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Agrigento:Consiglio Comunale “infiammato” ieri sera

Scritto da il 30 novembre 2010, alle 12:00 | archiviato in Agrigento, Politica. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Arnone su Consiglio Comunale del 29 novembre 2010
Consiglio Comunale “infiammato” ieri sera: Arnone si accorge della proposta burla della conferenza dei capigruppo, finalizzata a “fingere” una riduzione delle indennità dei consiglieri comunali, ma nella realtà con effetti opposti sulle casse comunali.

Arnone cita alcuni esempi degli enormi sperperi di denaro pubblico ad opera delle precedenti amministrazioni (tra tutti la causa SAISEB – Comune), chiedendo pure alla consigliera Vita di rendere noti importi e ragioni delle frequenti “missioni istituzionali” effettuate nella qualità di vicesindaco dell’Amministrazione Piazza.

Le inchieste sul settore Urbanistica: Arnone ricorda di aver tappezzato la città di manifesti per chiedere la rimozione del dirigente Di Francesco, che aveva invece tra i più strenui sostenitori in Consiglio Comunale proprio i capigruppo De Francisci, Gramaglia e Calabrese.

Il Consiglio si infiamma perché Giuseppe Arnone scopre la buffonata fatta nell’ambito della conferenza dei capigruppo, al fine di ingannare la città fingendo di ridurre i costi del Consiglio Comunale e le somme percepite dai singoli consiglieri.

Arnone a quel punto ha formalizzato e presentato una proposta effettiva, finalizzata a far risparmiare oltre 100.000 euro annui al Comune, da destinarsi all’aumento del monte ore fissato per i precari dell’Ente.

Al di là dei “paladinaggi”, dei mestatori travisati da giornalisti, occorre informare la città dello scontro vero e delle sue motivazioni, che ha contrapposto Giuseppe Arnone ai capigruppo consiliari, con in testa Calabrese, Vita e Gramaglia.

Nell’ambito della seduta, il consigliere Calabrese, con spreco di enfasi e retorica, ha formulato la proposta – burla, apparentemente finalizzata alla riduzione degli emolumenti dei consiglieri. Calabrese ha proposto, a nome dei capigruppo, di diminuire l’importo del gettone di presenza del 20%, cioè da circa 100 euro a 80 euro. Si è ben guardato, però, dal richiedere un tetto massima di spesa per l’Ente ridotto del 20% rispetto all’attuale.

Ha preso quindi la parola Arnone, spiegando che quella proposta non avrebbe fatto risparmiare, ma addirittura fatto spendere di più all’Ente, in quanto, in assenza di tetto massimo, avrebbe comportato un aumento delle riunioni e dunque maggiori costi per il Comune.

Arnone ha poi spiegato che la grandissima parte dei consiglieri comunali percepisce il massimo consentito dalla legge, cioè 1.500 euro lordi al mese. Per far risparmiare l’Ente, occorre agire proprio su tale importo massimo, riducendolo almeno del 20%, cioè portando la somma da percepirsi a circa 1.200 euro mensili al massimo per ciascun consigliere. La proposta di Arnone, regolarmente formalizzata, ha provocato durissimi scontri, in quanto se da un lato il Comune in tal modo avrebbe risparmiato ben 108.000 euro l’anno, dall’altro mediamente ogni consigliere avrebbe incassato 3 o 4.000 annui in meno.

Come al solito, il più convinto nel voler bocciare la proposta di Arnone per approvare la proposta – burla dei capigruppo, è stato il consigliere De Francisci.

Arnone ha poi mosso accuse specifiche in ordine alle vere ragioni del dissesto del Comune, da imputarsi alle errate scelte e agli sperperi delle amministrazioni Piazza e Sodano.

Arnone ha citato due casi emblematici: uno è quello della causa SAISEB, che ha visto soccombente il Comune di Agrigento (per diversi milioni di euro) a causa di precise responsabilità da imputarsi ai legali dell’Ente, poi ha pure invitato l’ex vicesindaco Maria Pia Vita a rendere noti importi e pseudo – ragioni delle missioni di detto ex vicesindaco.

Infine, si è trattato anche l’argomento delle gravi inchieste che riguardano il settore Urbanistica, con il sequestro di molte pratiche e la perquisizione degli studi del dirigente pro tempore ing. Di Francesco. E a De Francisci che scaricava sull’Amministrazione Comunale e sul sindaco Zambuto (e quindi su Arnone) le responsabilità delle inchieste giudiziarie sull’Urbanistica, Arnone ha ricordato di avere affisso i manifesti per chiedere la rimozione di Di Francesco (che avverrà entro breve) e che i difensori a spada tratta di Di Francesco in Consiglio Comunale erano stati proprio De Francisci, Gramaglia e Calabrese.

Agrigento, 30 novembre 2010

Avv. Giuseppe Arnone

Consigliere comunale PD



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