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2010: Un anno di cronaca in Provincia di Agrigento con Angelo Ruoppolo

Scritto da il 31 dicembre 2010, alle 06:49 | archiviato in Cronaca, Cronaca provincia, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

1 gennaio, brutale aggressione al Viale della Vittoria ad Agrigento. Pestato a sangue un panettiere di 39 anni a scopo di rapina. I Carabinieri hanno arrestato 4 extracomunitari sorpresi in flagranza di reato: Amine Talibouridah, 20 anni, del Marocco. Sofiene Kajja, 21 anni, anche lui marocchino. Poi Samir Jelassi, 29 anni, originario della Tunisia. Ed un minorenne di 17 anni, tunisino, K M sono le iniziali del suo nome, affidato alla Comunita’ di recupero per minori stranieri di Agrigento, ‘’ Papa Giovanni 23 esimo ‘’. I 4 sono abitanti ad Agrigento e disoccupati. Il panettiere aggredito e ferito ha salvato i suoi 110 euro nel portafogli in tasca, e’ stato trasportato al Pronto soccorso dell’Ospedale ‘’ San Giovanni di Dio ‘’, e guarira’ in 20 giorni.

1 gennaio, a Castrofilippo, al Viale Bonfiglio, nel pub ‘’ After Hour ‘’, due malviventi, armati di ascia, hanno minacciato i proprietari ed alcuni clienti ed hanno rubato il registratore di cassa e l’incasso con poche centinaia di euro. Indagano i Carabinieri.

1 gennaio, i poliziotti della Squadra mobile di Agrigento hanno arrestato a Siculiana un minorenne di 17 anni di Porto Empedocle, A C, ecco le iniziali del nome, sorpreso la notte di San Silvestro, nei pressi di un locale del luogo, in possesso di 26 dosi di cocaina, gia’ pronte per essere vendute, e 300 euro in banconote di vario taglio.

3 gennaio, Agrigento, intorno alle ore 3 della notte, quando un 30enne agrigentino ha aggredito una donna innanzi a ad un negozio della via Atenea. Lei gli ha pestato involontariamente un piede e lui l’avrebbe colpita con uno schiaffo. L’uomo e’ stato costretto alla fuga dagli avventori del locale, subito intervenuti per difendere lei. Lui e’ scappato e si e’ rifugiato dentro la Questura, in piazza Vittorio Emanuele, evitando cosi’ il linciaggio da parte di decine di persone che, nel frattempo, si sono accalcate innanzi la sede della Polizia.

3 gennaio, a Porto Empedocle, in via Massimo D’Azeglio, nottetempo, ignoti hanno esploso 2 colpi d’arma da fuoco contro il bar di Antonio ed Alfonso Zambito, padre e figlio, di 60 e 37 anni, entrambi di Siculiana. Indaga la Polizia. Forse e’ stato usato un fucile a pompa caricato con cartucce piene di pallini, che provocano cosi’ piu’ fori dove si spara. Perizie balistiche in corso.

3 gennaio, a Favara i Carabinieri hanno scoperto una bisca clandestina all’interno di un locale nel centro del paese. 11 persone sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Agrigento per esercizio e partecipazione al gioco d’azzardo. Il locale e’ stato sequestrato. Sequestrato anche il denaro in possesso degli 11, 2mila e 450 euro.

3 gennaio, i Carabinieri hanno sgominato una presunta banda di ladri che avrebbe imperversato a Grotte. Sono stati denunciati due operai di Grotte, R M, ecco le iniziali del nome, di 24 anni, e G Z, di 18 anni, ed un disoccupato di Casteltermini, C P, di 23 anni. Nelle loro abitazioni sono stati scoperti e sequestrati gioielli, taniche di olio e vino, attrezzi per il bricolage, motozappe e trattori, stereo, hifi e lettori dvd. Tutto il materiale e’ provento di furti.

5 gennaio, e’ morto all’ Ospedale ‘’Civico’’ di Palermo, dopo 8 giorni di agonia, Stefano Tabarro, 32 anni, di Sciacca, vittima lo scorso 27 dicembre di un incidente stradale lungo lo scorrimento veloce ‘’ Palermo – Sciacca ‘’, nei pressi dello svincolo di Altofonte. La famiglia di Stefano Tabarro ha autorizzato i medici ad effettuare l’espianto di cornee, fegato, cuore e reni per la donazione.

5 gennaio, i Carabinieri hanno arrestato Pietro Firrigno, 37 anni, e Santo Calabrese, 36 anni, entrambi di Canicatti’, contitolari di un negozio di autoricambi, sorpresi in possesso di 50 grammi di cocaina grezza pronta per essere tagliata e spacciata.

6 gennaio, ad Agrigento, lungo la via Passeggiata archeologica, nei pressi del cimitero Bonamorone, ignoti vandali, usando oggetti presumibilmente metallici ed anche massi di pietra, hanno danneggiato le vetrine di ingresso e laterali dell’Agenzia finanziaria ‘’ Agos ‘’. I danni provocati dal raid ammontano ad alcune migliaia di euro.

6 gennaio, a Porto Empedocle i Carabinieri hanno arrestato Giacomo Verderame, 30 anni, ed Antonio Falzone, 23 anni, entrambi di Porto Empedocle, sorpresi in via 4 novembre a rubare, dopo la forzatura dell’ingresso, dentro il Punto Snai. I due hanno danneggiato ed asportato dalle slot machine mille e 460 euro. La refurtiva e’ stata restituita al proprietario.

7 gennaio, ad Agrigento, nottetempo, ignoti malviventi hanno forzato una finestra ed hanno rubato l’incasso di una slot machine dentro il bar Four Roses, in via Imera. Un altro furto e’ stato perpetrato a danno del Bar degli Angeli, al Villaggio Mose’, dove i ladri hanno forzato una finestra ed hanno rubato alcolici, sigarette ed altra merce. Indaga la Polizia.

7 gennaio, a Montallegro, in contrada Mortilla, ignoti hanno tagliato una ventina di alberi di ulivo in un terreno a danno di Filippo Tavormina, 59 anni, sposato e padre di 3 figli, Comandante della Polizia municipale di Montallegro.

7 gennaio, a Lampedusa, nella Chiesa di San Gerlando, ignoti malviventi hanno svuotato le cassette delle offerte e delle donazioni per le festivita’ natalizie. Il furto sacrilego avrebbe fruttato circa 600 euro.

8 gennaio, ad Agrigento: lei ha subito una perquisizione domiciliare, e poi in Questura, durante la stesura dei verbali, ha aggredito verbalmente e fisicamente i Poliziotti, tanto da costringerne uno a ricorrere al Pronto soccorso per lesioni giudicate guaribili in 7 giorni. Lei e’ e’ stata arrestata, e’ una donna di 23 anni, e le iniziali del nome sono L M.

8 gennaio, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Russo, 31 anni, di Agrigento, sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di una busta in plastica contenente una pistola calibro 9 parabellum, di fabbricazione croata, con matricola abrasa. Russo ha tentato di nascondere l’arma lanciando il sacchetto fuori dal balcone di casa.

8 gennaio, a Canicatti’ due ignoti malviventi, a volto scoperto e disarmati, hanno rapinato l’agenzia della Banca Popolare di Lodi. Il bottino ammonta a circa 15mila euro. Indagano i Carabinieri.

9 gennaio, a Canicatti’, due ignoti malviventi, travisati al volto con una calzamaglia ed armati di coltello, hanno rapinato il bar Caron Cafe’. Il bottino ammonta a circa 300 euro. Il proprietario e’ stato medicato in Ospedale per delle ferite da arma taglio guaribili in 7 giorni.

11 gennaio, un gruppo di adolescenti ha scoperto un pacco con dentro 12 chili di hashish sulla battigia del lido Fiore a Menfi. I ragazzini hanno lanciato l’allarme alla Polizia. Forse, il pacco e’ caduto in acqua da una imbarcazione in transito. Sono stati controllati numerosi motopescherecci della marina di Sciacca. E’ probabile, inoltre, che il pacco sia stato nascosto in spiaggia e che poi sia saltato fuori a seguito delle mareggiate che hanno eroso parecchi metri di arenile.

11 gennaio, a Palma di Montechiaro, in contrada Bildolce, un imprenditore, Salvatore Aquilino, 42 anni, titolare dell’impresa edile ” Arcadia “, con sede ad Agrigento, ha scoperto innanzi al cancello di casa mezza testa di bue. Indagano i Carabinieri.

11 gennaio, a Licata, al Villaggio dei fiori, le fiamme, di origine incerta, hanno danneggiato l’automobile, una Fiat Croma, di un disoccupato del luogo, Francesco Incorvaia, 38 anni.

12 gennaio, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Failla, 35 anni, Ignazio Rindone, 40 anni, e Rosario Triolo, 25 anni, tutti di Ribera, fermati ad un posto di blocco lungo la statale 115 e sorpresi in possesso di 5 bustine di plastica da 10 grammi ciascuna di cocaina, per un valore complessivo di circa 10 mila euro, nascoste in un vano del cruscotto dell’automobile.

12 gennaio, a Realmonte, un bambino di 5 anni si e’ addormentato sui sedili in fondo all’autobus diretto alla scuola materna, ed e’ stato scoperto, in stato di choc, 5 ore dopo, nel deposito dei pullman. L’autista e l’assistente dello scuolabus, entrambi impiegati comunali, non si sarebbero accorti del piccolo dormiente.

13 gennaio, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha condannato Domenico Morgana, 36 anni, ed Angelo Pace, 35 anni, entrambi di Palma di Montechiaro, a 3 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno per tentata estorsione a danno dell’ impresa Fae Srl di Mazzarino. L’episodio risale al 16 giugno 2009 quando l’impresa Ferrigno e’ stata impegnata in alcuni lavori di recupero dell’area esterna dell’edificio scolastico D’Arrigo a Palma di Montechiaro. Angelo Pace e Domenico Morgana avrebbero tentato di ottenere una tangente di 12mila euro pari al 3 per cento dell’importo dell’appalto assegnato all’impresa Ferrigno. Il titolare ha denunciato i due palmesi tramite l’ausilio dell’ Associazione antiracket di Gela. Anche il Comune di Palma di Montechiaro si e’ costituito Parte civile in giudizio.

14 gennaio, la Polizia ha arrestato Christian Nicosia, 24 anni, e Salvatore Gioachino Gettino, 28 anni, entrambi di Canicatti’, accusati di tentato omicidio allorche’ il 13 novembre del 2008 avrebbero sparato e ferito un bracciante agricolo del luogo, Vincenzo Adamo, 52 anni, sorpreso da un proiettile dentro il bagno di casa, in via Messina, e soccorso in Ospedale. Sul posto la Polizia ha scoperto e sequestrato 3 bossoli calibro 32 e 2 proiettili di cui uno conficcato nell’anta in alluminio della finestra del bagno. Il movente del tentato omicidio sarebbe legato ad una mancata precedenza automobilistica. Le pallottole sarebbero state indirizzate al figlio di Vincenzo Adamo, Michelangelo, fuori casa pero’ al momento dell’agguato.

14 gennaio, la Polizia ha arrestato Giuseppe Moncada, 22 anni, di Porto Empedocle, sorpreso nel quartiere ‘’ Altipiano Lanterna ‘’ a bordo di un’automobile ed in possesso di 7 barrette di hashish, presumibilmente pronte per lo spaccio, per un peso complessivo di oltre 5 grammi, poi 300 euro, un coltellino a serramanico e numerosi involucri di plastica. Indagini sono in corso sulla proprieta’ di due autoradio scoperte all’interno della stessa auto di Moncada.

13 gennaio, ad Agrigento, nella zona industriale, in contrada San Benedetto, ignoti ladri hanno forzato l’ingresso di un capannone ed hanno rubato una bobina di rame per 440 metri di cavo, piu’ altri 100 metri sfusi dello stesso materiale. Il danno, non assicurato, ammonta a circa 10 mila euro.

13 gennaio, a Canicatti’ i Carabinieri indagano a seguito di un furto all’interno di un deposito di bibite, in contrada Stretto. Ignoti malviventi hanno forzato un infisso ed all’interno del magazzino hanno razziato bevande e merce varia per un valore di circa 30 mila euro, parzialmente assicurata. Il proprietario del deposito ha sporto denuncia.

14 gennaio, a Ribera, in via Rocco Chinnici, le fiamme, di origine incerta, hanno bruciato l’automobile, una Audi 4, del segretario generale del Comune di Ribera, Alfonso Spataro. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco ed i Carabinieri. Alfonso Spataro, 56 anni, sposato e padre di un figlio, e’ Segretario del Comune della Citta’ delle arance da 10 anni, e lo e’ stato, provvisoriamente, anche del Comune di Raffadali.

14 gennaio, tentato omicidio a Canicatti’, lungo il Viale della Vittoria, nei pressi della villa comunale, dove, al culmine di un litigio provocato da futili motivi, Vincenzo Tiranno, 30 anni, ha accoltellato Emanuele Lo Giudice, 22 anni, ricoverato in prognosi riservata all’Ospedale ‘’Civico’’ di Palermo. Tiranno e’ stato arrestato dalla Polizia.

15 gennaio, i Carabinieri hanno arrestato Gioacchino Guagenti, 25 anni, di Canicatti’, sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di 6 grammi di cocaina gia’ suddivisa in dosi, pronta per essere immessa nel mercato dello spaccio.

15 gennaio, a Casteltermini, in contrada Malvello, una coppia di anziani coniugi e’ stata scoperta cadavere dentro casa. Sui corpi di Calogero De Marco, 62 anni, e Carolina Capozza, 80 anni, non vi sono segni di violenza o di colluttazione. E’ giallo. Indagini in corso.

16 gennaio, la Guardia di Finanza di Palermo ha arrestato Giuseppe Caccamisi, 36 anni, di Licata, e Giuseppe Capizzi, 40 anni, di Palermo, sorpresi in possesso di 5 chili di hashish, gia’ suddivisi in 47 panetti, pronti per essere immessi nel mercato dello spaccio. La droga e’ stata scoperta all’interno di un borsone nascosto sul balcone dell’abitazione di Caccamisi.

17 gennaio, a Canicatti’ ignoti malviventi hanno forzato la saracinesca dell’ingresso del Circolo Samarcanda dell’Arci ed hanno rubato un computer, 3 monitor e 750 euro in contanti.

18 gennaio, a Porto Empedocle sono state scoperte 3 cartucce legate con il nastro adesivo ad una macchina impastatrice nel cantiere di una ditta impegnata nei lavori di ristrutturazione di un capannone dell’Italkali, ubicato sul molo di levante dello scalo marittimo empedoclino. Il titolare dell’impresa e’ Domenico Zambito, di Porto Empedocle.

18 febbraio, a Favara una busta contenente due proiettili calibro 7 e 65 ed un biglietto di minacce e’ stata recapitata al preside dell’Istituto professionale per l’industria e l’artigianato “ Marconi ” di Favara, Gaetano Fallea.

18 gennaio, a Menfi i Carabinieri hanno arrestato Filippo Raia, 25 anni, di Menfi. Raia avrebbe chiesto un aiuto economico al Sindaco, ottenendo pero’ solo pochi euro. Il ragazzo ha comprato della benzina, ha cosparso con il liquido infiammabile il portone del Municipio ed ha appiccato il fuoco. Alcuni Carabinieri in borghese gia’ sul posto hanno arrestato Raia ed hanno domato tempestivamente le fiamme.

18 gennaio, a Lampedusa, le fiamme di origine incerta hanno bruciato la roulotte del sindaco di Lampedusa, Dino De Rubeis, parcheggiata in via Terranova, innanzi la casa in campagna della madre del Sindaco. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco. Indagano i Carabinieri. Il sindaco De Rubeis afferma: ‘’ senza ombra di dubbio si tratta di un avvertimento nei miei confronti. L’ufficio tecnico, proprio in questi giorni, sta mandando una trentina di ordinanze di demolizioni di immobili costruiti abusivamente in tutta l’isola di Lampedusa e quindi qualcuno vuol farmela pagare. Noi comunque andiamo avanti senza alcuna remora ‘’ – conclude De Rubeis.

18 gennaio, la Squadra mobile, la Procura di Agrigento ed i Poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle hanno arrestato 9 presunti usurai, tra Porto Empedocle, Palma di Montechiaro ed Agrigento, nell’ ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘’ Easy money ‘’, facile guadagno, frutto della collaborazione dell’ex sindaco di Porto Empedocle, Paolo Ferrara, bersaglio di minacce ed intimidazioni, e che sarebbe stato costretto a restituire prestiti con interessi oscillanti tra il 110 ed il 545 per cento l’anno. Nel corso delle indagini, che successivamente si avvarranno anche della collaborazione di altri imprenditori, sono stati sequestrati beni per circa 600mila euro. In carcere, a Porto Empedocle Roberto Melfa, 45 anni. Antonio Zambito, 61 anni. Il figlio Alfonso Zambito, 38 anni, che ha gia’ patteggiato in passato una condanna per usura. E Carmelo Filippazzo, 45 anni. Poi Pietro Anastasio Natale, 41 anni, originario di Brescia e residente ad Agrigento. Massimo Zicari, 37 anni, e Salvatore Falzone, 41 anni, entrambi di Agrigento. Poi a Palma di Montechiaro, Calogero Bordino, 51 anni, ex bancario, ed Antonio Di Vincenzo, 49 anni. I 9 rispondono di usura aggravata dallo stato di bisogno della vittima. Si’, tanto che Paolo Ferrara ha ceduto un immobile di proprieta’ ad Antonio ed Alfonso Zambito, ed ha venduto un altro suo immobile per ricavare denaro e pagare.

18 gennaio, furto a danno dell’ Agenzia del Monte dei Paschi di Siena, a Canicatti’, in via Vittorio Veneto. Ignoti hanno forato una parete del locale caldaie e poi, con la fiamma ossidrica, hanno scassinato una delle 2 casseforti nella stanza del Direttore. Il bottino ammonta a 26mila euro in contanti. Indagano i Carabinieri, anche con l’ausilio dell’impianto di video sorveglianza della zona.

18 gennaio, i Carabinieri hanno arrestato Joseph Di Salvo, 44 anni, di Licata, per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Joseph Di Salvo e’ stato sorpreso dai Carabinieri a vendere alcune dosi di hashish.

18 gennaio, a San Giovanni Gemini 3 ignoti malviventi, travisati con dei passamontagna, hanno minacciato i presenti ed hanno rapinato l’Agenzia del Monte dei Paschi di Siena. Il bottino ammonta a circa 20mila euro. Gli impiegati sono stati rinchiusi in uno stanzino ed i rapinatori si sono dileguati fuggendo a piedi.

18 gennaio, Francesco Arona, 32 anni, originario di Cutro, in Calabria, a conclusione del giudizio abbreviato, e’ stato condannato a 20 anni di carcere per l’omicidio di Salvatore Milioto, 41 anni, originario di Santa Elisabetta, ucciso a Sissa, in provincia di Parma, il 10 febbraio scorso. Il movente del delitto sarebbe legato ad un violento contrasto provocato dalla vendita di una casa.

18 gennaio, a Palma di Montechiaro, in via Tannorella, le fiamme, di origine incerta, hanno danneggiato l’automobile, una Skoda Octavia, di Antonio Criscimanna, 48 anni, bracciante agricolo, incensurato. Sul posto e’ stato scoperto un bidoncino contenente tracce di liquido infiammabile.

19 gennaio, incidente stradale lungo la strada statale 115, in territorio di Sciacca, in contrada San Giorgio, nei pressi del bivio Sant’Anna. Salvatore Taffari, 42 anni, di Menfi, esperto informatico, padre di 2 figli, a bordo di una Opel Astra, si e’ scontrato, per cause da accertare, con un’altra automobile, una Ford Focus, ed e’ morto.

19 gennaio, i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Fallu’, 42 anni, di Licata, pregiudicato, che scontera’ 3 anni ed 8 mesi di reclusione per estorsione aggravata in concorso ed evasione. I reati contestati risalgono al 2006.

20 gennaio, il Tribunale di Agrigento ha condannato a 4 anni di reclusione ciascuno Giuseppe Airo’ Farulla, 23 anni, e Gaetano Santamaria, 23 anni, entrambi di Favara, presunti responsabili di violenza sessuale e gia’ arrestati il 16 dicembre 2005 allorche’ l’ 11 novembre del 2005 avrebbero violentato a Favara una ragazza conosciuta in un locale notturno.

20 gennaio, a Racalmuto, in piazza del Carmelo, una coppia di pensionati, i coniugi Ruggieri, hanno scoperto innanzi l’ingresso della propria abitazione una bottiglia in plastica contenente liquido infiammabile e con lo stoppino acceso che e’ stato subito spento dalla donna.

21 gennaio, in Germania, nei pressi di Colonia, e’ stato assassinato Riccardo Corvo, 43 anni, originario di Licata, pregiudicato e latitante dal 2008 perche’ evaso dagli arresti domiciliari imposti a Favara. Corvo e’ stato scoperto dentro un sacco nero sul ciglio di una strada. Secondo la Polizia tedesca Corvo sarebbe stato ucciso a bastonate. Grazie all’intervento dei Carabinieri di Licata si e’ risaliti all’identita’ del cadavere.

22 gennaio, a Cianciana i Carabinieri hanno arrestato Domenico Paci, 40 anni, di Cianciana. L’uomo in Chiesa ha scippato la borsa ad una donna anziana, poi e’ fuggito ma e’ stato inseguito ed acciuffato dai militari.

23 gennaio, a Favara, in piazza del Carmine, nella zona cosiddetta ‘’ del Calvario ‘’, e’ crollata una palazzina di 3 piani, gia’ dichiarata inagibile perche’ a rischio cedimento. Sotto le macerie sono salvi Giuseppe Bellavia, muratore, la moglie, Giuseppina Bello, casalinga, ed il figlio Giovanni, 11 anni. Muoiono altre due figlie, Chiara Pia, di 3 anni, e Marianna, 14 anni.

23 gennaio, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Angelo Noto, 24 anni, di Favara, accusato di furto aggravato allorche’ e’ stato sorpreso in via Monsignor Ficarra in fuga a bordo di una moto appena rubata in un Autosalone della zona. Il mezzo, del valore di circa mille euro, e’ stato restituito al proprietario.

25 gennaio, a Favara, in via Bachelet, le fiamme, di origine incerta, hanno bruciato l’automobile, una Fiat Croma, intestata alla societa’ “ Geotecnica group ”, che si occupa di indagini geognostiche, ed in uso all’amministratore unico della stessa societa’, Antonino Alba, 40 anni, di Favara. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco ed i Carabinieri che hanno scoperto due bottiglie di plastica contenenti tracce di liquido infiammabile.

25 gennaio, maxi blitz antidroga della Polizia e della Procura di Sciacca e della Squadra mobile di Agrigento. Stupefacenti spacciati tra Sciacca e Ribera. Bar e locali pubblici come presunti luoghi privilegiati di vendita al dettaglio della droga. 21 ordinanze di custodia cautelare tra Sciacca, Ribera, Castelvetrano, Menfi e Caltabellotta. 13 in carcere, 2 agli arresti domiciliari e 6 tra obblighi di dimora ed obbligo di firma. A capo dei 21 indagati vi sarebbe stato Stefano Vinci, 42 anni, arrestato. Poi in carcere anche Alberto Bilella, 32 anni. Calogero Seidita, 53 anni. Salvatore Montalbano, 42 anni. Giuseppe Arasi, 52 anni. Salvatore Giuseppe Failla, 34 anni. Calogero Puleo, 23 anni. Diego Sabella, inteso Dino Broscina, 34 anni. Mario Gallo, 26 anni. Leonardo Di Giorgi, 41 anni. Giacomo Santannera, 32 anni. Pierpaolo Abbruzzo, 25 anni. E Giuseppe Di Giorgi, 33 anni. Ai domiciliari sono detenuti Filippo Tardo, 48 anni, e Gianvito Ferreri, 34 anni. Ad altri 3 e’ stato imposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza, Ignazio Lucenti, 48 anni, Vito Mirabile, 23 anni, e Simona Gentile, 19 anni. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Adriana Sedita, 25 anni.

26 gennaio, i Poliziotti del Commissariato di Licata hanno arrestato, per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione in concorso, il romeno Ioan Apostol, 35 anni, residente a Licata, Antonino Curella, 64 anni, di Licata, pensionato, ed, ai domiciliari, Giuseppe Fiorenza, 74 anni, di Palma di Montechiaro, anche lui pensionato. Ioan Apostol avrebbe costretto la sua fidanzata romena, una ragazza di 28 anni, a prostituirsi, anche per 50 euro. Curella e Fiorenza si sarebbero impegnati a procacciare i clienti e ad accompagnare la ragazza agli appuntamenti a luci rosse.

27 gennaio, maxi sequestro antimafia da record. La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, la Direzione investigativa antimafia ed il Gico della Guardia di Finanza di Palermo, hanno sequestrato beni per 550 milioni di euro, tra immobili, imprese, societa’, impianti industriali e di calcestruzzo, e conti correnti, a Rosario Cascio, 75 anni, di Santa Margherita Belice ma residente a Partanna, ritenuto il cassiere del boss latitante, Matteo Messina Denaro, e gia’ condannato a 6 anni di carcere per associazione mafiosa.

27 gennaio, il Tribunale di Sciacca ha condannato a 7 anni di reclusione Ionut Aruicai, 21 anni, originario della Romania, accusato di violenza sessuale aggravata e sequestro di personale allorche’, il 30 marzo scorso, a Ribera, avrebbe condotto e trattenuto con forza una connazionale all’interno della propria abitazione, poi l’avrebbe picchiata e minacciata con un coltello costringendola a subire un rapporto sessuale.

28 gennaio, incidente stradale lungo la statale 115, in contrada San Giorgio, tra Sciacca e Ribera, dove si sono scontrate frontalmente due automobili, una Ford Fiesta ed una Nissan Micra. Claudia Spinuso, 48 anni, di Menfi, al volante della Micra, e’ morta sul colpo.

29 gennaio, sviluppi nell’ambito delle indagini a seguito dell’omicidio di Giuseppe Monterosso, 54 anni, imprenditore originario di Sommatino, in provincia di Caltanissetta, ed a lavoro a Cavaria, frazione di Varese, dove e’ stato ucciso il 6 maggio. Su ordine della Polizia di Como e di Varese la Squadra mobile di Agrigento ha arrestato Andrea Vecchia, 42 anni, Fabrizio Messina, 35 anni, Giuseppe Volpe, 65 anni, tutti di Porto Empedocle, Gaetano Ribisi, 42 anni, di Palma di Montechiaro, Alessio Contrino, 46 anni, di Aragona, Calogero Palumbo, 49 anni, e Giuseppe Luparello, 24 anni, agrigentini ed entrambi domiciliati a Blevio in provincia di Como. Il movente del delitto sarebbe legato ad un presunto attentato incendiario subito da Vecchia e di cui sarebbe stato autore Giuseppe Monterosso. Un delitto, quindi, punitivo.

29 gennaio, attentato incendiario a Ravanusa, in via Mattarella, a danno di una Concessionaria di Auto usate. Ignoti malviventi hanno scassinato l’ingresso, hanno cosparso di liquido infiammabile il magazzino ed hanno appiccato il fuoco. Le fiamme hanno bruciato 4 auto provocando danni stimati intorno ai 20mila euro.

30 gennaio, Carabinieri agrigentini ed arresti. A Licata e’ stato arrestato Alessandro Simonetti, 25 anni, perche’ sorpreso a cedere 1 grammo di cocaina ad un tossicodipendente. Ancora a Licata e’ stato arrestato Giovanbattista Greco, 54 anni, che scontera’ una condanna definitiva a 2 anni di reclusione per usura. A Bivona i Carabinieri hanno arrestato Daniele Ciccarello, 34 anni, per evasione dagli arresti domiciliari.

31 gennaio, uxoricidio a Canicatti’, in via Perez, nei pressi della Chiesa di San Domenico, dove Calogero Onolfo, 72 anni, agricoltore in pensione, al culmine di un diverbio, ha ucciso a coltellate l’ex moglie, Costanta Paduraru, 53 anni, originaria della Romania.

1 febbraio, a Grotte, innanzi al Municipio, ignoti hanno imbottito con della colla Attak le due serrature della saracinesca di un negozio di prodotti ittici surgelati di proprieta’ di Antonio Cimino.

1 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Gioacchino Emmanuele, 45 anni, di Racalmuto, disoccupato e sorvegliato speciale, sorpreso in possesso di un fucile calibro 12 con le canne mozzate, quindi trasformato in lupara, e 9 cartucce dello stesso calibro. Gioacchino Emmanuele rispondera’ di detenzione abusiva di arma e munizioni, violazione della sorveglianza speciale e ricettazione.

1 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Haouari Foad, 19 anni, residente ad Agrigento, disoccupato, sorpreso in possesso di un involucro, che ha tentato di nascondere gettandolo in strada, contenente 7 dosi di cocaina per un peso complessivo di 2 grammi.

1 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Gioacchino Licata, 24 anni, di Ribera, sorpreso in possesso, insieme ad un minorenne denunciato, di 15,80 grammi di hashish gia’ divisi in 12 dosi singolarmente confezionate con cellophane.

1 febbraio, la Corte d’ Appello di Palermo ha confermato la sentenza di primo grado, inflitta dai giudici del Tribunale di Agrigento il 23 febbraio 2009, a carico di due commercianti di carne di Canicatti’, Luigi e Salvatore Canicatti’, di 69 e 40 anni, condannati a 6 anni e 6 mesi di carcere ciascuno per estorsione a danno di un imprenditore.

2 febbraio, a Naro, in contrada Margonia, un pensionato di 60 anni, Giuseppe Zancardo, ha scoperto sul davanzale della finestra di casa una bottiglia in plastica piena di liquido infiammabile e 4 proiettili inesplosi calibro 12.

2 febbraio, a Favara ignoti vandali hanno tagliato i pneumatici dell’automobile, una Renault Megane, dell’Associazione volontari di Protezione civile ‘’ Operatori di sicurezza ‘’ di Favara, presieduta da Riccardo Montalbano. Si tratta, peraltro, dell’automobile usata per accompagnare la famiglia Bellavia da Favara a Palermo dove, all’Ospedale “ Di Cristina ”, e’ ricoverato il figlio Giovanni, sopravvissuto al crollo dell’abitazione in via del Carmine.

2 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Angelo Scopelliti, 33 anni, di Canicatti’, sorpreso a bordo della propria automobile in possesso di 3 grammi di cocaina.

2 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Sorce, 23 anni, e Pasquale Vassallo Todaro, 22 anni, entrambi di Favara, disoccupati ed incensurati, sorpresi lungo la statale Palermo – Agrigento, a bordo di una Fiat Stilo, in possesso di 7 panetti per complessivi 700 grammi di hashish, del valore di 10mila euro circa, nascosti nel vano motore dell’auto, e di 3mila euro in contanti.

2 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato a Lampedusa Salvatore Di Chiara, 53 anni, residente a Mazara del Vallo, marittimo, accusato di tentato omicidio allorche’ sulla banchina del molo commerciale, al culmine di un diverbio scatenato da futili motivi, ha aggredito e colpito, con un punteruolo in ferro lungo circa 25 centimetri e con un diametro di 2, un tunisino di 23 anni, anche lui marittimo e residente a Mazara del Vallo. La vittima e’ stata trasferita in elisoccorso all’Ospedale ‘’ Villa Sofia ‘’ di Palermo. La prognosi e’ di 30 giorni.

3 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Calogero Messana, 65 anni, di Ravanusa, accusato di estorsione continuata allorche’ si sarebbe recato piu’ volte al ristorante ‘’ La Corrida ‘’ a Licata per ottenere la consegna di somme di denaro, da 50 a 300 euro, dal proprietario, Michele Nicastro. Calogero Messana e’ stato arrestato in flagranza di reato.

4 febbraio, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca ha condannato a 18 mesi di reclusione per omicidio colposo, pena patteggiata, Rosalia Giannone, 28 anni, di Palermo, accusata di aver provocato l’ incidente stradale della sera del 17 gennaio 2009, lungo la statale 115 nei pressi di Torre Macauda, costato la vita a Maria Carmela Sgro’, 35 anni di Ribera, incinta al settimo mese di gravidanza di 2 gemelli.

4 febbraio, la Corte di Cassazione ha assolto definitivamente Fabrizio e Gianni Messina, di Porto Empedocle, fratelli del boss latitante Gerlandino, accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Fortezza ‘’, dal nome del blitz scattato il 16 luglio 2003. Saranno invece nuovamente processati in Corte d’Appello a Palermo Giovanni Putrone, di Porto Empedocle, fratello del collaboratore di Giustizia, Luigi, Stefano Fragapane, di Santa Elisabetta, e Giuseppe Bongiorno, di Porto Empedocle. Giovanni Putrone e’ accusato di associazione mafiosa. Fragapane e Bongiorno rispondono di illecita concorrenza e tentata estorsione.

5 febbraio, 11 condanne per complessivi 66 anni di carcere, 31 mila euro di multa e quasi 16 mila euro come provvisionale di risarcimento danni alle parti civili. Ecco la sentenza emessa dal Tribunale di Agrigento a conclusione del processo di primo grado nell’ambito della maxi inchiesta anti usura cosiddetta ‘’ Tie break ‘’. 13 anni di carcere sono stati inflitti a Gaetano Marturana, 44 anni, di Canicatti’, ritenuto l’organizzatore del giro di usura. Condannata anche la madre di Marturana, Angela Luvaro, a 7 anni di reclusione, ed il fratello minore, Roberto Marturana, a 5 anni. Poi ancora, 5 anni e 6 mesi all’ avvocato Claudio Camastra, poi 3 anni e 6 mesi all’ imprenditore Luigi Burgio, 8 anni a Maurizio Ambrosini. Ed ancora, Ferdinando Aronica e Calogero Ciulo, 5 anni ciascuno, Rosario Grassadonia 3 anni e 6 mesi, Giuseppe Miceli Corchettino 7 anni, e Paolo Pachino 3 anni. Numerose sono state le assoluzioni per intervenuta prescrizione.

