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Intervista al Preside dell’Istituto comprensivo San Giovanni Bosco di Campobello di Licata Michele Di Pasquali sul suo primo romanzo

Scritto da il 28 dicembre 2017, alle 06:52 | archiviato in Arte e cultura, Campobello Di Licata, Cronaca, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

SIGNOR Di PASQUALI CI SPIEGHI LEI ..
Intervista al Preside dell’Istituto comprensivo San Giovanni Bosco di Campobello di Licata

Michele Di Pasquali sul suo primo romanzo uscito da pochi giorni.

1 Gent.mo signor Preside scusi se la disturbo ma l’uscita del suo primo romanzo è stato uno dei pochi eventi culturali di questo periodo e necessità sicuramente di un approfondimento. Innanzitutto partiamo dal titolo perché “Tre di denari”? La carta che in vernacolo viene chiamata Minicuzzu?

1 Il tre di denari è la più significativa ed emblematica carta tra quelle del mazzo siciliano. Significativa perché contiene tre cerchi d’oro al cui interno è rappresentata la Trinacria, con le sue tre gambe piegate all’altezza del ginocchio che rappresentano i tre vertici del triangolo. Emblematica per via della figura che sta al centro, per alcuni fimmina, per altri masculu. A Ravanusa trattasi di un masculu di nome proprio “Minicuzzu”. Le confesso che la scelta della carta non è per niente casuale poiché si intreccia con gli eventi criminosi che racconto nel romanzo e che ometto di raccontarle per non rovinarle il piacere della lettura.

2 Quasi sempre il primo romanzo per uno scrittore come il primo film per un regista nasconde elementi autobiografici. Anche in questo racconto ve ne sono?

2 Quando si scrive è impossibile non essere introspettivi. Le confesso, dunque, che nel romanzo racconto molto di me stesso, della mia infanzia ‘ncacinata e del mio presente panzutu. Ma soprattutto racconto luoghi, odori, sapori e personaggi che sono appartenuti ed appartengono ad entrambe le comunità.

3 Dicono che il suo romanzo sia del genere “giallo”. Anche lei quindi risente di Camilleri e del suo Montalbano?

3 I relatori che hanno già letto il romanzo hanno sostenuto che esso si inquadra nel genere del giallo siciliano, ovvero in una linea di racconti dove l’intreccio criminoso non è fine a se stesso, ma serve allo scrittore per raccontare della propria terra e delle dinamiche sociali e relazionali dei siciliani, al fine di comporre un’analisi di riflessione. Nel romanzo, infatti, l’intreccio criminoso mi da’ occasione di parlare di Savanaro come luogo virtuale ove le due comunità riescono ad esaltare ciò che di buono hanno: il buon vino, la raviola di ricotta, la fuata e molto altro. Cammilleri in questo senso era partito col piede giusto. Poi, forse perché travolto dall’onda del successo, ha smesso di descrivere le bellezze della nostra terra per presentarci un format che sa molto di commerciale. Il paragone a Montalbano comunque è azzardato. Il protagonista del mio romanzo è un maresciallo dei carabinieri che porta un cognome siciliano ed un nome di manzoniana memoria: Renzo Avola.

4 Se ho ben capito nel racconto si parla sia di Ravanusa che di Campobello ormai suo paese d’adozione. Per questo ha gradito molto la presenza dei due Sindaci D’Angelo e Picone?in caso di una eventuale fusione reale dei due comuni quale Sindaco preferirebbe dei due?

4 Al fine di contenere la spesa pubblica negli ultimi anni nel mondo della scuola abbiamo assistito al cosiddetto fenomeno del dimensionamento: più scuole vengono fuse in una sola. Orbene, credo che tra non molto inizieremo ad assistere al dimensionamento anche tra i comuni viciniori. Quando il dimensionamento amministrativo avrà inizio sarà naturale che Ravanusa e Campobello diventino una sola unità amministrativa. Del resto siamo consapevoli di quanti siano i ravanusani che abbiano contratto matrimonio con i campobellesi? I numerosi matrimoni “misti” testimoniano che ormai le due comunità sono molto vicine non solo nello spazio territoriale, ma anche in quello sociale. Circa i due sindaci il problema non sussiste: come ho già potuto comunicare ad entrambi, Giovanni e Carmelo sono gli ultimi sindaci di Campobello e di Ravanusa. Il prossimo sarà il sindaco di Savanaro.

5 Lei è un avvocato ma non tutti lo sanno .Nonostante ciò ha dimostrato nella sua scuola capacità organizzative, competenza e progettualità non indifferenti riuscendo a coinvolgere tutto il corpo insegnante. Si sente altrettanto bravo come romanziere?

5 Le competenze acquisite nell’esercizio della professione forense sono state determinanti nella gestione e nel coordinamento della scuola, poiché le istituzioni scolastiche, a seguito del riconoscimento dell’autonomia, sono diventate piccole amministrazioni assoggettate allo stesso regime giuridico delle altre pubbliche amministrazioni. La chiave del successo nella gestione di organizzazioni complesse è sicuramente il gioco di squadra: a ciascuno un compito ed un ruolo ben definito. Il preside, dunque, deve essere uno della squadra che deve avere consapevolezza che da soli non si vince. Giudicare se finora ho gestito bene o male non è compito mio. Saranno gli altri a giudicare in funzione di ciò che è e di ciò che viene percepito. Sulle mie capacità di romanzare, invece, vi chiedo di essere clementi… sono al mio romanzo d’esordio… datemi almeno una seconda possibilità.

6 Ricordo ancora una sua apparizione politica giovanile .Ora però credo che se si volesse candidare a Sindaco avrebbe maggior numero di proseliti. O non può perché ormai non ha più la residenza a Ravanusa?

6 Gentilissimo direttore la sua domanda secondo me nasconde velatamente un’altra domanda molto più insidiosa. Se per caso vuole sapere se alle prossime amministrative mi candiderò a Sindaco posso anche risponderle esplicitamente senza problemi. L’amore per la mia terra potrebbe portarmi a rendermi disponibile anche in tal senso, ma ad una sola condizione: io vorrei diventare il sindaco di Savanaro. Dunque, riparliamone tra quindici anni. Nel frattempo mi lasci maturare esperienze formative nel mondo della scuola. Ho ancora molto da imparare.

7 L’amico Giuseppe Di Salvo un intenditore ha detto che il suo racconto si legge tutto d’un fiato. Merito di una scrittura semplice e scorrevole o di una trama ben costruita che fa si che il lettore voglia sapere in fretta come finirà la storia.?

7 Sapere che alcuni lettori abbiano letto il romanzo nell’arco temporale di alcune ore mi inorgoglisce e mi fa ben sperare. Ciò significa che il lettore é stato letteralmente “rapito”. Perché ciò avvenga è necessario che il racconto sia intrigante e che la forma espressiva sia semplice e scorrevole. Se lei vuole scoprire la verità non deve far altro che procurarsi una copia del romanzo e scoprirlo da solo. Per ciò la invito ad una buona lettura.

8 Auguri ancora e al prossimo romanzo. ..ah dimenticavo se lei fosse una carta credo che sarebbe di diritto e di fatto l’asso di denari quello che vale di più.

8 Sono io che ringrazio lei per l’opportunità che mi ha dato di parlare del mio romanzo. Circa l’asso di denari spero però che la briscola sia dello stesso seme… altrimenti potrebbero essere guai.

Girolamo La Marca



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