Il gruppo consiliare di opposizione di Lampedusa, guidato dal capogruppo Palmeri, ha inviato stamattina una nota alla Soprintendenza di Agrigento, all’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e all’Assessorato alle Autonomie Locali, per denunciare il grave clima di illegittimità che ormai caratterizza il Comune di Lampedusa.
Stavolta è il caso del Piano Paesistico delle Isole Pelagie consegnato ufficialmente al Comune di Lampedusa nel mese di novembre. I documenti di piano non solo non sono stati mai resi pubblici, ma non sono stati nemmeno messi a disposizione dei Consiglieri Comunali.
“Abbiamo richiesto per iscritto di poter esercitare il diritto di presa visione degli atti costituenti il Piano – dichiara Giuseppe Palmeri – il 12 novembre scorso, non appena siamo venuti a conoscenza dell’incontro avvenuto presso l’Assessorato Regionale ai Beni Culturali in data 20 ottobre scorso, al quale hanno partecipato una delegazione del Comune di Lampedusa e i funzionari responsabili dell’iter di approvazione del Piano Paesistico delle Pelagie”
In data 17 novembre, il Direttore Generale del Comune, in riscontro alla richiesta del Capogruppo Palmeri, assicurava che la documentazione sarebbe stata messa al più presto a disposizione dei Consiglieri e del pubblico a cura dell’Ufficio Tecnico Comunale.
“In realtà, dopo un mese e mezzo, non solo il Piano Paesistico non è mai stato messo a disposizione di Consiglieri e cittadini – continua Palmeri – ma addirittura apprendiamo che il 14 dicembre scorso
Sindaco, Assessori, dirigenti dell’Ufficio tecnico comunale, persone e tecnici esterni all’Ente, avrebbero svolto “la concertazione” sul Piano Paesistico alla presenza dell’Arch. Terrana, convenuto in rappresentanza della Soprintendenza di Agrigento”
“Definire concertazione – continua Palmeri – una riunione segreta, segretamente indetta, dopo avere nascosto per oltre un mese e mezzo il Piano sia ai Consiglieri che alla cittadinanza, è semplicemente indecoroso,offende l’altrui intelligenza e calpesta ogni principio di legalità, trasparenza e partecipazione democratica”
“Ci aspettiamo – conclude Palmeri – che il nuovo Soprintendente di Agrigento e l’Assessorato, oltre a prendere le distanze da queste indecorose manovre, intervengano in maniera decisiva per fare in modo che la concertazione sul Piano Paesistico si apra davvero e non sia semplicemente fittizia e a beneficio di non ben definiti interessi speculativi che si vorrebbero coprire o favorire”.
Con la nota spedita stamattina, il gruppo di opposizione chiede che venga nominato un Commissario quale garante di trasparenza, rispetto delle procedure amministrative e legalità, stante la gravità dei fatti denunciati, asseverati oltretutto dalla circostanza che ancora alla data odierna non risulta acquisito al protocollo dell’Ente né il verbale dell’incontro tra Comune e Assessorato né il Piano Paesistico ufficialmente trasmesso dalla Soprintendenza.