5 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Fama’, 21 anni, di Licata, sorpreso nel piazzale Cardinale Tomasi di Lampedusa a cedere dosi di hashish ad un gruppo di ragazzini tra i 13 ed i 16 anni. Fama’ avrebbe tentato di nascondere lo stupefacente che e’ stato invece scoperto e sequestrato dai militari.

5 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Vedda, 19 anni, di Licata, disoccupato, incensurato, sorpreso a cedere alcune dosi di hashish ad un coetaneo. A Vedda sono stati sequestrati 5 grammi di hashish suddivisi in dosi pronte per le vendita. Un minore e’ stato denunciato perche’ avrebbe collaborato nell’attivita’ di spaccio di Vedda.

5 febbraio, a Licata, in contrada Fiume Vecchio, a pochi chilometri dal centro abitato, le fiamme, di origine incerta, hanno bruciato un capannone dell’azienda agricola di Domenico Graci, 44 anni, di Licata. Ad accorgersi del fumo e del fuoco sono stati alcuni residenti della zona che hanno lanciato l’allarme. L’incendio ha carbonizzato un trattore, imballaggi in plastica utilizzati per le serre ed altro materiale. Danneggiate anche alcune motozappe. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, che hanno lavorato piu’ di 3 ore per domare il rogo, e la Polizia. I danni ammonterebbero a circa 300mila euro.

6 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Alessandro Pasquale Salemi, 20 anni, di Realmonte, sorpreso in possesso di 415 grammi di hashish, 52 grammi di cocaina, 52 grammi di mannite, sostanza utilizzata per il taglio della sostanza stupefacente, un bilancino di precisione e 3 taglierini.

6 febbraio, una ditta che fornisce le autogru’ al gruppo Moncada Energy, per la costruzione dei parchi eolici tra Cattolica Eraclea, Raffadali e Porto Empedocle, ha ricevuto una telefonata intimidatoria: ‘’ lasciate subito la Sicilia o ve ne pentirete ‘’. Indagini in corso.

6 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Sciacchitano, 47 anni, di Ravanusa, detenuto ai domiciliari e sorpreso fuori la propria la propria abitazione a bordo della sua automobile. Sciacchitano rispondera’ di evasione dagli arresti domiciliari.

8 febbraio, a Licata, in contrada Stretto, una Fiat Ulisse non si ferma ad un posto di blocco dei Carabinieri. Scatta l’inseguimento e dall’auto sono sparati 2 colpi d’arma da fuoco contro la pattuglia dei Carabinieri che rispondono al fuoco. L’auto con a bordo 3 persone e’ uscita fuori strada e si e’ ribaltata. Due malviventi sono scappati per le campagne. Il terzo e’ stato catturato: Giuseppe Petralito, 29 anni, di Canicatti’. Si tratterebbe di una banda di ladri d’appartamento. Il 2 marzo sono arrestati i due presunti complici di Petralito: Maurizio Brancato, 35 anni, nato a Canicatti’ e residente a Campobello di Licata con obbligo di dimora. E Giuseppe Mantegna, 31 anni, di Ravanusa, che e’ cognato di Maurizio Brancato e che sarebbe stato al volante della Fiat Ulisse che ha violato la paletta rossa.

8 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Benedetto Bondi’, 20 anni, di Sciacca, incensurato, sorpreso in flagranza di reato, nei pressi della fermata dei mezzi pubblici di Piazza Saverio Friscia, appena sceso da un autobus proveniente da Palermo, in possesso di un panetto di hashish del peso di 200 grammi.

8 febbraio, omicidio ad Alessandria della Rocca, in via Portella, all’interno di un garage dove la famiglia Centinaro lavora per allestire un carro allegorico in occasione del Carnevale. Onofrio Centinaro, 45 anni, imprenditore edile, ha scagliato 7 coltellate mortali al petto di Antonio Mendola, 37 anni, colpevole di avere inveito contro il figlio di Centinaro, Giuseppe, di 16 anni.

9 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Pietro Militello, 33 anni, di San Giovanni Gemini. Pietro Militello, gia’ ubriaco all’interno di un locale, ha riconosciuto un Carabiniere libero dal servizio che in passato gli ha ritirato la patente di guida. Militello ha aggredito il Carabiniere colpendolo con una testata in pieno viso. Pietro Militello e’ stato condotto in Caserma dove ha inveito contro tutto e tutti. Poi gli e’ stato concesso di rientrare a casa. Nonostante cio’, nel cuore della notte, si e’ ripresentato in Caserma, ed ha aggredito un altro Carabiniere. Militello e’ stato dunque arrestato, giudicato per direttissima presso il Tribunale di Agrigento, e condannato ad 8 mesi di reclusione, pena sospesa.

9 febbraio, il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Ezio Damizia, ha condannato a 13 mesi di reclusione Giovanni Colombo, ed a 8 mesi Benito Di Francesco, entrambi di Porto Empedocle, accusati di tentata violenza privata in concorso allorche’ avrebbero preteso dai titolari di una impresa di trasporti il licenziamento di un dipendente o il pagamento di 3mila euro.

9 febbraio, un vice brigadiere della Guardia di Finanza, Alfonso Vigneri, 45 anni, di Porto Empedocle, da sempre in servizio a Portomaggiore, in provincia di Ferrara, e’ morto vittima di un incidente lungo la strada verso casa, a Codigoro.

10 febbraio, intimidazione a danno del vice Prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, e dell’ingegnere agrigentino Maurizio Costa, gia’ in forza alla Protezione civile di Agrigento. Ignoti hanno tagliato i copertoni delle automobili di Diomede e Costa, adesso in servizio a Vallelunga. Diomede e Costa, infatti, sono stati nominati Capo e vice Capo della Commissione straordinaria che da meno di un anno amministra Vallelunga Pratameno, in provincia di Caltanissetta, dopo lo scioglimento degli organismi elettivi per sospetto condizionamento mafioso.

10 febbraio, la Polizia tedesca ed i Carabinieri agrigentini hanno catturato in Germania, a Ludwigshafen, Gaspare Caramanno, 33 anni, originario di Ribera, latitante e ricercato perche’ condannato dal Tribunale di Sciacca a 6 anni di reclusione, per spaccio di stupefacenti, armi, furti, estorsioni ed altro. Caramanno, inseguito da un mandato di arresto internazionale, e’ stato estradato in Italia.

10 febbraio, tentata rapina a San Biagio Platani a danno della Banca di Credito cooperativo. I Carabinieri hanno arrestato Giovanni Di Caccamo, 25 anni, di Palermo, immobilizzato dagli stessi bancari e dai militari subito sul posto. Sono fuggiti 3 complici di Di Caccamo.

10 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Gerlando Sollano, 73 anni, di Agrigento, gia’ ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta dei Carabinieri e della Procura di Agrigento anti sfruttamento della prostituzione cosiddetta ‘’ Pretty Woman ‘’. Il Tribunale di Agrigento ha ordinato la traduzione in carcere di Sollano perche’ avrebbe violato gli obblighi della detenzione domiciliare incontrando persone diverse dai familiari conviventi.

10 febbraio, a Campobello di Licata, in corso Umberto, 2 ignoti malviventi, travisati al volto ed armati di taglierino, dell’apparente eta’ di 30 – 35 anni, hanno rapinato la Banca di Lodi. Il bottino ammonta a circa 50mila euro. I due sono fuggiti insieme ad un terzo complice in attesa fuori.

10 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Calogero Avarello, 53 anni, di Ravanusa, operaio edile, accusato di evasione dagli arresti domiciliari. Avarello scontera’ una condanna definitiva a 4 mesi di reclusione per ricettazione.

11 febbraio, blitz dei Carabinieri a Castrofilippo contro un gruppo di nomadi che avrebbero occupato abusivamente alcune case popolari in contrada Fontana Pazza, all’ingresso del paese, luogo privilegiato dagli insediamenti abusivi. 5 persone della comunita’ rom sono state arrestate per furto di energia elettrica. Sequestrate anche 17 automobili, tutte in uso agli zingari, perche’ prive del tagliando dell’assicurazione. Gli arrestati sono Luigi D’ Amico 51 anni, Antonino D’ Amico 47 anni, Giuseppe Spallino 52 anni, Gaetano Ragaccio 45 anni, Gioacchino Ragaccio 30 anni, ed Antonino Casella, 41 anni. Gli stessi arrestati sono stati sorpresi inoltre in possesso di 500 chili di rame provento di furto.

11 febbraio, a Licata, in contrada Monte Sole, le fiamme, di origine incerta, hanno bruciato l’automobile, un’Alfa 156, del commerciante Ferdinando Todaro, 37 anni.

12 febbraio, incidente stradale lungo la statale 115, tra Sciacca e Menfi, in contrada Baiata. Scontro tra due automobili ed un camion. Sono morti Salvatore Alagna, 38 anni, di Menfi, manovale, e la figlia Katia, 16 anni, studentessa, a bordo di una Fiat 600 rossa.

12 febbraio, la Cassazione ha respinto i ricorsi dei difensori ed ha condannato definitivamente all’ergastolo i romeni Liliana Doinita Hunuzaro, 28 anni, e Mihai Daniel Maftei, 24 anni, responsabili dell’ omicidio della pensionata di Ribera, Vincenzina Galati, 72 anni, uccisa il 27 novembre del 2006 al culmine di una rapina dentro la sua abitazione a Ribera.

12 febbraio, a Licata, in via Palma, due malviventi, armati di coltello e pistola, hanno rapinato il supermercato Eurospar. Il bottino ammonta ad 8 mila euro in contanti.

13 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Luigi Caramanno, 32 anni, di Favara, accusato di evasione dagli arresti domiciliari allorche’ il 26 gennaio scorso – come sottolinea il suo difensore, l’avvocato Daniele Re – si e’ recato ai funerali delle sorelline Bellavia, Marianna e Chiara Pia, sue parenti, senza alcuna autorizzazione del Giudice.

13 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Antonino Angelo Tardino, 28 anni, di Licata, accusato di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente allorche’ nel corso di una perquisizione domiciliare e’ stato sorpreso in possesso di 180 grammi di marijuana.

13 febbraio, a Licata la Polizia ha arrestato Patrik Donzelli, 19 anni, di origine romena, accusato di maltrattamenti in famiglia, minacce e lesioni gravi, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Patrik Donzelli, dopo il no della madre alla sua richiesta di soldi, avrebbe aggredito la stessa madre e la sorella minore, ed anche i Poliziotti intervenuti sul posto.

13 febbraio, a Montallegro, in via Roma, un ignoto malvivente, travisato al volto ed armato con una pistola, ha rapinato il supermercato “ Conad Margherita ”. Il bottino ammonta a mille e 500 euro circa. Il rapinatore e’ fuggito a bordo dell’automobile di un complice.

15 febbraio, la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, su ordine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, ha sequestrato beni per 4 milioni di euro ai fratelli Filippo Campo, 42 anni, e Giovanni Campo, 48 anni, di Menfi, imprenditori, arrestati il 4 luglio del 2008, il giorno dell’operazione antimafia dei Carabinieri ‘’Scacco matto ‘’. Tra i beni nel mirino dei sigilli vi sono fabbricati, terreni, automezzi, ditte individuali e societa’ operanti nel movimento terra e nella vendita di calcestruzzo.

15 febbraio, attentato a Porto Empedocle, in via Sciascia, in contrada Ciuccafa, dove ignoti hanno sparato piu’ colpi di pistola revolver contro l’automobile, una Fiat Punto, della moglie di Rocco Ianni’, 50 anni, di Porto Empedocle, arrestato e condannato a 6 anni di reclusione, gia’ scontati, nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Fortezza 1 ‘’.

16 febbraio, a Licata, ignoti malviventi hanno forzato gli ingressi ed hanno rubato 12 computer ed alcuni generi alimentari nel bar dell’ Istituto tecnico commerciale ‘’ Filippo Re Capriata ‘’ . I danni ammonterebbero a circa 15 mila euro.

17 febbraio, ad Aragona, in piazza Della Vittoria, 2 ignoti malviventi hanno minacciato il cassiere della banca Monte dei Paschi di Siena ed hanno rapinato circa 10mila euro in contanti.

17 febbraio, il Tribunale di Sciacca ha assolto dall’accusa di somministrazione di farmaci infetti il medico ematologo Calogero Ciaccio e la biologa Michela Gesu’, gia’ responsabili della Banca del cordone ombelicale di Sciacca, indagati nell’ambito di una inchiesta della Guardia di Finanza risalente al 2006. L’accusa ha ipotizzato presunte irregolarita’ nel procedimento tecnico relativo alla conservazione ed alla tipizzazione del sangue cordonale.

17 febbraio, la Polizia ha arrestato Antonio Mancuso, 40 anni, di Licata, accusato di evasione dagli arresti domiciliari a cui e’ sottoposto per il reato di furto.

18 febbraio, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alberto Davico, ha prosciolto l’ ex sindaco di Agrigento, Aldo Piazza, ed il funzionario dell’ Ufficio tecnico comunale, Sebastiano Di Francesco. La Procura ha chiesto per Piazza e Di Francesco il rinvio a giudizio perche’ avrebbero ostacolato una societa’ a vantaggio di un’ altra, entrambe interessate alla costruzione di un Centro commerciale in contrada Fegotto, al Villaggio Mose’ di Agrigento.

18 febbraio, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato 11 imputati agrigentini nell’ambito della maxi inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Scacco matto ‘’. A Gino Guzzo, di Montevago, ritenuto il reggente della famiglia mafiosa del Belice, sono stati inflitti 21 anni di carcere. 13 anni ed 8 mesi a Paolo Capizzi, 70 anni, di Ribera. E suo nipote, Franco Capizzi, e’ stato condannato a 12 anni. Poi 11 anni e 4 mesi ad Accursio Dimino, di Sciacca, ed a Salvatore Imbornone, di Lucca Sicula. Gli altri condannati sono Raffaele Sala di Burgio, 9 anni e 8 mesi. 8 anni e 8 mesi per Girolamo Sala di Burgio. 10 anni per Antonio Pumilia di Menfi e per Antonino Gulotta di Montevago. 1 anno e 7 mesi per Antonino Montalbano di Ribera. Calogero Rizzuto, di Sambuca di Sicilia, adesso pentito, e’ stato condannato a 4 anni e 8 mesi. Assolti Giuseppe e Michele Barreca di Menfi, Giuseppe Orlando di Ribera, Leonardo Taormina di Menfi, Giacomo Corso di Menfi, Michele Giambrone di Villafranca Sicula , i fratelli Paolo e Giuseppe Capizzi di Ribera, Pietro Derelitto di Burgio, e Gaspare Schiro’ di Menfi, morto di recente.

18 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Lorenzo Cardile, 27 anni, e Giuseppe Matina, 39 anni, entrambi di Favara, accusati di furto aggravato allorche’ sono stati sorpresi in un cantiere edile in Piazza Cavour a rubare del materiale per un valore di mille euro che e’ stato riconsegnato al proprietario.

18 febbraio, il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Michele Guarnotta, ha condannato Francesco Notaro, 55 anni, di Sciacca, ad 8 anni di reclusione per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il processo si e’ svolto con il rito immediato dopo il no del Giudice alla richiesta di patteggiamento. Notaro e’ stato arrestato dai Carabinieri il 18 maggio del 2009 perche’ sorpreso in possesso di 33 grammi di cocaina, 3 grammi di hashish ed un bilancino di precisione.

18 febbraio, e’ morto ad Aragona il pensionato Vincenzo Spoto, 77 anni, malato da tempo, detenuto agli arresti domiciliari perche’ il 17 giugno del 2009 ha ucciso a colpi d’arma da fuoco, al culmine di una lite per futili motivi, legati a questioni di confini, l’impiegato della Camera di Commercio, Antonino Cacciatore, 43 anni, di Agrigento.

18 febbraio, la Cassazione ha rigettato i ricorsi dei difensori. Confermata la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Palermo al processo antimafia nell’agrigentino cosiddetto ‘’ Domino 2 ‘’ .
Joseph Focoso di Realmonte, ergastolo.
Vincenzo Licata di Grotte, ergastolo.
Ignazio Sbalanca di Racalmuto, colpevole solo di favoreggiamento aggravato, 2 anni ed 8 mesi.
Giuseppe Manta di Racalmuto, 2 anni e 3 mesi, ed anche lui colpevole solo di favoreggiamento aggravato perche’ ha favorito la fuga dell’ex latitante Ignazio Gagliardo.
Poi:
Stefano Avarello di Racalmuto, 6 anni e 6 mesi.
Luigi Gagliardo di Racalmuto 4 anni e 3 mesi.
Pietro Rizzo di Racalmuto 7 anni e 4 mesi.
Alfredo Sferrazza di Racalmuto 6 anni ed 8 mesi.
Poi, i tre pentiti di Racalmuto:
Maurizio Di Gati, 12 anni e 6 mesi.
Beniamino Di Gati, 3 anni ed 8 mesi.
Ed Ignazio Gagliardo, 9 anni e 10 mesi.
Al pentito di Porto Empedocle, Luigi Putrone, 6 anni e 6 mesi.

18 febbraio, a Favara, in viale Aldo Moro, le fiamme, di origine incerta, hanno bruciato l’automobile, un’ Alfa Romeo 156, dell’avvocato Salvatore Virgone, 39 anni.

19 febbraio, il Giudice di Pace del Tribunale di Agrigento, Alioto, ha assolto dall’accusa di lesioni colpose l’appuntato dei Carabinieri Roberto Baldassare Canio, in servizio presso il Nucleo radiomobile di Agrigento. Il Carabiniere e’ stato denunciato da un motociclista ferito nel corso di un incidente stradale a San Leone che ha coinvolto anche l’automobile di servizio dei Carabinieri con a bordo l’appuntato Baldassare Canio.

19 febbraio, a Licata la Polizia ha arrestato tre romeni residenti in citta’. Si tratta di Nelu Dinu Varlan, 34 anni, Ionut Merisan, 23 anni, e Larisa Dragoi, 22 anni, accusati di furto aggravato allorche’ sono stati sorpresi a rubare 2 telefoni cellulari in un negozio di abbigliamento. I 3 sono stati inseguiti dalla Polizia ed ammanettati.

19 febbraio, ad Agrigento, in via Matteo Cimarra, ignoti malviventi hanno frantumato i vetri di una finestra posteriore all’edificio ed hanno rubato l’incasso del distributore di caffe’ e numerosi contenitori di olio per ciclomotori dall’ Ufficio dell’Aci.

19 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Adel Bouharb, 40 anni, originario della Tunisia e residente a Porto Empedocle. L’uomo ha violato la misura preventiva imposta dal Tribunale di Agrigento dell’obbligo di soggiorno per 1 anno e 6 mesi nel Comune di residenza allorche’ e’ stato sorpreso dai Carabinieri ad Agrigento, al Villaggio Mose’, lungo il viale Leonardo Sciascia.

19 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Carmelo Cusumano, 37 anni, di Favara, disoccupato, che scontera’ una condanna a 5 mesi di reclusione perche’, nel luglio del 2007, ha violato gli obblighi della misura preventiva della sorveglianza speciale.

22 febbraio, incidente stradale lungo la strada provinciale 70, in territorio di Santa Margherita Belice. Due ragazzi di Sambuca di Sicilia, Alessio Colletti, 18 anni, ed Accursio Pusateri, 19 anni, a bordo di una Golf Wolkswagen fuori carreggiata per cause in corso di accertamento, sono morti. L’auto e’ stato scoperta ridotta ad un ammasso di lamiere da un automobilista in transito. I corpi di Colletti e Pusateri sono stati sbalzati sull’asfalto. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco ed i Carabinieri.

22 febbraio, la Corte d’Appello di Palermo, presieduta da Sergio La Commare, ha confermato parzialmente la sentenza di primo grado nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta Sicania, contro il clan Fragapane di Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro e San Biagio Platani. Rispetto al primo grado e’ stata ridotta da 10 ad 8 anni la condanna a carico di Francesco Fragapane. Poi ancora, Giuseppe Antonio Fragapane 9 anni. Stefano La Porta 8 anni. Alfonso Milioto 5 anni di carcere per illecita concorrenza aggravata. Assolti Stefano Fragapane e Vincenzo Fragapane.

23 febbraio, i Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato Giuseppe Navarra, 45 anni, di Sciacca, sorpreso in flagranza di reato di violenza privata aggravata e porto abusivo di arma. Giuseppe Navarra e’ stato ammanettato a pochi metri dall’abitazione di una donna del luogo, che sarebbe stata poco prima minacciata con un coltello a serramanico al fine di costringerla a ritirare una denuncia presentata nei suoi confronti.

23 febbraio, i poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento hanno arrestato due slave, Sabrina Sulic, 25 anni, e Radica Jovanovic, 33 anni, entrambe incinte e residenti al parco nomadi della Favorita di Palermo. Le due donne hanno scassinato l’ingresso di un appartamento al terzo piano di un palazzo in via Dante ad Agrigento abitato pero’ da un invalido di 92 anni che ha telefonato alla Polizia ed al portiere dello stabile che ha fermato le due slave in attesa dell’intervento dei Poliziotti.

23 febbraio, incidente stradale lungo la statale 118 tra Raffadali e Cianciana, in territorio di Sant’Angelo Muxaro. E’ morto Filippo Costanza, 65 anni, di Raffadali, pensionato, celibe, a bordo di una Fiat Uno bianca. Costanza e’ stato scoperto dai Carabinieri morto carbonizzato. Secondo gli inquirenti l’uomo si e’ schiantato a margine della carreggiata, l’auto si e’ incendiata, e Costanza ha tentato inutilmente di sfuggire alle fiamme.

23 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Gioacchino Cinquemani, 50 anni, di Castrofilippo, sorpreso nel corso di una perquisizione domiciliare in possesso di 7 chilogrammi di marijuana nascosta all’interno di un sacco di plastica nero, un fucile calibro 22 detenuto illegalmente, e 150 cartucce di vario calibro. Arrestato anche un tunisino di 27 anni, Mohamed Chagour, appena rientrato a Canicatti’ da Napoli in pullman, e ricoverato in Ospedale perche’ preda di un malore allo stomaco. La radiografia ha scoperto nello stomaco dell’uomo tre ovuli ingeriti dal tunisino. Da dentro gli ovuli sono stati estratti 50 grammi di eroina e 10 grammi di cocaina.

24 febbraio, Alfonso Di Stefano, 26 anni, di Porto Empedocle, ha patteggiato al Tribunale di Agrigento 2 anni e 9 mesi di reclusione nell’ambito dell’inchiesta antidroga cosiddetta ‘’ Red Scorpion ‘’.

24 febbraio, la Direzione investigativa antimafia ha sequestrato i beni dei fratelli Diego ed Ignazio Agro’, di 63 e 71 anni, commercianti di olio ed imprenditori, entrambi di Racalmuto. A Diego Agro’ sono stati sequestrati una decina di appartamenti, 3 terreni, un’azienda, quote di societa’ immobiliari, una societa’ alimentare ed un’ industria di olio, oltre a una quindicina di conti bancari. A Ignazio Agro’, invece, sigilli ad una ventina di fabbricati, tra cui un magazzino, e 4 terreni. I due fratelli Agro’, arrestati il 30 luglio del 2007 nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Domino 2 ‘’, sono stati condannati all’ergastolo perche’ presunti mandanti dell’omicidio di Mariano Mancuso, un commerciante di Milena ucciso ad Aragona il 23 settembre del 1992.

24 febbraio, e’ stata emessa la sentenza d’appello al processo penale cosiddetto ‘’ Edilfin ‘’, dal nome dell’impresa impegnata nella costruzione di un immobile ad Agrigento, tra il Viale della Vittoria e la via Giovanni 23esimo. Secondo l’accusa, alimentata anche dagli esposti del Comitato dei residenti della via Giovanni 23esimo, il palazzo avrebbe superato di alcuni metri, 13 e non 10, l’altezza consentita dalla concessione edilizia. I Giudici hanno assolto l’ingegnere progettista, Giuseppe Forte, ed hanno confermato la sentenza di assoluzione del Tribunale di Agrigento del 20 dicembre 2007 a favore di tutti gli altri imputati tra cui Antonina Vella, geologa in servizio presso l’ufficio del Genio civile di Agrigento. Assoluzioni confermate anche per l’imprenditore edile Marco Campione, e la proprietaria del terreno, Maria Antonietta Agozzino. Assolti inoltre Giuseppe Carreca e Pietro Vinti, dell’ Ufficio tecnico comunale di Agrigento, il geometra del Genio civile, Giuseppe Cassaro, e gli architetti Giovanni Schifano e Roberto Schembri, anche loro del Genio civile.

24 febbraio, la Corte d’Appello di Palermo ha emesso la sentenza al processo antidroga nell’agrigentino cosiddetto ‘’Everest’’, contro un traffico di cocaina ed hashish tra Cammarata, San Giovanni Gemini ed alcuni Comuni della Lombardia. A Carmelo Musacchia, 33 anni, di San Giovanni Gemini, la condanna e’ stata ridotta da 15 anni e 4 mesi a 14 anni e 2 mesi. Riduzione anche per Luigi Zibella, carabiniere di Caserta in servizio a San Giovanni Gemini, 3 anni ed 8 mesi, ed in primo grado e’ stato condannato a 5 anni per favoreggiamento. Poi, confermata la sentenza del Gup di Palermo, Adriana Piras, dell’ 8 agosto del 2008 : 8 anni e 6 mesi per Njazi Vecanj, 32 anni, albanese residente a Legnano. 7 anni per Rosario Abello, 28 anni, di Mussomeli. 6 anni e 8 mesi ciascuno per Antonio Cornacchiari, 44 anni, di Magenta, in provincia di Milano, e per Giorgio Napoleone Mirabile, 33 anni, di Palermo. 5 anni e 8 mesi per Pietro Bandiera, 36 anni, di San Giovanni Gemini. 5 anni e 2 mesi per Vito Guana’, 46 anni, di Cammarata. 4 anni e 6 mesi per Matteo Marino, 42 anni, di Cammarata. 1 anno e 4 mesi per Domenico Maggio, 47 anni, di Cammarata. 1 anno a Salvatore Margagliotta, 36 anni, di San Giovanni Gemini e residente a Legnano.

24 febbraio, la Squadra mobile di Agrigento, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale della Repubblica presso la corte d’Appello di Palermo, ha arrestato Luigi Gagliardo, 36 anni, di Racalmuto, condannato giovedi’ scorso dalla Cassazione a 4 anni e 3 mesi di reclusione per associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Domino ‘’.

24 febbraio, i Carabinieri della stazione di Campobello di Licata hanno arrestato Carmelo Savarino, 42 anni, di Campobello di Licata, commerciante, inseguito da un mandato di cattura emesso dal Tribunale di sorveglianza di Palermo. Savarino scontera’ 3 mesi di reclusione, agli arresti domiciliari, perche’ responsabile del reato di furto di energia elettrica.

24 febbraio, i Giudici della Corte d’ Appello di Palermo hanno condannato a 4 anni ed un mese di reclusione ciascuno Salvatore Nobile, 43 anni, e Salvatore Alaimo, 24 anni, entrambi di Favara, imputati di detenzione di droga a fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale allorche’ ad Agrigento, nei pressi della rotonda Giunone, hanno violato un posto di blocco dei Carabinieri che li hanno inseguiti e poi sorpresi a bordo della loro automobile in possesso di un panetto di 50 grammi di hashish lanciato dal finestrino dell’auto in corsa.

26 febbraio, la Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Marina Pitruzzella, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato ad 8 anni di carcere, Giuseppe Capizzi, 45 anni, ed a 5 anni e 6 mesi, Carmelo Capizzi, 43 anni, entrambi di Ribera, accusati di estorsione aggravata, risalente al 2003, a danno dell’imprenditore Giuseppe Grigoli, 48 anni, di Castelvetrano, nell’ambito dell’ inchiesta sulle estorsioni ai supermercati Despar, gia’ di proprieta’ dello stesso Grigoli.

26 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Stefano Lauricella, 55 anni, di Palma di Montechiaro, commerciante, sorpreso nel corso di una perquisizione domiciliare presso il suo caseificio e l’abitazione in possesso di 2 fucili calibro 12, 82 cartucce calibro 12 di varie marche e 4 cartucce dello stesso calibro a palla. Anche lo stesso caseificio e’ stato sequestrato perche’ durante il controllo sono state riscontrate irregolarita’ di tipo amministrativo nella gestione.

26 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato Vincenzo Nigrelli, di Menfi, e la sua convivente, Jole Bonacasa. La coppia scontera’ 3 anni e 3 mesi di reclusione perche’ condannati definitivamente per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nigrelli e Bonacasa sono stati arrestati nel febbraio del 2004 perche’ sorpresi in possesso di un panetto di hashish.

26 febbraio, i Carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato Angelo Cigna, 76 anni, di Riesi, pensionato, che scontera’ 5 anni e 5 mesi di reclusione per un tentato omicidio aggravato commesso a Riesi nel 2003.

26 febbraio, a Ravanusa, in Corso della Repubblica, 2 ignoti malviventi, a volto scoperto, hanno rapinato l’agenzia del Monte dei Paschi di Siena. Il bottino ammonta a circa 23mila euro. I due sono fuggiti forse con l’aiuto di un complice.

26 febbraio, i Poliziotti della Squadra mobile di Agrigento hanno arrestato Francesco Iaria, 53 anni, di Porto Empedocle, titolare insieme alla moglie del bar ‘’ Al lido ‘’, di Porto Empedocle. Francesco Iaria e’ stato ammanettato su ordine della Procura di Agrigento, e dei sostituti Luca Sciarretta ed Adriano Scudieri, nell’ambito dell’inchiesta anti usura cosiddetta ‘’ Easy money ‘’. Francesco Iaria, su prestiti anche fino a 50mila euro, avrebbe preteso interessi ad un tasso del 10 per cento mensile, pari almeno al 120 per cento annuale.

27 febbraio, i Carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato Andrea Sanfilippo, 26 anni, ed Ignazio Callea, 27 anni, di Licata, entrambi manovali, accusati di omicidio colposo in concorso ed incendio doloso allorche’ il 30 agosto del 2009, al fine di costringere lo zio di Andrea Sanfilippo, Angelo Sanfilippo, 47 anni, di Licata, a pagare mensilmente delle somme di denaro, avrebbero incendiato l’automobile dell’uomo, una Fiat Uno bianca, parcheggiata in via Gioberti. I fumi provocati dal rogo hanno invaso l’abitazione di Alessandra De Simone, 80 anni, madre di Angelo Sanfilippo e nonna di Andrea Sanfilippo. La donna e’ stata ricoverata prima all’Ospedale di Licata e poi a Sciacca, dove e’ morta a causa di una grave insufficienza respiratoria provocata da inalazioni di fumi tossici.

27 febbraio, ad Agrigento, al Villaggio Mose’, lungo il viale Cannatello, ignoti malviventi hanno scardinato una finestra e poi, usando il flex, hanno asportato la cassaforte del negozio ‘’ La casa del mobile ‘’. Il bottino, dentro la cassaforte, e’ di circa 25mila euro in contanti e numerosi assegni.

28 febbraio, incidente stradale ad Agrigento, lungo la statale 640, nei pressi della Valle dei Templi, dove si sono scontrate due automobili Fiat Punto. Domenico Lauricella, 76 anni, di Agrigento, e’ morto. Ferito Giulio Montalbano, 70 anni, anche lui di Agrigento.

1 marzo, i Carabinieri hanno arrestato Angelo Nobile, 26 anni, e Salvatore Gallo, 22 anni, entrambi di Agrigento, sorpresi in un locale in via Manzoni in possesso di 10,2 grammi di hashish, 9 grammi di marijuana e 2 spinelli gia’ confezionati con la marijuana.

1 marzo, a Licata i Carabinieri hanno arrestato due braccianti agricoli, Angelo Carella, 26 anni, pregiudicato, C G 53 anni, incensurato, ed una donna, R G 48 anni, casalinga, accusati di tentato omicidio aggravato in concorso, lesioni personali e porto illegale di armi ed oggetti atti ad offendere. I 3 sono stati ammanettati dai Carabinieri appena intervenuti all’interno di un’ abitazione dove gli stessi 3 avrebbero aggredito un ragazzo perche’ colpevole di avere troncato una relazione sentimentale con una loro parente. Il ragazzo, colpito con un bastone di ferro, ha subito la frattura del setto nasale ed altre lesioni.

2 marzo, a Santa Elisabetta 4 ignoti malviventi, travisati al volto, approfittando del giorno di pagamento delle pensioni, hanno rapinato oltre 50mila euro all’ Ufficio delle Poste.

2 marzo, a Lampedusa un volantino di minacce ed accuse e’ stato recapitato al sindaco Bernardino De Rubeis, 41 anni, ed all’addetto alla segreteria del primo cittadino, Bartolo Di Malta, 39 anni.

3 marzo, i Carabinieri hanno arrestato Antonio Falzone, 23 anni, di Porto Empedocle, disoccupato, sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di 5 dosi di hashish per complessivi 6 grammi.

3 marzo, intorno alle ore 5, a Realmonte, un uomo, travisato al volto ed armato di coltello, ha rapinato il medico di turno alla guardia medica del paese. Il rapinatore ha rubato solo il cellulare del medico e pochi euro.

