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Molestie su Facebook: ecco come scoprire e denunciare i profili falsi molesti

Scritto da il 9 febbraio 2017, alle 07:10 | archiviato in Costume e società, Eventi, Photo Gallery, Scienze e tecnologie. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Facebook consente di individuare l’ID di ogni utente, in modo che possa essere immediatamente identificato: questo numero, poi, andrà fornito alla polizia postale che – ottenute le dovute autorizzazioni dalla Procura – cercherà, in questo modo, di risalire all’identità del molestatore.
Dietro ai cosiddetti “profili falsi” di Facebook si possono compiere gravissimi illeciti: un messaggio anonimo contenente velate minacce, un furto di identità, un post diffamatorio o offensivo, un esplicito riferimento alla vita privata di un soggetto comunicato a terzi, ecc..
Erroneamente si pensa che reati come l’ingiuria, la calunnia e la minaccia debbano essere caratterizzati da una particolare gravità. Non è così. Per esempio, per integrare quest’ultimo delitto basta prospettare alla vittima un “ingiusto danno”. Recentemente, la Cassazione ha peraltro esteso le maglie della minaccia, facendovi entrare anche la semplice espressione “Te la faccio pagare”.
Ecco come tutelarsi:

Identificare l’ID del molestatore.
Un’operazione estremamente facile da attuarsi.
Prima opzione:
1. Entrate nel profilo del soggetto in questione e, col mouse, cliccate sul simbolo a forma di ingranaggio, accanto al bottone “messaggio”.
2. Si aprirà un menu a tendina.
3. Posizionate il mouse sull’opzione “Segnala/Blocca”, senza però cliccarvi di sopra.
4. Al passaggio del mouse su tale porzione dello schermo apparirà, in automatico, sulla barra di stato in basso del vostro browser (quella sottile striscia posta sotto il pulsante “chat” – v. figura) una serie di codici alfanumerici. In questi codici si nasconde l’ID del molestatore.
5. Tutto ciò che dovete fare, a questo punto, è copiare il numero che compare tra questi codici. Generalmente comincia con “1000…”.
6. Il grosso è fatto. A questo punto, dovete segnalare l’abuso alla Polizia Postale del vostro luogo di residenza che provvederà a individuare il molestatore. Nel segnalare tale abuso, dovrete indicare il nominativo fasullo scelto dal molestatore e il suo numero ID che avete recuperato in base ai passaggi appena descritti.
Seconda opzione:
1. Entrate nel profilo della persona;
2. Posizionate il puntatore del mouse sopra il nome del soggetto scritto sopra l’immagine di copertina;
3. Sotto lo schermo, in basso a sinistra comparira’ l’indirizzo della pagina che state visionando. Alla fine dell’indirizzo troverete:
a. Il nome usato dal soggetto nel suo profilo es: https://www.facebook.com/profile.php?id=paperino.paolino (quello è l’id poiche è stato personalizzato dall’autore della pagina)
b. La scritta id=1000…… copiate quel numero poiché è quello l’ id. che vi serve successivamente. Es: https://www.facebook.com/profile.php?id=1000054897xxxxxx. In questo caso l’id mantiene il numero originario assegnato da Facebook, poiché non è stato personalizzato dell’utente.
Per segnalare l’illecito avete due diversi strumenti:
a) una formale querela, in cui chiedete la punizione del colpevole;
b) un semplice esposto, in cui si mette semplicemente al corrente l’Autorità dell’illecito e le si chiede di dirimere la questione.
Non c’è bisogno di formule particolari. Gli Ufficiali di polizia raccoglieranno le vostre dichiarazioni e stileranno il relativo verbale.

La querela, tuttavia, è un atto più forte e “impegnativo”, in cui dichiarate di essere stati vittima di un reato ed esprimete la volontà che si proceda in ordine a tale reato, punendo il colpevole. La vostra querela potrà comunque essere sempre ritirata in un successivo momento, evitando al querelato di subire una condanna penale (sempre che il reato non sia talmente grave da essere perseguibile d’ufficio).
Al contrario, l’esposto è una semplice segnalazione agli Ufficiali di pubblica sicurezza di dissidi tra privati. A seguito della richiesta d’intervento l’ufficiale di Pubblica Sicurezza invita le parti in ufficio per tentare la conciliazione e redigere un verbale. Se dai fatti si configura un reato, l’Ufficiale di P.S.:
– deve informare l’Autorità giudiziaria, se il fatto è perseguibile d’ufficio
– se si tratta di delitto perseguibile a querela può, a richiesta, esperire un preventivo componimento della vertenza, senza che ciò pregiudichi il successivo esercizio del diritto di querela.
In sostanza, l’esposto è la segnalazione che il cittadino fa all’autorità giudiziaria per sottoporre alla sua attenzione fatti di cui ha notizia affinché valuti se ricorre un’ipotesi di reato.
Qualsiasi sia, delle due, la vostra scelta, vi suggeriamo di chiedere di poter essere messi a conoscenza, in via preventiva, dell’identificativo del molestatore. Questo vi consentirà, eventualmente, di decidere se sporgere querela o meno. Non capita raramente, infatti, che gli autori di illeciti siano persone a noi vicine. Aprire un procedimento penale a loro carico, con tutte le conseguenze che ne derivano, potrebbe essere un effetto che superi il nostro intento (quello di fermare la molestia).
In pratica: Dopo aver fornito il “nick name” e l’indirizzo ID del profilo “molestatore” alla Polizia Postale, quest’ultima aprirà un fascicolo che trasmetterà alla Procura della Repubblica per ottenere le dovute autorizzazioni e poter così chiedere a Facebook l’individuazione degli indirizzi IP dei molestatori.

Angelo Verga
Consulente Tecnico di Parte

 





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