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Report Diste: “Pil +3,6%, è una Sicilia che cresce”

Scritto da il 9 marzo 2017, alle 06:08 | archiviato in Economia, Politica, politica sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

In Sicilia dal 2015 al 2017 il prodotto interno lordo è aumentato di 3,6 punti percentuali (con un aumento in media dell’1,5% nell’ultimo biennio), mentre l’occupazione è cresciuta del 2,7% (+20.590 addetti).

E’ quanto emerge dai dati contenuti nel 46/esimo Report Sicilia, il rapporto sull’economia siciliana realizzato da Diste Consulting e Fondazione Curella dal titolo: “Andiamo a cominciare, la guerra è finita! Costruiamo dalla Macerie”, presentato oggi nella facoltà di Economia dell’ateneo palermitano.

Per Diste l’economia dell’Isola è uscita da una crisi paragonabile a una guerra. L’analisi indica che il 2016 si è chiuso con un aumento del Pil dell’1% e un aumento degli occupati pari a 8 mila unità (+0,6%); mentre le stime per il 2017 registrano un tasso di crescita del Pil meno sostenuto e non superiore allo 0,5% (rispetto a una media nazionale pari a +0,7%).

L’anno in corso, infatti, dovrebbe essere contraddistinto da una fase di ulteriore indebolimento della domanda; nella prima parte dell’anno dovrebbe proseguire una diminuzione dell’occupazione (tendenza registrata già a partire dalla scorsa estate) che nella seconda parte del 2017, però, dovrebbe tornare a crescere.

Più in generale, secondo lo studio, la domanda di lavoro manterrà una sostanziale stabilità, con nuove flessioni in agricoltura e nelle costruzioni bilanciate dagli aumenti attesi nell’industria e nei servizi. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire al 22,5% e consumi della famiglie dovrebbero tornare a diminuire: nel 2017, infatti, dovrebbero attestarsi intorno a più 0,6%, in lieve calo rispetto al 2016.

“La crescita del Pil dell’Isola – ha detto il presidente della Fondazione Curella Pietro Busetta – sembrava decretare la fine della più grave recessione del Dopoguerra, indicando inoltre un’indubbia capacità del sistema produttivo di resistere ai colpi devastanti della crisi, e di reagire”.

“È una Sicilia che cresce – ha detto il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta – dopo anni di depressione profonda che ci avevano fatto perdere 14 punti di Pil in sette anni e ben 150.000 posti di lavoro. Riparte grazie al lavoro fatto dal governo della Regione, mediante la ripresa degli investimenti e la spesa comunitaria, e dalle imprese siciliane”.

Sempre dal report, emerge però che oltre mezzo milione di siciliani è povero, pari al 25,3% delle famiglie residenti nell’Isola, mentre il rischio povertà o esclusione sociale incombe sulla metà della popolazione. Secondo lo studio nel Mezzogiorno le famiglie povere sono 666 mila pari al 20,4% della componente demografica locale; nel Centro Nord d’Italia sono poco più di un milione (5,8%).



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