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Minorenni minacciate con riti voodoo e costrette a prostituirsi per saldare il debito della migrazione

Scritto da il 18 agosto 2018, alle 06:00 | archiviato in Costume e società, Cronaca, cronaca sicilia, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Due giovani coniugi nigeriani, il ventunenne e la 25enne  sono stati fermati a Catania perché gravemente indiziati di tratta di minori, attraverso la minaccia del rito religioso-esoterico del voodoo, e sfruttamento della prostituzione.

Avrebbero esposto ragazze africane a gravi pericoli facendo loro attraversare il continente di origine sotto il controllo di criminali che le sottoponevano a privazioni di ogni genere e a diverse forme di violenza, facendole arrivare in Italia via mare a bordo di imbarcazioni occupate da moltissimi migranti, esponendole a un altissimo rischio di naufragio.

La segnalazione è arrivata da una minorenne nigeriana, chiamata “Raquel” (nome di fantasia), costretta a prostituirsi a Catania da un uomo di nome Frank, abitante a San Cristoforo. Nel suo appartamento la polizia lo ha trovato con la giovane Edith e alcune giovani donne della stessa nazionalità.

Raquel ha raccontato di aver lasciato la Nigeria all’età di appena quattordici anni a causa delle condizioni di disperata povertà del nucleo familiare, accettando la proposta di una connazionale che dall’Italia le aveva offerto di farsi carico delle spese del viaggio verso l’Europa, con l’accordo che la ragazza, una volta giunta in Italia, avrebbe lavorato alle sue dipendenze come prostituta e con i guadagni avrebbe pagato il debito di 15.000 euro; Raquel era stata sottoposta a un rito voodoo prima della partenza e con tale rito si era impegnata a pagare il debito e a non denunziare i propri aguzzini, altrimenti sarebbe morta.

La minore, arrivata a Catania nel 2017 a bordo della nave della marina militare francese “Ducuing”, su ordine dei propri trafficanti aveva dichiarato di esser maggiorenne e, dopo esser stata collocata in una comunità in provincia di Messina, aveva avvisato la madame, che aveva inviato il proprio marito Frank a prelevarla presso la struttura: l’uomo l’aveva quindi condotta a Catania dove Edith la attendeva per avviarla, dopo appena una settimana, alla prostituzione su strada.

Stessa storia per un’altra ragazza, “Alyssa”. Edith, parlando con i parenti delle minorenni, si lamentava per il loro comportamento, perché invece di dimostrarsi riconoscenti per tutto ciò che i coniugi avevano fatto per loro, si sottraevano al loro controllo. Fino al punto che Raquel si è rivolta alla polizia.

 



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