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Canicattì: uno scalpo politico deve essere molto più di una mera decapitazione (politica)

Scritto da il 26 settembre 2017, alle 16:54 | archiviato in IN EVIDENZA, Politica, Politica Canicattì, Sassolini. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Una giunta non è una squadra di calcio, un assessore non è un terzino che rimpiazzi con un altro terzino e un partito  non è un allenatore . Il sindaco è il capitano. Il Sindaco è il capitano perché è colui che dà la rotta, colui che deve attraversare mari e tempeste e stabilire la meta. Il Sindaco deve potere contare sul suo equipaggio e il suo equipaggio deve sapere bene dove portare la nave. Al netto delle metafore marinare di cui conservo memoria a causa della mia provenienza, oggi il paese si trova ad un bivio o meglio in alto mare…. Un assessore al bilancio di cui si chiede la testa ancor prima che venga presentato il bilancio…. Sarebbe come  fare la recensione di un film di un regista che non lo ha ancora realizzato, sarebbe come pagare il conto al ristorante senza avere mangiato. E allora se il prezzo da pagare deve essere questo, ne deve valere la pena. Il sostituto dovrà essere in grado di produrre in tempi strettissimi ciò che fino ad oggi non si è prodotto. Se la sostituzione deve essere al pari di una gomma bucata sostituita dal ruotino, questa pantomima avrebbe poco senso. Forse sarebbe il caso di rivedere la programmazione tutta, gli obiettivi fissati ( se ve ne sono) , gli obiettivi raggiunti ( se ve ne sono) gli obiettivi da raggiungere ( se ve ne saranno) . Attenzione, non sto dicendo che sia sbagliato o giusto  sostituirlo, ma sto dicendo che se lo si sostituisce il motivo potrebbe essere quello espresso dal partito, ma il risultato della sostituzione deve essere quello che necessita al paese.

Insomma “ cambiare tutto per non cambiare nulla” di gattopardesca memoria non è ciò che ha bisogno in questo momento questo paese. Il paese ha necessità programmatiche, progettualità, direzioni, visioni da realizzare. Cosa ne vogliamo fare di questo paese? Lasciarlo così com’ è perché nulla cambi? Reinventarlo e farlo traghettare in una nuova dimensione civica, culturale, economica e perché no politica? Vogliamo iniziare a parlare seriamente  di ristrutturazione di strade, di recupero di soldi per i danni creati dalle varie aziende che hanno perforato questa nostra città, affrontare seriamente la zona artigianale per prendere determinazioni su farla diventare tale o su un cambiamento di destinazione. Vogliamo iniziare a parlare di scuole, di circuiti turistici e di iniziative che potrebbero fare in modo di farci stare dentro. Vogliamo parlare del tessuto imprenditoriale, parlare con loro, non solamente per chiedere l’obolo per la festa della salsiccia, ma per coinvolgerli in un’ idea di sviluppo in dei progetti che li rendano protagonisti che gli diano serie motivazioni di investimento e non la solità questua con in cambio il trafiletto in un manifesto .  Vogliamo parlare di viabilità, di esperimenti vari per decongestionare una città che ha le strade come l’intestino di uno che ha l’ulcera. Vogliamo parlare di stadio, di ragazzi e di strutture per loro, di progetti, di gemellagi, di iniziative atte a confrontarci con altre realtà. Ecco, se la testa del vicesindaco servirà a tutto questo, allora credo che anche egli stesso è pronto a sacrificare la sua folta chioma ( che gli invidio). Altrimenti sarà una mera decapitazione pseudo politica alla quale assisteranno coloro i quali, per un motivo o per un altro, si sentiranno in diritto di muovere la pretesa di sostituire il decapitato. Se così fosse,  consiglio di rivedere il “gattopardo”

Cesare Sciabarrà



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3 Risposte per “Canicattì: uno scalpo politico deve essere molto più di una mera decapitazione (politica)”

  1. Vito ha detto:

    Sarebbe una vendetta politica vergognosa, che puzza anche di invidia per un eccesso di protagonismo in mezzo all’immobilismo degli altri

  2. Robetto ha detto:

    Vito tutto questo protagonismo io non l’ho visto, a meno di non parlare di comparsate.

  3. Raf ha detto:

    Ma di vendetta non parlerei, dato che il vice sindaco e il suo ristretto gruppo giravano con le tasche piene di fac- simile della Savarino. Adesso negare su cene e prime file durante i comizi della stessa Savarino è patetico. Siamo sicuri che il primo a tradire il Sindaco non sia stato proprio lui?
    Come si spiega la frattura all’interno della stessa lista Uniti, da cui il vice sindaco e gruppo si sono allontanati.
    Della sua assenza tutti si accorgeranno…in meglio.

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