Quinto appuntamento della Stagione Teatrale Concertistica con la direzione Artistica di Salvo Bona al Teatro Sociale di Canicattì, giovedì 23 febbraio, la Compagnia Dell’Isola di Sciacca, infatti, metterà in scena un classico del teatro siciliano, “La cavalleria Rusticana” di Verga. Un opera che il regista, Vincenzo Catanzaro, ha riadattato attingendo al variegato mondo delle novelle verghiane, con l’aggiunta di alcuni personaggi ed il potenziamento di altri già presenti, per offrire, sul piano antropologico e culturale, un profilo più esaustivo della cultura, della tradizione e dei valori del popolo siciliano nei primi del ‘900. Lo spettacolo, che ha riscosso notevoli consensi di pubblico e di critica, ha, tra gli altri riconoscimenti, ottenuto importanti premi in diverse rassegne regionali. Questi gli attori che si esibiranno sul palcoscenico dell’ “Aldo Nicolaj”: Liliana Abbene (Gna’ Nunzia), Vito Graffeo (Alfiu), Filippo Catanzaro (Turiddu), Roberta Graffeo (Santuzza), Paola Caracappa (Lola), Giusy Agozzino (Filumena), Pippo Santangelo (Brasi), Serena Cottone (Camilla), Francesca Licari (Pippuzza), Giampiero Criscenzo (Carmine), Pippo D’Antoni (Masi), Michele Cirafisi (Meno). L’inizio dello spettacolo è fissato per le ore 21.00.
“La cavalleria rusticana”, spettacolo in due tempi, adattamento e traduzione il lingua siciliana, che Vincenzo Catanzaro ha operato sul testo verghiano “Cavalleria rusticana” assume il carattere di “novità assoluta”.
Trattasi, infatti non di una semplice trasposizione in lingua siciliana del celebre testo teatrale di Verga che, com’è noto, per la sua brevità, viene, quasi sempre, messo in scena in accoppiata con altro breve testo dello stesso Verga o come atto unico.
Il risultato del lavoro di Vincenzo Catanzaro, invece, consegna alle scene uno spettacolo completo, articolato in due tempi, della durata di oltre 90 minuti, che oltre che essere un ampliamento della vicenda umana dei personaggi del dramma verghiano, offre uno spaccato della società dell’epoca, della cultura, della tradizione e dei valori del popolo siciliano dei primi del ‘900.
Per ciò l’autore dell’adattamento ha attinto anche al variegato mondo delle novelle verghiate, con l’aggiunta di alcuni personaggi ed il potenziamento di altri che sono già nella “Cavalleria” verghiana, per offrire, sul piano antropologico e culturale, un profilo più esaustivo della Sicilia del tempo.
Un ultimo aspetto che connota lo spettacolo come “novità assoluta” è la parte musicale e cantata dello spettacolo, che è il risultato di un attento lavoro condotto dal giovane compositore Giovanni Antonio Bono sulle musiche di Mascagni, che porta alla creazione di motivi originali, partendo da frammenti della musica del celebre melodramma, attraverso un procedimento rigoroso sul piano filologico. Canzoni e cori sono cantati dal vivo con l’utilizzo di basi musicali registrate.
Note di regia
A Verga non piaceva il teatro. Anzi lo considerava una forma d’arte minore, “inferiore e primitiva”
Preferiva il romanzo, il racconto, la novella.
Eppure quanta teatralità in quel suo raccontare! Quanto teatro! Complice la Sicilia.
Teatralità spontanea, primitiva e naturale.
Nelle alterne vicissitudini del quotidiano; nei momenti risolutivi dell’esistenza; nel disgelarsi delle passioni più primitive; nell’affermarsi dei miti e dei valori; nell’ironia che irride anche la morte; nella stessa fissità di un mondo scolpito dai gesti e dalle parole.
E poi la terra siciliana, essenziale complemento scenografico, con la sua luce e con le sue dissolvenze.
Tutto ciò, in fondo, è in questa messinscena de “La cavalleria rusticana” che, partendo dal testo teatrale, attinge al mondo variegato delle novelle verghiate.
Con l’aggiunta delle musiche e delle sonorità mediterranee.
E a lingua, quella siciliana, nella sua dignità di mezzo espressivo compiuto, in grado di comunicare emozioni, sentimenti e passioni che sono di ogni tempo e di ogni luogo.
Ed una recitazione senza artifici, naturale, a rendere il primitivo che c’è nel fondo delle passioni più forti e dirompenti.
CAST
Personaggi Interpreti
Gna’ Nunzia Liliana Abbene
Alfiu Vito Graffeo
Turiddu Filippo Catanzaro
Santuzza Roberta Graffeo
Lola Paola Caracappa
Filumena Giusy Agozzino
Brasi Pippo Santangelo
Camilla Lavinia Prestia
Pippuzza Emanuela Cirafisi
Carmine Giampiero Criscenzo
Masi Pippo D’Antoni
Meno Michele Cirafisi
Scene e costumi Enzo La Mendola
Musiche Giovanni Antonio Bono
Fonico Giuseppe Corona
Luci Michele Indelicato
Regia Vincenzo Catanzaro
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