Continua la battaglia legale di Sebastiano Aquila, assegnatario di un alloggio popolare che però non può utilizzare perché occupato abusivamente da altre persone. Il suo legale di fiducia, l’avvocato Giovanni Salvaggio, ha presentato un esposto denuncia per omissioni di atti d’ufficio contro il sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo e lo Iacp (Istituto autonomo case popolari di Agrigento). La vicenda riguarda Sebastiano Aquila, 45 anni di Lentini ma coniugato a Canicattì. L’uomo è risultato collocato positivamente nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggio popolare ma la casa che gli spetta di diritto era già occupata, abusivamente, da altre persone. Il suo legale, aveva chiesto sia al Comune che allo Iacp di intervenire con la massima urgenza sfrattando le persone che,senza averne titolo, risiedono all’interno dell’abitazione. Ad oggi però sembra che entrambi gli Enti non abbiano messo in atto nessun tipo di azione .In pratica il Comune sostiene che la competenza è dello Iacp e quest’ultimo si difende sostenendo il contrario. L’avvocato Salvaggio, aveva anche chiesto un interessamento del Prefetto al fine di risolvere in tempi rapidi la situazione. Dal canto suo il Sindaco , tirato in ballo, replica in questo modo: “ Al sottoscritto, come massimo rappresentante dell’istituzione comunale, è stato chiesto di sgomberare gli alloggi sfrattando gli abusivi. La competenza non è del Comune poiché è lo Iacp il proprietario delle case in questione. Come fa il Sindaco a revocare quello che non ha mai assegnato? Il Comune altro non può fare che trasmettere, tramite la Polizia municipale, un’informativa di reato alla Procura della repubblica di Agrigento, cosa puntualmente fatta in diverse occasioni”. In città il fenomeno dell’occupazione abusiva di alloggi popolari non è nuova. Se prima le istituzioni avevano mostrato una sorta di tolleranza chiamando in causa lo stato di necessità, adesso sembra esserci un’inversione di tendenza. Lo dimostra ad esempio, una recente sentenza di condanna, in primo grado, di Giovanni Castellano che circa 1 anno e mezzo fa, sfondando una finestra, occupò un alloggio popolare sito in contrada largo Gorizia al numero civico 2 dove all’interno erano ancora presenti mobili e arredamento di chi ha avuto il possesso della casa fino a quel moment. In quell’occasione fu sporta regolare denuncia al fine di far prevalere la legalità che, in un certo senso, ha avuto la meglio grazie alla sentenza di condanna. Adesso, in seguito all’esposto presentato dall’avvocato Calogero Lo Giudice, si attende una decisione circa la richiesta di sgombero immediato della famiglia abusiva che, in caso di condanna, dovrà anche risarcire i danni arrecati a tutto il mobilio.
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