Ben Gazzara poliedrico attore cinematografico della scena mondiale, si è spento a New York all’età di 82 anni. soffriva da tempo di un cancro al pancreas, il suo nome completo era Biagio Anthony Gazzara, i suoi genitori nativi di Canicattì, emigrarono negli anni 20 negli Stati Uniti.
L’attore con una carriera lunga e da tutti riconosciuta di alto livello, aveva interpretato circa un centinaio di parti anche da protagonista, dal 1957 al 2011, lavorando con i maggiori registi mondiali da John Turturro a Lars Von Trier a Giuseppe Tornatore.
La sua prima apparizione sul grande schermo risale al 1957 nel film diretto da Jack Garfein, Un uomo sbagliato, nel 1986 partecipò come protagonista al film di esordio di Giuseppe Tornatore, Il camorrista, nel ruolo di Raffaele Cutolo. Nel 1988 interpretò il ruolo di Don Bosco nell’omonimo film di Leandro Castellani.
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L’unico rammarico che le autorita’ Cittadine , non abbiano saputo sfruttare , il personaggio di grande spessore artistisco Canicattinese , per promuovere eventi a lui dedicati , portando a Canicatti’ grandi nomi del Cinema nel panorama Italiano e mondiale , ma anche per poter mettere in risalto la Citta’ natale di Benny Gazzara.
Condoglianze ai cugini residenti a Canicatti’
Sentite condoglianze ai parenti di canicattì!!
Sentite condoglianze ai parenti tutti
i giovani canicattinesi forse nemmeno sanno chi è, ma probabilmente è stato il canicattinese piu famoso al mondo, specie negli stati uniti era famosissimo.E’ stato a canicatti diverse volte, e si è sempre vantato di esserlo cittadino canicattinese, anche se sua mamma era di castrofilippo.Riposa in pace grande artista, sei un mito.
E’ morto a New York un grande del cinema . Era cittadino onorario di Castrofilippo paese dove nacque sua madre e da dove emigrò per gli Stati Uniti . Il padre nacque a Canicattì e da questi ascoltò tanti ricordi di gioventù che Ben ascoltava con interesse , ricordi che lasciarono nel profondo dell’attore un segno indelebile di sicilianità che traspariva in tutte le sue interpretazioni. Addio a Ben Gazzara un grande sangue siciliano che tutto il mondo ha apprezzato e stimato.
la notizia mi ha addolorato dato che alla mia eta’ ho visto parecchi film di ben gazzara maestosa la sua interpretazione del professore di vesuviano raffaele cutolo con la regia di un giovane che sarebbe diventato un mostro sacro del cinema peppino tornatore va via un grande siciliano d’america
ADDIO BEN,GRANDE ATTORE STIMATO PER LA SUA PROFESSIONALITA’
E SPICCATA PERSONALITA’ .PECCATO NON AVERGLI RICONOSCIUTO IL
MERITO NELLA NS CITTA’ ,MI RICORDO QUANDO VENNE QUALCHE ANNO FA’ SOLO E FISCHI E NIENTE APPLAUSI . SOLITI CANICATTINESI PVERI E SUPERBI!
Ben Gazzara: l’attore dal sorriso malinconico
La sua autobiografia, In The Moment
«Mia madre, Angela Cusumano, venne in America nel 1902; aveva diciassette anni. Non ho mai avuto una madre giovane. Quando nacqui nel 1930, lei aveva 45 anni. Sebbene in viso avesse già le rughe, non si truccava mai. Aveva la fronte alta circondata da rigogliosi capelli neri punteggiati di grigio, che teneva immancabilmente legati in una crocchia. La prima volta che la vidi disciogliersi i capelli pensai che non avrebbero mai finito di cadere. Scivolarono lentamente lungo la schiena fino a fermarsi sotto le ginocchia. Però ciò che sempre mi conquistò di mi madre, erano i suoi occhi. Cambiavano colore a seconda di come la luce li colpiva. A volte erano marroni, altre volte dorati, o verdi, e anche azzurri. (Sono stato fortunato; posseggo gli occhi di mia madre).
Nel 1908, mio padre, Antonio Gazzara, arrivò negli Stati Uniti. Aveva trentotto anni. E la ferma intenzione di voler far ritorno al suo paese, in Sicilia. A differenza di mia madre, non mise mai radici in America. Non imparò neppure l’inglese – l’America dopo tutto era una condizione transitoria. Lavorò duramente come asfaltista, muratore, carpentiere e qualsiasi altro lavoro gli capitasse. Il denaro l’avrebbe riportato con sé, in Italia. Ma non ne fece mai abbastanza per tornare. Sapevo che covava dentro una tristezza, così mi piaceva molto quando riuscivo a farlo sorridere. (Io posseggo il sorriso di mio padre)».