3 marzo, a Sciacca un anziano di 92 anni ha subito una truffa ed il furto di 6mila e 500 euro allorche’ in via Cappuccini lo ha trattenuto un uomo e lo ha convinto a prelevare dalla banca 6mila e 500 euro per pagare del materiale informatico acquistato dal figlio dell’anziano, un insegnante di Sciacca. Per essere piu’ convincente l’uomo ha telefonato ad una voce complice che imitando la voce del figlio dell’anziano ha confermato il debito.

4 marzo, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Fama’, 20 anni, di Licata, disoccupato, sorpreso in flagranza di reato di evasione dagli arresti domiciliari a cui e’ detenuto per spaccio di stupefacenti dopo l’arresto del 4 febbraio scorso.

5 marzo, a Palma di Montechiaro, in via Fiaccabrino, le fiamme, di origine incerta, hanno bruciato il portone di ingresso della casa di Carmela Marino, 86 anni, pensionata, madre di Francesco Racalbuto, dirigente del Distretto sanitario di base dell’ Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. I poliziotti hanno scoperto sul posto uno straccio imbevuto di liquido infiammabile.

5 marzo, Fabio Modica, 26 anni, di Agrigento, ha patteggiato la condanna a 18 mesi di reclusione, pena sospesa, per omicidio colposo, nell’ambito dell’inchiesta sull’incidente della sera del 17 gennaio del 2009 lungo la statale 115, tra Sciacca e Ribera, che ha provocato la morte di Maria Carmela Sgro’, 35 anni, di Ribera, insegnante, incinta al settimo mese di gravidanza di 2 gemelli.

5 marzo, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, Cinzia Alcamo, ha condannato all’ergastolo Costantin Botanescu, 29 anni, originario della Romania, presunto colpevole dell’omicidio della pensionata di Ribera, Vincenzina Galati, uccisa soffocata al culmine di una rapina dentro casa sua la notte tra il 26 e il 27 febbraio del 2006. Altri due complici di Botanescu, i romeni Liliana Doinica Hunuzau , 28 anni, e Mihai Daniel Maftei , 24 anni, sono stati gia’ condannati all’ergastolo, confermato in Cassazione.

5 marzo, circa 1300 piante di viti, su di un terreno, in contrada San Lorenzo, a Naro, di proprieta’ di un bracciante agricolo di 40 anni, G S, ecco le iniziali del nome, sono state tagliate.

5 marzo, i Carabinieri hanno arrestato Gianluca Vacante, 27 anni, di Porto Empedocle, accusato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacente, sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di 60 grammi di hashish gia’ , in parte, confezionati in dose.

5 marzo, i Carabinieri hanno arrestato Emanuele Picone, 37 anni, di Campobello di Licata, disoccupato, pregiudicato, sorpreso in flagranza di reato di evasione dagli arresti domiciliari a cui e’ detenuto per tentata estorsione a danno della madre.

6 marzo, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Di Grado, 55 anni, di Siculiana, pensionato, e la moglie Giuseppina Graceffo, 47 anni, sorpresi nel corso di una perquisizione domiciliare in possesso di 23 grammi di cocaina, 26 involucri vuoti, e 2mila euro in contanti. Sequestrati anche 0,5 grammi di hashish e 0,5 grammi di marijuana scoperti nella stanza del figlio della coppia che e’ stato segnalato alla Prefettura di Agrigento come assuntore di stupefacenti.

6 marzo, a conclusione del giudizio abbreviato, il Tribunale di Agrigento ha condannato Francesco Stimoli, 23 anni, di Catania, a 5 anni e 6 mesi di reclusione, perche’ presunto colpevole di 5 rapine commesse, tra gennaio e maggio 2008, nelle filiali di Canicatti’ e Palma di Montechiaro degli istituti di credito Credem, Banca di Credito Cooperativo San Francesco ed Intesa San Paolo. Le indagini sono state sostenute dai Poliziotti del Commissariato di Canicatti’.

6 marzo, i Carabinieri hanno arrestato Giovanni Grisola, 67 anni, di Agrigento, pensionato. Grisola scontera’ la condanna ad 1 anno ed 11 mesi di reclusione nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘’ Inganno ‘’, risalente al 2006, contro un business di truffe.

6 marzo, i Carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato Bilel Maaoui, 23 anni, originario della Tunisia e residente a Ravanusa, pregiudicato, accusato di furto aggravato in concorso allorche’ nottetempo e’ stato sorpreso a trafugare alcuni capi d’abbigliamento da un furgone di un commerciante ambulante. La refurtiva e’ stata restituita al proprietario.

8 marzo, a Menfi, nel tratto di mare antistante la spiaggia di Porto Palo, e’ stato scoperto questa mattina il cadavere di un uomo, Antonino Intermaggio, 50 anni, di Menfi, muratore. Secondo alcune testimonianze, Intermaggio sarebbe stato visto in paese intorno alle 6. Indaga la Procura di Sciacca.

9 marzo, il sindaco di Caltabellotta, Calogero Pumilia, ex parlamentare Dc, e’ stato aggredito da un branco di cani randagi nel piazzale antistante l’ingresso dell’ Assemblea regionale siciliana a Palermo dove, insieme ad altri Sindaci, Pumilia si e’ recato per protestare contro la privatizzazione dell’acqua. Pumilia e’ stato circondato e trascinato a terra da almeno 6 cani. E’ stato soccorso e trasportato in Ospedale dove i medici gli hanno diagnosticato una frattura alla spalla. Prognosi 30 giorni.

10 marzo, fuoco e fiamme a San Leone, lungo il viale delle Dune, nella traversa via Mar Caspio, dove un incendio, di origine incerta, ha bruciato il locale ‘’ Papete beach ‘’, ex Luna rossa, appena ristrutturato e prossimo all’inaugurazione. Danni per circa 200mila euro.

10 marzo, la Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Palermo del 26 marzo del 2009 ed ha condannato a 14 anni ed 8 mesi di reclusione l’operaio di Ribera, Filippo Sciacchitano, 38 anni, che il 30 aprile del 2008 ha ucciso a coltellate, forse perche’ accecato dalla gelosia, il compaesano Giuseppe Di Leo, 41 anni. Sciacchitano e’ stato anche condannato a risarcire 120 mila euro alla famiglia della vittima, che si e’ costituita Parte civile.

11 marzo, a conclusione del giudizio abbreviato il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, ha assolto gli agrigentini Davide Montalbano, Davide Zicari, Giuseppe Vinti ed Alfonso Capraro, tutti ventenni, accusati di detenzione a fini di spaccio di stupefacenti allorche’ il 12 aprile del 2006 sono stati sorpresi in possesso di un quantitativo di hashish che il Giudice, accogliendo le tesi dei difensori, ha ritenuto essere destinato al consumo personale.

13 marzo, a Favara i Carabinieri hanno arrestato Pasquale Ciranna, 35 anni, e la sua convivente, Concetta Cammilleri, anche lei di 35 anni, entrambi di Favara, sorpresi, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di 3 grammi di eroina tagliata in 10 dosi, 2 taglierini, un bilancino di precisione e 540 euro in contanti.

14 marzo, i poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle hanno arrestato Sergio Racinello, 36 anni, di Favara, falegname, sorpreso in possesso di 5 ovuli di cocaina, del peso complessivo di circa 4 grammi, mille e 200 euro in contanti ed un assegno di mille euro.

14 marzo, ad Agrigento, innanzi alla Prefettura, tra i giardinetti del piazzale Aldo Moro, e’ stato scoperto dalla Polizia un cartello e un mazzo di fiori. Il foglio annuncia, con scritte rosse e nere, la ‘’ morte della democrazia. Anche ad Agrigento commemoriamo la triste scomparsa della Democrazia, assassinata il 5 marzo del 2010. Sentite condoglianze a tutti gli italiani”. Indagini in corso. Si presume che il bersaglio del gesto sia il decreto salva liste varato dal Governo e firmato da Napolitano.

15 marzo, i poliziotti del Commissariato di Palma di Montechiaro, hanno arrestato Mario Lo Giudice, 39 anni, di Serradifalco, bracciante agricolo, e Giuseppe Falsone, 22 anni, di Agrigento, studente universitario. Lo Giudice e Falsone sono accusati di sequestro di persona, lesioni personali gravi e porto di coltello e strumenti atti ad offendere a danno di un cittadino di nazionalita’ spagnola, David Cobo Deguzman Romero, 40 anni, I poliziotti del Commissariato di Palma di Montechiaro, agli ordini di Angelo Cavaleri, hanno arrestato Mario Lo Giudice, 39 anni, di Serradifalco, bracciante agricolo, e Giuseppe Falsone, 22 anni, di Agrigento, studente universitario. Lo Giudice e Falsone sono accusati di sequestro di persona, lesioni personali gravi e porto di coltello e strumenti atti ad offendere a danno di un cittadino di nazionalita’ spagnola, David Cobo Deguzman Romero, 40 anni, colpevole di non avere pagato l’affitto di una villetta di Lo Giudice abitata in locazione a Palma di Montechiaro, in contrada Capreria. Lo spagnolo e’ stato legato e picchiato in casa. Prognosi: 30 giorni.

15 marzo, a Palma di Montechiaro, in via Pietro Nenni, le fiamme, di origine incerta, hanno bruciato il negozio di articoli sanitari ‘’ Baby sprint ‘’, di Concetta Marino, 34 anni. Ignoti avrebbero forzato una finestra, cosparso gli interni di liquido infiammabile ed appiccato il fuoco.

15 marzo, a Palma di Montechiaro, in via Romolo Valle, le fiamme, di origine incerta, hanno bruciato le due automobili, una Mercedes ed una Cherokee, di Gioacchino Caizzi, 46 anni, di Palma di Montechiaro, titolare di una palestra di arti marziali.

15 marzo, raid vandalico a Raffadali, tra le vie Roma e San Giuseppe, dove ignoti hanno bucato i pneumatici di una quindicina di automobili. Nel mirino dei balordi tutte e 4 le ruote di ciascuna automobile assalita.

15 marzo, a Favara, in piazza Giglia, ignoti malviventi hanno forato la parete di un locale adibito a deposito attiguo al supermercato Hard Discount, sono entrati nell’ ufficio contabile dello stesso supermercato, ed hanno forzato la cassaforte rubando 29mila euro circa.

15 marzo, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Caltanissetta ha condannato Marco Diana, di Canicatti’, a 3 anni di reclusione, allorche’ a Caltanissetta, in ascensore, avrebbe tentato di abusare di una ragazza nissena, di 16 anni di eta’ all’epoca dell’episodio, nel maggio del 2007.

16 marzo, a Campobello di Licata i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Luigi Viola, 44 anni, originario di Canicatti’, disoccupato, pregiudicato, accusato di violazione della misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza che gli e’ stata imposta a causa dei suoi precedenti giudiziari.

16 marzo, a Canicatti’ i Carabinieri hanno arrestato Luigi Condello, 28 anni, operaio, di Canicatti’, che scontera’ una condanna residua a 2 anni di reclusione per rapina a danno di un tabaccaio in piazza 4 novembre a Canicatti’ commessa nel 2007.

16 marzo, i Carabinieri hanno arrestato Alessandro Ottaviani, 30 anni, di Raffadali, psicolabile. Ottaviani ha bussato alla porta della Caserma Biagio Pistone, sede del Comando provinciale dei Carabinieri di Agrigento. Non appena il piantone ha aperto Ottaviani gli ha scagliato una coltellata all’inguine con un coltello da caccia. Il fendente ha sfiorato l’arteria femorale. L’aggressore ha poi colpito il militare con altre coltellate sul busto, almeno 5 o 6. Alessandro Ottaviani rispondera’ di tentato omicidio e porto illegale di coltello da guerra. La vittima dell’aggressione e’ un carabiniere di 27 anni, Diego Gamberoni, originario di Frosinone, nel Lazio, in servizio ad Agrigento da circa 3 mesi. Gamberoni e’ stato ricoverato in prognosi riservata all’Ospedale ‘’San Giovanni di Dio’’ di Agrigento

17 marzo, a Canicatti’, in via Carlo Alberto, 3 malviventi, a volto scoperto ed uno armato di pistola, hanno rapinato una rivendita di tabacchi. La proprietaria e’ stata costretta a consegnar 4 stecche di sigarette e la borsetta con all’interno un cellulare ed 80 euro circa.

17 marzo, a Sciacca i Carabinieri hanno arrestato Mario Di Benedetto, 23 anni, di Sciacca, sorpreso nel quartiere di San Michele a bordo di uno scooter rubato ed a cedere una dose di sostanza stupefacente del tipo hashish ad un acquirente. Inutile e’ stato il tentativo di fuga di Di Benedetto.

17 marzo, a conclusione del giudizio abbreviato il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Lorenzo Matassa, ha condannato 6 imputati agrigentini nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Agora’ ‘’, accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni nell’interesse del capo di Cosa nostra agrigentina, Giuseppe Falsone. Angelo Di Bella, di Canicatti’, 10 anni di carcere. Poi 8 anni ciascuno a Calogero Costanza, di Favara, e Gerlando Morreale, anche lui di Favara. Poi a Luigi Messana, di Canicatti’, 10 anni. Calogero Di Caro, presunto capomafia di Canicatti’, 6 anni. Ed infine, 1 anno per il pentito di Racalmuto, Beniamino Di Gati, fratello di Maurizio. Prescrizione per Diego Messana, figlio di Luigi.

17 marzo, il Tribunale di Sciacca ha condannato a 2 anni di reclusione, pena sospesa, l’avvocato Fabrizio Sepiacci, 45 anni, accusato di lesioni personali a danno di Antonino Stagno, 61 anni. Il 13 novembre del 2004, a Sciacca, in contrada Sovareto, l’avvocato Sepiacci, al passeggio con il cane, fu sfiorato dai pallini di un fucile sparati da Antonino Stagno, impegnato nei pressi della zona in una battuta di caccia. Tra i due si scateno’ una violenta colluttazione e Sepiacci avrebbe colpito Stagno con calci e pugni, provocandogli numerose lesioni e contusioni.

18 marzo, ad Agrigento la Polizia ha arrestato Alfonso Danna, 20 anni, e Francesco Gambacorta, 26 anni, entrambi di Agrigento, sorpresi intorno alle ore 4 del mattino all’interno di un locale intenti a provocare dei disordini. I due hanno oltraggiato e minacciato i poliziotti, resistendo all’arresto. Danna avrebbe anche aggredito e colpito i poliziotti, medicati poi al Pronto soccorso dell’Ospedale di Agrigento con prognosi dai 4 ai 6 giorni.

18 marzo, a Porto Empedocle i Carabinieri, a bordo della motovedetta in dotazione all’Arma, hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale Francesco Fratacci, 27 anni, ed Orazio Fratacci, 25 anni, entrambi di Porto Empedocle. Un altro empedoclino, D G, ecco le iniziali del nome, di 40 anni, e’ stato denunciato per oltraggio e minacce a pubblico ufficiale. I 3 sono stati sorpresi a pescare nei pressi della banchina Sciangula con una rete non autorizzata. Ebbene, i 3 hanno rifiutato di consegnare la rete, ed hanno oltraggiato e minacciato i militari anche all’interno della locale stazione dei Carabinieri. Nel frattempo, accogliendo le tesi del difensore, l’avvocato Luigi Troja, il Tribunale di Agrigento non ha convalidato gli arresti, perche’ non ha ritenuto sussistente il reato di resistenza, al contrario invece del reato di oltraggio e minacce.

19 marzo, a Menfi i Carabinieri hanno arrestato Alfonso Cipolla, 60 anni, di Menfi, che scontera’ ai domiciliari una condanna definitiva ad 1 anno di reclusione per bancarotta fraudolenta.

20 marzo, tentato omicidio a Licata, in contrada Montesole, dove un pensionato di 67 anni, Angelo Lauria, intento ad entrare in casa, e’ stato colpito al fianco da una fiocina sparata da un fucile da sub. Lauria e’ stato prima trasportato all’Ospedale di Licata e poi e’ stato trasferito al Policlinico di Catania dove e’ ricoverato in Terapia intensiva ed in prognosi riservata. L’anziano, interrogato dai Carabinieri, non si e’ accorto di nulla e di nessuno.

20 marzo, i Carabinieri hanno arrestato Giancarlo Cammilleri, 32 anni, di Licata, disoccupato, che scontera’ la condanna definitiva a 2 anni ed 1 mese di reclusione per produzione, traffico, detenzione e spaccio di stupefacenti.

21 marzo, i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Vella, 41 anni, di Licata, e Calogero Zambito, 43 anni, di Porto Empedocle, sorpresi ad Agrigento, al Parco dell’ Addolorata, a tagliare e rubare palme. 10
palme sono state danneggiate irrimediabilmente. Vella e Zambito patteggiano in Tribunale una condanna a 4 mesi di reclusione ciascuno, pena sospesa.

21 marzo, ad Agrigento, al Quadrivio Spinasanta, in via Pier Santi Mattarella, ignoti hanno scardinato un ingresso posteriore ed hanno rubato all’interno del negozio ‘’ Cash e Carry ‘’ mille euro in contanti ed una quantita’ imprecisata di generi alimentari.

21 marzo, ad Agrigento, nella zona industriale, in contrada San Benedetto, ignoti hanno rubato all’interno dello stabilimento dell’ Azienda Mancuso di Grotte, operante nel settore della distribuzione di prodotti surgelati e sottovuoto. Rubata una ingente quantita’ di merce e prodotti.

22 marzo, a Licata un gruppo di indigenti ha letteralmente assaltato il Municipio, in piazza Progresso. Alcuni facinorosi sono entrati nell’ ufficio del Sindaco ed hanno lanciato fuori dalla finestra mobili e suppellettili. Sul posto sono intervenuti polizia, carabinieri e polizia municipale ed alcuni dei protestanti sono stati condotti in caserma per accertamenti.

22 marzo, la Guardia costiera e la Guardia di Finanza hanno soccorso nel Canale di Sicilia, a circa 25 miglia a sud di Lampedusa, un gommone con a bordo una sessantina di migranti che hanno lanciato l’allarme con un telefono satellitare. In viaggio anche donne in stato di gravidanza, ed alcuni migranti sono in precarie condizioni di salute.

22 marzo, i poliziotti del Commissariato di Canicatti’ hanno arrestato Calogero Messina, 27 anni, di Canicatti’, accusato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti allorche’ e’ stato sorpreso in possesso di circa 6 grammi di cocaina, suddivisa in dosi e pronta per essere spacciata. Oltre alla droga i poliziotti hanno sequestrato anche 100 euro in contanti, probabile provento dell’attivita’ di spaccio.

23 marzo, i poliziotti della Squadra mobile di Agrigento hanno arrestato Nicolo’ Altavilla, 56 anni, di Cattolica Eraclea, Mario Rizzo, 24 anni, inteso ‘’ U longu ‘’, nato ad Agrigento e residente a Reggio Emilia, e Francesco Rizzo, 28 anni, nato a Favara e residente ad Agrigento. I 3 sono accusati di decine di furti in appartamenti ed esercizi commerciali, tra San Leone, Viale Cannatello ed il Villaggio Mose’ di Agrigento. Le indagini sono scattate l’estate scorsa ed il 22 novembre del 2009 e’ stato arrestato Fabrizio Rizzo, 18 anni, fratello di Francesco e Mario, sorpreso in possesso di parte della refurtiva di un colpo. Nel corso di uno dei furti e’ stata anche rubata la pistola d’ordinanza di un’ agente della Polizia Municipale. I fratelli Rizzo avrebbero estorto 800 euro alla Vigile urbano, Carmela Piparo, zia degli stessi Rizzo, per riconsegnare la pistola rubata che, nonostante il pagamento della somma, non e’ mai stata restituita. Secondo gli inquirenti la stessa pistola sarebbe stata venduta a Reggio Emilia tramite l’intermediazione di Altavilla.

23 marzo, il Giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Luca D’Addario, ha emesso la sentenza a carico di 10 imputati per traffico e spaccio di droga nel canicattinese nell’ ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘’ Boom ‘’, dal nome dell’operazione della Polizia del 7 novembre 2005. 7 anni di carcere sono stati inflitti a Gaspare Facciponte, 34 anni. 1 anno a Lia Surma Castellano. Assolti gli altri imputati: Giovanni Putano, Angelo Palermo, Antonio Rampello, Adriana Burgio, Fabio Muratore, Antonino Restivo, Fortunato Lo Nobile ed Antonio Parla.

24 marzo, la Guardia di Finanza agrigentina, a conclusione di due anni di indagini coordinate dalla Procura di Sciacca, ha denunciato 8 persone gravitanti nell’ambito di una societa’ con sede a Santo Stefano di Quisquina, operante nel settore della produzione di calcestruzzo pronto per l’uso. La stessa societa’ e’ fallita e sarebbero stati distratti beni e denaro dall’attivo per circa 1 milione di euro. Inoltre, quasi 600mila euro di fondi statali, erogati all’impresa per costruire un impianto di calcestruzzo ed un fabbricato, sarebbero stati indebitamente ottenuti attraverso, tra l’altro, fatture gonfiate, fittizi apporti di capitale proprio e false attestazioni. Il Ministero dello Sviluppo economico ha gia’ disposto la restituzione delle somme indebitamente percepite dalla societa’. Il danno erariale di circa 600mila euro e’ stato segnalato alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo per gli adempimenti di competenza. Gli 8 indagati rispondono di bancarotta fraudolenta e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

24 marzo, e’ stata archiviata l’inchiesta a carico del gia’ deputato regionale agrigentino, Vincenzo Giambrone, ex presidente dell’ Azienda Siciliana Trasporti. Il Tribunale di Palermo, cosi’ come richiesto dalla Procura, ha archiviato le indagini anche a carico dell’avvocato di Naro, Gaetana Maniscalchi, che dell’ Azienda siciliana trasporti e’ stata consulente esterno. Dal 2007 Giambrone e Maniscalchi sono stati indagati per abuso d’ufficio. Secondo l’accusa, tra le prerogative di Giambrone non vi sarebbe stata la facolta’ di nominare dei collaboratori esterni. Inoltre, l’ex presidente non avrebbe potuto avviare le procedure di vendita delle azioni di una societa’ partecipata dell’Ast.

24 marzo, i Carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno arrestato 3 palermitani, sorpresi in flagranza di reato di tentata rapina a danno dall’ Agenzia del Monte dei Paschi di Siena a San Giovanni Gemini. Si tratta di Simone Scarpaci, 21 anni, Giuseppe Ferruggia, 23 anni, e Salvatore Ferrante, 26 anni. Scarpaci e’ stato arrestato appena fuori la banca. Poi, lungo la statale 189 Agrigento – Palermo, dopo un breve inseguimento, sono stati arrestati Ferruggia e Ferrante.

24 marzo, il Tribunale di Agrigento ha assolto 4 titolari di autoscuole accusati di associazione per delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio ed al falso ideologico in atti pubblici allorche’ avrebbero attestato falsamente la frequentazione ai corsi di teoria e pratica a favore dei candidati alla patente. Si tratta degli agrigentini Salvatore Rizzo, 43 anni, e Filippa Cacciatore, 30 anni, poi Giuseppe Amodei, 62 anni, di Ribera, e Calogero Mannino, 36 anni, di Cianciana.

25 marzo, ad Agrigento, in via Manzoni, ignoti hanno forzato la saracinesca ed hanno rubato circa 100euro in moneta custoditi in un sacchetto all’interno del Supermercato Conad. I malviventi hanno anche scassinato i registratori di cassa, divelte le porte degli uffici e danneggiati armadietti e cassetti.

25 marzo, a Favara, in viale Berlinguer, le fiamme, di presunta origine dolosa, hanno danneggiato un camion di proprieta’ dell’impresa edile G N G che lo ha noleggiato ad un’altra impresa impegnata adesso in alcuni lavori di riqualificazione urbana. I danni sono ingenti.

25 marzo, Gioacchino Giuseppe Turco, 36 anni, originario di Campobello di Licata e residente a Naro, e’ stato aggredito in campagna, al confine tra i due paesi, da almeno 3 persone che lo hanno picchiato a sangue e lo hanno infilato dentro un sacco. Gli aggressori hanno rubato l’auto di Turco e sono fuggiti. La vittima e’ adesso ricoverata all’ Ospedale di Canicatti’, tra fratture e lesioni interne.

26 marzo, blitz antimafia dei Carabinieri di Agrigento e della Dda di di Palermo. 8 arresti. Nel mirino gli affari del boss Falsone. La discarica di Campobello ed i supermercati Eurospin: ecco i due grimaldelli su cui ruota l’inchiesta cosiddetta ‘’ Apocalisse ‘’. Giuseppe Falsone si sarebbe occupato della scelta del sito e della gestione operativa della discarica di Campobello di Licata. Ingenti guadagni, anche a scapito e danno dell’ambiente e della salute dei cittadini. L’impianto, in contrada Bifora – Favarotta, e’ stato sequestrato. Infatti, nella discarica sarebbero stati gestiti illecitamente rifiuti speciali come il percolato, e si sarebbero compiute operazioni non autorizzate di smaltimento, convogliando il percolato dal pozzetto di raccolta delle acque, attraverso una condotta e verso un’area esterna al perimetro della discarica. Sequestrate anche due Societa’ interessate alla progettazione, costruzione e gestione della discarica di Campobello di Licata e del nuovo punto vendita Eurospin di Campobello di Licata. Si tratta delle Srl “ Laes “ e “ Simas “. Sigilli anche al terreno ed all’immobile, in fase di costruzione, del nuovo supermercato Eurospin del paese. Ed ancora, sequestrate altre 3 societa’ che si ritengono legate a Falsone: le Societa’ agroalimentari ‘’ Associazione agricola La rotonda dei pini ‘’, e la ‘’ Biofrutta ‘’. E poi la “ Giobean “, che opera nel settore degli appalti pubblici. In carcere 8 presunti mafiosi, colonnelli e fedelissimi di Giuseppe Falsone.
Pino Gambino, 38 anni, di Canicatti’, presunto capo della famiglia di Ravanusa e del mandamento di Campobello di Licata.
Diego Gioacchino Lo Giudice, 64 anni, di Canicatti’, imprenditore, presunto affiliato alla famiglia di Canicatti’, ed impegnato nella costruzione del nuovo supermercato Eurospin a Campobello di Licata.
Gioacchino Francesco Cottitto, 43 anni, di Palma di Montechiaro, presunto referente per la costruzione del nuovo Eurospin nel Comune di Palma di Montechiaro.
Giancarlo Buggea, 40 anni, di Canicatti’, imprenditore, gia’ condannato ad 8 anni di carcere per associazione mafiosa ed estorsione.
Salvatore Paci, 61 anni, di Campobello di Licata, e Calogero Paci, 35 anni, anche lui di Campobello di Licata, entrambi imprenditori ed impegnati nella progettazione, costruzione e gestione della discarica di Campobello, cosi’ come l’imprenditore di Canicatti’, Giovanni Marino, 43 anni, anche lui arrestato.
Poi Ferdinando Bonanno, 70 anni, nato a Regalbuto, in provincia di Enna, socio ed addetto allo sviluppo di Eurospin Sicilia, ritenuto il tramite tra la maxi distribuzione commerciale ed i rappresentanti agrigentini di Cosa nostra.
Poi il nono all’appello, Giuseppe Falsone, assente.

26 marzo, i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Saladino, 50 anni, di Santa Margherita Belice, che scontera’ 5 mesi di carcere perche’ responsabile di violenza a pubblico ufficiale allorche’ nel febbraio del 2008 Saladino aggredi’ il Sindaco del paese nel suo ufficio danneggiando anche gli arredamenti della stanza.

27 marzo, il Tribunale di Agrigento ha emesso la sentenza ad uno stralcio del processo antimafia cosiddetto ‘’ Camaleonte ‘’. 22 anni e 6 mesi sono stati inflitti al boss Giuseppe Falsone, di Campobello di Licata, latitante. Condannati anche Stefano Morreale, di Favara, a 12 anni. Poi Pasquale Alaimo 13 anni, ed Antonino Vaccaro 9 anni, anche loro di Favara. Per estorsione sono stati condannati ad 8 anni ciascuno due presunti mafiosi di Caltagirone: Francesco La Rocca e Pietro Giudicello. Infine 6 anni sono stati inflitti al palermitano Ignazio Musso, presunto intermediario tra le cosche di Palermo e gli uomini di Falsone. E’ stato assolto Martino Vitello, di Agrigento, accusato di estorsione.

28 marzo, i Carabinieri hanno arrestato Marius Petrisor Pirosca, 20 anni, residente a Cammarata, e Daniel Ioan Sirb, 21 anni, residente a San Giovanni Gemini, entrambi originari della Romania e disoccupati, responsabili in concorso di tentato furto aggravato allorche’ sono stati sorpresi, armati di arnesi da scasso, in contrada Ganzeria, in territorio di Cammarata, intenti a smontare un motociclo Suzuki 600 senza targa, rubato ad ottobre a Castronovo di Sicilia, in provincia di Palermo. I Carabinieri hanno denunciato Maria Sirb, 44 anni, badante, madre di Daniel Ioan Sirb, per concorso nella commissione del reato.

28 marzo, il distributore Agip lungo la statale 640 Agrigento – Caltanissetta ha subito una rapina. Due malviventi, travisati al volto con un passamontagna ed armati di pistola, hanno minacciato un dipendente del rifornimento ed hanno rubato l’incasso della giornata. Il bottino ammonta a circa 1400 euro.

28 marzo, ad Aragona, in contrada Agnellaro, ignoti hanno rubato 25mila litri di olio, per un valore di circa 80mila euro, in un oleificio di cui e’ proprietaria Rosa Terrasi, 42 anni, di Aragona. Sul posto i Carabinieri hanno scoperto un tubo in plastica, lungo circa 60 metri, forse usato dai malviventi per aspirare l’olio alimentare, pronto per essere imbottigliato. I ladri hanno scassinato il catenaccio del cancello d’ingresso ed una finestra sul retro dell’oleificio.

29 marzo, i Carabinieri hanno arrestato 15 persone perche’ dal 2003 in poi avrebbero occupato abusivamente 2 palazzine di alloggi popolari dello Iacp a Campobello di Licata e per rifornirle di energia elettrica si sarebbero allacciati ad una cabina elettrica dell’Enel, attraverso uno scavo di almeno 100 metri ed un impianto capace di alimentare tutti gli alloggi. I 15 rispondono di furto aggravato.

29 marzo, incidente mortale domestico a Grotte dove un operaio della Guardia forestale, Piero Aquilina, 47 anni, impegnato a montare una tenda da sole, e’ precipitato dalla finestra della sua abitazione, al secondo piano di un palazzina del centro, in via Francesco Ingrao, da un’altezza di circa 7 metri. Inutile e’ stata la corsa in Ospedale.

29 marzo, il Tribunale di Agrigento ha emesso la sentenza nell’ambito di uno stralcio in ordinario del processo antimafia cosiddetto ‘’ Marna ‘’. E’ stato assolto Giuseppe Iacono, 73 anni, di Realmonte. 4 anni per tentata estorsione sono stati inflitti a Calogero Bruno, 33 anni, di Siculiana. Ed infine, a 10 anni di carcere, per associazione mafiosa ed estorsione, e’ stato condannato Roberto Renna, 31 anni, anche lui di Siculiana. I 3 sono stati arrestati il 29 ottobre del 2007. Iacono e Bruno sono stati scarcerati.

30 marzo, a Canicatti’ i Carabinieri hanno arrestato Maria Pia Piazza, 47 anni, panificatrice, di Canicatti’, sorpresa in flagranza di reato di detenzione a fini di spaccio di droga allorche’ all’interno della sua abitazione sono stati scoperti in una credenza 3 contenitori in vetro con dentro marijuana per un peso totale di 77 grammi, e 7 flaconi contenenti verosimilmente metadone cloridrato.

30 marzo, il Tribunale di Sciacca ha condannato ad 1 anno di reclusione ciascuno, pena sospesa, due poliziotti in servizio al Commissariato di Polizia della citta’ delle Terme. Si tratta di Pietro Savoia, 53 anni, di Palermo, e Luciano Matrorotaro, 35 anni, di Bari. Il 10 aprile del 2004, nel corso di un fermo, Savoia e Matrorotaro avrebbero procurato delle lesioni a Bartolomeo Licciardi, 50 anni, originario di Bagheria, pregiudicato.

31 marzo, Francesco e Stefano Fragapane, di Santa Elisabetta, figli di Salvatore Fragapane, gia’ capo provincia di Cosa nostra di Agrigento, sono stati assolti dall’accusa di estorsione, tra il 1999 ed il 2000, a danno di una impresa impegnata nei lavori di ristrutturazione della Chiesa Madre di Sant’Angelo Muxaro, cosi’ come raccontato dai pentiti Giuseppe Vaccaro e Pietro Mongiovi’, entrambi di Sant’Angelo Muxaro.

31 marzo, i Carabinieri hanno arrestato Silvestre Lo Conti, 42 anni, di Cammarata, accusato di tentata violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia allorche’, al rifiuto della convivente, Maria Giuseppa Infantino, 36 anni, ad intrattenere rapporti sessuali con lui, l’ha aggredita a calci e pugni provocandole delle lesioni che i medici hanno giudicato guaribili in 8 giorni.

1 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Calogero Morreale, 34 anni, di Grotte, commerciante, accusato di detenzione di droga a fini di spaccio allorche’ e’ stato sorpreso a bordo della propria automobile a Grotte in possesso di un involucro contenente 5,2 grammi di cocaina e 520 euro in banconote di vario taglio.

