Notizie | Commenti | E-mail / 02:01


Canicattì, Pillole di Storia: riti, tradizioni e momenti culturali del Venerdì Santo

Scritto da il 12 aprile 2017, alle 06:54 | archiviato in Arte e cultura, Canicattì, Cronaca, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

  La celebrazione del Venerdì Santo a Canicattì è importante non solo dal punto di vista religioso ma anche per specifici riferimenti storici e culturali. —————————————————–

La festa è collegata alla storia della chiesa di S. Diego e a quella della chiesa del “SS. Crocifisso di Monte Calvario” le cui prime notizie risalgono al 1756: si trattava di un piccolo e umido locale con un solo altare sottostante la terrazza dove ogni anno si svolgeva la Funzione della Croce, la cosiddetta Scinnenza.  —————————————————–                                                                         La  chiesetta era stata costruita, in una zona allora periferica, dai confrati dei SS. Sebastiano e Diego e dotata di una rendita di sei onze; per questo rimase sempre alle dipendenze della chiesa di San Diego. Agli inizi dell’Ottocento era già precaria nelle strutture: nella relazione della Sacra Visita Pastorale del 1827 era definita dal vescovo Pietro Maria D’Agostino “assai deperita nelle muraglie”.  —————————-                                                  La chiesa del Calvario, ormai fatiscente, è stata ricostruita ex novo  – su progetto dell’architetto Giuseppe Argento – ed utilizzata a partire dal Venerdì Santo del 1993. —————————————————–

Strettamente legata ai riti della Settimana Santa è, dunque, la storia della Confraternita dedicata, in origine, solo a San Sebastiano. Nel 1576 assunse anche il nome di San Diego con bolla del vescovo di Girgenti, monsignor Cesare Marullo, che in tal modo accoglieva una richiesta dei fedeli, presentata nel 1574 in seguito ad una grave epidemia di peste. Dopo la costruzione della chiesetta del Calvario, la Confraternita assunse l’attuale denominazione di “Confraternita dei Santi Sebastiano e Diego e di Monte Calvario”. —————————————————–

I confrati avevano come principale privilegio quello di trasportare e accompagnare l’urna del Cristo Morto nel Venerdì Santo, indossando sacco e visiera bianca con mozzetta rosata. Un tempo alla processione del Venerdì Santo partecipavano tutte le confraternite, in stretto ordine legato alla loro importanza; ciò era spesso causa di contrasti e, talora, risse. Per decenni il primo posto spettò – per volere del vescovo Antonio Lanza –  alla Confraternita di Santa Barbara, costituita nel 1599. L’otto giugno 1813 il vescovo Saverio Granata assegnò il primo posto in tutte le processioni – e quindi anche in quella del Venerdì Santo – alla Confraternita del Purgatorio da poco costituita. ——————————————————

Non sappiamo se, anteriormente alla costruzione della chiesetta del Calvario, si svolgesse a Canicattì una cerimonia della crocifissione fuori dalle chiese; certamente già da tempo erano in uso le pie pratiche dei Venerdì di marzo che consistevano in processioni penitenziali accompagnate dai cori dei lamentatori. ——————————————————

Costruita la chiesa del Calvario, ebbe origine la festa del Venerdì Santo con modalità corrispondenti, in gran parte, a quelle attuali. Da allora, l’organizzazione della festa fu affidata alla “Confraternita dei Santi Sebastiano e Diego e di Monte Calvario” che, composta in gran parte da agricoltori, possedeva centinaia di pecore ed una casetta che sorgeva tra la chiesa di S. Diego e il campanile; quella casa negli anni Cinquanta, mentre era parroco monsignor Matteo Montanti, fu venduta a privati. ——————————————————

I proventi della Confraternita derivavano, soprattutto, dalla gestione della “fiera franca” di San Diego. Il barone Giacomo II Bonanno Crisafi (1637-1666) dispose che durante la fiera non si pagassero tributi di alcun genere, come “gabella grossa”, “bocceria”, “mercia” e “zagato”. Si doveva pagare solo “l’assettito”, un tributo per l’occupazione del suolo pubblico che venne riscosso, fino al 1825, dalla Confraternita ed era utilizzato per le esigenze della stessa chiesa.. ——————————Negli anni particolarmente ricchi, come il 1816, era necessario allestire più logge di pannerie; veniva allora utilizzata anche la strada posta tra l’abside di San Diego e la “porta falsa” di San Giuseppe: strada e porta oggi non più esistenti a seguito della costruzione del nuovo Municipio. —————————————————–

