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Polizze vita nel mirino del Governo… per fare cassa

Scritto da il 31 ottobre 2017, alle 23:25 | archiviato in Economia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Secondo una serie di indiscrezioni, il Governo sarebbe in procinto di introdurre nella nuova Legge di Bilancio una mini patrimoniale che andrebbe a colpire l’assicurazione sulla vita del ramo I a partire da gennaio 2018. La manovra dovrebbe portare nelle casse dell’erario circa 194 milioni di euro e colpirebbe tutti quegli assicurati che hanno investito nelle cosiddette polizze vite a capitale garantito, che si troverebbero a dover versare un’imposta di bollo pari al 2 per mille nel momento del rimborso o del riscatto della polizza.

In pratica, tutti coloro che hanno sottoscritto con una compagnia di assicurazioni o con altro Istituto di credito una polizza vita, sia della categoria “caso morte”, sia della categoria “caso vita” subiranno un prelievo di circa il 2% annuo, per l’ipotesi di una polizza di durata decennale. Ricordiamo, che uno dei motivi che spingeva i risparmiatori ad investire in questo tipo di prodotto era proprio l’assenza dell’imposta di bollo.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando e valutare le conseguenze della manovra finanziaria, ricordiamo che le polizze vita del ramo I venivano scelte come forma di investimento per una serie di ragioni: primo fra tutti la garanzia del capitale investito da parte della compagnia d’assicurazione e un rendimento minimo garantito. Completavano il quadro, l’assenza della tassa di successione e la relativa esclusione dall’asse ereditario, mentre la tassazione avveniva solo nel momento del riscatto della polizza ed erano esenti dall’imposta di bollo. Altra cosa importante da non sottovalutare è che le polizze vite del ramo I sono insequestrabili ed impignorabili. Ciò non vuol dire che si tratti di prodotti altamente redditizi, basti considerare che il rendimento minimo che la compagnia garantisce all’assicurato non viene calcolato sull’intero premio versato, ma sulle somme residue al netto delle commissioni.

Tutti i premi delle polizze del ramo I, ma anche quelle del ramo V, confluiscono nella cosiddetta Gestione Separata, ovvero un fondo creato dalle compagnie e costituito da attività finanziarie gestite dalle stesse compagnie d’assicurazione. Queste attività finanziarie solitamente si traducono in acquisto di obbligazioni e titoli di Stato. Va da sè che il rendimento delle polizze e strettamente collegato all’attività svolta con la Gestione separata e che lo stesso rendimento viene redistribuito tra gli investitori una volta decurtata la parte spettante alle compagnie a titolo di commissioni di gestione, che si attesta intorno al 20%. Nonostante questo, gli investimenti in polizze vite del ramo I incidono su una fetta di mercato abbastanza ampia con circa il 13,2%, a fronte di investimenti obbligazionari pari al 13,5%. Si capisce quindi che tassare un capitale come quello delle polizze vita potrebbe voler dire rendere questo prodotto sempre meno appetibile per chi cerca forme di investimento sicure.

L’introduzione con la Legge di Bilancio dell’imposta di bollo sulle polizze vita, se da un lato può apparire come la solita manovra con cui il Governo mette le mani nelle tasche dei cittadini, secondo Claudia Segre, membro della Consulta degli esperti della VI Commissione Finanza della Camera dei Deputati, si tratta di una misura democratica che allinea l’Italia al resto dell’Europa, introducendo una tassazione uniforme nel settore delle polizze vite. Infatti, l’imposta di bollo si applica già per le polizze vita del ramo III e del ramo V, ovvero le polizze ad alto contenuto finanziario (united ed index linked) e le polizze di capitalizzazione. Secondo l’Associazione Nazionale per le imprese assicuratrici (Ania), i premi delle polizze vita confluite nella Gestione separata nei primi sei mesi del 2017 (ramo I e ramo V) ammontano a circa 494 miliardi di euro e circa il 66% di queste vengono investite in titoli di Stato. La Segre, conclude il suo pensiero dicendo che in pratica la manovra del Governo ha tutto sommato un impatto limitato, in quanto le vecchie polizze rivalutabili, ovvero quelle del ramo I, sono diventate col tempo meno redditizie e di conseguenza meno diffuse rispetto che in passato.



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