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Conferenza del Pd: grave crisi della scuola nel secondo anno della Riforma Gelmini

Scritto da il 31 luglio 2010, alle 08:08 | archiviato in Arte e cultura, Politica, Politica provincia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0.

Il secondo anno di regime della riforma Gelmini porterà ad un taglio di 600 posti di lavoro nel mondo della scuola della nostra provincia.

In totale saranno 1.200, considerati i posti persi l’anno scorso. Il taglio si fa sulla pelle degli alunni, sul loro diritto allo studio, e sul futuro di chi negli ultimi venti anni ha- nella e per la scuola -lavorato, confidando nella legittima aspettativa di una fuoriuscita dal precariato.

Per ridurre l’organico viene aumentato il numero di alunni per classe, fino a 35 che saranno stipati in aule che non garantiscono i requisiti di sicurezza, vengono di fatto soppresse nella nostra provincia le classi a tempo pieno e a tempo prolungato, passate dal 50% dello scorso anno, a poco più del 2% dell’anno scolastico prossimo venturo.

Sovraffollamento delle classi e sovraccarico di ore per il personale di ruolo sono una miscela che porterà ad un degrado dell’offerta formativa della scuola nella nostra provincia.

I precari storici possono dire addio al sogno della stabilizzazione.

Per alcuni di loro potrà valere l’ombrello rattoppato del decreto salva precari, che non fa altro che peggiorare ulteriormente la loro condizione, costringendoli ad accettare orari di lavoro spezzettati in scuole diverse e lontane.

Il PD si oppone a questa riforma, che rivela la volontà politica, mascherata dietro l’esigenza di fare cassa, del governo Berlusconi di smantellare lo stato sociale soprattutto nel Meridione di Italia.

Per Berlusconi la scuola pubblica è un costo da tagliare e non l’impalcatura fondamentale per lo sviluppo e il progresso della nostra società.

Il copione, purtroppo, è identico anche nella sanità, nella pubblica amministrazione, negli enti locali, nella sicurezza, per i quali questo governo ha previsto solo tagli accompagnati da un processo di precarizzazione del lavoro pubblico.

La maggioranza parlamentare di centrodestra che ha assecondato questa politica è entrata in crisi.

La rottura tra Fini e Berlusconi dice chiaramente che questo governo è al capolinea.

L’Italia, ma soprattutto la Sicilia e la nostra provincia, ultima nelle graduatorie che misurano il benessere sociale ed economico, hanno bisogno di lasciarsi alle spalle Berlusconi e il suo governo.

L’iniziativa sulla scuola del prossimo 2 agosto ad Agrigento è un ulteriore passo verso un’alternativa possibile e migliore, che il Pd intende costruire insieme alle famiglie, ai lavoratori, alle imprese, ai giovani.

Il PD propone di procedere alla stabilizzazione dei 150.000 precari, già prevista nel piano triennale dell’ultima finanziaria del governo Prodi.

Sarà così possibile progettare la scuola pubblica del futuro, rispondendo alle domande di scuola dell’infanzia, del tempo pieno, di laboratori per gli istituti tecnici e professionali, di sostegno per gli alunni disabili.

Il Pd propone, altresì, di aumentare dal 19% al 50% la detraibilità (oggi tetto max 632 euro a figlio) delle spese per i nidi, estendendo la stessa misura a tasse scolastiche scuole superiori, acquisto libri scolastici, costi mense e trasporto scolastico per le scuole pubbliche di ogni ordine e grado.



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