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Il poeta e prof Aldo Gerbino conquista Licata. Stracolma la sala della Biblioteca “Luigi Vitali” per un evento culturale unico con il medico-scienziato

Scritto da il 19 novembre 2017, alle 06:50 | archiviato in Arte e cultura, Eventi, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Tanti applausi oltre che per l’autore che ha conversato con Giorgia Turco, per gli interventi di Francesco Pira, Nicola Di Domenico e le letture di Anna Sica e Ireneo Moscato

 

Licata- La sfida era notevole. Organizzare un incontro di venerdì 17 del 2017 alle ore 17 non era facile. Ma invece anche in un giorno con questi numeri un evento culturale può avere un grandissimo successo. Stracolma la sala della Biblioteca “Luigi Vitali” a pochi passi dal Municipio, opera di Ernesto Basile, per ascoltare i versi e la voce di Aldo Gerbino, morfologo, professore di istologia ed embriologia dell’università di Palermo, scrittore, poeta, medico, scienziato e critico letterario. Tutto questo in una sola persona. Amico di Sciascia, Sanguineti e Scheiwiller solo per citare alcune delle sue frequentazioni eccelse. Un siciliano senza confini capace di incantare la platea della Biblioteca Comunale durante un evento straordinario voluto dalla professore Anna Sica, licatese, in forza all’Università di Palermo e amica personale di Gerbino. A condurre la serata e intervenire per primo il professor Francesco Pira, sociologo dell’Università di Messina, anche lui licatese che ha espresso l’orgoglio per avere un intellettuale così importante in città. Lo ha fatto dopo i saluti del Responsabile della Biblioteca Comunale, Riccardo Florio, che ha letto anche una missiva della Commissaria Straordinaria del Comune, onorevole Maria Grazia Brandara. Presente e seduto in prima fila il neo deputato, onorevole Carmelo Pullara. Pira ha aperto la serata parlando del contesto e del testo di Gerbino  “Nella Casa di Tucci”.  “Non possiamo decretare la morte della poesia perché siamo nell’era social. Stasera è viva e lo dimostreremo con un testimonial d’eccezione un uomo capace di incarnare insieme il mondo umanistico e quello scientifico. Il libro, che è un incontro tra la poesia di Gerbino e la pittura di Tucci Caputo, è pieno di spunti e di stimoli. Due poesie, sulla vecchia radio e sul sonno, mi hanno molto emozionato più delle altre. Ha ragione Manlio Sgalambro filosofo ed autore di molti dei successi di Franco Battiato a dire che la pittura è poesia muta e la poesia pittura cieca. In questo momento – concluso il sociologo Pira – in cui tutti guardano la Casa di Mika c’è ancora spazio per parlare della Casa di Tucci e dei versi di Gerbino”.

Altrettanto appassionato e forte l’intervento del professor Nicola De Domenico, già ordinario di filosofia all’Università di Palermo e Presidente del Centro Internazionale di cultura filosofica “Giovanni Gentile” di Castelvetrano. Aiutandosi con alcune immagini significative ha parlato della qualità della ricerca stilistica ma anche dell’ossessiva forza contenuta nelle parole. Non sono mancati nel suo intervento citazioni filosofiche e in latino per arricchire la presentazione del percorso letterario di Aldo Gerbino che trova forza anche nel suo lavoro di morfologo.

Momento alto anche quello  delle letture di Anna Sica, docente di Storia del Teatro dell’Università degli Studi di Palermo, e dell’attore Ireneo Moscato. Hanno letto i versi delle poesie di Aldo Gerbino: La Ghiandaia, Casa di Tucci, Vecchie Radio, Muschi, Ortensie, Comete mercuriali, Natura morta con la penna, Ladro di foglioline, Rose sul tavolo, Al bordo e poi concluso la sera con il breve cammeo Presepomania.

Poi la conversazione tra dottoressa Giorgia Turco, laureata in lettere ed esperta in beni culturali, che ha posto alcune domande all’autore sulle sue opere e sulla sua capacità di trasmettere emozioni grandi e piccole ai lettori. Aldo Gerbino ha parlato con il cuore ha rammentato come “la poesia è comunicazione, interazione e non un modo per apparire ma per mettersi al servizio degli altri. Non amo il protagonismo – ha detto il professor Aldo Gerbino – e non lo apprezzo. Anche se sono in tanti che rendono i versi teatrali. Ma i versi hanno una loro anima”.

Una serata all’insegna della cultura con C maiuscola quella vissuta a Licata nella sede della Biblioteca “Luigi Vitali” ormai uno dei pochi presidi culturali della città e luogo straordinario di ricerca anche per il valore di molti dei testi ospitati. Felice della riuscita anche il Aldo Gerbino: “Di solito gli incontri con i poeti sono per pochi intimi. Stasera è accaduto un piccolo miracolo”. Poi i ringraziamenti di Anna Sica a tutti i relatori ma soprattutto al pubblico. “Un abbraccio ad ognuno di voi. Grazie per essere stati con noi in questa stupenda serata”.



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