1 aprile, a Favara, in via Gramsci, ignoti hanno spaccato i vetri delle cabine di un escavatore parcheggiato nel cantiere della Ditta ‘’ Astone costruzioni ‘’ di Ucria, nel messinese, impegnata a Favara nei lavori di ricostruzione della rete fognaria.

2 aprile, il Tribunale di Agrigento ha emesso la sentenza a carico degli imputati agrigentini giudicati con il rito abbreviato nell’ambito dell’inchiesta antidroga cosiddetta ‘’ Il capo dei capi ‘’, dal nome del maxi blitz dei Carabinieri del 3 dicembre 2008. Nel dettaglio i condannati sono :
Meli Giacomo 5 anni e 4 mesi.
Cusumano Sergio 8 anni.
Orsolino Calogero 6 anni e 2 mesi.
Gambino Giulio Gaetano 5 anni e 4 mesi.
Sammartino Fausto 2 anni e 10 mesi.
Passarello Fabrizio 2 anni e 10 mesi.
Bacino Lauro 2 anni e 10 mesi.
Puntorno Katiuscia 1 anno.
Bonaccolta Gianluca 4 mesi.
Gli assolti sono : Albano Vittorio Alessandro, Trapani Rosario, Messina Giuseppe e Gambino Fabio.

2 aprile, il primo il 4 novembre del 2008, il secondo il 13 marzo scorso, adesso terzo raid vandalico a danno della Scuola Lauricella, al viale della Vittoria di Agrigento. I vandali hanno scardinato un ingresso, hanno svuotato alcuni estintori, hanno disordinato e devastato cassetti ed armadietti ovunque, ed hanno rubato computer, monitor ed una macchina fotografica digitale.

2 aprile, tentato uxoricidio a Naro dove, in una casa in via Castronovo, un pensionato, Calogero Arnone, 75 anni, al culmine di una violenta lite scatenata da futili motivi, ha tentato di uccidere, sferrandole alcune coltellate alla gola, la moglie, Ignazia Cristi, anche lei di 75 anni. Alcuni residenti della zona hanno lanciato l’allarme e la donna e’ stata subito soccorsa dal personale medico di un’ambulanza del 118. Ignazia Cristi e’ stata ricoverata ed operata all’Ospedale ‘’ Barone Lombardo ‘’ di Canicatti’ dove i medici le hanno tamponato un’emorragia. La prognosi sulla vita e’ riservata. Calogero Arnone e’ stato arrestato dai Carabinieri ed e’ a disposizione del magistrato titolare delle indagini, Adriano Scudieri.

2 aprile, i Carabinieri hanno arrestato a Menfi Aimen Issaoui, 25 anni, Manuel Bovi, 20 anni, e Paolo Garufi, 30 anni, tutti pregiudicati e residenti a Partinico, sorpresi all’interno di un fondo agricolo a rubare circa 2mila carciofi del valore complessivo di 750 euro in parte gia’ caricati sul cassone di un motocarro Ape Piaggio. Denunciato anche un quarto complice, un 17enne di San Cipirello. La refurtiva, tutta recuperata, e’ stata restituita al proprietario del fondo.

2 aprile, Gerlando Messina, 47 anni, agrigentino, e’ stato arrestato a Genova dalla Squadra Mobile perche’ presunto componente di una banda di rapinatori, insieme a Stefano Lemma, 50 anni, di Roma, e Graziano Grassi, 48 anni, anche lui di Roma. Secondo le indagini della Polizia, i tre, per evitare le impronte durante le rapine in banca, si sarebbero cosparsi le mani di colla, ottenendo cosi’ una sorta di strato protettivo.

3 aprile, rocambolesco sbarco di migranti clandestini a Lampedusa durante la notte. 20 sono in salvo, 2 sono dispersi in mare, e 3 sono feriti gravemente. Gli extracomunitari sono stati soccorsi dai mezzi della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza dopo l’allarme lanciato dagli stessi immigrati, tutti tunisini. L’imbarcazione si sarebbe ribaltata a poca distanza dalla costa.

3 aprile, la Guardia di Finanza agrigentina ha sequestrato due ville presunte abusive ancora in costruzione a Lampedusa, ed un’area di circa 4mila metri quadri, in contrada Madonna – Pozzo Monaco. Le costruzioni sarebbero state eseguite in violazione di quanto disposto nelle concessioni. In particolare, anziche’ il restauro dei ruderi preesistenti sarebbero stati costruiti 2 nuovi immobili in cemento e pietra grezza, ed un’altra base gia’ cementificata su cui costruire un terzo edificio. Il proprietario e’ stato denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento per violazione del Testo Unico per l’edilizia e delle norme a tutela del paesaggio.

3 aprile, a Sciacca due malviventi travisati con dei passamontagna ed armati di pistola hanno rapinato una rivendita di tabacchi. La titolare, Alessandra Genuardi, 24 anni, e’ stata costretta a consegnare il denaro in cassa, circa mille e 700 euro. Un cliente presente nel locale, Nicolo’ Muscarnera, 50 anni, e’ stato colpito piu’ volte alla testa con il calcio della pistola ed e’ stato rapinato del portafogli.

3 aprile, i Carabinieri di Milano hanno arrestato due romeni, Dan Mihalache Neacsu, 40 anni, e Marius Elvis Draghici, 38 anni, presunti assassini di Salvatore Sarullo, 40 anni, di Ribera, scoperto morto lo scorso 16 giugno in un lago di Bareggio, in provincia di Milano. Altri due romeni, presunti complici del delitto, sono latitanti e ricercati. I 4, intenzionati a rubare dentro un bar nei pressi del lago di Bareggio, furono sorpresi da Sarullo, impiegato come custode del laghetto. Il riberese e’ stato colpito alla testa con un bastone di legno, e’ cascato in acqua ed e’ annegato.

3 aprile, i Poliziotti del Commissariato di Canicatti’ hanno arrestato Neculai Stelus Chirobocea, 33 anni, originario della Romania, inseguito da un mandato di cattura internazionale spiccato dal Tribunale di Ialomita, uno dei 41 distretti della Romania. L’uomo scontera’ una condanna a 7 anni e 6 mesi di reclusione per una rapina compiuta alcuni anni addietro in Romania. Chirobocea e’ adesso recluso nel carcere Petrusa di Agrigento in attesa dell’estradizione in Romania.

3 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Gaetano De Caro, 41 anni, di Licata, bracciante agricolo, perche’ responsabile di incendio in concorso risalente al 2007. Gaetano De Caro scontera’ 1 anno e 6 mesi di reclusione.

4 aprile, a Favara ignoti hanno sparato un colpo d’arma da fuoco contro Giovanni Nicotra, 22 anni, di Agrigento e residente a Favara. Nicotra, sorvegliato speciale con obbligo di dimora nel comune di Favara e con precedenti per rapine ed armi, e’ stato colpito alla gamba sinistra ed e’ stato soccorso all’Ospedale ‘’ San Giovanni di Dio ‘’ di Agrigento dove la ferita e’ stata giudicata guaribile in 10 giorni.

6 aprile, il presidente della squadra di calcio di Palma di Montechiaro, la “Gattopardo”, Salvatore Catania, 33 anni, e’ stato aggredito e sfregiato al viso con un coltello, nella sua stazione di servizio lungo la strada statale 115, da Vincenzo Schembri, 41 anni, anche lui di Palma di Montechiaro e sofferente di problemi psichici. Schembri avrebbe discusso animatamente con il barista perche’ non sarebbe stato abbastanza gentile. Quando e’ intervenuto il proprietario, Salvatore Catania, Schembri gli ha sferrato alcune coltellate al volto. Catania e’ stato ricoverato all’ ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata dove i medici gli hanno suturato, con 30 punti, le ferite subite.

6 aprile, a Canicatti’ una famiglia di origini cinesi che gestisce un negozio in centro ha subito una rapina. Due orientali, zio e la nipote, sono stati aggrediti a calci e pugni. La donna, in stato di gravidanza, e’ stata strattonata ed e’ caduta a terra. L’uomo invece e’ stato colpito piu’ volte fin quando i malviventi gli hanno rubato dalla tasca il portafogli con dentro appena 20 euro.

7 aprile, ad Agrigento, nei pressi dell’ incrocio ai piedi del tempio di Giunone, Salvatore Nobile, 56 anni, di Agrigento, non ha rispettato lo stop, ha investito un’automobile della Polizia ed e’ fuggito senza prestare soccorso. Il fuggitivo e’ stato intercettato ed arrestato in prossimita’ dell’incrocio di Porta Aurea dopo un breve inseguimento. A Nobile sono stati sequestrati anche due coltelli di genere vietato e gli e’ stata ritirata la patente perche’ positivo al controllo con l’etilometro.

8 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Claudenzio Lombardo, 44 anni, e Maria Golino, 35 anni, entrambi di Agrigento, sorpresi in possesso di 42 grammi di hashish ed 1 grammo e mezzo di cocaina.

8 aprile, i Carabinieri hanno arrestato i fratelli germani Federico e Rosario Kessler, di 34 e 20 anni, il primo residente a Favara ed il secondo a Racalmuto, accusati di furto aggravato in concorso allorche’ sono stati sorpresi all’ interno della struttura turistico – ricettiva ” Castello Matrona “, in contrada Noce, a Racalmuto, intenti a caricare su di un’automobile 40 metri di cavo elettrico e tubi di rame per un valore di circa 2mila euro.

9 aprile, i Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato Patrizio Cammarata, 46 anni di Menfi, per inosservanza della sorveglianza speciale allorche’, nonostante gli sia stato imposto l’obbligo di dimora a Menfi, e’ stato sorpreso a Sciacca nei pressi dell’ospedale Civico.

9 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Luigi Petruzzella, 25 anni, di Palma di Montechiaro, disoccupato, sorpreso in possesso, dentro casa, di 75 grammi di hashish nascosti in un orsacchiotto di peluche.

10 aprile, grave incidente sfiorato a Racalmuto, in via Infantino, allorche’ un gelataio e’ stato colpito di striscio al naso da un piombino in metallo sparato da un fucile ad aria compressa. Indagano i Carabinieri che hanno effettuato i rilievi sul posto per disegnare la traiettoria del proiettile e risalire alla persona che ha sparato.

11 aprile, paura e panico ad Agrigento, in via Pirandello, la notte tra sabato e domenica, allorche’ un ragazzo non identificato ha colpito alla testa con una bottiglia di vetro un altro ragazzo. La vittima dell’aggressione, insanguinata, e’ stata soccorsa in Ospedale dove i medici hanno rimediato alle ferite alla testa. Sul posto sono intervenuti Carabinieri e Polizia alla ricerca dell’aggressore, nel frattempo fuggito.

12 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Emanuele Picone, 37 anni, di Campobello di Licata, accusato di violazione degli obblighi di sorveglianza allorche’ si sarebbe recato a Canicatti’ non per accertamenti sanitari, cosi’ come consentito, bensi’ per abbordare una ragazza sorpresa poi dentro l’abitazione dello stesso Picone, che e’ stato arrestato lo scorso 25 novembre dai Carabinieri perche’ per alcuni mesi avrebbe minacciato la madre per ottenere denaro.

13 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Alfredo Ippolito, 35 anni, di Favara, manovale, accusato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti allorche’ e’ stato sorpreso dentro casa in possesso di 2,5 grammi di eroina, suddivisa in 11 dosi, e la somma di 170 euro, forse provento dell’attivita’ di spaccio.

13 aprile, ha esercitato la professione di dentista, pero’ e’ un odontotecnico. Fabrizio Giampiero Cannizzaro, 49 anni, di Agrigento, ha patteggiato innanzi al Tribunale di Agrigento la condanna a 2 mesi di reclusione, pena sospesa. L’inchiesta e’ stata coordinata dalla Guardia di Finanza. L’Ordine dei medici della provincia di Agrigento si e’ costituito Parte civile.

14 aprile, Santo Condorelli, 30 anni, Anna Rau, 22 anni, e Santo Pulvirenti, 28 anni, tutti di Catania, sono stati arrestati dalla Polizia per rapina in concorso a Sciacca, in una gioielleria nel centro citta’, dove, dopo aver minacciato i proprietari, hanno razziato oggetti preziosi. Appena fuori il negozio la banda di ladri e’ stata intercettata da una pattuglia della Polizia. Uno dei 3 e’ stato arrestato subito. Gli altri due invece sono stati sorpresi dalla Squadra mobile di Agrigento a bordo di un taxi lungo la statale 640 Agrigento – Caltanissetta. La refurtiva, tra gioielli per 50 mila euro, e’ stata recuperata.

14 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Calogero Palillo, 19 anni, di Agrigento, sorpreso, nel corso di una perquisizione personale e domiciliare, in possesso di 9,6 grammi di hashish, ed un coltello da cucina utilizzato per il taglio della sostanza.

14 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Vincenzo Vecchio, 69 anni, di Favara, pensionato, in esecuzione di un ordine di arresto spiccato dalla Corte d’Appello di Palermo. Vecchio, gia’ detenuto ai domiciliari per violenza sessuale e reati contro i minori, avrebbe violato gli obblighi della detenzione domiciliare allontanandosi dalla propria abitazione.

15 aprile, tentato omicidio a Licata, in contrada Monserrato, alla periferia del paese, in un appezzamento di terreno, dove Roberto Barbera, 24 anni, venditore ambulante di frutta e verdura, e’ stato ferito da 2 colpi di pistola al braccio sinistro ed al torace. Barbera e’ ricoverato in prognosi riservata nell’ospedale ‘’San Giacomo d’Altopasso ‘’. Barbera e’ stato sorpreso sul posto insieme al fratello.

15 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Angelo Consagra, 39 anni, di Licata, bracciante agricolo, sorpreso in possesso di una pistola semiautomatica modello Walter P38 di fabbricazione tedesca, perfettamente funzionante.

15 aprile, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, Salvatore Giannino, ha condannato a 9 anni e 5 mesi di reclusione, riconoscendogli la semi infermita’ di mente, Giuseppe Palumbo, 39 anni, di Santo Stefano Quisquina, che, il 9 gennaio del 2007, sparandogli 2 colpi di fucile al volto ed al torace, ha ucciso lo zio, Stefano Palumbo, 71 anni, e poi si e’ costituito ai Carabinieri. A scatenare la follia omicida vi sarebbero state questioni legate ad una eredita’ contesa.

16 aprile, dopo il primo sequestro di beni, il 24 febbraio scorso per oltre 50 milioni di euro, la Direzione investigativa antimafia ha sequestrato l’ Azienda Isoa, che opera a Fasano, in provincia di Brindisi, impegnata nello stoccaggio e nel trasporto di olio alimentare, e che sarebbe legata ai fratelli Diego ed Ignazio Agro’, 63 e 71 anni, commercianti di olio ed imprenditori, di Racalmuto, arrestati il 30 luglio del 2007 nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Domino 2 ‘’. Poi sono stati condannati all’ergastolo perche’ presunti mandanti dell’omicidio di Mariano Mancuso, un commerciante di Milena ucciso ad Aragona il 23 settembre del 1992. Il valore del sequestro ammonta a circa 2 milioni di euro.

16 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Gaspare e Salvatore Paraninfo, di 52 e 22 anni, padre e figlio, di Licata, perche’ all’interno della Caserma hanno aggredito i militari impegnati a compilare un verbale contro Salvatore Paraninfo, sorpreso a bordo di un ciclomotore senza targa ed assicurazione.

16 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Dario Smida, 24 anni, di Agrigento, sorpreso in possesso, dentro casa, di 24 grammi di hashish suddivisi in 24 dosi, un cutter con tracce di sostanza resinosa del tipo hashish ed un bilancino di precisione.

16 aprile, la Guardia di Finanza ha notificato un ordine di custodia cautelare in carcere ad Antonio Arturo Taranto, 27 anni, di Lampedusa, ed alla sua compagna, Alessia D’Aietti, 25 anni, trapanese e residente a Lampedusa. Taranto e’ detenuto, ed alla donna sono stati concessi gli arresti domiciliari. I due sono stati gia’ arrestati il 15 agosto del 2005 perche’ sorpresi a Lampedusa in possesso di 1 chilo di hashish. La droga sarebbe stata acquistata a Palermo da un marocchino. Nell’ambito di piu’ approfondite indagini e’ emerso che Taranto e la sua compagna sarebbero parte di organizzazioni di narcotrafficanti composte da italiani, serbi ed extracomunitari, in particolare tunisini e marocchini. L’inchiesta ha provocato, al momento, 8 arresti.

16 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Lo Cicero, 32 anni, di Racalmuto, imbianchino, sorpreso in possesso, a bordo della propria automobile, di 100 grammi di hashish e di 5 grammi di cocaina.

16 aprile, insolito furto a Favara allorche’ 4 bonsai di valore sono stati rubati nella casa di un appassionato del settore, Michele Sciara. In particolare, sono stati rubati un esemplare di quercia da sughero ed un olivastro, gia’ vincitori di diversi premi in mostre nazionali e molto quotati. I Carabinieri non escludono che si sia trattato di un furto su commissione.

17 aprile, ad Agrigento ignoti hanno rubato 2 tonnellate di materiale ferroso tra ganasce e piastrine nella stazione ferroviaria di Agrigento – Bassa. Indagano gli agenti della Polfer, impegnati ad analizzare le immagini registrate dall’impianto di sorveglianza che presidia la zona. Sul luogo del furto non vi e’ nessun segno di effrazione. Il valore del materiale asportato sarebbe di circa 4 mila euro.

17 aprile, la Polizia ha arrestato Gioacchino Giuseppe Turco, 36 anni, di Naro, bracciante agricolo, accusato del tentato omicidio di Roberto Barbera, 24 anni, di Licata, venditore ambulante, bersaglio di due colpi d’arma da fuoco in contrada Siritino, a Naro, lo scorso 15 aprile. Barbera e Turco avrebbero prima litigato, poi Turco avrebbe sparato colpendo Barbera al braccio sinistro ed al torace. La vittima e’ adesso ricoverata all’Ospedale ‘’Cervello’’ di Palermo.

18 aprile, ad Agrigento, in piazza Cavour, la Polizia ha arrestato 2 marocchini ed un romeno, accusati di rissa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Si tratta di Mohamed Saadi, 22 anni, residente con regolare permesso di soggiorno ad Agrigento, precedenti per rapina. Poi Amine Talibourida, 21 anni, anche lui regolarmente residente nella citta’ dei Templi. Poi Gheorghe Fera, 21 anni, romeno, incensurato, adottato da una famiglia agrigentina.

18 aprile, la Polizia ha arrestato 5 romeni e denunciato 2 minorenni, anche loro romeni, tutti residenti a Canicatti’, sorpresi a Porto Empedocle a bordo di un’auto rubata a Canicatti’. Si tratta di Gheorghe Suceveanu, 31 anni, Cristian Munteanu, 24 anni, Danut Manole, 29 anni, Costel Leonard Enea, 25 anni, ed Alexandru Daniel Omer, 19 anni.

19 aprile, due romeni sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Cammarata. Ciprian Parascanu, 35 anni, domiciliato a Caltabellotta, ed Andrei Maldan, 24 anni, anche lui domiciliato a Caltabellotta. I due sono accusati di tentato furto aggravato in concorso allorche’ sono stati sorpresi dai Carabinieri all’interno della dismessa fabbrica Italkali, a Casteltermini. Parascanu e Maldan, armati con arnesi da scasso, hanno rubato e sarebbero stati pronti a trasportare via 3 tonnellate circa di materiale ferroso e rame.

19 aprile, maxi furto di olio a Sciacca. 70 quintali di olio extravergine d’oliva sono stati rubati nel frantoio della cooperativa ” Olivicoltori ” della citta’ delle Terme. Durante la notte i ladri sono entrati nel capannone ed hanno rubato centinaia di contenitori di olio.

19 aprile, l’inchiesta antidroga cosiddetta ‘’ Overdose ‘’, dal nome del blitz dei Carabinieri dello scorso 17 luglio a cavallo delle province di Agrigento e Caltanissetta. Gioacchino Lillo Nicitra, 21 anni, di Canicatti’, ha patteggiato la condanna a 2 anni ed 8 mesi di carcere. Cinzia Napoli, 32 anni, ed Antonino Collura, 42 anni, anche loro di Canicatti’, hanno patteggiato 4 anni e 2 mesi di reclusione ciascuno.

20 aprile, ancora scarcerazioni nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Apocalisse ‘’. Dopo Giovanni Marino, Calogero Paci e Gioacchino Cottitto, il Tribunale del Riesame di Palermo ha scarcerato Ferdinando Bonanno, Giancarlo Buggea e Pino Gambino, anche loro arrestati lo scorso 26 marzo. Bonanno, 70 anni, catanese, e’ uno dei dirigenti in Sicilia della catena di supermercati Eurospin, ed e’ ritenuto in affari con il capo di Cosa nostra agrigentina, Giuseppe Falsone. Giancarlo Buggea, 40 anni, di Canicatti’, e’ accusato di intestazione fittizia di beni aggravata dall’articolo 7, quindi il favoreggiamento alla mafia. Pino Gambino, 38 anni, di Ravanusa, risponde di associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni.

20 aprile, la Polizia ha arrestato in un albergo di Agrigento un latitante francese, Francois Gille, 75 anni, ex amministratore delegato del Credit Lyonnais, ricercato da 7 anni per associazione a delinquere finalizzata alle frodi informatiche e reati finanziari collegati. Gli inquirenti hanno esaminato le schede identificative compilate dai clienti per registrare la presenza all’interno delle strutture alberghiere. Il ricercato si sarebbe nascosto in Italia da 7 anni, da quando e’ stato spiccato il mandato di cattura.

20 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Gaspare e Giuseppe Bruccoleri, di 49 e 19 anni, entrambi di Favara, accusati di furto di energia elettrica allorche’ nelle loro abitazioni avrebbero allacciato abusivamente il proprio impianto elettrico alla rete Enel.

20 aprile, tentato fratricidio a Naro dove, al culmine di una lite scatenata da futili motivi, Miahail Tache, 27 anni, bracciante agricolo, originario della Romania e residente a Naro, forse ubriaco, ha scagliato due coltellate, al torace ed all’ascella, al fratello di 30 anni. L’uomo e’ stato ricoverato all’Ospedale ‘’ Barone Lombardo ‘’ di Canicatti’ ed e’ stato giudicato guaribile in 10 giorni. Miahail Tache e’ stato arrestato dai Carabinieri.

21 aprile, a Linosa, isola sorella minore di Lampedusa, i Carabinieri hanno sorpreso gia’ sulla terraferma 4 libici. Nessuna traccia vi e’ dell’imbarcazione usata per l’approdo.

21 aprile, controlli anti doping su scala internazionale ed anche a Canicatti’ dove i Carabinieri del Nas, il Nucleo anti sofisticazioni, hanno arrestato, ai domiciliari, Diego Milazzo, 25 anni, di Canicatti’, incensurato, accusato di essere stato partecipe di una presunta associazione per delinquere, composta da 16 persone residenti in diverse regioni italiane, finalizzata al traffico di farmaci vietati e pericolosi per la salute.

22 aprile, la Direzione investigativa antimafia di Agrigento ha sequestrato beni per un valore di 700 mila euro all’imprenditore di Ribera, Biagio Smeraglia, 47 anni, gia’ arrestato nell’ ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘’ Scacco matto ‘’, e ad alcuni suoi familiari. Il provvedimento e’ stato emesso dal Tribunale di Agrigento, su proposta del pool Criminalita’ Economica della Dda di Palermo, coordinato da Roberto Scarpinato. Tra i beni sequestrati vi sono terreni, mezzi industriali, conti correnti e quote societarie.

22 aprile, a Casteltermini, in contrada Mandravecchia, Calogero Luppino, 80 anni, di Casteltermini, ex veterinario in pensione, e’ stato travolto ed ucciso dal proprio trattore. Il mezzo forse e’ scivolato a causa di un dislivello nel terreno, o forse la causa dell’incidente e’ stato un errore di manovra dello stesso Luppino.

22 aprile, a San Leone, al lungomare, ignoti vandali hanno aggredito la statua in vetroresina di Padre Pio che e’ stata divelta, scaraventata a terra e spaccata. Indagano i Carabinieri alla ricerca dei teppisti sacrileghi.

22 aprile, Cecilia Vielka Rodriguez, 47 anni, panamense, residente a Napoli, arrestata dai Carabinieri di Agrigento il 10 novembre scorso nell’ambito dell’inchiesta anti prostituzione cosiddetta ‘’ Pretty Woman ‘’, ha patteggiato la condanna a 2 anni di reclusione, pena sospesa, innanzi al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco.

22 aprile, a Lampedusa i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato Calogero Sparma, 20 anni, di Lampedusa, accusato di minacce e lesioni allorche’ al mercato settimanale dell’isola ha aggredito un tunisino di 44 anni, commerciante ambulante ed abitante a Lampedusa, provocandogli lesioni giudicate guaribili in 12 giorni e minacciandolo anche di morte. Inoltre, a casa di Calogero Sparma i Carabinieri hanno scoperto e sequestrato numerose paia di scarpa che lo stesso Sparma avrebbe rubato al tunisino.

22 aprile, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, ha assolto Valentina Vullo, 34 anni, di Favara, accusata di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale aggravata in concorso in riferimento al fallimento della ditta Eurocostruzioni Srl di Favara e la presunta distrazione di beni per circa 600mila euro. Gerlando Valenti, 38 anni, anche lui di Favara, amministratore ex facto della societa’, lo scorso 5 novembre ha patteggiato la condanna a 2 anni di reclusione.

23 aprile, blitz senza precedenti storici in Sicilia contro un tombarolo privato. I Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento e del Nucleo di tutela del patrimonio culturale della Sicilia hanno sequestrato 930 reperti archeologici, per un valore complessivo stimato in oltre 1 milione di euro, dentro il salotto di casa di un pensionato agrigentino, incensurato, che risponde di ricettazione e illecito impossessamento di oggetti archeologici appartenenti allo Stato. Sequestrati, tra l’altro, corredi funerari, anfore di diverse dimensioni, crateri attici e perfino il frammento della colonna di un tempio greco.

23 aprile, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Aprile, 19 anni, e Giuseppe Nogara, 48 anni, entrambi di Licata, accusati di tentato furto aggravato in concorso allorche’ sono stati sorpresi armati di arnesi da scasso intenti a rubare materiale ferroso e rame all’interno della dismessa fabbrica Italkali, a Casteltermini, lungo la statale 189. Aprile e Nogara hanno caricato un camion con circa 8 tonnellate di refurtiva ma sono stati scoperti ed ammanettati. Denunciato anche un terzo complice, un minorenne di 17 anni.

23 aprile, 5 arresti dei Carabinieri a Palma di Montechiaro. Due tentano una rapina. Sono scoperti. Ignazio Marino, 19 anni, e Maurizio Manazza, 22 anni, entrambi di Palma di Montechiaro, irrompono in un supermercato, in via Russo. Marino e Manazza tentano di arraffare l’incasso. 3 Carabinieri sono dentro il locale. L’intervento. Uno dei due rapinatori, Ignazio Marino, impugna una calibro 34 e spara 3 volte contro il maresciallo Luigi Marletta, comandante della Stazione dei Carabinieri di Palma di Montechiaro. Cilecca. Stop al colpo in canna, 3 tentativi a vuoto. Attimi di paura e di panico. Ignazio Marino e Maurizio Manazza, che ha impugnato invece una pistola giocattolo, sono stati immobilizzati e ammanettati. Innanzi alla Caserma si e’ scatenata la rabbia dei familiari e dei vicini di casa dei due arrestati, tutti residenti nel popoloso quartiere del Villaggio Giordano. Grida ed insulti, tanto che da Agrigento e Licata corrono in rinforzo i militari delle locali Compagnie. Scattano altre manette : Matteo Marino, 45 anni, padre di Ignazio, il ragazzo che ha tentato di uccidere il maresciallo, e’ stato arrestato. Perche’ si e’ scagliato con violenza contro i Carabinieri, pretendendo la liberazione del figlio. Arrestati per resistenza e lesioni a Pubblico ufficiale anche Salvatore Arancio, 50 anni, e Francesco Bracco, 41 anni.

25 aprile, la Polizia ha arrestato Calogero La Marca, 25 anni, di Agrigento, residente a Realmonte, sorpreso in possesso di 45,47 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish e 0,77 grammi di cocaina.

27 aprile, a Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato Maria Rita Randazzo, 43 anni, casalinga, incensurata, e Filippa Arancio, 20 anni, casalinga, anche lei incensurata, madre e figlia, sorprese dentro casa in possesso di circa 40 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish suddivisi in 29 dosi gia’ confezionate per lo spaccio.

28 aprile, la Corte d’Assise di Agrigento, presieduta da Antonina Sabatino, ha condannato all’ergastolo Giuseppe Putrone, di Porto Empedocle, gia’ detenuto al carcere a vita per mafia ed omicidi, imputato per l’uccisione di Antonio Grassonelli, vittima di un agguato a Porto Empedocle il 27 aprile del 1987.

28 aprile, la Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna a 6 anni di reclusione inflitta in primo grado, il 27 febbraio del 2009, a carico di Santo Castronovo, 26 anni, di Favara, accusato di tentato duplice omicidio allorche’ il 6 gennaio del 2008, a Favara, avrebbe accoltellato Gerlando Russotto, 22 anni, e Stefano Licata, 25 anni, ed avrebbe ferito anche Leonardo Costanza. Castronovo risarcira’ il danno a Russotto e Licata, che si sono costituiti in giudizio Parte civile tramite l’avvocato Gianluca Cucchiara.

28 aprile, attentato intimidatorio a Cattolica Eraclea dove nel centro storico ignoti hanno esploso 4 colpi di pistola contro la saracinesca chiusa di un immobile. Il proprietario, D S, ecco le iniziali del nome, 61 anni, pensionato, ha presentato una denuncia ai Carabinieri.

28 aprile, a Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato Salvatore Misuraca e Vito Russo, di 32 e 27 anni, entrambi di Alcamo, sorpresi in procinto di rubare in un appartamento. Misuraca e Russo sono stati ammanettati dopo che hanno forzato il portone di una residenza disabitata nel periodo invernale.

29 aprile, il Presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi, ha informato il Questore, Girolamo Di Fazio, che al suo telefono ha ricevuto delle telefonate anonime. Gli ignoti interlocutori avrebbero pronunciato frasi gravemente minacciose contro D’Orsi, forse in riferimento alla questione Aeroporto a Licata.

29 aprile, la Corte d’Assise d’Appello di Palermo ha confermato la sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Agrigento il 16 gennaio del 2009 a carico di 12 imputati giudicati con il rito ordinario nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Domino 2 ‘’. Associazione mafiosa, 10 omicidi di mafia e 3 tentati omicidio nell’agrigentino, tra Grotte, Racalmuto ed Aragona. 8 ergastoli e 32 anni e 6 mesi di reclusione. Carcere a vita per Salvatore Fragapane e Giuseppe Fanara di Santa Elisabetta. Poi Nicolo’ Cino, Giuseppe Sferrazza, Diego Agro’ ed Ignazio Agro’ di Racalmuto. Giovanni Aquilina di Grotte. Calogero Castronovo di Agrigento. Assolto Salvatore Di Gangi, originario di Polizzi Generosa e residente a Sciacca. Poi conferma delle condanne inflitte in primo grado: 16 anni a Diego Salvatore Pitruzzella di Racalmuto. 14 anni al latitante Gerlandino Messina di Porto Empedocle. 2 anni e 6 mesi a Gioacchino Emmanuele di Racalmuto.

29 aprile, Gioacchino Morreale, 34 anni, di Grotte, arrestato dai Carabinieri lo scorso 31 marzo perche’ sorpreso in possesso di 5,2 grammi di cocaina, ha patteggiato la condanna ad 1 anno e 8 mesi di reclusione, pena sospesa.

30 aprile, ad Agrigento, lungo il viale ex Emporium, le tabelle toponomastiche della strada adesso intitolata a Luca Crescente, il magistrato della Dda di Palermo morto prematuramente vittima di un infarto il 26 agosto del 2003, sono state rimosse tranciando le catene che le sostenevano. Il sindaco Zambuto afferma : ‘’ sono profondamente amareggiato per l’episodio. Al piu’ presto contiamo di poterle ricollocare ‘’.

1 maggio, a Favara, in via La Porta, l’incendio presumibilmente accidentale di un magazzino fatiscente ha provocato la morte di Lorenzo Cusumano, 36 anni, di Favara, scoperto morto carbonizzato dai Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento intervenuti sul posto per domare le fiamme. Indagano la Procura di Agrigento ed i Carabinieri, allarmati dai residenti della zona che si sono accorti delle fiamme e poi hanno udito delle grida all’interno del locale. La proprietaria del magazzino e’ la madre della vittima, che ha riconosciuto il figlio. Lorenzo Cusumano ormai da tempo avrebbe condotto una vita di strada, come un barbone.

1 maggio, dopo 20 giorni di agonia e’ morto al Policlinico di Messina Giuseppe Scarpinato, 80 anni, di Ribera, pensionato, vittima di un incidente stradale lo scorso 9 aprile lungo la statale 115, nei pressi di Sciacca, dove, a bordo di un Fiat Fiorino, si e’ scontrato con un’automobile, una Citroen, guidata da Pasquale Sanzone, 19 anni, di Santa Margherita Belice.

1 maggio, a Lampedusa, nei pressi dell’ingresso al porto, alcuni pescatori hanno scoperto un cadavere decapitato in avanzato stato di decomposizione. Il corpo e’ stato trasportato sulla spiaggia della Guitgia. Si tratta presumibilmente di un uomo, un extracomunitario vittima di una delle traversate del mare verso le coste siciliane.

