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Strategie web per “sostenere” il non profit

Scritto da il 1 febbraio 2018, alle 07:06 | archiviato in Blogiornalista, Eventi, Photo Gallery, Scienze e tecnologie. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

I nuovi media, in particolare i “Social”, sono considerati uno strumento indispensabile anche dalle associazioni che si occupano di comunicazione sociale. Internet non è solo cyberbullismo e altri fenomeni negativi, ma è sostegno virtuale e reale per le Onlus.

 

Quali sono gli obiettivi delle organizzazioni non a scopo di lucro che possono essere raggiunti attraverso il web?

 

  • Aumentare i sostenitori: fondamentale per guadagnarsi la fiducia e di conseguenza ricevere donazioni è saper comunicare la propria identità: a chi o a cosa sono destinati i fondi raccolti, in che modo si porterà aiuto, perché è nata l’associazione etc.
  • Ottenere più donazioni: per aiutare i bisognosi occorrono medicine, cibo e qui entra in gioco la solidarietà della gente. I social network sono parte integrale della strategia di marketing, perché tramite essi si possono raggiungere più persone, in particolare quelle interessate alle cause benefiche.
  • Reti: le ONLUS collaborano tra di loro per trovare soluzioni a varie emergenze e al tempo stesso interfacciarsi, all’occorrenza, con altre realtà territoriali.

 

 

Spesso però è facile cadere in alcuni errori. Il primo fa capo alla diffusione e uso prevalente di immagini che esprimono malattia, dolore e sofferenza.

 

Crediamo invece che l’interesse verso il non profit possa raggiungere un bacino di utenti più ampio e più “attivo” facendo leva sul messaggio positivo, di rinascita. Cosa mostrare in foto o in video? Ammalati che ricevono cure oppure bambini in via di guarigione e perciò sorridenti, o nel caso delle associazioni animaliste, gatti o cani che sono stati adottati.

 

Altra riflessione riguarda la scelta del medium per arrivare al cuore delle persone. Al primo posto troviamo immagini e video che danno la possibilità di essere più immediati nel messaggio e nella fruizione.

 

Ai video e alle immagini viene garantita maggiore visibilità dai social network, in particolare da Facebook il cui algoritmo premia la multimedialità.

 

 

Data l’importanza della comunicazione per il sociale abbiamo chiesto la testimonianza di alcune esperti del settore.

 

 

Elena Zanella, consulente per il fundraising e autrice di Digital Fundraiser, edito da FrancoAngeli:

 

“Una buona causa, anche la migliore, non è di per sé sufficiente. Questo è un aspetto su cui insisto molto. Comunicare è un processo articolato che richiede impegno, di cui occorrerebbe preoccuparsi come prima cosa: per arrivare al dono, va alimentato il senso di appartenenza che a sua volta è prodotto dalla fiducia che si crea con la relazione. Insomma, è un circolo virtuoso. Se si comincia dalla fine, è facile che gli obiettivi vanifichino. Il web, in tutto questo processo, è il partner ideale perché permette di costruire quella relazione di cui parlo con molta più facilità, o, almeno, con budget più contenuti. Non serve comunicare tutto: serve comunicare bene e quando occorre. Va quindi fatta un’analisi di ciò che siamo e di ciò che vogliamo offrire, dopodiché, compito del manager sarà quello di analizzare qual è il target più adatto a cogliere le sollecitazioni e gli argomenti che offriamo o la campagna che in quel momento desideriamo spingere.

Particolare attenzione va posta alla scelta del canale. Sito istituzionale e social network, in primis. nel caso in cui vi fosse l’opportunità di avere qualche volontario con buona volontà e le giuste caratteristiche, potrebbe essere quella di pensare a un blog. In mancanza di questo, affidiamoci a Facebook. Facebook è il social per eccellenza: va dunque pensata e curata la presenza online di una fanpage e magari di un gruppo se le forze interne destinate al monitoraggio e alla moderazione lo consentono. Poi LinkedIn, Twitter, Instagram e Youtube. Adottandoli uno a uno un po’ per volta, senza strafare e se è il caso.”

 

Francesca Tramontano, Fundraiser di BolognAIL ONLUS

 

Ci sono tante piattaforme di crowdfunding nelle quali promuovere iniziative di personal fundraising che permettono di inserire un progetto particolare e raccogliere fondi. Abbiamo il nostro sito internet, www.ailbologna.it e utilizziamo i social network (facebook, instagram e twitter). Abbiamo poi una pagina dedicata alle donazioni https://sostieni.ailbologna.it/ e una sezione di e-commerce all’interno del sito per promuovere gli articoli solidali soprattutto durante le campagne natalizie e pasquali.

Noi siamo a fianco del malato in tantissime occasioni, attraverso i nostri servizi di assistenza (Casa di Accoglienza, Assistenza Domiciliare, Servizio Navetta, Assistenza Psicologica) ma anche in ospedale per merito dei nostri volontari (nei reparti, in day hospital, in Casa AIL)”.

 

Francesca Testoni, Responsabile di AGEOP (Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica (RICERCA ONLUS con sede a Bologna. Si occupa dei bambini malati di tumore e delle loro famiglie:

 

“La nostra prima apparizione sul web risale a 25 anni fa; un sito statico molto allegro e colorato. Da allora il nostro approccio ai nuovi media è mutato notevolmente. Negli ultimi anni parte delle nostre energie sono state attratte dai canali social. Nel nostro caso il sito www.ageop.org è il luogo in cui pubblicizziamo tutti gli atti che necessitano di trasparenza: statuto, bilancio, organigramma e storia dell’associazione. Le pagine dei Social Network rappresentano per noi l’opportunità di incontrare pubblici diversi, con i quali trattenere rapporti anche informali, amichevoli. In questo spazio, ci si incontra ogni giorno, per raccontare le cose importanti che accadono, i grandi progetti ma anche ciò che accade nella quotidianità delle nostre case (AGEOP RICERCA ONLUS ospita gratuitamente le famiglie dei bambini di cui si occupa nelle sue case ndr). Solo se il sito verrà curato e aggiornato con contenuti validi poi veicolati e amplificati attraverso le pagine sui social network ad esso collegate, si potrà raggiungere un livello più che soddisfacente di utilità per l’associazione.”

 

La Redazione di AD COMMUNICATIONS



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