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L’orologio di Lindbergh

Scritto da il 31 marzo 2010, alle 19:05 | archiviato in Moda. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0.

phpthumb_generated_thumbnail4Nel 1933, Anne e Charles Lindbergh, come se fossero in Luna di miele, partono da New York per un lungo viaggio aereo di 47mila km, durante il quale sorvolano Terranova, la Groenlandia, l’Islanda, la Danimarca, la Svezia, la Finlandia, la Russia, l’Inghilterra, la Francia, i Paesi Bassi, la Svizzera, il Portogallo, le Azzorre, le Canarie e le isole di Capo Verde, prima di fare ritorno negli Stati Uniti passando sopra il Gambia, il Brasile e Cuba.
Per questa spedizione Lindbergh sceglie un aereo potente dotato di un motore da 710 CV e di un’elica a passo variabile, con due radio e un canotto pneumatico in caso di ammaraggio forzato. I suoi strumenti di navigazione comprendono una bussola giroscopica direzionale, un orizzonte artificiale, un indicatore per i depositi di ghiaccio, due bussole aperiodiche e un sofisticato cronografo appositamente sviluppato da Longines per il suo volo sopra la Groenlandia e il Grande Nord.
Oggi, la Casa svizzera con il Lindbergh’s Atlantic Voyage Watch riedita questo segnatempo. Si tratta di un cronografo da polso meccanico, con movimento a carica automatica e diametro della cassa di 47,50 mm. Fedele al pezzo originale, mostra i piccoli secondi al 9 e il contatore 30 minuti al 3. Le lancette sono in acciaio azzurrato, mentre il quadrante è dotato di un tachimetro la cui scala parte da 500 unità per ora. Proposto nella versione in acciaio e in quella in oro rosa, Longines Lindbergh’s Atlantic Voyage Watch continua la tradizione di riedizioni storiche di altissima qualità che ha contraddistinto la produzione Longines di questi ultimi anni.

Un po’ di storia
Charles A. Lindbergh, pilota aeropostale americano originario del Midwest, decollò nella serata del 20 maggio 1927 per un volo solitario con il suo monomotore “Spirit of St. Louis“, da Roosevelt Field, un aerodromo nelle vicinanze di New York City. Quando atterrò all’aereoporto di Le Bourget a Parigi, alle ore 22:22 del giorno successivo, dopo 33 ore e 39 minuti di volo, entrò immediatamente nella ristretta schiera dei grandi pionieri aeronautici: era il primo pilota ad aver attraversato senza scalo l’Atlantico, vincendo tra l’altro anche il sostanzioso premio Orteig, di ben 25mila dollari, messo in palio per l’impresa.
Tra le tante difficoltà che il pilota dovette superare vi fu quella di tenere sempre sotto controllo la rotta. Il problema era il seguente: per poter fare il punto durante il volo, il pilota, prima dell’era della guida via radar, doveva usare un sestante per ottenere la latitudine, e un orologio di precisione per determinare la longitudine. Se il lavoro con il sestante era, almeno teoricamente, relativamente facile, la conversione dell’ora in gradi e minuti d’arco esigeva un calcolo piuttosto complicato. Lindbergh si prefisse di semplificare queste operazioni e disegnò un orologio, con secondi al centro, il cui quadrante comprendeva anche la suddivisione in gradi e minuti d’arco, per facilitare il calcolo della longitudine.
Le indicazioni del quadrante del Lindbergh sono destinate a fornire l’ora (ore, minuti e secondi) e l’angolo orario (in gradi e minuti d’arco). La lunetta girevole permette poi di correggere l’equazione del tempo. Il concetto alla base di questo modello si basa sul fatto che la rotazione della terra è di 360° in 24 ore, di 180° in 12 ore, di 15° in un’ora e di 15′ d’arco in un minuto. Quindi la sfera delle ore indica 15° in un’ora e un giro di quadrante (12 ore) equivale a 180°. La sfera dei minuti indica 1° ogni 4 minuti, ossia 15° sono suddivisi in quattro settori di 15 minuti d’arco. Tutte queste graduazioni sono incise sulla lunetta girevole. Una rotazione completa della sfera dei secondi del cronografo equivale a 15 minuti d’arco (graduazioni al centro del quadrante).

A cura di Virginia Milano

Fonte: luxgallery.it



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