3 maggio, a Castrofilippo ignoti hanno rubato, all’interno di un’abitazione alla periferia del paese, gioielli per 20 mila euro ed una pistola legalmente detenuta. La proprietaria, una donna di 57 anni, appena rientrata in casa dopo il ponte del primo maggio, si e’ accorta del furto della cassaforte, contenente i preziosi e la pistola.

4 maggio, tentato furto all’ Ospedale ‘’ Giovanni Paolo secondo ‘’ di Sciacca allorche’ ignoti hanno tentato di forzare la porta del bar, danneggiando il sistema elettrico collegato alle telecamere a circuito chiuso e la vetrata del locale. Divelta anche la barra che delimita uno degli accessi all’ Ospedale, rubato uno scooter e forzata la portiera dell’ automobile di un medico.

4 maggio, a Palma di Montechiaro, in corso Brancatello, e’ stata scritta su di un muro la scritta ‘’ vai via o ‘’ seguita dal disegno di una bara con una croce, ed il nome del destinatario, il comandante della locale stazione dei Carabinieri, il maresciallo Luigi Marletta. Lo scorso 23 aprile Marletta ha arrestato in flagranza di reato, per tentata rapina in un supermercato, due ventenni di Palma di Montechiaro, ed uno dei 2 ha anche tentato di sparare contro Marletta, ma l’arma si e’ inceppata.

5 maggio, la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento ha disposto la confisca dei beni, per un valore di circa 500 mila euro, gia’ sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia, a carico dell’ imprenditore di Grotte, Giuseppe Carlisi, 40 anni, gia’ arrestato, processato e poi assolto, con sentenza definitiva in Cassazione, nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Domino ‘’. La confisca lega 3 appezzamenti di terreno ed un fabbricato a Grotte, una societa’ in accomandita semplice, con relativo complesso dei beni aziendali, ed un’ attivita’ di commercio all’ingrosso di manufatti in cemento e materiali edili. Il Tribunale di Agrigento ha inoltre applicato a Carlisi la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale.

5 maggio, sviluppi nell’ambito dell’inchiesta anti usura cosiddetta ‘’ Easy Money ‘’. La Squadra mobile e la Procura di Agrigento hanno arrestato Stefano Canino, 43 anni, di Favara, titolare di un ristorante al Villaggio Mose’ di Agrigento, accusato di usura allorche’ avrebbe prestato 15mila euro, a tasso di interesse del 180 per cento, ad un impiegato di Favara che ha collaborato alle indagini.

5 maggio, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo Agostino Gristina, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione il presunto massone romano, Rodolfo Grancini, accusato di concorso in associazione mafiosa e corruzione in atti giudiziari nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘’ Hiram ‘’ che il 17 giugno del 2008 ha provocato l’arresto anche di numerosi agrigentini. Grancini avrebbe partecipato ad una combine finalizzata a truccare e ritardare procedimenti in corso in Cassazione a carico anche di esponenti mafiosi.

6 maggio, false identita’ e buste paga, truffe alle Finanziarie. Blitz della Squadra mobile e della Procura di Agrigento. 13 ordinanze cautelari tra le province di Agrigento e Caltanissetta. “Io, una busta paga falsa, lavoro, pubblico impiego. Anche la mia identita’ e’ falsa, rubata ad un vero impiegato pubblico. E cosi’ tu mi concedi il finanziamento. Anche tra 20 e 30 mila euro”. Truffa. 4 arrestati in carcere. 2 ai domiciliari. E 7 divieti di dimora. Gli indagati rispondono di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Tra le vittime del raggiro vi sono societa’ finanziarie nazionali ed internazionali.
Gli arrestati in carcere sono
Baldassare Reina, 55 anni, di San Giovanni Gemini.
Francesco Miceli, 59 anni, di San Giovanni Gemini.
Vincenzo Pirrello, 51 anni, di Sommatino.
Gioacchino Amico, 24 anni, di Canicatti’.
Ai domiciliari
Baldassare Reina, 56 anni, di San Giovanni Gemini.
Ed Angela Catanese, 50 anni, di Canicatti’.
Divieto di soggiorno per
Mariannina Giocolano, 53 anni, di San Giovanni Gemini.
Giuseppe Mangiapane, 51 anni, di Cammarata.
Davide Catania, 34 anni, di Canicatti’.
Pietro Di Caro, 38 anni, di Canicatti’.
Carmelo Militello, 63 anni, di San Giovanni Gemini. Antonio Contino, 63 anni, di Camastra.
Ed Antonio Curto, 55 anni, di Canicatti’.

6 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Patrik Donzelli, 20 anni, di Licata, accusato di tentata estorsione, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia allorche’ avrebbe picchiato e minacciato di morte la propria madre al fine di ottenere denaro. La donna e’ stata soccorsa in Ospedale per ferite giudicate guaribili in 5 giorni.

6 maggio, a Favara i Carabinieri hanno arrestato Carmelo Pecoraro, 36 anni, di Favara, accusato di evasione dagli arresti domiciliari a cui e’ stato ristretto per furto e rapina.

6 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Davide Balsamo, 25 anni, di Licata, commerciante ambulante, presunto responsabile del tentato omicidio del commerciante ambulante di gelati, Salvatore Clementi, 35 anni, di Licata, vittima, al culmine di una violenta lite, di 5 coltellate al petto il pomeriggio del 5 maggio nel quartiere della Playa.

6 maggio, a Canicatti’ ignoti si sono introdotti furtivamente all’interno dell’ Ospedale ‘’ Barone Lombardo ‘’ ed hanno rubato circa 11mila euro dall’ ufficio ticket.

6 maggio, la Cassazione ha confermato la sentenza d’ Appello, emessa a Palermo il 31 marzo del 2009, al processo frutto dell’ inchiesta antimafia nell’ agrigentino cosiddetta ‘’San Calogero’’ . Annulli con rinvio per Ignazio ed Antonio Massimino in riferimento al reato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti. E cosi’ anche per Antonio Camilleri e Vincenzo Mendola. Poi Giuseppe Sicilia 12 anni. Ignazio Sicilia 12 anni. Francesco Carduana 10 anni. Gregorio Lombardo 8 anni. Roberto Travali 8 anni. Martino Dino Vitello 8 anni. Andrea Cacciatore 2 anni. Salvatore Galvano 2 anni. Confermata l’assoluzione di Salvatore Pedalino.

7 maggio, la Corte d’Assise d’Appello di Palermo ha confermato le condanne inflitte dalla Corte d’Assise di Agrigento il 30 settembre del 2009 ai presunti responsabili dell’omicidio di Antonio Costanza, l’imprenditore di Favara ucciso il 30 giugno del 1995. Ergastolo per Giuseppe Fanara di Santa Elisabetta, Giuseppe Gambacorta di Porto Empedocle e Leoluca Bagarella di Corleone, e 14 anni di reclusione a Giovanni Aquilina di Grotte che e’ stato condannato per l’occultamento del cadavere ed assolto dall’accusa di omicidio.

7 maggio, i Carabinieri hanno arrestato per rapina aggravata in concorso Franco ed Alessandro Caruana, di 47 e 41 anni, ed Andrea Fulco, 33 anni, tutti di Naro, perche’, travisati al volto con un passamontagna ed armati, si sono introdotti in un appartamento del centro storico abitato da una pensionata e, dopo averla immobilizzata, hanno rubato tutti gli oggetti in oro custoditi in casa. Le urla della donna hanno allarmato i vicini che hanno telefonato ai Carabinieri.

7 maggio, a Sciacca la Polizia ha arrestato Angelo Pecoraro, 31 anni, di Sciacca, sorpreso all’interno di un bar intento, insieme ad una donna, a minacciare una impiegata. Pecoraro avrebbe anche tentato di aggredire il proprietario del locale il quale ha raccontato che poco tempo prima lo stesso Pecoraro lo ha minacciato con una pistola. Infatti, a casa dell’uomo i Poliziotti hanno scoperto una pistola Beretta, senza tappo rosso, in metallo pesante. Pecoraro e’ recluso in carcere. La donna in sua compagnia e’ stata denunciata a piede libero per minaccia aggravata.

8 maggio, a Licata, in via Sapio, nei pressi della stazione ferroviaria, un furgone Iveco Daily, di proprieta’ della ditta ‘’ Gla ‘’, che si occupa di trasporto di generi alimentari e di cui e’ titolare Gaetano Faraci, 41 anni, ha subito un incendio. Le fiamme hanno anche danneggiato il palazzo soprastante il parcheggio del mezzo. 10 famiglie che vi abitano sono state evacuate precauzionalmente. Ingenti i danni allo stabile.

8 maggio, ad Agrigento, nella frazione Villaseta, in via Fosse Ardeatine, 2 ignoti malviventi, con il volto travisato con dei passamontagna ed armati di pistola, hanno minacciato la dipendente alla cassa del supermercato ‘’ M D ‘’, ed hanno rapinato circa 400 euro. I due sono fuggiti a piedi.

8 maggio, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Francesco Incorvaia, 39 anni, di Licata, sorpreso dentro casa in possesso di 65 grammi di hascisc, nascosti in un armadio, e 260 euro verosimilmente provento dell’ attivita’ di spaccio.

9 maggio, a Licata, in via Platani, l’avvocato Antonio Terranova, 35 anni, di Licata, ha scoperto innanzi alla porta di ingresso del proprio studio un sacchetto contenente cartucce di fucile, una bottiglia piena di liquido infiammabile, ed un biglietto con la scritta ‘’ per l’avvocato ‘’.

9 maggio, a Realmonte le fiamme, di origine incerta, hanno gravemente danneggiato una pala meccanica ed un escavatore parcheggiato all’interno di un cantiere in corso al bivio per la miniera di Realmonte. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco ed i Carabinieri. E’ privilegiata l’ipotesi dolosa del fuoco.

9 maggio, Amir Drahiri, 25 anni, originario della Tunisia, e’ stato scoperto cadavere a Ribera, in contrada Giardinello. Gli inquirenti non hanno ancora accertato la causa della morte. Si sospetta che si tratti di un incidente sul lavoro. Quanto accaduto alimenta tensioni nella comunita’ nordafricana di Ribera. Una cinquantina di lavoratori extracomunitari, quasi tutti impegnati in lavori nelle campagne, hanno protestato innanzi al Municipio di Ribera contro le condizioni di scarsa sicurezza in cui lavorano. Anche il Consolato della Tunisia a Palermo segue l’evolversi del caso. La Procura di Sciacca ha ordinato l’autopsia.

10 maggio, la Polizia ha arrestato Gerlando Spampinato, 40 anni, di Porto Empedocle. Spampinato scontera’ 8 mesi di reclusione che gli sono stati inflitti perche’ per 3 volte, tra il febbraio ed il marzo del 2007, avrebbe evaso gli obblighi di legge imposti dalla sorveglianza speciale.

11 maggio, incidente stradale lungo l’autostrada Catania – Palermo, nei pressi del viadotto Rossi, dove un furgone, per cause in corso di accertamento da parte della Polizia stradale, e’ volato giu’ dal viadotto. E’ morto Pietro Pignocco, 51 anni, originario di Ribera. Ferito gravemente e’ A M, ecco le iniziali del nome, 19 anni, di Sciacca, trasportato in elisoccorso all’ospedale Sant’ Elia di Caltanissetta.

12 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Francesco Lombardo, 23 anni, di Porto Empedocle. Lombardo scontera’ 2 anni e 7 mesi di reclusione per spaccio di stupefacenti.

12 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Russo, 32 anni, di Raffadali. Russo ha violato l’obbligo di dimora in provincia di Agrigento perche’ e’ stato sorpreso lungo l’autostrada Salerno – Reggio Calabria. Pertanto a Salvatore Russo sono stati imposti gli arresti domiciliari per detenzione illegale di arma da guerra priva di matricola.

12 maggio, su ordine del Tribunale di Agrigento la Polizia ha arrestato due pregiudicati di Palermo, Giuseppe Gambino, 20 anni, e Salvatore Giallanza, 25 anni, accusati di una rapina alla filiale della Banca Popolare Sant’ Angelo a Licata il 25 settembre del 2008. Dalle descrizioni fornite dal cassiere e dalle immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso gli investigatori hanno scoperto l’identita’ dei due presunti rapinatori.

12 maggio, il Tribunale di Agrigento ha assolto Domenico La Porta, 46 anni, di Raffadali, agente della Polizia penitenziaria in servizio al carcere ‘’Petrusa’’ di Agrigento, accusato di truffa aggravata a danno dello Stato allorche’ secondo la Procura di Agrigento le sue numerose assenze dal posto di lavoro, 154 giorni, non sarebbero state giustificate da motivi di salute ma da altri impegni lavorativi in un’ Agenzia di assicurazioni.

13 maggio, un pensionato di Aragona, Calogero Vella, 69 anni, intento a tagliare l’erba con una falciatrice, e’ stato morso da una vipera nel proprio podere in campagna, in contrada Vallone Alongi, ed e’ morto all’Ospedale ‘’ Sant’ Elia ‘’ di Caltanissetta.

13 maggio, fuoco sulle Amministrative del 30 e 31 maggio. A Cammarata, in via Panepinto, nei pressi del civico 17, le fiamme, di presunta origine dolosa, hanno bruciato l’automobile, una Fiat Panda, dell’ avvocatessa Alessandra Consiglio, 35 anni, candidata al Consiglio comunale.

13 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Catalin Bouariu, 34 anni, e Porumb Dumitru Dragos, 29 anni, entrambi romeni, sorpresi a Calamonaci in flagranza di reato di furto di un autocarro, un Fiat Iveco, di proprieta’ di un commerciante del luogo. I due romeni hanno tentato la fuga ma sono stati inseguiti dai militari ed ammanettati. Nel corso delle perquisizioni dentro le loro abitazioni i Carabinieri hanno scoperto personal computer, stampanti, cellulari e decoder, adesso sotto sequestro per accertarne la proprieta’.

13 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Antonio Palumbo, 30 anni, di Favara, che scontera’ ai domiciliari 4 mesi di reclusione per il reato di danneggiamento a seguito di incendio.

14 maggio, i Carabinieri di Agrigento hanno arrestato due extracomunitari, Ahmed Abattui, 38 anni, algerino, ed Urghi Hossine, 44 anni, tunisino, perche’ non hanno obbedito all’ ordine di espulsione dal territorio nazionale.

14 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Anghel Pomalius, 58 anni, romeno, residente a Sambuca, sorpreso dentro casa in flagranza di reato di aggressione e minacce alla nuora ed al figlio. I familiari hanno lanciato l’allarme. Pomalius e’ stato ammanettato. I due feriti sono stati medicati al pronto soccorso dell’Ospedale di Sciacca.

15 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Gianluca Errera, 30 anni, di Porto Empedocle, accusato di detenzione a fini di spaccio di stupefacenti allorche’ e’ stato sorpreso ad Agrigento, in piazzale Rosselli, appena fuori da un autobus in viaggio da Palermo, in possesso di 500 grammi di hashish, suddivisi in 5 panetti, nascosti dentro gli stivali.

15 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Ionel Iulian Meran, 20 anni, romeno, residente a Menfi, sorpreso in flagranza di reato di furto aggravato all’interno di un noto studio notarile del luogo dove Meran si e’ introdotto furtivamente rubando la borsetta di una impiegata contenente 2 cellulari, 130 euro in contanti e vari effetti personali. Ionel Iulian Meran e’ stato inseguito ed ammanettato dai Carabinieri che lo hanno anche denunciato per il possesso ingiustificato di un’arma bianca, un coltello di genere vietato.

15 maggio, i Carabinieri hanno arrestato a Licata Mejri Faouzi, 35 anni, tunisino, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio allorche’, ad un posto di blocco, e’ stato sorpreso in possesso di 22 grammi di cocaina suddivisi in due involucri nascosti sotto uno dei sedili anteriori.

15 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Mokhamed Toure, 35 anni, originario del Senegal e domiciliato ad Agrigento, perche’ non ha obbedito all’ordine di espulsione ddal territorio nazionale e perche’ in via Atenea, in stato di ubriachezza, ha disturbato il corso della manifestazione ‘’ Il fascino della divisa ‘’ molestando i componenti della banda musicale.

16 maggio, a Monserrato, frazione di Agrigento, 3 ignoti malviventi, armati di pistola e travisati al volto, sono entrati dentro una casa sorprendendo le persone all’interno, la proprietaria, di 64 anni, ed alcuni parenti. I 3 hanno rubato alcune centinaia di euro e sono fuggiti.

18 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Lo Raso, 60 anni, di Ribera, inseguito da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Sciacca per i reati continuati, commessi a Ribera e Sciacca nel febbraio 2008, di ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi. Giuseppe Lo Raso scontera’ la condanna definitiva a 2 anni e 7 mesi di reclusione.

19 maggio, blitz antidroga dei Carabinieri e della Procura di Sciacca, capeggiata da Vincenzo Pantaleo. 21 misure cautelari sono state eseguite nelle province di Agrigento, Palermo, Varese e Vercelli. Sgominata una presunta banda di trafficanti di stupefacenti, in particolare, hashish e cocaina, impegnata a spacciare soprattutto nei Comuni di Menfi e Sciacca dove, tra l’altro, per fronteggiare le numerose richieste, pasticche di infiammatori, colorate con il pennarello, sono state spacciate per ecstasy. Nel corso del blitz, cosiddetto ‘’ Bacchanalia ‘’, hanno lavorato oltre 120 Carabinieri, unita’ cinofile ed elicotteri. In carcere Claudio Montalbano, Francesco Milici, Vito Mirabile, Giovanna Titone, Giuseppe Malfattore, Nicolo’ Calantropo, e due albanesi Kitar Kamel ed Angronom Turja. Arresti domiciliari per Simona Gentile, Calogero Puleo, Francesco Miceli e Salvatore Caruso. Obbligo di dimora per Antonella Chilla’, Vincenzo Orsini, Francesca Migliore, Francesco Ferrarello, Calogero Vetrano, Maria Luisa Mergola, Francesco Notaro, Vito Incorvaia, Natalia Rita La Scala, e Luisa Fuoco.

19 maggio, 27 extracomunitari, sedicenti marocchini, sono stati sorpresi dai Carabinieri gia’ sulla terraferma a Linosa, sorella minore dell’isola di Lampedusa. I 27 sono stati dirottati a Porto Empedocle e poi nei Centri di accoglienza in attesa del rimpatrio.

19 maggio, il Tribunale di Agrigento ha condannato a 7 anni di reclusione il macellaio Salvatore Sciascia, 55 anni, di Cattolica Eraclea, accusato del tentato omicidio del compaesano Stefano D’Anna, 29 anni, bersaglio di una fucilata il 28 agosto del 2004, a Cattolica, in contrada Giaimo, all’interno di un podere di proprieta’ di D’Anna.

21 maggio, la Polizia ha arrestato Marcel Josif Brunco, 25 anni, originario della Romania e residente a Canicatti’, sorpreso in contrada Milicia, in territorio di Misterbianco, a bordo di un’automobile Ford Fiesta diretta a Catania, in possesso di un panetto di cocaina del peso di 274 grammi. Una fonte confidenziale, rivelatasi fondata, ha segnalato alla Polizia la notizia di un trasporto di un ingente carico di stupefacente.

21 maggio, la Corte d’Appello di Palermo, in riforma della sentenza del Tribunale di Agrigento del 21 luglio del 2008, ha ridotto la condanna da 4 anni ad 1 anno di reclusione, pena condonata, a favore di Fabio Iacona, Paolo e Salvatore Aronica, tutti di Naro, imputati di sequestro di persona, minaccia con arma ed estorsione.

21 maggio, la Polizia ha arrestato a Campobello di Licata un cittadino marocchino, Rachid Mazini, 26 anni, inseguito da un mandato di cattura spiccato dal Tribunale di Varese nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “ Zenobia ”. L’extracomunitario, insieme ad altri 8 egiziani, sarebbe stato parte di un gruppo che avrebbe speculato traendo profitti economici sull’immigrazione verso l’Italia di minorenni in viaggio dall’Egitto.

21 maggio, il Giudice di Pace di Agrigento ha assolto Antonino Licata Tissi, 64 anni, di Raffadali, titolare di un’Agenzia di assicurazioni, accusato del reato di ingiuria a danno di un appuntato dei Carabinieri in servizio a Raffadali a cui Licata Tissi, il 12 settembre del 2008, si e’ rivolto con l’espressione ‘’ sei un uomo inutile ‘’, sputandogli anche contro. Il Giudice ha accolto la tesi del difensore dell’imputato, l’avvocato Arnaldo Faro, secondo il quale Antonino Licata Tissi ha reagito ad una provocazione del Carabiniere.

21 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Matina, 40 anni, di Favara, che scontera’ 9 mesi di reclusione perche’ condannato dal Tribunale di Agrigento per porto abusivo di strumenti atti ad offendere e violazione delle prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Inoltre, Matina, sottoposto a perquisizione personale, e’ stato sorpreso in possesso di una siringa contenente liquido incolore, presumibilmente stupefacente del tipo subutex, ed e’ stato quindi segnalato alla Prefettura di Agrigento per detenzione di sostanza stupefacente per uso non terapeutico.

21 maggio, ad Agrigento, nella frazione di Fontanelle, in via Generale Pona, ignoti malviventi hanno forzato un ingresso ed hanno rubato circa 300 euro dalla cassa di una officina e rivendita di pneumatici.

21 maggio, ad Aragona, in via Roma, ignoti malviventi hanno minacciato gli impiegati della banca San Francesco Credito cooperativo con un taglierino ed hanno razziato il denaro nelle casse. Il bottino ammonta ad alcune migliaia di euro. Indagano i Carabinieri con l’ausilio anche delle telecamere di sorveglianza interne ed esterne alla banca.

24 maggio, i Carabinieri della Compagnia di Petralia Sottana hanno arrestato, in flagranza di reato di resistenza a pubblico ufficiale, Giuseppe Iannello, 40 anni, originario di Caltanissetta ma residente a Ravanusa. Iannello, a bordo di una moto, ha forzato un posto di blocco, e’ stato inseguito, anche dalla Polizia stradale, lungo l’autostrada Palermo – Catania, ed e’ stato acciuffato nei pressi dello svincolo autostradale di Tremonzelli.

24 maggio, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, Salvatore Giannino, ha condannato ad 8 anni di reclusione L S, 38 anni, di Menfi, operaio, accusato di violenza sessuale, tra il 1999 ed il 2007, a danno della figlia minorenne. L’imputato e’ stato ritenuto responsabile anche di maltrattamenti in famiglia contro la moglie ed altri due figli minori.

24 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Daniele Lodato, 27 anni, di Canicatti’, rappresentante di commercio, ed Abbele Tanja Van Den, 29 anni, nata ad Amburgo ma residente a Serradifalco, perche’ sorpresi, a bordo di un’ Audi 80 appena sbarcati dal traghetto in viaggio da Villa San Giovanni a Messina, in possesso di circa 10 grammi di eroina. Parte della droga e’ stata nascosta dall’ uomo in una tasca interna del giubbotto. Altra parte e’ stata sigillata in un involucro termosaldato nascosto all’interno di un pacchetto di sigarette occultato all’interno dell’ autovettura.

24 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Daniele Ciccarello, 34 anni, di Bivona, che scontera’, ai domiciliari, 4 mesi di reclusione perche’ responsabile di violenza a pubblico ufficiale e mancata dichiarazione delle proprie generalita’. L’ episodio risale al febbraio del 2008 quando, durante una festivita’ a Santo Stefano Quisquina, Ciccarello avrebbe aggredito, durante un controllo, i Carabinieri della locale stazione.

24 maggio, i Carabinieri hanno arrestato Jan Abdoul, originario del Senegal, perche’ ritenuto responsabile di violazione dei diritti d’autore, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L’immigrato, durante la Festa dell’Agricoltura a Cammarata, avrebbe posto in vendita oltre 500 cd musicali, film e videogiochi per consolle contraffatti. Jan Abdoul ha tentato la fuga, e’ stato acciuffato ed ha reagito con violenza ai Carabinieri provocando ad uno di loro delle lesioni.

24 maggio, un Carabiniere, vice Comandante alla stazione di Castrofilippo, libero dal servizio, ha inseguito ed arrestato, al Centro commerciale ‘’ Le Vigne ‘’ di Castrofilippo, Giovanni Paraldo, 37 anni, di Castrofilippo, operaio metalmeccanico, reo del furto di un telefono cellulare nel negozio “ Euronics ”.

24 maggio, a Lampedusa i Carabinieri hanno sorpreso gia’ sulla terraferma 9 clandestini originari del Maghreb. Gli immigrati sono stati trasferiti a Porto Empedocle e poi dirottati nei Centri di accoglienza in attesa del rimpatrio.

25 maggio, e’ morto al Reparto Rianimazione dell’Ospedale di Enna, Giuseppe Calamita, 79 anni, di Licata, docente in pensione, investito da un’automobile lo scorso 13 maggio a Licata, in via Licata.

26 maggio, la sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Antonina Sabatino, ha assolto l’imprenditore e Consigliere comunale di Agrigento, Carmelo Picarella, i dirigenti comunali Francesco Vitellaro e Calogero Capraro, e l’amministratore della societa’ Carpi, Roberto Giglione. I 4 avrebbero favorito l’illegittima assegnazione del contratto di affitto dell’Ufficio del Lavoro ad un locale offerto dalla societa’ Carpi a Fontanelle, privo dei requisiti necessari. I reati contestati sono stati concorso in truffa, turbata liberta’ degli incanti aggravata e abuso di ufficio. Il Pubblico ministero, Antonella Pandolfi, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna di Picarella, Capraro e Vitellaro a 3 anni di reclusione ciascuno, ed una sanzione pecuniaria a carico di Giglione. Alle richieste di condanna si e’ associato il difensore della Parte civile, che ha rappresentato una societa’ concorrente alla Carpi.

26 maggio, il Tribunale di Palermo ha condannato il Ministero della Sanita’ a risarcire il danno per 821mila e 563 euro ad un uomo di Licata, F M, ecco le iniziali del suo nome, e dei suoi figli. Il licatese ha contratto il virus dell’epatite C a seguito di una trasfusione di sangue subita nel corso di una operazione chirurgica all’Ospedale ‘’ Cervello ‘’ di Palermo. L’uomo ha sofferto nel corso degli anni, a causa dei danni al fegato, tra ricoveri d’urgenza ed altri interventi. Adesso e’ in attesa del trapianto dell’organo.

26 maggio, a Ribera 2 ignoti malviventi, travisati al volto ed armati di pistola, hanno costretto clienti ed impiegati a terra ed hanno rapinato circa mille e 500 euro al supermercato 3 P. Poi sono a fuggiti in auto insieme ad un terzo complice.

26 maggio, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luca D’Addario, ha condannato a 3 anni di reclusione Rosario Stuto, 21 anni, di Favara, ritenuto responsabile di rapina a danno di una tabaccheria. Stuto e’ imputato al processo per l’omicidio del commerciante di Serrradifalco, Luigi Salvo.

26 maggio, il Tribunale di Agrigento ha condannato 11, tra slavi e siciliani, imputati di furti negli appartamenti nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta Fast and Furious. Nedeliko Nikolic 5 anni di reclusione, Zivan Todoric 4 anni e 8 mesi. Zvonko Lazic 5 anni e 3 mesi. Mileta Novakovic 3 anni e 8 mesi. Dorde Novakovic 3 anni e 8 mesi. Franko Ahmetovic 6 anni e 9 mesi. Zoran Radosavljevic 7 anni. Jovan Dordevic 4 anni. Poi 4 anni e 2 mesi di carcere sono stati inflitti a Giuseppe Ferrera, ed 8 mesi a Calogero Randisi, entrambi agrigentini, e 4 anni e 2 mesi a Pietro Scaglione di Palermo. Assolto Sasa Dimic.

26 maggio, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, Enzo Agate, ha condannato un marittimo del luogo, V V, ecco le iniziali del nome, di 53 anni, a 6 anni ed 8 mesi di reclusione per violenza sessuale a danno della figlia minorenne, tra il maggio 1999 ed il dicembre 2007.

27 maggio, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Giuseppe Sgadari, ha condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione il presunto capo famiglia di Cosa nostra di Palma di Montechiaro, Nicola Ribisi, 30 anni, arrestato lo scorso 18 settembre per associazione mafiosa. 3 anni e 4 mesi di carcere, in continuazione con una precedente condanna, sono stati inflitti allo zio di Nicola Ribisi, Ignazio Ribisi, 52 anni.

27 maggio, ad Agrigento, lungo il viale Cannatello, 2 ignoti malviventi, travisati al volto ed armati di pistola, hanno minacciato 3 impiegati della sala giochi “ Las Vegas 2 ?, li hanno costretti nel bagno, ed hanno rapinato 5mila euro. I 2 sono fuggiti a bordo di una Fiat Uno bianca.

27 maggio, i Carabinieri e la Procura di Agrigento hanno arrestato Santa Mulone, 59 anni, di Cattolica Eraclea, badante, allorche’ il 20 marzo scorso avrebbe colpito alla testa con un corpo contundente la donna da lei assistita, Anna Fasulo, 85 anni, per rubarle 30mila euro. La pensionata e’ morta il 16 aprile.

28 maggio, il Tribunale di Agrigento ha condannato Angelo Bonello, 76 anni, e Domenico Condello, 61 anni, entrambi di Palma di Montechiaro, allorche’, nel maggio del 2007, avrebbero adescato nella villa comunale di Palma di Montechiaro un bambino e lo avrebbero violentato. A Bonello sono stati inflitti 13 anni e 4 mesi di carcere. A Condello 7 anni.

28 maggio, la Corte d’Assise d’appello di Palermo, presieduta da Giovanni Micciche’, ha confermato la sentenza di condanna all’ergastolo emessa il 28 maggio 2009 dalla Corte d’Assise di Agrigento a carico di Franco Cacciatore, 52 anni, di Villaseta, frazione di Agrigento, ritenuto responsabile dell’omicidio di Giovanni Poni, ucciso il 20 novembre del 1985. L’imputato e’ stato condannato anche a risarcire il danno al fratello della vittima, il noto pittore Rino Poni, che si e’ costituito Parte civile in giudizio tramite l’avvocato Daniele Re.

29 maggio, i Carabinieri della stazione di Realmonte hanno arrestato Giuseppe Borsellino, 49 anni, e Roberto Panarisi, 22 anni, entrambi di Montallegro, sorpresi in flagranza di reato di furto e di violazione di domicilio in contrada Rina, a Realmonte, dove hanno rubato 4 tonnellate e mezzo di legna appena tagliata in un boschetto privato, danneggiando gli alberi di pino ad alto fusto. La refurtiva, il camion e due motoseghe di Borsellino e Panarisi sono sotto sequestro.

29 maggio, i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e Palermo hanno arrestato Gioacchino Siggia, 80 anni, di Ribera, in esecuzione di un ordine di arresto emesso dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Palermo. Siggia scontera’ una condanna residua di 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa.

30 maggio, la Polizia ha arrestato Carmelo Fallea, 19 anni, e Davide Sciortino, 21 anni, entrambi operai e di Favara, sorpresi in flagranza di reato di furto di benzina da un’automobile in sosta ad Agrigento, in via Pio La Torre. Denunciato anche un minorenne C R, ecco le iniziali del nome, 17 anni, di Favara, studente, presunto complice dei 2.

31 maggio, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luca D’ Addario, ha condannato 4 imputati nell’ambito dell’inchiesta antidroga dei Carabinieri cosiddetta ” Night and White “. Andrea Barletta di Licata , 4 anni e 2 mesi di reclusione. Radu Gicu, romeno residente a Licata, 3 anni 4 mesi. Maurizio Li Calzi di Canicatti’, 4 anni. E Giuseppe Lupo di Palma di Montechiaro, 2 anni. Assolto Gioacchino Amato, di Canicatti’.

1 giugno, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Beltrame, 29 anni, originario di Castelvetrano e residente a Sciacca, accusato di rapina a danno di una tabaccheria a Santa Margherita Belice, in via Umberto primo, dove 3 malviventi, armati con una pistola, hanno minacciato il titolare ed hanno rubato dalla cassa 400 euro in contanti. Beltrame e’ stato incastrato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza.

1 giugno, a Calamonaci, in via Croce, un pensionato, Leonardo Mormina, 87 anni, ha inseguito il gatto di casa fin sopra il tetto dell’abitazione, e’ scivolato su delle lastre di eternit, e’ sprofondato in un pozzo luce da un’altezza di circa 3 metri, ha subito delle gravi ferite ed e’ morto poco dopo il ricovero in Ospedale.

1 giugno, i Carabinieri hanno arrestato Domenico Macaluso, 23 anni, di San Giovanni Gemini, sorpreso dentro la propria abitazione in possesso di 73 boccette di metadone da 20 ml ciascuna. 1 cutter per il taglio della sostanza stupefacente. 6 banconote per 30 euro, ed un’ altra da 20 euro verosimilmente falsa. Poi 5 cartucce calibro 12. Poi, in un locale adibito a falegnameria, i cani hanno fiutato 10 involucri in cellophane contenenti marijuana per 85 grammi. Ed 1 sacchetto con 1 chilo e 300 grammi di polvere bianca usata presumibilmente come sostanza da taglio. Il padre, Carmelo Macaluso, 48 anni, falegname, divorziato, e’ stato denunciato a piede libero per detenzione abusiva di munizioni.

