funeralLa chiesa madre di Serradifalco non è riuscita a contenere la folla che ieri pomeriggio ha voluto tributare l’estremo saluto a Luigi Salvo, l’imprenditore di 34 anni, trovato carbonizzato il 9 luglio scorso tra le campagne di Favara. Una cittadina scossa ha assistito all’ultimo atto di una tragedia che parte dal 18 giugno quando, prima di passare da Naro dove si festeggia San Calogero, Luigi e Maria Salvo passano da Favara. In quella città l’uomo non saprà di avere un appuntamento con la morte. Nessuno poteva presagire una fine così terribile di quel viaggio. La moglie di Luigi sarà una preziosa testimone per le indagini e così ha potuto piangere su quella bara, senza che il caso rimanesse insoluto. Il feretro avvolto da fiori bianchi e su di esso lo sguardo inconsolabile dei parenti. Accanto alla moglie, i suoceri, i due cognati e i genitori. I piccoli figli Giovanni e Lorenzo ricorderanno il loro papà nel pieno dell’affetto che ha donato nella sua breve e fugace esistenza. Una vita spezzata barbaramente come ha detto nella sua omelia l’arciprete di Serradifalco che ha parlato anche del presunto movente del delitto. “Duecento euro, ma anche se fossero stati 2 milioni di euro cosa sarebbe cambiato?” ha proseguito il parroco.

“La vita è sacra e non ha prezzo”. Il vangelo di Luca sui discepoli di Emmaus che incontrano il Cristo risorto ha offerto al sermone la facile analogia tra uomini smarriti. Alle esequie hanno assistito anche due rappresentanti dell’amministrazione comunale di Favara, il vice sindaco Mimmo Alessi e l’assessore alla cultura, Antonio Patti. Un segno di vicinanza per dimostrare che Favara non è Stuto e Buongiorno. “Nessuno si può arrogare un diritto che solo chi ci ha dato la vita può disporre” ha detto Alessi, mentre il sindaco di Serradifalco, Michele Ricotta ha parlato di “selve oscure”, quei forti dubbi che debbono farci riflettere sul futuro della nostra comunità”.


Più di un applauso fragoroso ha accompagnato l’uscita della bara dalla chiesa. Luigi Salvo varca per l’ultima volta l’uscio della Madrice che negli anni scorsi aveva frequentato assiduamente con la moglie e gli amici intraprendendo il cammino neocatecumenale. Il 34enne era stato così in Terra Santa e in Vaticano. Una fede però che non l’ha sottratto da una fine atroce ed incomprensibile.