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Requisitoria al processo “overdose”

Scritto da il 29 maggio 2010, alle 17:09 | archiviato in Cronaca, Cronaca provincia, Provincia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0.

Otto anni di carcere per Maurizio Li Calzi e sei anni per Antonio Parla sono stati richiesti dalla pubblica accusa al processo che si celebra con il rito abbreviato al tribunale di Agrigento. Subito dopo la requisitoria, l’avvocato Calogero Meli, difensore di Li Calzi, ha chiesto l’assoluzione del suo assistito. La prossima arringa, per la posizione dell’altro canicattinese, sarà tenuta dall’avvocato Giovanni Salvaggio giovedì 1 luglio. Lo stesso giorno, il giudice per le udienze preliminari potrebbe emettere la sentenza. I due imputati furono raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare che fu notificata ad altre sette persone a metà luglio del 2009. La figura centrale dell’inchiesta sarebbe proprio Maurizio Li Calzi, indicato dall’amico di un narese di 30 anni morto per overdose come colui che ha ceduto alla vittima l’ultima dose killer di eroina. Ecco perché l’operazione venne denominata proprio “Overdose”. Le indagini dei carabinieri partirono più di un anno e mezzo prima degli arresti quando all’ospedale di Canicattì fu strappato dalla morte un giovane di Palma di Montechiaro fattosi di droga tagliata male. Gli inquirenti, grazie ad un ‘attenta attività investigativa riuscirono a risalire alla catena dello spaccio che li portò  a Canicattì. Gli stupefacenti, soprattutto eroina e cocaina, arrivavano da Palermo e dal nord Italia e venivano smerciati ad assuntori non solo di Canicattì, ma dell’hinterland. Nell’inchiesta, oltre allo spaccio di sostanze stupefacenti, la posizione di un indagato fu compromessa anche dall’accusa di traffico di armi. Il canicattinese in questione ha patteggiato il 17 aprile scorso, quattro anni e due mesi di carcere. Altre applicazioni della pena su richiesta delle parti sono quelle di tre persone delle quali il gup ha accolto la proposta di accusa e difesa di quattro anni e due mesi, due anni e otto mesi, e un anno e quattro mesi. Per gli imputati che saranno giudicati con il rito ordinario il processo è fermo. La prima udienza non si è potuta tenere per un difetto di notifica ed è stata così rinviata al dopo ferie, mercoledì 22 settembre.



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