1 giugno, il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Enzo Agate, ha condannato, a 6 mesi di reclusione, Calogero Mauceri, 66 anni, di Menfi, per omicidio colposo, in riferimento ad un incidente stradale mortale il 18 agosto del 2004 lungo la strada tra Castelvetrano e Menfi dove e’ morto il centauro di Menfi Giuseppe Gucciardi, 26 anni. Calogero Mauceri paghera’ anche una provvisionale pari a 250 mila euro come risarcimento danni da liquidare alla parte civile.

2 giugno, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Guarneri, 33 anni, di Canicatti’, sorpreso in flagranza di reato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali in concorso a danno di 2 Carabinieri e due Poliziotti, aggrediti in via Magri’, dove sono intervenuti a seguito di una telefonata al 112 da parte di una donna, E Q, ecco le iniziali del nome, di 30 anni, casalinga, sorpresa con delle ferite alla bocca e trattenuta con forza da Salvatore Guarneri e dalla sua convivente, S N, ecco le iniziali del nome, originaria della Romania. La coppia ha assalito a calci e pugni gli agenti, provocando loro delle ferite giudicate guaribili tra i 3 ed i 5 giorni.

3 giugno, la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento ha dissequestrato i beni che lo scorso agosto la Direzione investigativa antimafia ha sequestrato a Giuseppe Manta, 40 anni, di Racalmuto, inquisito nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Domino ‘’. Il Tribunale ha applicato a Giuseppe Manta la misura di prevenzione della sorveglianza speciale, da scontare a Racalmuto. Il decreto di dissequestro comprende alcune case a Racalmuto e nelle contrade limitrofe ed alcuni appezzamenti di terreno.

3 giugno, ad Agrigento, in via Unita’ di Italia, ignoti malviventi hanno forzato un ingresso ed hanno rubato all’interno del bar-tabacchi “ La Madonnina ”. Nel mirino liquori, alimenti e denaro, per un valore complessivo di circa 2 mila euro.

4 giugno, la Guardia di Finanza del Comando provinciale di Agrigento e la Procura di Sciacca, hanno arrestato 5 persone accusate di avere sottratto al fisco 25 milioni di euro, tra fatture false, Iva ed imposte sui redditi. Nel mirino dell’inchiesta vi sono 10 societa’ operanti nel settore dell’edilizia, e con sede legale tra la Sicilia, la Calabria ed il Trentino Alto Adige. Gli arrestati rispondono di associazione per delinquere finalizzata all’omessa presentazione di dichiarazioni fiscali ed all’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. In carcere gli imprenditori Giuseppe Leonardo Di Carlo, 31 anni, di Palermo. E Giovanni Pujia, 42 anni di Catanzaro. Ai domiciliari Angelo Di Stefano, 49 anni, di Ribera, commercialista, Giovanni Grillo, 59 anni, di Licata, imprenditore, ed Enzo Gulli, 38 anni, di Castelvetrano, architetto.

4 giugno, a Palma di Montechiaro, in contrada Torre di Gaffe, ignoti hanno scardinato una finestra, hanno accatastato i mobili ed hanno appiccato il fuoco all’interno del villino di Gioacchino Cottitto, 52 anni, di Palma di Montechiaro, incensurato. I danni ammonterebbero a circa 40mila euro.

4 giugno, i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento hanno arrestato Salvatore Brucceri, 23 anni, nato ad Agrigento ma residente a Porto Empedocle, sorpreso in possesso di 2 grammi di sostanza stupefacente, presumibilmente del tipo cocaina.

4 giugno, i giudici della Corte d’Appello di Palermo hanno confermato la sentenza emessa il 4 giugno del 2008 dal Tribunale di Agrigento a carico dell’ex sindaco di Agrigento, e gia’ senatore dell’ Udc, Calogero Sodano, condannato a 9 mesi di reclusione per falsita’ ideologica in atto pubblico in riferimento ad una presunta falsa certificazione strumentale alla candidatura dello stesso Sodano alle elezioni Regionali della primavera del 2006.

4 giugno, a Canicatti’, in via Allende, ignoti malviventi hanno forzato un ingresso ed hanno imperversato all’interno dell’ Ufficio dell’ Anagrafe del Comune del Paese dell’ Uva Italia. Infatti, i ladri, approfittando della giornata di chiusura per disinfestazione, hanno rubato materiale elettronico per un valore di circa 4 mila euro.

5 giugno, il 7 maggio scorso la Cassazione ha confermato la sua condanna : 8 anni di carcere per associazione mafiosa. Adesso, la Guardia di Finanza del Gico di Palermo ed il Tribunale di Agrigento hanno sequestrato i beni di Gregorio Lombardo, 56 anni, di Favara, inquisito nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ San Calogero’’. Nel mirino circa mezzo milione di euro : una sopraelevazione di un edificio a Favara del valore di 224 mila euro. Un’ abitazione di 5 vani e mezzo ad Agrigento per 165 mila euro. E certificati di risparmio al portatore per 120 mila euro.

5 giugno, la Polizia ha arrestato Agostino Nucera, 21 anni, di Canicatti’, sorpreso ad un posto di blocco in possesso di 200 grammi di cocaina che, sul mercato, avrebbero fruttato circa 50mila euro.

5 giugno, i Carabinieri hanno arrestato Pietro La Greca, 22 anni, di Cammarata, sorpreso in possesso, dentro casa, di 28,5 grammi di hashish e quasi 2 grammi di cocaina. Ancora a Cammarata i Carabinieri hanno denunciato a piede libero altre 4 persone, che risponderanno di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio e di coltelli di genere vietato. Uno dei 4 ha nascosto 6 grammi di hashish nel reggiseno della consorte. Sequestrati anche 30 semi di marijuana ed un coltello con la lama lunga 7 centimetri, utilizzato per tagliare la sostanza.

5 giugno, i Carabinieri della stazione di Sambuca di Sicilia hanno arrestato Karim Dahou, 50 anni, originario del Marocco, accusato del reato di maltrattamenti in famiglia a danno della convivente, una donna di origini palermitane, e dei due figli ancora minorenni che, peraltro, non avrebbero mai frequentato la scuola dell’ obbligo. Moglie e figli sono stati affidati alla casa di accoglienza “ Palazzo Sacco ” di Santa Margherita di Belice. L’uomo rispondera’ anche del reato di furto aggravato di energia elettrica avendo allacciato abusivamente l’abitazione alla rete elettrica pubblica. La famiglia del marocchino sarebbe stata costretta e segregata in casa, tra violenze e soggezioni psicologiche.

8 giugno, i Carabinieri della stazione di Naro hanno arrestato Giacomo Scanio, 26 anni, di Naro, accusato di rapina aggravata in concorso, e che scontera’ una condanna definitiva a 3 anni e 2 mesi di reclusione. Il 21 agosto del 2007 Scanio ha svaligiato un’abitazione privata rubando dei gioielli in oro. A casa di Scanio, oltre alla refurtiva, furono scoperte anche 4 piantine di canapa indiana.

8 giugno, a Favara, in via Roma, ignoti sono entrati dentro gli Uffici comunali della Solidarieta’ sociale ed hanno scassinato due distributori di caffe’ e bevande. Il bottino ammonta a circa 130 euro.

8 giugno, il Tribunale di Agrigento ha assolto Mohamed Saadi 22 anni, elettricista, Talibouridah Amine, 21 anni, aiuto cuoco, entrambi marocchini, e Gheorghe Fera 21 anni, originario della Romania, grafico, tutti e 3 residenti ad Agrigento con regolare permesso di soggiorno. I tre sono stati imputati di resistenza a Pubblico ufficiale e sono stati arrestati dalla Polizia lo scorso 18 aprile ad Agrigento, in piazza Cavour, al culmine di una rissa. I tre, difesi dagli avvocati Alessandro Lentini, Anna Americo e Giacomo La Russa, sono stati assolti perche’ il fatto non sussiste.

9 giugno, incidente stradale lungo la provinciale 123 tra Canicatti’ e Campobello di Licata, in territorio di Naro. Scontro mortale tra due mezzi. Una Volkswagen Jetta ed una Volkswagen Passat. Sono morti Calogero Burgio, 85 anni, e la moglie, Gianna Greco, 74 anni, ed un’amica della famiglia Burgio, Gaetana Carmina, 74 anni, tutti di Ravanusa. L’uomo al volante della Passat e’ ferito : Pierangelo Scagliotti, 54 anni, di Ravanusa, e’ stato soccorso con un elicottero del 118 in Ospedale, al ‘’ Barone Lombardo ‘’ di Canicatti’. Non e’ in pericolo di vita.

10 giugno, incidente lungo la strada provinciale tra Palma di Montechiaro e Marina di Palma dove una Fiat Panda si e’ scontrata frontalmente con un camion adibito al trasporto di terra. L’uomo al volante dell’automobile, Francesco Napoli, 68 anni, di Palma di Montechiaro, bracciante agricolo in pensione, e’ morto.

10 giugno, la Polizia di Porto Empedocle e la Procura di Agrigento hanno arrestato Pasquale Inglima, 42 anni, di Porto Empedocle, pastore, perche’ avrebbe promesso ad una tredicenne di sposarla e ne avrebbe abusato sessualmente dal luglio 2008 al giugno 2009.

10 giugno, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha assolto, perche’ il fatto non sussiste, gli imprenditori edili Giuseppe Viticchie’ di Palma di Montechiaro e Giuseppe Chianetta di Favara, imputati per non aver versato i contributi previdenziali agli operai.

11 giugno, a Sambuca di Sicilia, in contrada Adragna, un operaio di 45 anni, Mario Giovinco, sposato e padre di due bambini, impegnato a riparare un mezzo meccanico all’interno di un impianto di calcestruzzo, e’ morto folgorato perche’ avrebbe tranciato di netto un cavo. Inutili i tentativi di rianimazione.

11 giugno, i Carabinieri hanno arrestato un commerciante, Emanuele Vermi, 24 anni, accusato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti allorche’, nel corso di una perquisizione domiciliare, e’ stato sorpreso in possesso di 22 grammi di hashish ed un coltello da cucina con tracce di sostanza stupefacente sulla lama.

12 giugno, i Carabinieri hanno arrestato Achille Costa, 51 anni, originario di Favara e residente ad Anderlecht, in Belgio, sorpreso dentro la sua abitazione in contrada Zingarello, ad Agrigento, in possesso di 2,6 grammi di hashish e di altri 5 panetti per complessivi 486 grammi di hashish.

12 giugno, i Carabinieri hanno arrestato a Palermo un agrigentino, Antonio Manzullo, 45 anni, di Burgio, sorpreso in Corso Tukory a minacciare il titolare di un Centro scommesse dal quale avrebbe preteso 300 euro. A Manzullo, al termine del rito direttissimo per tentata estorsione, e’ stato imposto l’obbligo di dimora.

12 giugno, i Carabinieri hanno arrestato Calogero D’Anna, 72 anni, di Favara, pensionato, sorpreso ad Agrigento, a San Leone, in via Nettuno, in possesso di 1 pistola Beretta calibro 7 e 65, con colpo in canna e caricatore con 5 proiettili dello stesso calibro, il tutto regolarmente denunciato per la sola detenzione. Pertanto, Calogero D’Anna e’ stato arrestato per porto abusivo di armi e rispondera’ anche di minacce e resistenza allorche’ avrebbe inveito contro i Carabinieri resistendo all’arresto.

12 giugno, a Castrofilippo, in via Genova, i Carabinieri hanno arrestato tre romeni protagonisti di una violenta rissa infuocata anche dall’alcol. Manette in flagranza di reato per Mihai Catalin Amet, 31 anni, residente a Favara, bracciante agricolo, Alin Amet 29 anni, domiciliato a Castrofilippo, disoccupato, e Lucian Amet 22 anni, residente a Castrofilippo, bracciante agricolo.

12 giugno, ad Agrigento, al Viale della Vittoria, ignoti hanno danneggiato l’automobile, una Fiat Punto, del presidente della Provincia regionale, Eugenio D’Orsi. Il mezzo e’ stato bersaglio di sassate che hanno frantumato i vetri.

13 giugno, a Licata, in via Palma, le fiamme, di origine incerta, hanno bruciato l’automobile, una Fiat Bravo, di Ivan Greco Ferlisi, 29 anni, di Licata, barista. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco ed i Carabinieri.

13 giugno, i poliziotti della Squadra mobile di Agrigento hanno arrestato, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale presso la Corte d’ Appello di Palermo, Calogero Gallea, 41 anni, residente a Palma di Montechiaro, che scontera’ 6 anni ed 1 mese di reclusione per i reati di violenza, lesioni gravi e spaccio di sostanze stupefacenti.

13 giugno, i Carabinieri hanno arrestato Abdelaziz Mahfoudhi, 36 anni, originario della Tunisia e da tempo residente ad Agrigento, accusato di furto aggravato e violazione di sigilli allorche’ nella sua abitazione, nel centro storico, ha usufruito dal 1998 ad oggi di energia elettrica sottratta illecitamente dal contatore dell’ Enel.

17 giugno, incidente stradale lungo la statale 640 Agrigento – Caltanissetta, in contrada Grottarossa, nei pressi del bivio per Canicatti’, dove un motociclista, Giuseppe Lo Piccolo, 57 anni, originario di Palermo, medico ed in servizio all’Ospedale di Sciacca, e’ morto scontrandosi con un’automobile, una Fiat Punto.

17 giugno, incidente stradale lungo la provinciale tra Castrofilippo a Favara dove Giovanni Angelo Puccio, 75 anni, originario di Favara, pensionato, a bordo di una Fiat 600, e’ morto ribaltandosi sull’asfalto in contrada Poggio. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri.

17 giugno, a conclusione del giudizio abbreviato, la giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, ha condannato 4 imputati nell’ambito dell’inchiesta anti droga dei Carabinieri cosiddetta ‘’ House delivery ‘’ . 6 anni e 8 mesi di reclusione sono stati inflitti a Salvatore Nobile, 41 anni, di Favara. 4 anni ed 8 mesi a Salvatore Alaimo, 23 anni, anche lui di Favara. 4 anni e 4 mesi a Pierino Tutino, 44 anni, di Agrigento. 3 anni e 4 mesi a Luca Alfonso Milazzo, 41 anni, di San Cataldo. Assolto con formula piena l’imprenditore di Realmonte, Salvatore Neri, 58 anni.

17 giugno, a Favara, in via Aldo Moro, un ignoto malvivente, travisato al volto con un casco integrale, ed armato con una pistola, ha rapinato un Centro scommesse. Il bottino, che e’ l’incasso della serata, ammonta ad oltre mille euro.

17 giugno, i Carabinieri hanno arrestato tre componenti di una famiglia di pastori di Naro accusati di minacce e lesioni aggravate a danno di un pastore romeno di 43 anni, residente a Naro, a cui hanno impedito di utilizzare un terreno del demanio. In manette Gianluca, Giovanni e Salvatore Scaccia di 27, 40 e 52 anni. Il romeno ha subito lesioni giudicate guaribili in 7 giorni.

17 giugno, i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Sarullo, 19 anni, di Ribera, allorche’, durante un controllo nel centro crispino, dopo aver tentato di occultare due coltelli di genere vietato, ha usato gli stessi coltelli per minacciare di morte i Carabinieri, scagliandosi contro di loro. Sarullo rispondera’ di minaccia e resistenza aggravata a Pubblico Ufficiale e porto illegale di armi bianche in luogo pubblico.

17 giugno, sono stati identificati ed arrestati dai Carabinieri e dalla Polizia i romeni protagonisti di una furibonda rissa, a colpi di spranghe di ferro, assi di legno e coltelli, che si e’ scatenata a Canicatti’. Uno dei rissanti, Dragoi Razuan, 28 anni, e’ ricoverato in ospedale, al ‘’ Barone Lombardo ‘’ perche’ ha subito una coltellata allo stomaco. In manette Vieri Ion, 24 anni, Iacob Maricel, 32 anni, Jonel Bulete 34 anni, e Danut Manole, 29 anni.

17 giugno, il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Ezio Damizia, ha condannato 3 imputati di Porto Empedocle accusati di pestaggio, a calci e pugni, a danno di due favaresi, padre e figlio, aggrediti e picchiati il 10 novembre del 2008. 7 mesi di reclusione ciascuno sono stati inflitti ai fratelli Annibale e Francesco Adriani, 25 e 21 anni. Ignazio Filippazzo, 23 anni, e’ stato invece condannato a 4 mesi di reclusione.

18 giugno, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, Salvatore Giannino, ha assolto l’ex capo della Banca popolare di Lodi, Gianpiero Fiorani, e 29 imputati, tra i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio sindacale della Banca, accusati di usura a danno di Giuseppe Martorana, 55 anni, imprenditore di Cianciana. Martorana ha denunciato alla Guardia di Finanza interessi anche fino al 20 per cento.

18 giugno, Stefano Vinci, 42 anni, di Ribera, tra i 21 indagati nell’ambito dell’inchiesta antidroga cosiddetta ‘’ Mata Hari ‘’, ha patteggiato, innanzi al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, la condanna a 4 anni e 4 mesi di reclusione.

18 giugno, 14 extracomunitari, e poi ancora un gruppo di altri 17, appena sbarcati furtivamente ed ancora bagnati, sono stati sorpresi per strada dai Carabinieri sull’isola di Linosa, sorella minore di Lampedusa. Non vi e’ nessuna traccia della barca.

19 giugno, la Polizia ha scoperto una piantagione di marijuana a Licata, in contrada San Vincenzo. I proprietari del terreno sono stati sorpresi in flagranza di reato ad innaffiare le piante. Arrestati Paolo Greco Polito, 35 anni, bracciante agricolo, e Gaetano Profeta, 18 anni, entrambi di Licata. Sequestrate circa 350 piantine di marijuana. In particolare, sono state estirpate tre serre lunghe circa cento metri contenenti piante in piena fioritura alte oltre un metro e mezzo.

19 giugno, incidente stradale a Lodi, in Lombardia, dove Nicola Greco, 38 anni, di Licata, sposato e padre di un figlio di 6 anni, infermiere all’Ospedale ‘’ Maggiore ‘’ della citta’, e’ morto ribaltandosi sull’asfalto a bordo della propria moto Kawasaki 650.

19 giugno, i Carabinieri della stazione di Montevago hanno arrestato due tunisini trentenni, Baccar Seifeddine e Ben Hassen Ahmed, acciuffati a bordo di un furgone lungo la statale 188 nei pressi di Montevago dopo un furto all’interno di una casa rurale nelle campagne di Partanna, in provincia di Trapani. La refurtiva, gia’ caricata sul camion, tra materiale edile ed agricolo, e’ stata restituita al proprietario.

19 giugno, cinematografia criminale a Palma di Montechiaro. 3 ignoti malviventi, travisati, armi in pugno, rapinano un supermercato alla periferia del paese. Poi fuggono. Il titolare telefona alle Forze dell’Ordine. Polizia e Carabinieri. Scatta l’inseguimento. L’automobile dei fuggitivi, una Fiat Uno, si schianta contro un muro. Il conducente di un’ altra automobile, un Fuoristrada, presta soccorso ingannato dall’incidente. Invece, i banditi sparano colpi d’arma da fuoco in aria e lo rapinano della sua auto. Ed i 3 rapinatori scappano a bordo dell’auto rubata lungo la strada verso Marina di Palma, dissolvendo le proprie tracce.

19 giugno, rapina e spari tra Campobello di Licata e Naro, nei pressi della diga Furore. Lungo la strada viaggia un autocarro della ditta di generi alimentari ‘’ Vizzi Valentino ‘’ di Campobello di Licata. A bordo 3 operai. Una Fiat punto nera affianca il furgone ed il passeggero, travisato come l’uomo al volante, spara un colpo di pistola contro lo specchietto retrovisore sinistro dell’autocarro. I 3 operai sono costretti ad uscire fuori dall’abitacolo e sono rapinati dell’incasso della giornata, 5000 euro, non protetti da assicurazione, e dei loro telefonini cellulari. Poi i due malviventi hanno sparato altri due colpi di pistola contro la ruota anteriore sinistra del furgone e sono fuggiti.

21 giugno, operazione antidroga cosiddetta ‘’ White river ‘’ dei Carabinieri. Cocaina ed hashish acquistati a Palermo e poi spacciati a Cammarata, San Giovanni Gemini e Casteltermini. 7 ordinanze di custodia cautelare firmate dal Gip del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, su richiesta del sostituto procuratore Andrea Bianchi. In carcere gli agrigentini: Serafino e Giovanni Alberto Tagliareni, di 33 e 23 anni, di San Giovanni Gemini. Poi Vito Nazareno Guana’, 23 anni, nato a Mussomeli. E Domenico Macaluso, 23 anni, nato a Santo Stefano di Quisquina. Poi i palermitani Antonio La Vardera, 31 anni, e Fulvio Vitrano, 34 anni. A carico dell’agrigentino Gregorio Magno, 24 anni, e’ stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Casteltermini. Le indagini dei Carabinieri, tra intercettazioni telefoniche ed ambientali, poi pedinamenti e perquisizioni, e sequestro di sostanze stupefacenti. I fornitori della droga sarebbero stati Vitrano e La Vardera. A casa di Vitrano i Carabinieri hanno scoperto 26 grammi di hashish, mille e 300 euro in contanti ed un bilancino di precisione.

21 giugno, cosi’ come richiesto lo scorso 23 marzo a conclusione della requisitoria dal Pubblico ministero, Giacomo Forte, i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Antonina Sabatino, hanno assolto dall’accusa di abuso d’ufficio in concorso, in riferimento alla nomina di alcuni esperti a servizio del Comune, l’ex sindaco di Agrigento, Aldo Piazza, e tre suoi consulenti, Pippo Flora Crocetta Maida, e Calogero Lo Giudice.

21 giugno, sarebbero di natura sentimentale, legate alla contesa di una donna, le cause di una violenta lite che si e’ scatenata tra tre romeni a Licata. I Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato Filip Viorel, Ionel Calab e Ioan Irina. I 3 sono stati costretti a ricorrere alle cure dei medici dell’ Ospedale di Licata.

21 giugno, paura e panico a bordo della nave “Paolo Veronese” della Compagnia “Siremar”, in viaggio da Lampedusa a Porto Empedocle. Il mare agitato provoca sballottamenti e ribaltamenti, tra passeggeri e mezzi. 5 feriti lievi e danni ad alcuni camion.

22 giugno, a Canicatti’ ignoti malviventi hanno forzato la porta di ingresso ed hanno rubato nella tabaccheria all’interno della Stazione ferroviaria numerose stecche di sigarette, Gratta e vinci e circa 8 mila euro custoditi nel registratore di cassa. Il bottino ammonta a circa 9mila euro.

23 giugno, un uomo di 55 anni, Alfonso Cappello, di Porto Empedocle, e’ morto in Ospedale ad Agrigento a seguito delle ferite subite in un incidente stradale nella zona dei lidi a Porto Empedocle dove Cappello, a bordo di uno scooter, per cause in corso d’accertamento da parte della Polizia, si e’ scontrato con un’automobile.

23 giugno, a Ribera, un bandito, travisato con un passamontagna ed armato di taglierino, ha rapinato l’agenzia del Credito cooperativo San Francesco, in corso Umberto. Il bottino ammonterebbe a circa 10 mila euro.

23 giugno, ad Agrigento ignoti malviventi hanno forzato un ingresso ed hanno rubato all’interno dei locali della Cna, la Confederazione nazionale dell’artigianato, l’incasso del distributore automatico di caffe’, per poche decine di euro, ed hanno danneggiato alcuni mobili provocando danni per circa 500 euro.

23 giugno, incidente stradale lungo la statale 123, tra Campobello di Licata e Ravanusa, dove Diego Vinci, 72 anni, di Canicatti’, a bordo di un’ Alfa Romeo, si e’ schiantato contro un muro di cinta ed e’ morto durante un urgente intervento chirurgico all’Ospedale ‘’ Barone Lombardo ‘’.

23 giugno, a Siculiana un’anziana donna di 86 anni, che abita in via Matrice, e’ stata rapinata in casa da 3 banditi che, armati anche con un coltello da cucina, hanno forzato una finestra e poi hanno razziato 50 euro ed una spilla in oro. La pensionata e’ stata picchiata nel tentativo che svelasse dove custodisse preziosi e denaro. Uno dei 3 e’ stato arrestato dai Carabinieri. Si tratta di Valentino Siragusa, 20 anni, e rispondera’ di rapina aggravata e lesioni personali aggravate. Le ricerche degli altri due complici sono in corso. L’anziana, ferita al volto ed al collo, e’ ricoverata all’ Ospedale di Sciacca.

23 giugno, tentato omicidio a Favara, nel centro storico, in via Pergola, dietro la chiesa Madre, dove Gaetano Pollicino, 51 anni, venditore ambulante, di Favara, e’ stato accoltellato all’addome al culmine di una lite scatenata da futili motivi. L’aggressore, Giuseppe Stagno, 45 anni, di Favara, e’ stato arrestato dai Carabinieri. Denunciate per rissa e favoreggiamento anche altre 5 persone.

24 giugno, la Procura di Agrigento ha disposto il dissequestro dell’ Ospedale ‘’ San Giovanni di Dio ‘’, sotto sequestro preventivo dal 28 luglio scorso per gravi carenze strutturali provocate dal presunto uso di cemento depotenziato nella costruzione. Il provvedimento di dissequestro e’ frutto delle nuove condizioni di sicurezza sismica, rivalutate in base ai piu’ recenti decreti ministeriali in materia, e dei lavori di consolidamento e di adeguamento in corso grazie ai quali, come confermato dai periti, non ricorrono piu’ le condizioni di applicabilita’ del decreto di sequestro preventivo. Il provvedimento di dissequestro e’ stato firmato dal procuratore capo di Agrigento, Renato Di Natale, dall’aggiunto Ignazio Fonzo, e dalla sostituto Antonella Pandolfi.

24 giugno, a Licata, in via Adua, ignoti hanno danneggiato, frantumando i vetri, l’automobile, una Nissan Micra, del giornalista Angelo Augusto, in servizio al Giornale di Sicilia. Indagano i Carabinieri che privilegiano l’ ipotesi di un avvertimento legato alla professione di Angelo Augusto.

24 giugno, i Poliziotti del Commissariato di Licata ed i colleghi della Mobile di Catania hanno arrestato 3 catanesi, accusati, a vario titolo, di 5 rapine commesse, tra il febbraio del 2009 ed il gennaio scorso, a danno di altrettante banche agrigentine, per un bottino complessivo di oltre 60mila euro. In manette Salvatore Giuffrida, 24 anni, Giuseppe Di Silvestri, 30 anni , e Francesco Tropea, 54 anni. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Agrigento.

25 giugno, blitz anti immigrazione clandestina innanzi alle coste agrigentine. La Capitaneria di Porto Empedocle a 25 miglia dalla costa ha intercettato una barca con a bordo 18 migranti che hanno tentato di speronare la pattuglia della Guardia costiera, sono fuggiti, sono stati inseguiti, anche da Polizia e Carabinieri, e sono stati acciuffati. Nel frattempo, sulla spiaggia di Marina di Palma sono stati sorpresi 8 dei 18 immigrati clandestini intercettati a largo di Punta Bianca.

25 giugno, la Squadra mobile di Agrigento, insieme ai colleghi della Mobile di Palermo, e dello Sco, il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, ha arrestato in Francia, a Marsiglia, il superlatitante, Giuseppe Falsone, 40 anni, originario di Campobello di Licata, capo di Cosa nostra agrigentina, tra i primi 6 latitanti piu’ pericolosi di Italia, ricercato dal 9 gennaio del 1999 per associazione mafiosa, omicidi e traffico di stupefacenti, e gia’ condannato all’ergastolo.

25 giugno, a Porto Empedocle la Polizia ha arrestato Lorenzo Scibetta, 40 anni, pregiudicato, sorpreso in possesso di 35 stecchette di hashish per un peso complessivo di 43 grammi di stupefacente, e di 500 euro in contanti, probabile provento dell’attivita’ di spaccio.

26 giugno, a Licata, i Carabinieri, al culmine di un inseguimento sulla spiaggia, hanno arrestato Filippo Zarba, 39 anni, di Pietraperzia, in provincia di Enna. Zarba, armato con un coltello, ha aggredito una turista di 33 anni, le ha strappato il bikini, l’ ha ferita al seno ed ai fianchi, e poi ha tentato di abusare di lei che si e’ divincolata ed ha lanciato l’allarme. Zarba rispondera’ di violenza sessuale aggravata.

27 giugno, e’ morto un giorno dopo il ricovero in Ospedale, a Sciacca, il pensionato di Burgio Agostino Anzelmo, 80 anni, ex commerciante, sposato e padre di 2 figli, vittima di un incidente lungo la strada statale 115, nei pressi di contrada Sovareto, dove Anzelmo, a bordo di un’ Alfa Romeo, si e’ scontrato con un’ Opel Astra guidata da un pakistano di 55 anni.

28 giugno, suicidio all’interno della camera di sicurezza della Questura di Agrigento dove si e’ impiccato, usando la cintura dei pantaloni, un marocchino di 22 anni, di Yassine Atfani, pregiudicato, arrestato sabato scorso dai Poliziotti di Palma di Montechiaro per lesioni, minacce e oltraggio a pubblico ufficiale. L’extracomunitario questa mattina sarebbe stato innanzi al Giudice per l’udienza di convalida dell’arresto.

30 giugno, incidente stradale lungo la statale 640, Agrigento – Caltanissetta, nei pressi di contrada Grottarossa, in territorio di Caltanissetta. Dino Saieva, 37 anni, di Agrigento, a bordo di un’ Alfa Romeo 147, si e’ scontrato con un camion ed e’ morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e la Polizia stradale che accertera’ le cause del violento impatto tra i due mezzi.

30 giugno, rissa tra operatori del settore onoranze funebri a Sciacca, imparentati tra di loro, nel marzo del 2007, poi il processo per minacce e lesioni, e la sentenza del Tribunale di Sciacca. A Filippo e Giuseppe Santannera, di 59 e 32 anni, sono stati inflitti 5 mesi di reclusione ciascuno. Giacomo Santannera, 33 anni, paghera’ 300 euro di multa. Assolti Giuseppe Santannera, 28 anni, e Vito Santannera, 55 anni.

30 giugno, violenta rissa a Canicatti’, nel quartiere Borgalino, in via Labirinto. Protagonisti del tafferuglio, tra calci e pugni, sono stati 4 tunisini. Ahmed Maaoui, Bilel Maaoui, Ben Brahem Hosni, e Neji Kebaier, di eta’ compresa tra 21 e 56 anni. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri. Tutti e quattro sono stati arrestati per rissa aggravata. Due sono stati soccorsi e medicati in Ospedale, al “Barone Lombardo”.

1 luglio, i Carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro hanno arrestato in flagranza di reato Pietro Lauricella, 20 anni, incensurato, di Palma di Montechiaro, sorpreso in possesso, nel corso di una perquisizione personale, di 600 grammi di hashish suddivisi in 6 panetti.

1 luglio, a Licata i Carabinieri hanno arrestato Mostapha Nadif, 25 anni, originario del Marocco, senza permesso di soggiorno e documenti di riconoscimento, perche’ al terminal degli autobus avrebbe selvaggiamente aggredito un bambino di 10 anni, anche lui extracomunitario, per rapinarlo di 10 euro. Il piccolo, dolorante e sanguinante, ha invocato l’intervento del padre, e l’aggressore e’ stato arrestato.

1 luglio, blitz della Guardia di Finanza a Porto Empedocle. Mancanza di autorizzazioni e del certificato prevenzione incendi : sequestrati un deposito di carburanti per 13mila metri cubi di capacita’, un’autobotte e 20mila litri di gasolio. Denunciati il titolare del mezzo e del magazzino.

2 luglio, la Corte d’Assise di Milano ha emesso la sentenza al processo per l’omicidio dell’ imprenditore di Sommatino, Giuseppe Monterosso, ucciso il 6 maggio del 2009 a Cavaria, frazione di Varese. 20 anni sono stati inflitti ad Andrea Vecchia, 42 anni, di Porto Empedocle, accusato di essere stato il mandante dell’omicidio. 18 anni, senza la diminuente della collaborazione, sono stati inflitti ad Alessio Contrino, 46 anni, di Aragona, presunto esecutore materiale del delitto. 4 anni ad Antonio Cuntrera, 38 anni, di Realmonte, che risponde solo di reati legati al possesso di armi. Assolti con formula piena Giuseppe Volpe, 64 anni, di Porto Empedocle, Fabrizio Messina, 34 anni, di Porto Empedocle, Calogero Palumbo, 48 anni, di Porto Empedocle, e Giuseppe Luparello, 24 anni, di Como.

3 luglio, i Carabinieri hanno arrestato Emanuele Micciche’, 19 anni, di Agrigento, accusato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti allorche’, nel corso di una perquisizione domiciliare, e’ stato sorpreso in possesso di 5 grammi di marijuana confezionata in 5 dosi, pronte per essere spacciate.

3 luglio, quando il panno verde di un tavolo da biliardo e la tensione emotiva delle gare annebbiano i lumi della ragione fino a provocare uno scatto d’ira che pero’, a volte, costa caro. Infatti, il Tribunale di Agrigento ha condannato a 4 mesi e 10 giorni di carcere Silvestro Fragapane, 46 anni, di Santa Elisabetta, allorche’, in un locale del paese, il 30 gennaio del 2008, ha rotto la stecca da biliardo sulla testa di un compaesano minacciandolo di morte. Fragapane si e’ difeso sostenendo di essere stato provocato.

5 luglio, la Guardia di Finanza di Licata ha scoperto e sequestrato 18 piante di canapa indiana coltivate in vaso e nascoste in un canneto lungo gli argini del fiume Salso. Nonostante gli appostamenti dei militari alla ricerca dei responsabili nessuno ha innaffiato le piante, forse perche’ i coltivatori hanno temuto di essere scoperti. Tra le piante sequestrate vi e’ anche la “ skunk ”, frutto dell’ incrocio tra altre due varieta’ di canapa, la sativa e la indica, e che ha una quantita’ maggiore di principio attivo.

