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Lettera aperta del Circolo PD di Campobello di Licata ai vertici regionali del Partito: non tavecchiate

Scritto da il 17 novembre 2017, alle 06:54 | archiviato in Costume e società, Photo Gallery, Politica, Politica Campobello di Licata. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Ai vertici del PD diciamo: non tavecchiate* e ascoltate la base.

*Tavecchiare= non assumersi la responsabilità dei propri errori e restare fermi sulle proprie posizioni.

A distanza di oltre 10 giorni dalle elezioni regionali siciliane che hanno visto la vittoria del candidato ex MSI Nello Musumeci, nessuna “campana” si fa sentire, i vertici del nostro partito sembrano del tutto indifferenti a quanto accaduto. Nessuna assemblea, nessuna discussione aperta tra vertici e base.

Abbiamo letto e sentito le analisi del voto più disparate e contraddittorie, talune al limite del ridicolo, che oscillavano dalla disfatta totale del Partito Democratico destinato, secondo alcuni, ad una ineluttabile scomparsa, ad autoconsolatorie affermazioni secondo cui “abbiamo mantenuto le stesse percentuali di 5 anni fa” e quindi la sconfitta sarebbe da attribuire essenzialmente ad una diversa conformazione delle coalizioni e ad un centrodestra unito a differenza del 2012. Tutto ciò sarà anche vero, ma dopo cinque anni di governo era giusto immaginare una crescita nei consensi che non è avvenuta.

Inutile girare attorno alle questioni, il governo Crocetta ha operato bene sotto alcuni aspetti, ma è stato del tutto latitante su questioni fondamentali come la gestione delle acque e dei rifiuti, il precariato nella pubblica amministrazione, la formazione e la riforma delle province. Su queste tematiche si era impegnato ad agire ed oggi dopo approvazioni di leggi, cancellazioni delle stesse, riforme azzoppate ed altro, ci troviamo sostanzialmente nella stessa situazione e con gli stessi problemi di cinque anni fa. Questi settori chiave sono, tra quelli in cui la Regione ha una competenza decisiva, i settori che maggiormente incidono sulla vita dei cittadini, pertanto i nostri avversari hanno avuto buon gioco a dire che “poco o nulla era stato fatto”.

Ma ciò non vuol dire affatto che eravamo destinati alla sconfitta. Mentre Musumeci portava avanti la sua campagna elettorale da oltre un anno, i nostri vertici, come i polli di Renzo, si beccavano e si mordevano tra di loro, anziché compattarsi per impedire che la Regione Siciliana si trovasse ad essere governata da una persona lontanissima dai nostri valori. Il candidato veniva scelto definitivamente solo pochi giorni prima delle presentazioni delle liste, pochissimo materiale per la campagna elettorale veniva distribuito, nel nostro caso nulla, e abbiamo solo ottenuto di mandare allo sbaraglio una persona valida e capace come l’Ing. Micari. La consapevolezza di dover recuperare uno svantaggio, in termini di consensi, a destra e Cinque Stelle, avrebbe dovuto portare a chiudere la candidatura prima possibile in modo da avere il tempo di far conoscere programmi e capacità personali del candidato Presidente. Siamo convinti che se avessimo avuto a disposizione un tempo adeguato, i risultati sarebbero stati diversi, le sollecitazioni, in tal senso, dalla base non sono mancate, ma nessuno le ha raccolte.

Si è preferito chiudere le liste il più tardi possibile, in modo da non dare tempo ai tesserati di esprimere un giudizio su quanto imposto da pochi “reggenti” che oggi tergiversano.

Ciò che traspare, e ci preme sottolineare, è l’assoluta distanza e indifferenza per la base che c’è stata, e continua ad esserci, da parte dei vertici del partito.

Siamo orgogliosi che Campobello di Licata, insieme ad altre realtà locali, sia un esempio di PD in grado di vincere le battaglie che porta avanti, eppure nessun coinvolgimento della base c’è stato, né continua ad esserci, nelle strategie di partito. La sensazione diffusa è che, quando si vince a livello locale, ciò accada “nonostante” i vertici, e non “grazie anche” all’aiuto dei vertici.

