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Porto Empedocle, Arci e Anpi: recrudescenza neofascista, ricordiamo i Partigiani del luogo

Scritto da il 17 gennaio 2018, alle 06:28 | archiviato in Costume e società, Photo Gallery, Politica, Porto Empedocle. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

ANPI e ARCI provinciale di Agrigento denunciano, con crescente preoccupazione, la nascita a Porto Empedocle di un minuscolo gruppo di chiara astrazione neofascista che mortifica la memoria della città marinara che nel maggio del 2010 ricevette, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la medaglia d’argento al merito civile a causa dei devastanti bombardamenti che dovette subire nel corso della seconda guerra mondiale in cui ci trascinò il regime fascista.

Inoltre, in questi giorni, si è tenuta la presentazione del libro “L’arte fascista in Sicilia” in cui, nel corso dell’evento, si è provato a riabilitare questa triste pagina di storia alla presenza di qualche sparuto rappresentante del locale circolo di CasaPound .

Le istituzioni, come da Costituzione repubblicana, dovrebbero vietare l’aperta apologia del fascismo!

Infine, al fine di ribadire la cultura antifascista di Porto Empedocle, il presidente del Circolo Culturale LiberArci, Pasquale Cucchiara ha rintracciato una lista di ben 13 partigiani empedoclini che parteciparono, a vario titolo e a vario modo, nella Resistenza.

Contatteremo la sindaca di Porto Empedocle, Ida Carmina, e gli consegneremo in delegazione questi nominativi al fine di organizzare un convegno sull’antifascismo volto a ricordare questi personaggi che lottarono per i valori della libertà e della democrazia contro ogni forma di dittatura.

ARCI AGRIGENTO Manlio Fiore

ANPI Agrigento Angelo Lauricella



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1 Risposta per “Porto Empedocle, Arci e Anpi: recrudescenza neofascista, ricordiamo i Partigiani del luogo”

  1. artefascista ha detto:

    Se non fossi stato presente all’evento (la presentazione del libro di Rosario D’Ottavio “Il Palazzo delle Poste e la Casa del Balilla, ovvero l’Arte Fascista in Sicilia”) avrei creduto a quello che i rappresentanti di ANPI ed ARCI hanno scritto. Ma, siccome ero presente, ho il dovere di precisare che a fronte di due (ripeto “due”) persone di Casa Pound che, peraltro, sono andate via poco dopo l’inizio della manifestazione, erano presenti decine di persone che non sono militanti di nessuna fazione politica. C’era il sindaco della città ed un assessore comunale, entrambi assai e notoriamente distanti da qualsiasi forma di fascismo. Il libro è stato presentato dall’avvocato Giovanni Tese’, stimatissimo docente, avvocato e storico e, per quanto mi risulta, antifascista dichiarato, nonchè dalla professoressa Gabriella Portalone per molti decenni docente di Storia Contemporanea alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Palermo, assai nota tra gli studenti per le doti di imparzialità. Entrambi i relatori non militano in nessun partito politico e l’autore, l’ingegnere Rosario D’Ottavio, non mi risulta che abbia mai manifestato simpatie fasciste.
    La storia, la cultura, l’arte, lo sport non hanno colorazioni politiche. Se i governi del post fascismo avessero prodotto, in oltre settant’anni di vita, una pur minima percentuale delle opere edilizie fatte in un ventennio dal fascismo, oggi il avremmo visto crollare qualche ponte in meno ed avremmo visto edificare qualche improponibile palazzaccio agrigentino in meno. E ci saremmo evitati anche qualche migliaio di abitazioni abusive in meno sulla costa agrigentina. Mi dispiace per ANPI e ARCI, ma la realtà dice che l’edilizia realizzata in Italia tra gli anni venti e quaranta non è “edilizia fascista”, è semplicemente “buona edilizia”. Se, poi, quel regime pretendeva celerità di esecuzione, qualità di materiali e validità progettuale, nessuno ha colpa. Semmai, indipendentemente da quello che pensano i suddetti rappresentanti dell’ANPI e dell’ARCI, sarà stato merito di quel governo guidato da Mussolini.
    Al fine, comunque, di proporre ai predetti signori rappresentanti dell’ANPI e dell’ARCi una pacata riflessione, mi piace sottoporre alla loro attenzione quel che ha pubblicato recentemente la Stampa:

    «Fatto salvo che Mussolini è la persona più lontano da me e dal mio modo di pensare, nessuno in questo Paese ha fatto, in quattro lustri, quello che ha fatto lui in vent’anni. E purtroppo a dircelo è la storia». Ad esprimere il concetto, su Facebook, è Maurizio Sguanci (Pd), presidente del Quartiere 1 a Firenze ed ex consigliere democratico durante il mandato da sindaco di Matteo Renzi.

    A mero titolo informativo, desidero, poi, ricordare che Porto Empedocle venne bombardata dagli alleati, non dai fascisti, e le vittime tra i civili furono tante.
    E ora, visto che sono passati oltre settant’anni, bisognerebbe finirla con questo fascismo. A volte, la faziosità rischia veramente di accrescere sentimenti opposti a quelli che si vorrebbero combattere. E ciò non farebbe piacere nè a me nè agli italiani.

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