5 luglio, un ragazzo di 15 anni di Santo Stefano di Quisquina, Domenico Pizzo, e’ morto vittima di un incidente stradale lungo la strada statale 118, in contrada Piano Lazzara, in territorio di Santo Stefano. Il 15nne, a bordo di uno scooter in compagnia di un amico, si e’ schiantato contro un mezzo del Corpo Forestale. Inutili i soccorsi. Indagini in corso. Il passeggero dello scooter, A A , ecco le iniziali del nome, di 18 anni, anche lui di Santo Stefano, e’ ricoverato in prognosi riservata all’Ospedale Villa Sofia di Palermo.

5 luglio, il blitz antimafia cosiddetto ‘’ Alta mafia ‘’, del 29 marzo del 2004. La Corte d’Appello di Palermo ha sentenziato dopo l’annullamento ed il rinvio dalla Cassazione. Assolti gli architetti Carmelo Giardina ed Antonino Tricoli di Canicatti’, accusati di abuso in atti d’ufficio e gia’ condannati Giardina ad 8 mesi e Tricoli ad 1 anno. Poi, assolti i canicattinesi Giovanna e Salvatore Calderaro, e Giuseppina Maria Rita Cuscio, imputati di intestazione fittizia di beni, ed assolto Diego Guarneri, accusato di associazione mafiosa e per il quale la Procura generale ha chiesto 5 anni di carcere. Poi condannati a 2 anni di reclusione ciascuno, ancora per intestazione fittizia di beni, i canicattinesi Calogero Calderaro, Calogero Guarneri inteso “Gioacchino”, ed i figli Luigi e Francesco Guarneri.

5 luglio, sentenza d’appello nell’ ambito della maxi inchiesta antidroga nell’agrigentino, e non solo, cosiddetta ‘’ Cocktail ‘’. In primo grado sono stati condannati dal Tribunale di Agrigento a 7 anni di reclusione ciascuno per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Adesso la terza sezione della Corte d’Appello di Palermo, nonostante la richiesta di condanna da parte del Procuratore generale, ha assolto Nicolo’ Paci, di Canicatti’, e Rosario Sciascia, di Ravanusa, Le contestazioni risalgono agli inizi degli anni duemila.

6 luglio, a San Leone, frazione balneare di Agrigento, due malviventi, a volto scoperto ed armati di taglierino, hanno rapinato l’ agenzia della Banca del Mezzogiorno, al lungomare. Il bottino ammonta a circa 10mila euro.

6 luglio, il Tribunale di Agrigento ha assolto Massimo Tilocca, 34 anni, di Licata, arrestato il 27 aprile del 2009 per sequestro di persona, lesioni e minacce a danno della propria moglie. Massimo Tilocca e’ stato denunciato dalla stessa moglie, Carmelina Riccobene, stanca di subire presunte angherie, maltrattamenti e segregazioni da parte del marito.

6 luglio, a Ribera, in corso Margherita, le fiamme, di origine incerta, hanno bruciato una rosticceria.

7 luglio, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, Giuseppe Miceli, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato l’imprenditore Oreste Ulderigo, 61 anni, di Ribera, titolare di un ristorante, a 3 mesi di reclusione allorche’ avrebbe costruito uno svincolo abusivo sulla Strada statale 115, tra i bivi di Seccagrande e Piana Grande. Il giudice ha ordinato la demolizione delle opere abusive.

8 luglio, a Favara, in Corso Vittorio Emanuele, due ignoti malviventi, travisati con il casco ed armati di una pistola, hanno rapinato il bar “ History ”. Il bottino ammonta a circa mille euro.

8 luglio, a Grotte, in Corso Garibaldi, le fiamme, di origine incerta, hanno bruciato un chiosco all’esterno del bar “ Diana ”. I danni ammontano a circa 10mila euro.

8 luglio, ad Aragona ignoti malviventi hanno derubato la paninoteca ‘’ La preferita ‘’. I ladri hanno forzato la porta d’ingresso e si sono impossessati del denaro dentro un cassetto del bancone, di un lettore dvd, e di un mixer audio, per un valore complessivo di oltre 20mila euro.

8 luglio, l’ inchiesta antiusura “Easy Money”. Porto Empedocle, Palma di Montechiaro ed Agrigento. Le accuse dell’ex sindaco della Marina, Paolo Ferrara. Le indagini della Squadra Mobile e della Procura di Agrigento. 9 arresti il 18 gennaio ed un altro il 26 febbraio. Adesso i patteggiamenti delle condanne. Il Pubblico ministero e’ Luca Sciarretta. Il Giudice per le udienze preliminari e’ Luisa Turco. Ecco le condanne patteggiate. Gli empedoclini Roberto Melfa 2 anni e 8 mesi, Alfonso Zambito 2 anni e 8 mesi, Antonio Zambito 2 anni e 2 mesi, Carmelo Filippazzo 2 anni, e Giuseppe Albanese 1 anno e 4 mesi. Poi Calogero Bordino, di Palma di Montechiaro, 2 anni e 8 mesi. E Pietro Anastasio Natale, di Agrigento, 2 anni e 6 mesi. A seguito della ratifica dei patteggiamenti sono stati confiscati tutti i beni gia’ sequestrati agli imputati nel corso delle indagini, tra immobili, mobili e somme di denaro.

10 luglio, i Carabinieri hanno arrestato Vincenzo Lattuca, 30 anni, di Favara, perche’ presunto responsabile di una rapina, sotto la minaccia di un coltello, perpetrata lo scorso 4 maggio a danno della farmacia “Amato” .

10 luglio, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Incardona, 48 anni, di Palma di Montechiaro, bracciante agricolo, incensurato, sorpreso in possesso di 6 panetti di hashish per complessivi 700 grammi.

10 luglio, i Carabinieri hanno arrestato Claudio Cigna, 18 anni, e la fidanzata, Viviana Turco, 21 anni, entrambi di Canicatti’, sorpresi in possesso di 13 grammi di hashish, un bilancino ed un coltello.

10 luglio, a causa delle gravi ferite subite, e’ morto, all’Ospedale Vittorio Emanuele di Gela, Carmelo Petruzzella, 45 anni, di Palma di Montechiaro, sposato e padre di 4 figli, vittima di un incidente stradale lungo la statale 115, nei pressi della zona delle gallerie, in territorio di Palma di Montechiaro, dove la Fiat Punto di Petruzzella si e’ scontrata con un camper.

11 luglio, a Cattolica Eraclea, al culmine di un litigio scatenato da futili motivi, un bambino di 10 anni del paese e’ stato accoltellato alla coscia da un coetaneo figlio di una coppia di immigrati romeni. Il piccolo e’ stato medicato al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, dove e’ stato dimesso con prognosi di 15 giorni. Il bambino protagonista dell’aggressione, sorpreso in tasca con il coltellino, non e’ perseguibile penalmente. I Carabinieri hanno interrogato i suoi genitori.

12 luglio, a Linosa, isola sorella minore di Lampedusa, i Carabinieri hanno sorpreso gia’ sulla terraferma 20 extracomunitari sedicenti tunisini. Nessuna traccia dell’ imbarcazione.

12 luglio, a Casteltermini, in via Bonfiglio, le fiamme, di origine incerta, hanno danneggiato il bar ristorante ” Il cavaliere “. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Agrigento. Indagano i Carabinieri che privilegiano l’ipotesi del dolo perche’ dalle slot – machine del bar annesso al ristorante sono stati rubati circa 700 euro in monete.

12 luglio, i Carabinieri della stazione di Campobello di Licata hanno arrestato Gaspare Vecchio, 59 anni, di Campobello, disoccupato e pregiudicato. Vecchio scontera’ 1 anno ed 8 mesi di reclusione, condanna definitiva, per ricettazione di armi comuni da sparo e di detenzione e porto abusivo di armi e munizioni comuni da sparo in luogo pubblico. Il 26 ottobre del 2007, a seguito di una perquisizione personale, Gaspare Vecchio e’ stato sorpreso dai Carabinieri in possesso di una pistola marca Brownins calibro 7 e 65 completa di serbatoio contenente 7 cartucce.

12 luglio, i Carabinieri hanno arrestato Calogero Salvo, 54 anni, di Racalmuto, meccanico, accusato di detenzione illegale di pistola e munizioni allorche’ all’interno della sua officina, in piazza Umberto primo, e’ stato sorpreso in possesso di un sacchetto di plastica nascosto in un cartone con dentro una pistola a tamburo calibro 38, priva di marca e matricola, con 5 proiettili dello stesso calibro 38. Dentro la casa di Calogero Salvo sono state scoperte e sequestrate altre 30 cartucce calibro 12.

13 luglio, 7 clandestini, alla deriva innanzi alla costa di Lampedusa, sono stati salvati da una motovedetta della Capitaneria. I 7 sono stati trasbordati e la loro barca e’ affondata.

13 luglio, alcuni presunti favoreggiatori del latitante di Porto Empedocle, Gerlandino Messina, giudicati con il rito abbreviato il 4 dicembre del 2008, sono stati processati in Appello nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘’ Marna ‘’. 6 ore di Camera di Consiglio. Poi la sentenza. 12 condanne e 2 assoluzioni. Il pentito di Racalmuto, Maurizio Di Gati, 3 anni e 4 mesi. Bruno Doria, di Siculiana, 5 anni. Gerlando Gucciardo, di Siculiana, 5 anni. Francesco Gucciardo, di Siculiana, 6 anni. Francesco Gucciardo, di Realmonte, 4 anni e 6 mesi. Calogero Iacono, di Realmonte, 5 anni. Carmelo Infantino, di Agrigento, 7 anni e 6 mesi. Vincenzo Mangiapane, di Cammarata, 5 anni e 4 mesi. Giovanni Putrone, di Porto Empedocle, 7 anni ed 8 mesi. Martino Dino Vitello, di Agrigento, 4 anni e 4 mesi. Pasquale Vento, di Siculiana, 5 anni. Giuseppe Lana, di Ribera, 2 anni. Sara’ riprocessato Pasquale Di Salvo, di Siculiana, condannato in primo grado a 5 anni, perche’ la sentenza e’ stata dichiarata nulla per difetto di motivazioni. Poi confermata l’assoluzione per Stefano Iacono, di Realmonte, e Vincenzo Iacono, di Siculiana.

13 luglio, i Carabinieri della stazione di Cattolica Eraclea hanno arrestato Giovanni Brunettini, 20 anni, di Cattolica, disoccupato, sorpreso, nel corso di un controllo nella zona balneare di Eraclea Minoa, in possesso di 3 dosi di hashish. Brunettini ha resistito alla perquisizione, e’ fuggito lanciando via le dosi di hashish, che sono state recuperate, e poi e’ stato acciuffato ed ammanettato. Prima di essere arrestato Giovanni Brunettini ha aggredito un carabiniere provocandogli ferite giudicate guaribili in 15 giorni. Adesso il 20enne cattolicese rispondera’ di detenzione e spaccio di droga, lesioni personali aggravate, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale.

13 luglio, un pensionato di Naro, Calogero Contato, 84 anni, e’ morto il 10 maggio del 2007 a Naro, in contrada Donna Ligori, nei pressi del cimitero, dove Contato, a bordo di un ciclomotore, si e’ scontrato con un’automobile guidata da una ragazza di Agrigento. Adesso il Giudice monocratico di Canicatti’, Luca D’Addario, ha condannato a 6 mesi di reclusione, piu’ il pagamento delle spese processuali, la donna di Agrigento, accusata di omicidio colposo.

14 luglio, i Carabinieri di Palma di Montechiaro hanno arrestato Salvatore Sambito, 70 anni, pregiudicato, che scontera’ una condanna definitiva a 12 anni di reclusione perche’ responsabile di concorso nell’ omicidio del cugino Domenico Pace, 82 anni, ucciso, per rancori di carattere personale, il 15 giugno del 2007 a Palma di Montechiaro, innanzi al Cimitero comunale.

15 luglio, sbarco chiavi in mano. Tutto compreso. Il business della immigrazione clandestina. 4 agrigentini. La banda. Organizza i viaggi. Poi, all’arrivo, assistenza logistica, vestiti nuovi, biglietti treno o aereo per proseguire il viaggio. O anche due furgoni, pronti a partire, verso altre localita’ italiane. Come una Agenzia. E la sede sarebbe stato un casolare fatiscente a Palma di Montechiaro, in contrada Cala Vicinzina, nella zona del castello medioevale, dove e’ scattato il blitz della Polizia di Palma di Montechiaro e della Squadra mobile di Agrigento. E’ stata l’operazione cosiddetta ‘’ Ultima spiaggia ‘’. Dentro lo stesso casolare sono stati scoperti circa 150 immigrati, anche minorenni, originari del Maghreb, Egitto, Tunisia e Palestina, appena sbarcati furtivamente. Pensate, l’edificio e’ di proprieta’ dell’ex sindaco di Palma di Montechiaro, Rosario Gallo, ed a sua insaputa e’ stato adibito a bunker. Una intercettazione telefonica e’ stata la scintilla che ha scatenato il fuoco della svolta nelle indagini, gia’ in corso da tempo. Infatti, i Poliziotti ed i Magistrati della Procura di Agrigento hanno ascoltato due degli indagati che hanno parlato di un gruppo di migranti che sarebbe sbarcato entro poche ore. L’incursione nel casolare e’ stata alquanto rocambolesca. 106 clandestini sono stati trattenuti, ed almeno altri 30 sono fuggiti nelle campagne circostanti. Un poliziotto, all’inseguimento dei fuggitivi, e’ stato aggredito ed ha subito delle ferite alla testa, e 10 punti di sutura. 3 extracomunitari, presunti colpevoli dell’aggressione, sono stati arrestati. I 4 della banda risponderanno di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono i palmesi Gioacchino Aracadipane, 46 anni, inteso Bin Laden. Luigi Di Falco, 59 anni, inteso Pidaloru. Gioacchino Mario Vitello, 48 anni, inteso Iachinu u pisciaru. E Salvatore Vitello, inteso Brancaleone. I 3 aggressori rispondono di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Sono l’ egiziano Ahmed Rabie Ahmed Zoura, 24 anni, ed i palestinesi Hecam Mohmed Elkaosma, 34 anni, e Mhmoed Saed Calel, 26 anni. Sarebbero stati gia’ tanti gli sbarchi organizzati e conclusi sul litorale di Palma di Montechiaro, in clandestinita’.

16 luglio, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Masotta, 40 anni, di Licata, operaio, incensurato, accusato di evasione fiscale con trattenuta e appropriazione indebita di stipendi. Le ipotesi di reato sarebbero state commesse in Germania, ed infatti Masotta e’ stato inseguito da un mandato d’arresto europeo.

17 luglio, i Carabinieri hanno arrestato Giovanni Cusumano, 66 anni, di Licata, sorpreso in flagranza di reato di lesioni personali aggravate. Cusumano, al culmine di una lite scatenata da futili motivi con dei vicini di casa, si e’ presentato nella loro abitazione armato di coltello e li ha aggrediti. Una donna ed il figlio sono stati medicati in Ospedale.

17 luglio, i Giudici della sezione penale della Corte d’Appello di Palermo hanno confermato la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Agrigento, a conclusione del giudizio abbreviato, il 27 giugno del 2009, e che ha condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione Antonino Di Piazza, 31 anni, pregiudicato, di Casteltermini, accusato del tentato omicidio, risalente al 21 settembre del 2008, di Nicolo’ Milioto contro il quale Di Piazza avrebbe sparato alcuni colpi di fucile colpendolo solo di striscio. Milioto si e’ costituito in giudizio Parte civile.

17 luglio, ancora patteggiamenti di condanna nell’ambito dell’inchiesta anti usura cosiddetta ‘’ Easy money ‘’ , tra Porto Empedocle, Palma di Montechiaro ed Agrigento. Anche Antonio Di Vincenzo, 49 anni, di Palma di Montechiaro, ha patteggiato al Tribunale di Agrigento la pena concordata di 2 anni e 9 mesi di reclusione. Di Vincenzo paghera’ anche un’ ammenda di 6 mila euro e gli sono stati confiscati beni per svariate migliaia di euro, oltreche’ conti correnti.

18 luglio, incidente a Cattolica Eraclea, in via La Loggia, dove un’automobile, guidata da Davide Pace, 19 anni, ha investito ed ucciso una pensionata di 70 anni, Domenica Micciche’, seduta innanzi alla propria abitazione alla ricerca di refrigerio.

18 luglio, i Carabinieri della stazione di Menfi hanno arrestato Giovanni Aldo Lo Mascolo, 33 anni, di Menfi, che scontera’ 3 mesi di reclusione ai domiciliari perche’ condannato per furto aggravato di quintali di arance in un fondo agricolo di contrada Bertolino a Menfi.

20 luglio, blitz antidroga dei Carabinieri di Sciacca, Ribera e della Procura saccense. 6 arresti per spaccio tra Ribera e Cianciana. 2 gli obblighi di dimora. Cocaina come borotalco. Polvere bianca stupefacente. E tra gli indagati sarebbe stata intesa come borotalco, forse per depistare i sospetti. Ecco perche’ e’ stata l’operazione cosiddetta ‘’ Borotalco ‘’. La droga sarebbe stata in viaggio da Palermo, tra cocaina, eroina, hashish, marijuana e metadone, nascosta tra le parti meccaniche delle automobili, ed anche dentro gli accendini svuotati del gas. Poi sarebbe stata venduta, a prezzi concorrenziali, a Ribera e Cianciana. In carcere, Mario Gallo, 28 anni, di Ribera, gia’ detenuto e condannato a 3 anni di reclusione per traffico e spaccio di stupefacenti. Poi la sua convivente, Sonia Hakouna, 31 anni, di Ribera, anche lei gia’ condannata ad 1 anno e 6 mesi per droga. Poi ancora Andrea Ciraolo, 44 anni, di Cianciana. Poi Sergio Beniamino, 28 anni, di Ribera. E Salvatore Failla, 35 anni, di Ribera, gia’ detenuto ai domiciliari per altre ipotesi di reato legate allo spaccio. Ai domiciliari e’ stato ristretto il fratello di Salvatore Failla, Rosario Failla, 28 anni. Infine, obbligo di dimora a Ribera per Chetta Tommaso, 25 anni, e per Rosa Maria Gallo, 24 anni.

20 luglio, incidente stradale lungo la statale 115, tra Siculiana e Montallegro, dove, per cause in corso di accertamento, un furgone si e’ scontrato frontalmente con un camion. Il conducente del furgone, Giuseppe Bono, 39 anni, di Sciacca, dipendente di una ditta di materiali per l’edilizia, e’ morto sul colpo. Illeso, invece, Giovanni Cusenza, 49 anni, di Trapani, conducente dell’autoarticolato. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco ed i Carabinieri.

20 luglio, il Tribunale di Agrigento ha condannato 6 imputati nell’ambito di una inchiesta su presunte truffe a danno di societa’ finanziarie tramite, soprattutto, delle false buste paga. 1 anno e 6 mesi di reclusione ciascuno sono stati inflitti a Vincenzo Pirrello, 50 anni, impiegato comunale di Sommatino, ai fratelli di Canicatti’, Giuseppe e Diego Guarneri, di 36 e 41 anni. Poi 1 anno e 4 mesi ciascuno ad Eleonora Reitano, 41 anni, moglie di Diego Guarneri, a Pietro Ruggeri, 46 anni, di Sommatino, ed alla moglie, Carmela Genova, 39 anni. I 6 sono stati arrestati il 12 febbraio del 2008 dai Poliziotti del Commissariato di Canicatti’ e dalla Squadra mobile di Agrigento.

20 luglio, i Carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato di detenzione di droga a fini di spaccio, Giuseppe Falsone, 26 anni, di Campobello di Licata, bracciante agricolo, sorpreso durante un controllo in possesso di alcune dosi di eroina pronte per essere spacciate. Falsone ha tentato inutilmente una breve fuga a piedi.

20 luglio, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alberto Davico, ha assolto Antonino Iacono, 41 anni, di Realmonte, pastore, arrestato il 27 marzo del 2009 perche’ presunto responsabile dell’ omicidio di Pasquale Tuttolomondo, 66 anni, di Realmonte, pensionato, gia’ ferroviere, ucciso il 6 aprile del 2000. Tuttolomondo sarebbe stato ucciso colpito alla testa con un oggetto contundente perche’ Iacono lo avrebbe rapinato ed ha temuto di essere denunciato. Iacono, 9 anni dopo l’omicidio, ha confessato, poi invece ha ritrattato sostenendo di essere stato indotto a confessare il falso per paura.

21 luglio, la Direzione investigativa antimafia ed il Gico della Guardia di Finanza di Palermo hanno sequestrato beni per oltre 5 milioni di euro all’ imprenditore di Agrigento, Arturo Messina, defunto e gia’ condannato all’ergastolo per mafia ed omicidio. Il provvedimento di sequestro e’ stato esteso agli eredi, per effetto dell’apposita legge del 2008. Sigilli al patrimonio aziendale, societario e personale dell’imprenditore, tra conti correnti, terreni, fabbricati ed una avviata attivita’ aziendale. La misura patrimoniale e’ stata disposta dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento su proposta della Procura di Palermo.

21 luglio, il Tribunale di Agrigento ha assolto Francesco Vitellaro, dirigente del Comune di Agrigento, gia’ capo dell’Ufficio tecnico comunale, accusato di abuso in atti d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Timpa dei palombi”. Vitellaro non avrebbe denunciato presunti abusi e lottizzazioni in corso nella omonima contrada a sud – est di Agrigento. A carico dell’ ingegnere Vitellaro, che ha rinunciato alla prescrizione, il Pubblico Ministero, Lucia Brescia, ha chiesto la condanna ad 1 anno e 4 mesi di reclusione.

21 luglio, i Carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato di resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni personali, Giuseppe Bruccoleri, 19 anni, di Favara, celibe, disoccupato, pregiudicato. Bruccoleri, in via Umberto, nel corso di un controllo da parte di una pattuglia, e’ fuggito lungo le vie del centro abitato, alla guida di una Fiat Panda, danneggiando alcune automobili in sosta, e quando e’ stato acciuffato ha aggredito uno dei militari provocandogli lievi ferite.

22 luglio, due arresti dei Carabinieri della Compagnia di Cammarata. Il primo in manette e’ Costica Cozma, 39 anni, originario della Romania, domiciliato a Cammarata, accusato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e rifiuto a fornire indicazioni sulla propria identita’ personale. Costica Cozma, in stato di ubriachezza, al no del gestore di un bar a vendergli ancora bevande alcoliche, ha sconquassato sedie e tavoli, provocando il panico tra gli avventori del locale, e quando sono intervenuti i Carabinieri li ha aggrediti. Il secondo arrestato e’ Luciano Giarratana, 26 anni, di Cammarata, gia’ detenuto ai domiciliari per spaccio di stupefacenti. A Giarratana e’ stato notificato un mandato di arresto in carcere per espiazione di pena detentiva in regime di semiliberta’.

22 luglio, un gruppo di 52 migranti, sfuggiti ai controlli in mare, e’ sbarcato a Lampedusa, sulla spiaggia di Cala Francese. Gli extracomunitari sono stati intercettati a terra dalla Capitaneria, che ha anche consegnato ai Carabinieri due presunti scafisti. L’imbarcazione utilizzata per la traversata dalle coste libiche, un piccolo battello con un motore fuoribordo, e’ stato sequestrato.

22 luglio, il 7 agosto del 2009 e’ morto al Reparto Rianimazione dell’ Ospedale Sant’ Elia di Caltanissetta, Massimo Barsalona, 40 anni, di Agrigento, vittima il 28 luglio precedente di un incidente stradale lungo la strada statale 640, a poche centinaia di metri dal bivio per contrada Mosella, dove Massimo Barsalona, a bordo di una moto, si e’ scontrato con una Fiat Punto. Ebbene, adesso il Tribunale di Agrigento ha condannato il conducente della Fiat Punto, Giuseppe Marino, 34 anni, di Palma di Montechiaro, a 12 mesi di reclusione per omicidio colposo. L’ imputato risarcira’ il danno ai familiari di Massimo Barsalona, costituti Parte civile in giudizio.

22 luglio, la Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, ha condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno i coniugi licatesi Angelo Sortino, 46 anni, e Rosa Monachello, 45 anni, ed i figli Francesco e Salvatore, di 22 e 21 anni. I quattro, lo scorso 10 ottobre, al culmine di una violenta rissa contro un altro gruppo familiare, in contrada Piano Cannelle, sono stati arrestati dai Carabinieri ed accusati di tentato omicidio, danneggiamento, violazione di domicilio ed altro. Il Tribunale ha derubricato il reato di tentato omicidio in lesioni personali.

22 luglio, a conclusione del giudizio abbreviato, la Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, ha condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno Gerlando Sollano, 74 anni, e Mario Lo Zito, 38 anni, entrambi di Agrigento, imputati di sfruttamento della prostituzione nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘’ Pretty Woman ‘’.

22 luglio, il Tribunale di Agrigento ha assolto l’insegnante di lingue straniere Giovanna Falsone, 56 anni, di Palma di Montechiaro, accusata di abuso dei mezzi di disciplina. La donna e’ stata denunciata nel 2006 da alcuni genitori degli alunni della scuola “Cangiamila” allorche’ avrebbe sottoposto gli studenti a privazioni, vessazioni, percosse e ingiurie, usando cosi’ un metodo di insegnamento poco ortodosso.

23 luglio, i poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle hanno arrestato a Porto Empedocle Calogero Salemi, 58 anni, di Porto Empedocle, inseguito da un mandato di cattura internazionale spiccato dal Tribunale di Reggio Calabria. Salemi scontera’ una condanna definitiva a 4 anni ed 8 mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti tra l’America e la Calabria. I poliziotti di Porto Empedocle si sono insospettiti del suo passaporto e del nome americanizzato. E cosi’, approfondendo la sua identita’, ne hanno scoperto la vera.

24 luglio, dopo 9 giorni di coma e’ morto, all’Ospedale Villa Sofia di Palermo, Andrea Dulcetta, 60 anni, di Favara, operaio, sposato e padre di 5 figli. Dulcetta, lo scorso 13 luglio, forse perche’ vittima di un mancamento, e’ precipitato da una scala all’interno di un cantiere della ditta ‘’ Al.Pa srl ‘’, impegnata a Favara, in contrada Ramalia, nella trasformazione di oli vegetali in energia elettrica. L’uomo e’ stato soccorso all’Ospedale di Agrigento e poi trasferito al Villa Sofia di Palermo dove e’ stato sottoposto ad un intervento chirurgico per rimediare al grave trauma cranico.

24 luglio, ad Agrigento, Marco Micciche’, 24 anni, di Aragona, e’ annegato nel tratto di mare antistante la spiaggia di Maddalusa. Marco Micciche’, seduto sugli scogli insieme ad un gruppo di amici, sarebbe scivolato in acqua perche’ travolto da un’ onda. Il cadavere e’ stato subito recuperato. Sul posto hanno operato i soccorsi del 118 ed i poliziotti della Squadra Volanti. Marco Micciche’, con l’hobby della pittura, e’ fratello di un poliziotto in servizio ad Agrigento.

24 luglio, la Giudice monocratico della sezione distaccata del Tribunale di Canicatti’, Sara Marino, ha condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione Gioacchino Emmanuele, 45 anni, di Racalmuto, imputato di detenzione abusiva di armi, ricettazione e violazione della sorveglianza speciale a cui e’ stato sottoposto perche’ pregiudicato. Lo scorso 30 gennaio i Carabinieri hanno sequestrato ad Emmanuele, nascosti in un albero di ulivo nel podere del padre, un fucile da caccia a canne mozze e 9 cartucce dello stesso calibro. Il Giudice ha concesso a Gioacchino Emmanuele gli arresti domiciliari.

26 luglio, ad Agrigento, in via Esseneto, ignoti ladri hanno scardinato la saracinesca ed hanno rubato i soldi in cassa a danno del minimarket Igloo. Alcuni inquilini del palazzo sovrastante hanno sentito dei rumori ma sono stati ingannati dal rumore dell’autocompattatore a lavoro nella zona. Furto anche a Palma di Montechiaro, a danno del supermercato MD. 800 euro il bottino. 15 giorni addietro un altro furto all’ MD di Palma ha fruttato mille euro.

26 luglio, i Poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle e la Procura di Agrigento hanno arrestato Lorenzo Terranova, 32 anni, di Favara, fruttivendolo, perche’ avrebbe perseguitato una donna agrigentina di 30 anni, minacciandola, aggredendola e persino chiedendole una ingente somma di denaro, oltre 5mila euro, per non disturbarla piu’. La donna, stanca delle vessazioni, ha denunciato tutto alla Polizia. L’obbligo di dimora a Favara e’ stato imposto a G M, 22 anni, anche lui fruttivendolo, e ad F V, 20 anni, venditore ambulante. I 3 sono accusati a vario titolo di minacce, molestie, lesioni personali aggravate, porto ingiustificato di coltello, calunnia e tentata estorsione.

27 luglio, cinque persone di Palma di Montechiaro, 4 fratelli ed il figlio di uno di loro, sono state sottoposte dai Carabinieri a fermo di polizia giudiziaria perche’ per ottenere il pagamento di 100mila euro di una partita di ortofrutta venduta ad un commerciante di Ragusa avrebbero sequestrato il mediatore della vendita, un uomo di Ispica, costretto in un casolare per costringere il ragusano a pagare il debito. Il mediatore pero’ si e’ liberato ed e’ scappato lungo la statale 115, dove e’ stato sorpreso dai Carabinieri. Rispondono di sequestro di persona e lesioni personali i fratelli Francesco, Calogero, Paolo e Salvatore Catania, rispettivamente di 55, 57, 47 e 54 anni, ed il figlio di Salvatore, Domenico, 25 anni.

27 luglio, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Tranchina, 20 anni, di Santa Margherita Belice, sorpreso in possesso a fini di spaccio di hashish e marijuana. A casa del ventenne i militari, insospettiti dalle cime di due piantine appena fuori dal balcone, hanno scoperto due rigogliose piante di marijuana alte circa un metro e mezzo. In una stanza sono stati sequestrati pochi altri grammi di hashish e marijuana gia’ essiccata, oltre a materiale utile al confezionamento di spinelli.

27 luglio, intimidazione a Porto Empedocle a danno della famiglia dell’ex sindaco Paolo Ferrara. Nottetempo ignoti hanno citofonato a casa dei Ferrara ed hanno gridato pesanti minacce di morte contro, in particolare, lo stesso Paolo Ferrara, le cui dichiarazioni hanno provocato il 18 gennaio scorso il blitz antiusura cosiddetto “Easy money”.

28 luglio, i Carabinieri hanno arrestato Francesco Spataro, 30 anni, di Calamonaci, accusato di maltrattamenti in famiglia a danno della compagna convivente. I militari sono intervenuti a casa della coppia a seguito della segnalazione di alcuni vicini allarmati dalle grida, ed hanno scoperto, tra soqquadro e disordine, la donna con il volto livido. Francesco Spataro, presumibilmente preda dei fumi dell’alcol, e’ stato arrestato.

29 luglio, i Carabinieri hanno arrestato Roberto Lo Manto, 32 anni, di Canicatti’, restauratore, sorpreso in contrada Cazzola a bordo di un’automobile in possesso di un fucile calibro 12 con matricola punzonata, e 2 scatole di cartucce per un totale di 49 pezzi, tutto illegalmente detenuto. Il fucile, sotto sequestro, e’ risultato essere stato rubato, nel 2007, a Montallegro.

29 luglio, la Corte d’Assise di Caltanissetta, presieduta da Francesco Carimi, ha condannato all’ergastolo Gaetano Marturana, 45 anni, di Canicatti’, imputato dell’ omicidio del pensionato Angelo Anello, 72 anni, anche lui di Canicatti’, ucciso a colpi di pistola il 19 luglio del 2005 in contrada Grottarossa, in provincia di Caltanissetta. Il delitto sarebbe maturato nell’ambito di un contrasto legato alla compravendita di un terreno.

29 luglio, i Carabinieri hanno arrestato a Ribera 2 extracomunitari, Kalifa Hani e Moez Jeddi, entrambi di 25 anni, perche’ sorpresi a cedere dello stupefacente ad un riberese. I due hanno tentato di fuggire, lanciando a terra 2 ovuli con dentro 10 grammi di cocaina, ma sono stati inseguiti ed acciuffati. In caserma Moez Jeddi si e’ scagliato contro una finestra di vetro procurandosi delle ferite da taglio a mani e braccia. I due sono risultati inoltre non ottemperanti all’ordine di espulsione dal territorio nazionale.

30 luglio, due automobili, una Alfa 159 ed una Peugeot 307, sono state crivellate di colpi d’arma da fuoco nel centro storico di Palma di Montechiaro. Le auto sono di un pensionato, M R, 61 anni, residente all’estero, e del genero, W. I, 24 anni, studente -lavoratore.

3 agosto, un gruppo di 39 migranti extracomunitari, tra cui 6 minorenni, e’ stato intercettato dalla Guardia costiera ancora in navigazione verso Lampedusa. I 39, a bordo di un’imbarcazione in legno di 8 metri che e’ stata sequestrata, sono stati rimorchiati fino all’isola e poi trasferiti a Porto Empedocle. 2 minorenni sono stati ricoverati in Ospedale perche’ assiderati.

