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Tegole con bolli romani vicino l’abitato: importante scoperta archeologica a Delia

Scritto da il 24 dicembre 2017, alle 06:52 | archiviato in Arte e cultura, Cronaca, Delia, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

 Importante sc operta archeologica a Delia, per la prec isione in contrada Cappellano a poca dis tanza dall’abitato. Sono state infatti rinvenute tegole con bolli romani. La sco perta è avvenuta nel la mattina del 21 dicembre ad opera del presidente locale di SiciliAntica, Pao lo Busub, dell’arche ologa Dominique Di Caro e degli appassio nati di storia locale e archeologia Gius eppe Borzellino e Li borio Borzellino. Du­rante il “survey”, cioè una ricognizione di superficie, ef fettuata su un terre no recentemente arat o, operazione questa che ha favorito con­dizioni di maggiore visibilità, hanno re cuperato del materia le ceramico e una de cina di tegole con bollo laterizio “Galb “. Reperti, 240 in totale, che erano dis persi superficialmen te per un’ampia es tensione.

Paolo Busub, nell’an nunciare il ritrovam ento, parla di una “scoperta che riveste notevole importanza storico-archeologic a, perché Delia, nei secoli, è stata al centro di dibattiti da parte di luminari del settore a par tire dallo storico Pietro Carrera, sul tema ancora attuale che riguarda l’indivi duazione della statio romana Petiliana. Finora nessun reperto archeologico era emerso a Delia, o in prossimità del suo abitato, che potesse confermare la presen za romana di questo piccolo territorio “.

Lo stesso Busub ci spiega che “casualmen te il gruppo si è im battuto in un ritrov amento di notevole interesse anche perché consente di ricost ruire un tratto dell ’arteria principale romana che da Catania conduceva ad Agr igento passando per Delia, con la possib ilità di individuare anche il luogo dov’ era posta la statio Petiliana”. Arrivano da Delia, quindi, indizi importanti che contribuiscono a ri costruire la storia della romanità in Si cilia.

L’archeologa Dominque Di Caro ha fatto presente che “il mate riale raccolto è ess enzialmente riferibi le a ceramica fine da mensa e dispensa (coppe, piatti, scode lle) di colore rosso – arancio fine e br illante, perlopiù sigillata africana di tipo A sia liscia che decorata, di fine I inizi III sec. d.C. Si segnalano anc he puntali e anse (p rese) di anfore di grandi dimensioni”. Di Caro prosegue affe rmando che “consider evole è il numero di laterizi con bollo Galb entro cartiglio rettangolare sia integro che framment ario, di diversa mat rice. Il bollo Galb va sciolto in Galban a, da riferirsi all’ appartenenza del sito ai praedia Galbana. Il rinvenimento – chiarisce – ci perme tte di estendere i confini del latifondo, poiché tegole con bolli Galb o Galb sono state rinvenute in passato a Piano Camera e Tenutella Rina presso Gela, a Petrusa di Niscemi, in località S. Michele a Canicattì, in co ntrada Gadira di San Cataldo e Marcato Bianco di Sommatino. A mio avviso, antici pando i risultati, ancora preliminari, della ricerca, è da escludere l’ipotesi che ritiene siano riferibili all’impera tore Galba, avendo regnato appena sette mesi. Più plausibile è l’idea che esse siano da ricondurre ad un aristocratico con lo stesso cognomen o appartenente alla famiglia (antica gens Sulpicia). È da scartare una dataz ione più alta del I sec. d.C., certamente da confermare e pr ecisare mediante pro ssime ricerche e mag ari futuri scavi arc heologici. Ad ogni modo, con questo rinv enimento, viene recu perata una pagina di storia importante, di un territorio, che da secoli reclama e ricerca la propr ia ‘romanità’ ”.

Busub, Di Caro e Bor zellino ieri mattina (venerdì) hanno con segnato il materiale rinvenuto al sindac o, Gianfilippo Banch eri, in quanto funzi­onario dello Stato, che ha dichiarato: “Ringrazio Busub, Di Caro e i fratelli Borzellino per il la voro svolto con gran de passione che ha portato al rinvenimen to di questi reperti che vanno ad arricc hire il patrimonio storico locale. Li ri ngrazio per questa donazione che dimostra un proficuo rappor to istituzionale. Gr azie anche a questi reperti il nostro museo sarà un nostro fiore all’occhiello “.

Adesso verosimilmente questi reperti and ranno ad arricchire il Museo Archeologico e della Civiltà Co ntadina di Delia in fase di allestimento. Va detto, infine, che nel prossimo wee kend dovrebbe essere organizzata una conferenza per presen tare alla stampa e alla cittadinanza que­sta importante scope rta storico-archeolo gica.



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