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Provincia di Agrigento, “carica delle 104”: oltre 100 medici indagati e 150 insegnanti

Scritto da il 31 ottobre 2016, alle 06:46 | archiviato in Cronaca. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

I-Falsi-invalidiGli indagati sono 252.

Oltre cento sono medici che operano in tutta la provincia di Agrigento, ed altri ancora che operano in Sicilia e su scala nazionale.

Gli insegnanti indagati sono un centinaio ed a loro si aggiungo bidelli, faccendieri, portaborse, semplici galoppini.

L’indagine, clamorosa, fa seguito alla prima tranche denominata “La carica della 104” scattata nel settembre 2014, che vide 19 persone, compresi 10 medici, finire agli arresti su richiesta dell’allora  procuratore della Repubblica Renato Di Natale, dell’aggiunto Ignazio Fonzo e del sostituto Andrea Maggioni.

Per 6 di loro venne disposta la custodia in carcere, per 8 i domiciliari e a 5 indagati venne  imposto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Gli indagati erano complessivamente 101.

Adesso c’è il nuovo filone, che altro non è che il seguito delle investigazioni condotte dalla Digos della Questura di Agrigento, un nuovo fascicolo d’inchiesta, naturale sviluppo dell’indagine  denominata “La carica delle 104″.

La vicenda giudiziaria, promossa dalla Procura della Repubblica di Agrigento, ha svelato il collaudato sistema clientelare e corruttivo legato all’invalidità per ottenere benefici della Legge 104.  Dopo gli oltre cento indagati dell’inchiesta primaria, sfociata nel blitz omonimo e che ha portato anche in carcere medici, professionisti, dirigenti Inps e faccendieri, adesso il nuovo filone che mira ad accertare eventuali abusi nell’assegnare status di malati a chi non possedeva il requisito. Il nuovo filone di indagine è finalizzato ad accertare se anche queste persone in maniera illecita hanno beneficiato della Legge 104 per ottenere illegittimi benefici a scapito di altre persone avente i titoli.

Per tutti l’accusa è di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso tra loro.

La vicenda è ormai nota anche agli indagati perché nelle ultime ore il personale della Digos ha notificato alle persone coinvolte l’avviso di proroga delle indagini preliminari firmato dal pubblico ministero Andrea Maggioni.

 



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