni registrarlo, ascoltarlo e monitorarlo affinché non sfoci in atti violenti che potrebbero portare alla chiusura del dialogo. Rivolgo, per questo motivo – conclude – un appello ai leader della protesta, affinché continui a prevalere l’alto senso di responsabilità sociale e civile. Le interviste che abbiamo visto nei telegiornali ci hanno mostrato i volti della nostra gente di Sicilia, scavati dal sole e dalle mani abituati a lavorare. Gente semplice che chiede solo sicurezza economica per le proprie famiglie. I motivi del contendere sono chiarissimi, li rispettiamo, ma non possiamo permettere che il protrarsi della protesta, rallenti le nostre produzioni con il rischio di bloccare un sistema economico già fortemente penalizzato dalla crisi.”



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