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Job sharing per le imprese agricole: arriva il contratto di rete

Scritto da il 21 gennaio 2014, alle 06:52 | archiviato in Economia, Eventi, Non Solo Fisco, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Il Ministro del Lavoro, ha firmato il decreto del 14 gennaio scorso con il quale, si consente anche alle imprese agricole, di ricorrere al contratto di rete.

Il contratto di rete consiste in un contratto con il quale più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa…”Il contratto prevede l’istituzione (non obbligatoria) di un fondo comune patrimoniale.

La possibilità di usare il contratto di rete anche in agricoltura è stata introdotta dal decreto occupazione del governo Letta, D.l. nr. 76/2013; ora, con il decreto del Ministero del lavoro, questo nuovo strumento di “job sharing”, diviene reale e, viene incontro alle esigenze delle imprese agricole che vogliano cogliere nuove opportunità di sviluppo, ad esempio assumendo uno specialista di marketing o di nuove tecnologie dell’informazione, ripartendone gli oneri tra più soggetti legati da un contratto di rete.

Possono utilizzare il contratto di rete per l’assunzione congiunta, secondo l’art. 1 del decreto, le imprese agricole, anche in forma cooperativa, che appartengono allo stesso gruppo di impresa di cui all’art. 31, comma 1, D.Lgs. n. 276/2003, oppure che sono riconducibili allo stesso proprietario o a soggetti diversi legati da vincolo di parentela o affinità entro il terzo grado, oppure ancora che le imprese sono legate da un contratto di rete, quando almeno il 50% di esse sono imprese agricole.

Potrà il contratto di rete per le imprese agricole consentire di cogliere più facilmente le opportunità che l’EXPO fornirà al settore e di superare quei limiti allo sviluppo dovuti alla dimensione di alcune imprese?

Calogero Gallo

Dottore Commercialista



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