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Sanita’, gli ispettori dell’assessorato tornano a Caltanissetta. Russo: “Sulla vicenda sono state dette troppe cose non vere”

Scritto da il 31 agosto 2009, alle 23:03 | archiviato in Politica. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0.

sanita7Gli ispettori dell’assessorato regionale alla Sanità torneranno nei prossimi giorni all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta per un necessario approfondimento della tipologia e della qualità dell’assistenza prestata al giovane Filippo Li Gambi, deceduto il 21 agosto in seguito a in un incidente stradale avvenuto a Mazzarino.
Lo ha disposto l’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo, in seguito al rapporto preliminare presentato dagli ispettori secondo cui il trattamento del paziente, al Sant’Elia di Caltanissetta, “presenta sotto il profilo cronologico e della sequenzialità aspetti che meritano un ulteriore approfondimento, al fine di valutare il modo in cui i diversi fattori causali o contribuenti potrebbero avere influito sull’esito finale”.
“Sono abituato a parlare con i fatti – ha spiegato Russo – e non certo a fantasticare su temi così delicati come ha sostenuto inopportunamente il dott. Elio Barnabà, direttore dell’unità operativa di anestesia e rianimazione del Sant’Elia, nonché facente funzioni di direttore sanitario del presidio ospedaliero di Caltanissetta in un’intervista rilasciata domenica al quotidiano “La Repubblica”.  E’ necessario dunque approfondire quanto avvenuto a Caltanissetta tra le 00.30 (ora di arrivo del paziente) e le 2.40 (ora del decesso), per potere stabilire con precisione le responsabilità – che sicuramente ci sono, a giudicare dalla prima documentazione acquisita – e che stanno dietro alla morte del giovane. Siamo in presenza di una evento tragico, dobbiamo delle risposte precise ai familiari di Filippo Li Gambi che giustamente chiedono di sapere la verità e dobbiamo far in modo che i cittadini ritrovino la necessaria fiducia nel sistema sanitario siciliano, facendo comprendere con chiarezza che il sistema è cambiato rispetto al passato. I controlli e le eventuali sanzioni stanno alla base della nuova riforma sanitaria che proprio domani prenderà il via con l’insediamento dei nuovi manager. Dunque, chi ha sbagliato dovrà risponderne. Non è ammissibile che di fronte a un evento così tragico, che ha avuto grande risalto sulla opinione pubblica nazionale, ci si trovi in presenza di dichiarazioni quantomeno superficiali se non avventate. Nessuno sta cercando un colpevole a tutti i costi per difendere la riforma sanitaria, come ha incredibilmente sostenuto il dott. Bernabà, ma più semplicemente stiamo verificando le reali responsabilità rimanendo saldamente agganciati ai fatti che dicono molto di più delle parole. E ciò a prescindere dall’inchiesta della magistratura di Gela che sarà finalizzata ad accertare eventuali responsabilità di natura penale”.
L’assessore Russo poi ha puntato l’attenzione anche sulle dichiarazioni rilasciate dal dott. Antonio Tirrò, primario di chirurgia all’ospedale “Santo Stefano” di Mazzarino.
“Ha detto cose non vere – ha aggiunto Russo – che hanno pesantemente condizionato i resoconti giornalistici. Non esiste nessun provvedimento di chiusura della sala operatoria del Santo Stefano. Tirrò fa soltanto riferimento a un verbale, datato 29 aprile, in cui la conferenza dei servizi propone la chiusura della sala operatoria, proposta tra l’altro mai formalizzata in un provvedimento da parte dell’organo competente e mai condivisa dal direttore sanitario del presidio di Mazzarino, Giuseppe Calì, che ha preso le distanze da tale documento rifiutandosi addirittura di firmarlo. La sala operatoria dunque era regolarmente aperta, disponibile per l’immediato utilizzo anche in condizione di emergenza da parte dell’equipe che quella notte ha preso in carico il paziente.  Tuttavia, con una decisione corretta, si è ritenuto opportuno trasferire il paziente all’ospedale di Caltanissetta in considerazione della gravità delle ferite riportate dal giovane che non potevano e non dovevano essere trattate nella sala operatoria del presidio di Mazzarino”.
L’assessore Russo ha ufficializzato anche i numeri che riguardano l’attività dell’ospedale di Mazzarino per quanto riguarda l’intero anno 2008. Il “Santo Stefano”, che ha tre unità operative (chirurgia generale, medicina generale, ostetricia e ginecologia), ha effettuato 1.515 ricoveri ordinari, di cui il 54% di complessità inferiore a uno (e dunque bassissima). La chirurgia generale, in particolare, ha effettuato 436 ricoveri, (di cui il 58% di natura medica), il 34% dei quali assolutamente inappropriato, casi cioè che avrebbero dovuto essere trattati in regime ambulatoriale.  Il maggior numero di ricoveri, 239, sono riconducibili a chirurgia ambulatoriale di bassa complessità. Nel 2008 si sono registrati meno di 150 parti, molto al di sotto dunque della soglia di sicurezza stabilita dal Ministero.
“Ecco perché nel progetto di riforma, attuando anche in Sicilia le indicazioni del Ministero – ha concluso Russo – l’ospedale di Mazzarino cesserà le funzioni per acuzie ma svolgerà funzioni territoriali, e dunque anche ambulatoriali, tali da accrescere sensibilmente la qualità e l’offerta delle prestazioni sanitarie. Inoltre, ho già dato disposizione al nuovo manager dell’Asp di Caltanissetta, Paolo Cantaro, di potenziare e migliorare la rete di emergenza urgenza del 118 con la realizzazione di una postazione dell’elisoccorso. La verità è che la riforma sanitaria e i provvedimenti di rimodulazione della rete ospedaliera non c’entrano nulla con questa tragedia. Il comportamento dei sanitari di Mazzarino, secondo una prima ricostruzione, appare sostanzialmente corretto e tempestivo. Eppure qualcuno continua a far credere che dietro i fatti della scorsa settimana ci siano precise responsabilità di questo assessorato e continua a operare indegne e vergognose strumentalizzazioni che non servono certamente a fare il bene dei cittadini di Mazzarino e neanche all’immagine della Sicilia”.



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