Non aiuta che dai giornali si debba apprendere di “manovre sotterranee” tra il PD e Musumeci, in cambio di qualche poltroncina, non aiuta che i vertici regionali, e provinciali, a parte qualche dichiarazione di facciata, stiano sostanzialmente prendendo tempo per lasciar passare quanto accaduto con le minori (per loro) conseguenze possibili. Sembra quasi che nulla sia accaduto e nulla stia per accadere. Invece tra pochi mesi ci saranno le elezioni politiche, dall’importanza maggiore delle regionali siciliane, e vediamo delinearsi lo stesso scenario, stavolta a livello nazionale.

A Roma si discute di aperture e alleanze con questa o quella forza politica, come se le opzioni fossero equivalenti. Si tratta con tutti e si mettono in gioco riforme e valori che fino a ieri abbiamo difeso a denti stretti, solo come strategia elettorale. A nessuno viene in mente di fare una grande consultazione della base, per capire cosa ne pensano i tesserati di Ius Soli, Art. 18, politiche di accoglienza, riforme del welfare e quant’altro.

Non dimentichiamo che nei prossimi mesi si svolgeranno anche i congressi regionali e provinciali, appuntamento decisivo per il futuro del centrosinistra, e ancora non è chiaro in che direzione si vuole andare. Nessuno dice apertamente se è vero o no che qualcuno all’interno del PD vuole aprire un dialogo con Musumeci, cosa che noi non accetteremo MAI.

Il Partito Democratico non è, e non sarà mai, un comitato elettorale che si attiva solo in occasione di votazioni. Il Partito Democratico è un PARTITO in cui i tesserati e i dirigenti locali e nazionali, nel rispetto dei rispettivi ruoli, hanno pari dignità e pari diritto di esprimere le proprie posizioni.

Coinvolgere la base sulle strategie, e non solo in occasione delle primarie, ridarebbe linfa vitale ed energie alla nostra forza politica, ridarebbe motivazione e determinazione ai nostri tesserati e ai nostri attivisti che troppo spesso difendono decisioni altrui mettendoci la faccia davanti agli elettori e vedendo ignorate le proprie istanze dai dirigenti.

Coinvolgere la base è, aggiungiamo, il solo modo per evitare una deriva destrorsa e populista, che taluni giudicano, sbagliando, come inarrestabile.

Chiediamo, pertanto, che i vertici regionali e provinciali non tavecchino*. Si assumano la responsabilità degli errori fatti e operino per l’avvio di un nuovo corso che parta dal coinvolgimento della base. Occorre che le decisioni di vitale importanza, come le aperture a destra o a sinistra non siano decise da pochi, spesso sulla base di rancori o simpatie personali, ma partano da discussioni e confronti all’interno delle sezioni e dei circoli.

Il Circolo PD di Campobello di Licata



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3 Risposte per “Lettera aperta del Circolo PD di Campobello di Licata ai vertici regionali del Partito: non tavecchiate”

  1. Pilato ha detto:

    Si potrebbe dibattere per ore sulla tua faraonica requisitoria sui mali del tuo non partito ,ma rispondo in modo molto semplice.Non capisco ma mi adeguo . In fondo è quello che fate tutti voi .ciao

  2. Salvatore Montaperto ha detto:

    Coinvolgere la base… Finalmente almeno cominciate a pronunciarne le parole, adesso vedremo se avrete il coraggio di farlo. Ho paura che saranno solo parole, conosco le vostre abitudini.

  3. Crozza dura ha detto:

    In dieci anni avete distrutto tutto quello che avete governato, ora ancora insistete, vi domandate perché la gente vi abbandona, governare a tutti i costi con alleanze a tutti costi porta alla distruzione.
    La coerenza non c’è più o meglio non sapete neanche cosa sia ….
    Siete lontani dal mondo reale , siete lontani dalla gente…..

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