Le fiere ebbero sempre grande importanza nella vita della città. Quella di San Diego, in particolare, dopo l’unità d’Italia, ebbe ulteriore sviluppo. Intorno al 1860, secondo documenti del tempo; il tenimento (luogo del mercato) si snodava da Li Putieddi (Botteghelle) a Piazza della Foglia o Piazza Maggiore (oggi Piazza IV Novembre), giungendo quindi fino al piano Casucci (la zona attuale della Palma). —————————————————-

Con questi proventi, la Confraternita di San Sebastiano provvedeva anche al pagamento dei due sacerdoti che, interpretando Giuseppe e Nicodemo, il giorno del Venerdì Santo deponevano il Cristo dalla croce. Il 20 marzo 1818 i sacerdoti non vollero adempiere a tale incombenza, asserendo di non essere stati ancora pagati del tutto per il servizio prestato nell’anno precedente; non vollero salire le scale e pertanto furono sostituiti da due sacerdoti dichiaratisi disponibili: Giuseppe Carlisi e Diego Giuliana. —————————————————–

Strettamente legate alla religiosità popolare furono le prime rappresentazioni teatrali. Durante le sacre missioni e nei sermoni quaresimali i predicatori, per tenere sveglia l’attenzione dei fedeli, introducevano delle forme di dialogo. Nelle processioni venivano recitati brani dei testi sacri da una o più persone che si alternavano. ——————————————————

Durante la Settimana Santa – nella prima metà del Novecento al Teatro Sociale o ancor prima, in un grande magazzino messo a disposizione da famiglie benestanti – veniva recitato il “Mortorio” e cioè la “Passione di Cristo” su un testo di Pietro Mancuso, più seguito rispetto a quello di Filippo Orioles. Il lavoro, lunghissimo e assai ricco di personaggi, veniva interpretato da giovani del luogo, appassionati filodrammatici. Le prime rappresentazioni risalgono al 1724. ——————————————————

Il rito della deposizione del Cristo dalla croce, la cosiddetta “scinnenza”, era accompagnato da preghiere, canti e lamentazioni cui partecipavano sacerdoti e laici. Spesso i sacerdoti che deponevano il Cristo indossavano abiti da scena, vestendo alla maniera ebraica con turbante e manta fodencina (abito corto dalla cintura al ginocchio). ——————————————————

Vestirono in tal modo, nel Venerdì Santo del 1810, giorno 20 marzo, i sacerdoti Pietro Guarneri nella parte di Giuseppe e Gaetano Ippolito nella parte di Nicodemo. Veniva ripresa, dopo circa cinquant’anni, una tradizione introdotta dai domenicani di Canicattì, il sacerdote Girolamo Sorrusca e il lettore Giacinto Munda. Proprio in quel Venerdì Santo sul Calvario furono installate le croci laterali per i due ladroni: da quell’anno in poi, poiché il cattivo ladrone non voleva convertirsi, la sua statua in cartapesta cominciò ad essere colpita a sassate dai ragazzini presenti. ——————————————————

Vestiti in tale forma stravagante, i sacerdoti deponevano dalla croce il Cristo, recitando antichi versi: “Gerusalemme crudele…”. Il coro quindi intonava “Crudelissimo ferro”; poi le nenie dei penitenti, coronati di spine, e dei lamentatori davano il via alla solenne processione lungo la tradizionale via dei Santi. ——————————————————

Al termine, a tarda sera, davanti la chiesa di San Diego si svolgeva e continua a svolgersi, con rito assai suggestivo e immutato da secoli, la “spartenza” e cioè l’ultimo addio della Madonna, di San Giovanni e, da pochi anni, di Maria Maddalena, al Cristo morto. ——————————- GAETANO AUGELLO





   Clicca e Condividi su Facebook |

Clicca per consigliare questo articolo sulla ricerca Google



Invia per mail l'articolo o stampalo in PDF



Lascia un commento

Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni della testata CanicattiWeb.com.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.
Ad esempio, i commenti e i nickname non dovranno contenere:
- espressioni volgari o scurrili
- offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale
- esaltazioni o istigazioni alla violenza o richiami a ideologie totalitarie punite dalla costituzione

I contributi che risulteranno in contrasto con i principi esposti non verranno pubblicati.
Si raccomanda di rispettare la netiquette.


Spazio Pubblicitario





CanicattiWeb.com su Facebook

Sondaggio

Commenti recenti


Testata giornalistica online registrata presso il Tribunale di Milano n° 272 del 10/06/2009 - ISSN: 2035-6617 -
| Versione SPD | Supporto Tecnico e Hosting Bluermes Comunicazione Integrata