3 agosto, coltellate a Licata, in corso Argentina, dove Matteo Truisi, 22 anni, e’ stato colpito da due fendenti, al torace ed al volto, da due aggressori fuggiti dopo l’accoltellamento. Truisi e’ stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale “ San Giacomo d’ Altopasso ” , e’ stato sottoposto ad un intervento chirurgico ed i medici si sono riservati la prognosi sulla vita. I poliziotti del Commissariato di Licata, agli ordini di Fatima Celona, hanno subito avviato le indagini alla ricerca dei responsabili ed hanno denunciato due ragazzi di Licata, accusati di lesioni e porto abusivo di coltello. Ignoto il movente dell’aggressione.

3 agosto, i Carabinieri hanno arrestato Antonino Cardella, 40 anni, di Licata, accusato di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti in concorso. Cardella scontera’ una condanna definitiva a 4 anni di reclusione.

3 agosto, ad Agrigento, in contrada Piano Gatta, nei pressi del Cimitero, sono stati perpetrati dei danni alla fabbrica “Laterizi Akragas”. Nel mirino di ignoti vi sono stati computer e macchinari elettronici. Attentato o raid vandalico ? Indaga la Polizia.

4 agosto, i poliziotti della Squadra Volante di Agrigento hanno arrestato in flagranza di reato per tentato furto aggravato Calogero Colombo, 22 anni, nato in Belgio ma residente a Porto Empedocle, e James Burgio, 18 anni, nato ad Agrigento e residente anche lui a Porto Empedocle, sorpresi intenti a rubare un’ automobile Bmw parcheggiata in via Imera ad Agrigento.

6 agosto, i Carabinieri hanno arrestato Nicolo’ Santamaria, 62 anni, di Licata, commerciante, pregiudicato, inseguito da un mandato di arresto internazionale spiccato in Germania per reati fiscali che sarebbero stati commessi da Santamaria in terra tedesca.

6 agosto, i Carabinieri hanno arrestato Calogero Cavallaro, 41 anni, di Campobello, accusato di maltrattamenti in famiglia e minacce aggravate allorche’ avrebbe sottoposto i propri familiari ad uno stato di assoggettamento e timore psicologico, provocando loro un grave stato di ansia e paura ed un fondato timore per la propria incolumita’.

6 agosto, grazie alla prontezza di un Poliziotto penitenziario un suicidio e’ stato sventato al carcere “Petrusa” di Agrigento dove un detenuto si e’ impiccato con un lenzuolo ma e’ stato subito trattenuto e slegato dall’ Agente in servizio durante la notte.

6 agosto, a Palma di Montechiaro un ignoto malvivente ha scippato una donna che ha ritirato la pensione all’Ufficio postale ed ha nascosto i soldi, avvolti in un fazzoletto, nel reggiseno. L’uomo ha arraffato i soldi, circa 800 euro, ed e’ fuggito.

8 agosto, ad Agrigento, lungo il viale Cannatello, un bandito travisato al volto con una calzamaglia ed armato di pistola, ha rapinato il Centro commerciale “Papino fai da te”. Il malvivente sarebbe fuggito insieme ad un complice a bordo di una moto. Il bottino ammonta a circa 5mila euro.

8 agosto, nelle campagne tra Santa Margherita Belice e Menfi un operaio precario della Guardia Forestale, Girolamo Clemente, 40 anni, di Menfi, impegnato a spegnere un incendio, e’ morto vittima di un malore, forse un infarto. Il corpo senza vita dell’ uomo e’ precipitato in un profondo burrone. Sul posto e’ intervenuta una squadra specializzata dei Vigili del fuoco del Saf, il gruppo speleo, alpino e fluviale, che, con l’ausilio di un elicottero, ha recuperato il cadavere.

9 agosto, la Polizia ha arrestato Giuseppe Baldassano, 19 anni, ed Emanuele Gambino, 21 anni, entrambi di Sciacca, sorpresi appena fuori dal pullman in viaggio da Palermo in possesso di 115 grammi di hashish.

9 agosto, 40 migranti sono stati sorpresi dai Carabinieri gia’ sulla terraferma a Linosa. Nessuna traccia vi e’ del barcone che sarebbe stato utilizzato per la traversata. I clandestini sono stati rimpatriati dopo il trasferimento a Porto Empedocle.

9 agosto, ad Agrigento, in via Imera, due ignoti malviventi, travisati con dei passamontagna ed armati di taglierino, hanno rapinato l’agenzia Unicredit – Banco di Sicilia. Il bottino ammonta a circa 3mila e 500 euro. Un’ altra rapina, sempre ad Agrigento, e’ stata perpetrata a danno della Banca Sella Sud, lungo il Viale Viareggio, a San Leone. Autori del colpo sono stati ancora un volta due banditi travisati con dei berretti ed armati di taglierino. Il bottino e’ da quantificare.

9 agosto, e’ stato condannato a 10 anni di carcere un commerciante originario di Favara e residente a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, Carmelo Signorino, 59 anni, accusato di omicidio volontario allorche’ per cause ancora ignote, forse legate a screzi tra vicini di casa, il 18 febbraio del 2009 ha ucciso un impiegato comunale sorpreso in strada con alcuni amici. La vittima e’ Raul Becchi, 63 anni. Signorino ha sparato 5 colpi con una pistola calibro 7 e 65 detenuta legalmente. Il giudice ha riconosciuto la seminfermita’ mentale dell’uomo che, dopo la galera, trascorrera’ 3 anni in una casa di cura.

9 agosto, ad Agrigento, nottetempo, ignoti hanno rubato all’interno del supermercato “ Dimeglio ” in via Francesco Crispi. Il bottino arraffato dalla cassaforte ammonta a circa 22 mila euro.

9 agosto, i Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato Giovanni Lo Monaco, 22 anni, e Giuseppe D’Angelo, 19 anni, originari di Castelvetrano. I due sono i presunti autori di una rapina a mano armata, che frutto’ 400 euro, commessa il 27 maggio scorso a danno di una Rivendita di tabacchi a Santa Margherita Belice. Subito dopo la rapina, i militari arrestarono, in flagranza di reato, Salvatore Beltrame, 29 anni, originario di Castelvetrano e residente a Sciacca . Le indagini, anche tramite l’esame del Dna rilevato su una delle felpe usate per la rapina, hanno favorito l’identificazione dei due complici di Beltrame.

9 agosto, a Palma di Montechiaro, in via Italia, tre ignoti malviventi, travisati con dei passamontagna, hanno rapinato la filiale della Banca Carige. Il bottino ammonta a circa 200mila euro. I 3 sarebbero entrati nella banca nottetempo attraverso uno sgabuzzino e forando un buco nel muro. Poi, alle 16 e 30, all’orario di chiusura dei conti, i 3 hanno sorpreso i dipendenti a cui hanno legato mani e piedi con del nastro per imballaggio. Poi la fuga.

10 agosto, i Carabinieri hanno arrestato Crocifissa Giganti, 44 anni, di Palma di Montechiaro, casalinga, sposata, accusata di costruzione abusiva e violazione di sigilli posti ad uno stabile all’ingresso del paese. La donna e’ stata gia’ arrestata il 28 marzo del 2009 perche’ per 3 volte in 4 giorni avrebbe violato i sigilli ad un cantiere tentando di costruire il terzo piano di un edificio senza licenza. Il mandato di cattura e’ stato spiccato dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo. Crocifissa Giganti scontera’ 1 anno ed 1 mese di reclusione in regime di detenzione domiciliare.

11 agosto, il boss agrigentino, Giuseppe Falsone, originario di Campobello di Licata, e gia’ capo di Cosa nostra agrigentina, e’ stato estradato dalla Francia in Italia. Falsone, gia’ capo di Cosa nostra agrigentina e latitante dal 1999, e’ stato consegnato alla Polizia italiana alla frontiera di Ventimiglia.

11 agosto, la Direzione investigativa antimafia di Palermo ed Agrigento hanno confiscato alcuni appezzamenti di terreno, per un valore di oltre 500mila euro, a Pasquale Vella, 47 anni, di Raffadali, gia’ condannato per mafia ed armi nell’ambito delle inchieste “Sikania” ed “Akragas”.

11 agosto, i Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato Francesco Paolo Licata, 29 anni, di Palermo, ricercato dallo scorso 19 maggio quando e’ sfuggito alla cattura nell’ambito del blitz antidroga cosiddetto ‘’ Bacchanalia ‘’. Licata e’ stato sorpreso alla stazione ferroviaria di Palermo. Rispondera’ di spaccio di stupefacenti.

11 agosto, al culmine di un inseguimento di oltre 150 chilometri la Polizia stradale ha arrestato a Canicatti’ Rosario Puglisi, 32 anni, catanese, che ha rubato una Fiat Punto a Catania ed e’ fuggito lungo la 640 ma e’ stato intercettato, inseguito ed acciuffato grazie all’impianto satellitare Gps montato sulla Fiat Punto rubata.

13 agosto, 41 extracomunitari originari del Marocco sono stati intercettati dai Carabinieri gia’ sulla terraferma a Linosa, isola sorella minore di Lampedusa. Nessuna traccia vi e’ della barca usata dai migranti per la traversata.

13 agosto, attentato incendiario in via Regina Margherita a Cattolica Eraclea dove e’ stato appiccato il fuoco al portone di ingresso dell’abitazione di S. L. S, ecco le iniziali del nome, 59 anni, Direttore di un Istituto di credito.

14 agosto, ad Agrigento, in via 25 aprile, due malviventi, travisati al volto ed armati di pistola, hanno rapinato un chiosco di frutta e verdura. Il bottino ammonta a circa mille euro. I due rapinatori sono fuggiti a bordo di uno scooter.

14 agosto, a Palma di Montechiaro, in via Sottotenente Palma, un uomo, travisato da passamontagna e armato con una accetta, ha rapinato il negozio gestito da cinesi “Hong Kong moda”. Il bottino ammonta a 250 euro.

14 agosto, a Canicatti’ ignoti hanno forzato una finestra laterale del Bar Sofitel, sono entrati nel locale, ed hanno rubato merce e denaro. Il bottino del furto ammonta ad oltre 2mila euro.

15 agosto, Ferragosto, disordine e risse. A Bovo Marina, spiaggia di Montallegro, i Carabinieri hanno arrestato 3 rissanti : i fratelli Pasquale e Giuseppe Vasile, 23 e 19 anni, e Paolo Iati’, 22 anni. A San Leone, lido di Agrigento, la Polizia ha arrestato Giuseppe Contrino, 25 anni, di Agrigento, accusato di oltraggio, minaccia, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

15 agosto, ponte di Ferragosto e topi d’appartamento. Ad Agrigento, in via Unita’ di Italia, ignoti ladri sono entrati furtivamente dentro un’abitazione ed approfittando dell’assenza dei proprietari hanno trafugato oggetti d’oro ed un orologio di marca per un valore complessivo di circa 8 mila euro.

15 agosto, a Licata, in via Palma, due gruppi familiari che abitano nella stessa palazzina si sono scontrati. Il movente della lite e’ stato il possesso di una griglia per arrostire carne. I Carabinieri hanno arrestato Angelo Triglia, 23 anni, accusato di tentato omicidio allorche’ avrebbe accoltellato al petto Ivan Brancato, 25 anni, ricoverato in prognosi riservata. Altri 7, tra i piu’ facinorosi ed accaniti rissanti, sono stati denunciati a piede libero per rissa.

15 agosto, una famiglia di imprenditori agricoli di Canicatti’ nel mirino di ignoti attentatori. Nelle campagne tra Naro e Campobello di Licata, in contrada Gibbesi, i malviventi hanno tagliato i tiranti di un vigneto di uva da tavola che si estende su diversi ettari, provocando un danno di una decina di migliaia di euro. Poche settimane addietro un altro danneggiamento e’ stato perpetrato su di un altro vigneto nella stessa zona di cui e’ proprietario un parente dell’altro imprenditore vittima dell’attentato.

16 agosto, attentato incendiario nel centro urbano di Canicatti’, dove ignoti hanno appiccato il fuoco ai pneumatici delle automobili Renault Scenic e Fiat Punto di proprieta’ di un operaio, V D, ecco le iniziali del nome, di 40 anni.

16 agosto, presunto attentato incendiario a Cammarata, in via Genova, dove le fiamme hanno bruciato l’automobile di Pietro La Greca, 30 anni. Il fuoco e’ stato spento dai vicini di casa. Indagano i Carabinieri che hanno scoperto sul posto e sequestrato 2 bottiglie con tracce di benzina.

18 agosto, a Canicatti’, in Via Nazionale, le fiamme hanno bruciato delle automobili in vendita parcheggiate nella piazzola esterna all’ autosalone “ Flash auto ”, di cui e’ proprietario Giuseppe Daniele, 45 anni, di Canicatti’. I mezzi a fuoco non sono protetti da assicurazione. Gli attentatori hanno agito nottetempo, utilizzando liquido infiammabile e stracci imbevuti di benzina. Le auto carbonizzate sono 6, e 4 le danneggiate. Altre sono solo annerite dal fumo.

18 agosto, la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, riconoscendo la liceita’ del patrimonio, ha restituito i beni sequestrati a Giovanni Gentile, 60 anni, bancario, originario di Castronovo di Sicilia, arrestato, processato e condannato a 6 anni di reclusione per associazione mafiosa nell’ambito della maxi inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Alta mafia ‘’. Si tratta di 4 terreni, 7 appartamenti e 3 magazzini, ubicati nei Comuni di Palma di Montechiaro, Canicatti’, Castronovo di Sicilia e Palermo, poi un conto corrente ed un deposito bancario.

18 agosto, attentato intimidatorio a Favara, in un appezzamento di terreno in contrada San Pietro, dove ignoti hanno ucciso con un colpo di pistola il cane del Consigliere comunale del Partito democratico di Favara, Giovanni Mossuto, 45 anni. Alcuni giorni addietro lo stesso Mossuto, gia’ assessore nella Giunta Airo’, ha ricevuto anche una lettera di minacce. Il Consigliere afferma : ‘’ negli ultimi tempi mi sono occupato di argomenti importanti quali il Prg, la privatizzazione di alcuni servizi al cimitero comunale e il fotovoltaico. Presumo che possa aver dato fastidio a qualcuno ” .

19 agosto, brillante operazione dei Poliziotti della Squadra Volante di Agrigento. Tra le contrade Zingarello e Misita, a sud est della citta’, e’ stato arrestato Gheorghe Eusebiu Feraru, 23 anni, originario della Romania, per tentata violazione di domicilio aggravata in concorso. Altri due romeni in compagnia di Feraru sono stati denunciati. Si tratta di Gigi Catalin Buganea, 27 anni, e Cristiano Girneata, 24 anni, tutti residenti a Palma di Montechiaro. I tre sono stati sorpresi intenti a scassinare il lucchetto di una casa di campagna, forse nel tentativo di rubare.

19 agosto, i Carabinieri della Stazione di Ravanusa hanno arrestato Ioan Bolan, 56 anni, originario della Romania, disoccupato, pregiudicato, colto in flagranza di reato di sequestro di persona e lesioni personali allorche’ ha segregato in casa una ragazza romena, legata a mani e piedi con delle funi, costringendola a ripetuti abusi sessuali. La donna, ferita ed in stato confusionale, e’ stata soccorsa in Ospedale a Licata, con prognosi di 20 giorni.

19 agosto, a Santa Margherita Belice ignoti hanno tagliato le gomme del pullman utilizzato dall’ Associazione sportiva “ Step Touch ”, impegnata nella zona balneare di Menfi, a Porto Palo. Il presidente dell’Associazione, Mimmo Nuzzo, ha sporto denuncia ai Carabinieri. Si tratta del terzo danneggiamento in poco piu’ di due mesi, dopo un gommone ed un chiosco, che subisce la stessa ‘’ Step Touch ‘’.

19 agosto, su proposta della Procura di Palermo, la Direzione investigativa antimafia e la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento hanno sequestrato i beni, tra mobili e immobili per 900mila euro, a Pasquale Ciaccio, 43 anni, di Santa Margherita Belice, arrestato il 4 luglio del 2008 nell’ ambito del maxi blitz antimafia cosiddetto ‘’ Scacco matto ‘’.

20 agosto, i Carabinieri hanno arrestato Maria Antonietta Golino, 35 anni, di Agrigento, sorpresa al mare quando invece e’ detenuta agli arresti domiciliari presso la propria abitazione. La donna, infatti, e’ stata arrestata lo scorso 8 aprile perche’ sorpresa in possesso di 42 grammi di hashish ed un grammo e mezzo di cocaina.

20 agosto, a Santo Stefano di Quisquina, in contrada Sant’ Elia, i Carabinieri hanno scoperto il cadavere di Salvatore Pizzo, 84 anni. L’uomo, intento a lavorare nel suo terreno, sarebbe precipitato accidentalmente da un muretto di circa 2 metri e mezzo sui cui e’ salito per raccogliere alcuni frutti.

20 agosto, i Carabinieri hanno arrestato Giorgio Candiano, 53 anni, di Licata, accusato di furto aggravato e continuato di energia elettrica allorche’ avrebbe allacciato abusivamente l’impianto elettrico della propria abitazione ad un pozzetto di proprieta’ dell’Enel appositamente manomesso.

21 agosto, brillante operazione congiunta dei Poliziotti dei Commissariati di Palma di Montechiaro e di Canicatti’, che hanno arrestato due romeni e denunciato una donna, anche lei originaria della Romania. I 3 avrebbero rapinato gioielli, tra bracciali ed anelli, per 30mila euro, alla gioielleria “Giusy”, in via Garilli, a Canicatti’. Il proprietario, che ha tentato di reagire, e’ stato stordito con un colpo alla testa. In manette Gabor Petrica, 29 anni, e Galusca Costantin, 27 anni, entrambi residenti a Palma di Montechiaro. La compagna di Galusca Costantin, S.C, di 35 anni, e’ stata denunciata a piede libero perche’ in stato di gravidanza.

21 agosto, macabro messaggio, di stampo intimidatorio, a Racalmuto, dove un cappio e’ stato appeso al lampione sovrastante l’ingresso del Municipio, in via Vittorio Emanuele. Il sindaco, Toto’ Petrotto, afferma : ‘’ in paese si vive ormai in un clima di sfiducia delle Istituzioni. Speriamo si scopra il destinatario di questo inquietante messaggio ‘’.

21 agosto, a Ribera, in via Gaetano Costa, ignoti hanno esploso alcuni colpi di fucile contro l’automobile, una Volkswagen Golf, di un bracciante agricolo di 50 anni, F S, ecco le iniziali del nome. Ancora a Ribera, in via Monte Bianco, le fiamme, di origine incerta, hanno bruciato l’ auto Mercedes di un riberese impegnato nel settore dell’edilizia. Sul posto i Carabinieri avrebbero scoperto materiale incendiario.

22 agosto, i Carabinieri hanno arrestato Calogero Falsone, 44 anni, di Campobello di Licata, fratello del boss Giuseppe, sorpreso, nonostante sia sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di residenza, lungo la strada statale 123, tra Campobello di Licata e Naro, in contrada Favarotta, a bordo di un ciclomotore. Falsone ha resistito all’arresto e risponde anche di violenza e resistenza a Pubblico ufficiale.

22 agosto, sedici extracomunitari, sedicenti tunisini, sono stati intercettati su una barca in legno a 5 miglia a sud di Lampedusa da una motovedetta della Guardia di Finanza. I migranti sono stati accompagnati nel Centro di prima accoglienza dell’ isola che da oltre un anno e’ chiuso perche’ adesso gli extracomunitari sono dirottati in altre strutture. A causa delle avverse condizioni meteomarine, pero’, i migranti non sono stati trasferiti.

23 agosto, a Ribera, in contrada Scirinda, un incendio, presumibilmente doloso, ha bruciato l’ Isola ecologica per la raccolta differenziata gestita dalla Societa’ d’Ambito, Sogeir. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri ed i Vigili del fuoco del Distaccamento di Sciacca. I danni sono ingenti.

23 agosto, a Ribera, in Corso Umberto primo, 2 malviventi, tra i 25 ed i 30 anni, armati con un coltello, e solo uno dei due travisato al volto con una calzamaglia, hanno rapinato la filiale del Monte dei Paschi di Siena. I rapinatori sono fuggiti a bordo di un’automobile guidata presumibilmente da un complice. Il bottino e’ da quantificare.

24 agosto, a Licata, in un appartamento in Piano Mangiacasale, e’ stato scoperto morto un tedesco di 40 anni, Alfred Arndt, ricercato in tutta Europa per spaccio di sostanze stupefacenti. La Polizia, tramite le impronte digitali, e’ risalita all’identita’ dell’uomo. Secondo il medico legale, Gianfranco Pullara, che su incarico della Procura di Agrigento ha eseguito l’ispezione cadaverica, sarebbe morto per un malore provocato probabilmente dall’assunzione di droghe a casa del licatese che lo ha ospitato. Disposti altri esami tossicologici piu’ approfonditi.

24 agosto, a Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato Diego D’angelo, 71 anni, operaio, perche’ ritenuto responsabile del reato di abusivismo edilizio. Infatti, D’Angelo e’ stato inseguito da un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo e che lo condanna alla pena definitiva di 20 giorni di reclusione domiciliare per violazione del Testo Unico delle Disposizioni Legislative e Regolamentari in materia edilizia.

24 agosto, incidente stradale lungo l’autostrada Salerno – Reggio Calabria, tra gli svincoli di Rosarno e Mileto, in direzione nord. A bordo di una Opel Zafira, che si e’ scontrata con una Volkswagen Passat, sono morti Salvatore Cavaleri, 56 anni, originario di Naro e residente a Stoccarda, e la figlia Sabrina, 15 anni. Ferita la moglie di Cavaleri, Luigia Oliveri, ed altri due figli, Maria Antonietta, 20 anni, e Domenico, 13 anni. Feriti anche la coppia di coniugi milanesi e la figlia di 7 anni a bordo della Passat. Nessuno e’ in pericolo di vita. Sul posto e’ intervenuta la Polizia stradale.

25 agosto, a Santa Margherita Belice, in via San Francesco, un ignoto malvivente, a volto scoperto ed armato di taglierino, ha rapinato il denaro in cassa, 560 euro, all’ agenzia del Banco di Sicilia.

25 agosto, ad Agrigento, in via Esseneto, ignoti hanno forzato un ingresso secondario ed hanno rubato 150 euro dalle casse della ditta “ Igloo surgelati ”.

26 agosto, la Guardia di Finanza agrigentina ha sequestrato beni mobili ed immobili, per un valore di circa 500 mila euro, nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘’ Ghost companies ‘’, contro una maxi frode fiscale per oltre 10 milioni di euro. I beni sequestrati sarebbero nella titolarita’, in particolare, di Giuseppe Leonardo Di Carlo, imprenditore di Menfi, e di Angelo Di Stefano, commercialista di Ribera. Gli altri 3 indagati sono Giovanni Pujia di Catanzaro, Enzo Gulli di Castelvetrano, e Giovanni Grillo di Licata.

26 agosto, la Polizia ha arrestato ai domiciliari Gioacchino Orlando, 41 anni, di Canicatti’, inseguito da un ordine di arresto spiccato dalla Corte d’ Appello di Caltanissetta per danneggiamento e violazione di domicilio della Compagnia di Sant’ Orsola a Canicatti’. Orlando e’ gia’ sottoposto dal Tribunale di Caltanissetta all’obbligo di dimora per furto aggravato a Delia.

26 agosto, la Polizia, a seguito del decreto di sospensione della misura alternativa emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Agrigento, hanno arrestato Fabio La Cognata, 29 anni, di Sciacca, perche’ e’ evaso dalla Comunita’ Terapeutica Assistita al Viale della Vittoria, dove e’ sottoposto agli arresti domiciliari.

26 agosto, i Carabinieri hanno arrestato 2 tunisini, perche’ ritenuti responsabili di una rapina a mano armata a Canicatti’, e che ha fruttato alcune centinaia di euro, a danno della tabaccheria di proprieta’ di Angelo Cani in corso Umberto primo, nei pressi del Municipio. In manette Ben Braher Hosni, 28 anni, e Kebaieer Nesi, 41 anni, pregiudicati e con misure di prevenzione, catturati lungo la statale 410 verso Naro, nei pressi di una fabbrica di materassi. Uno e’ stato sorpreso con alla cintola una pistola a tamburo, e l’altro in possesso nel marsupio di 30 proiettili, 350 euro in contanti, la collana e il bracciale del commerciante ed un altro revolver servito per la rapina. Un’ arma e’ risultata rubata a Canicatti’ il 16 agosto scorso da un’abitazione.

27 agosto, i Carabinieri hanno arrestato Charly Bennardo, 29 anni, di Favara, accusato di resistenza a Pubblico ufficiale allorche’ e’ stato sorpreso ubriaco alla guida della sua Fiat Bravo in marcia contromano. Bennardo si e’ scagliato contro i Carabinieri, afferrandone uno a morsi. Le manette ed il ritiro della patente.

27 agosto, a Sciacca, un incendio, di probabile origine dolosa, ha bruciato due scooter utilizzati dai portalettere dipendenti dell’ Ufficio postale centrale della citta’. Altri due scooter sono stati danneggiati dalle fiamme. I mezzi sono parcheggiati all’interno dell’area dell’edificio. Indaga la Polizia. Recentemente si sarebbero verificati alcuni tentativi di furto di carburante dagli scooter in dotazione allo stesso Ufficio.

28 agosto, incidente stradale alle 2 della notte, lungo la statale 640, Agrigento – Caltanissetta, in contrada Grottarossa, al chilometro 47. Scontro frontale tra una Peugeot 607 ed una Bmw Serie 1. Al volante dell’automobile francese un guidatore eccellente, il vice Questore aggiunto, capo della PolStrada di Palermo, e vice Comandante regionale della Polizia stradale, Giovanni Messina, 56 anni, gia’ comandante della Polizia stradale di Agrigento dal 1989 al 1998. Al fianco di Giovanni Messina e’ morto anche il padre, Alfonso, 80 anni. Ferite gravemente due donne, Antonia Croce, 47 anni, e Melchiorra Infurno, 75 anni, che sono moglie e madre di Giovanni Messina. I 4 sono originari di Castrofilippo. A bordo della Bmw sono morti due canicattinesi, Gianpiero Campardo, 28 anni, e Gioacchino Castellana, 24 anni. Ferito e’ Diego Paci, 28 anni, ricoverato in coma farmacologico all’Ospedale ‘’ Sant’Elia ‘’ di Caltanissetta.

28 agosto, a Lampedusa, poco a largo della spiaggia dell’ Isola dei Conigli, un gommone dei Vigili del fuoco, impegnato in una esercitazione, ha intercettato una barca con 8 migranti clandestini a bordo. Il natante e’ stato rimorchiato fino al porto. Gli extracomunitari sono stati trasferiti a Porto Empedocle, e poi rimpatriati.

28 agosto, a Palma di Montechiaro, in via Donizzetti, due malviventi sono entrati dentro la casa di un’anziana di 85 anni, R P, ecco le iniziali del nome, vedova, pensionata, le hanno chiesto i soldi ed i gioielli, l’ hanno legata ed imbavagliata con il nastro adesivo, l’ hanno picchiata, e poi le hanno rubato una borsa in pelle nascosta all’ interno di una vetrinetta della cucina, contenente una ingente somma di denaro ed alcuni oggetti in oro. Indaga la Polizia.

29 agosto, rissa a coltellate a Joppolo Giancaxio, dove 3 persone hanno subito ferite da taglio al culmine di uno scontro scatenato da futili motivi innanzi ad un bar del centro storico. I Carabinieri hanno denunciato i due rissanti. Il presidente del Consiglio comunale, Carmelo Scifo, intervenuto per sedare lo scontro tra i due, e’ stato ferito ed e’ stato soccorso in Ospedale insieme ai due rissanti. I medici hanno riscontrato ferite guaribili in 7 giorni.

29 agosto, a Favara, in via Caduti della Resistenza, le fiamme, di origine incerta, hanno bruciato l’automobile dell’ex assessore comunale, Joseph Zambito. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco ed i Carabinieri.

29 agosto, i Carabinieri hanno arrestato Anna Daniela Marino, 26 anni, di Licata, disoccupata, pregiudicata, accusata di tentato omicidio, porto e detenzione illegale di un coltello di genere vietato e violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Anna Daniela Marino, sorpresa ad un posto di controllo a bordo di un ciclomotore senza casco e senza assicurazione, ha inveito contro i militari impegnati a sequestrare il mezzo ed ha tentato di ferire un Carabiniere al collo, ferendolo di striscio, con un bisturi nascosto in un vano del motorino.

29 agosto, la Polizia ha arrestato, in flagranza di reato di furto, Gianluca Infantino, 24 anni, di Agrigento, pluripregiudicato, sorpreso nel centro storico intento a scassinare la saracinesca di un negozio dopo avere gia’ forzato lo sportello e rubato la radio all’interno di un’automobile. Un complice di Infantino e’ fuggito.

30 agosto, a Sciacca, in localita’ Piano Scunchipani, ignoti hanno rubato 900 metri di cavi elettrici. I ladri, probabilmente interessati al rame contenuto all’interno dei cavi, hanno agito direttamente sui pali dell’ alta tensione, e cio’ ha provocato un black-out in numerose abitazioni.

30 agosto, a Canicatti’, approfittando dell’assenza del proprietario, ignoti ladri hanno forzato un infisso dell’ appartamento ed hanno rubato due computer portatili ed altri oggetti di valore nell’ abitazione del presidente del Consiglio comunale, Luigi Lalicata. I ladri sono poi fuggiti intimoriti dal sistema antifurti.

31 agosto, i Carabinieri hanno arrestato Maurizio Pisciotto, 28 anni, di Favara, accusato di minaccia e tentata estorsione allorche’ al bar Albatros, lungo il Viale delle Dune, a San Leone, avrebbe minacciato di morte il proprietario se non gli avesse consegnato del denaro. Pisciotto e’ stato arrestato in flagranza di reato, sorpreso ancora all’interno del locale in attesa di ricevere la somma richiesta.

31 agosto, incidente stradale lungo la statale 123, tra Campobello di Licata e Ravanusa. Scontro frontale tra una Ford Fiesta ed un Suv. E’ morto Domenico Lo Nardo, 24 anni, di Campobello di Licata, a bordo della Ford.

31 agosto, incidente stradale nel bresciano, a Lograto. Scontro frontale tra auto e camion. E’ morta un’agrigentina di 21 anni, Alessandra Civilta’, figlia del giornalista Alfonso, al volante di una Lancia Y.

1 settembre, a Montallegro ignoti malviventi hanno rubato all’interno del supermercato Conad, tra il cimitero e l’accesso alla statale 115. Il bottino, razziato dalla cassa, ammonterebbe ad alcune centinaia di euro.

2 settembre, a Linosa i Carabinieri hanno intercettato, gia’ sulla terraferma, 10 migranti clandestini, sedicenti libici. Nessuna traccia vi e’ dell’imbarcazione. I 10 sono stati trasferiti a Porto Empedocle in attesa del rimpatrio.

2 settembre, i Carabinieri hanno arrestato Giovanna Burgio, 46 anni, di Naro, inseguita da un mandato di cattura per favoreggiamento, truffa e calunnia emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Caltanissetta. Giovanna Burgio scontera’ una condanna definitiva a 4 anni e 11 mesi. I reati contestati risalgono al 2005.

2 settembre, il Tribunale di Agrigento ha condannato a 2 anni di reclusione Gianluca Infantino, 24 anni, di Agrigento, pluripregiudicato, arrestato dalla Polizia lo scorso 29 agosto perche’ sorpreso nel centro storico intento a scassinare la saracinesca di un negozio dopo avere gia’ forzato lo sportello e rubato la radio all’interno di un’automobile.

2 settembre, e’ stato scagionato da ogni responsabilita’ professionale il dottor Salvatore Mastrosimone, medico in servizio al Pronto soccorso dell’ Ospedale “ San Giovanni di Dio ” di Agrigento, accusato di lesioni personali gravissime, insieme ad altri sanitari, da un paziente, che e’ stato a sua volta condannato a rifondere le spese di giudizio allo stesso dottor Mastrosimone. Il medico agrigentino e’ stato assolto sia in sede penale, dalla Corte d’Appello di Palermo, sia in sede civile, dal Tribunale di Agrigento.

3 settembre, a Licata, in piazza Attilio Regolo, un Poliziotto libero dal servizio ha impedito il danneggiamento di un negozio di articoli da pesca. L’agente, nei pressi di un bar, si e’ accorto del fumo e con un estintore ha immediatamente spento il principio di incendio. Poi, sul posto, la pattuglia della Volante ha scoperto tracce di liquido infiammabile versato sotto la saracinesca del negozio.

4 settembre, i Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato Daniel Komorowski, 31 anni, tedesco, accusato di resistenza, minacce e lesioni a Pubblico Ufficiale allorche’ ubriaco, e senza motivo, ha aggredito a Sciacca una Guardia particolare giurata e poi i Carabinieri intervenuti sul posto. Adesso Komorowsky e’ detenuto agli arresti domiciliari presso l’abitazione di una zia materna.

5 settembre, incidente stradale tra Agrigento e Porto Empedocle, in contrada Vincenzella, dove uno studente di 18 anni, Giovanni Ferlisi, di Agrigento, a bordo di un ciclomotore, si e’ schiantato frontalmente contro un camion autocompattatore della ditta Icos di Porto Empedocle. Ferlisi e’ morto durante il trasporto in Ospedale. Sul posto hanno lavorato la Polizia di Porto Empedocle, la Polizia stradale di Sciacca ed i Vigili del fuoco.

5 settembre, a Bivona, in contrada Petrusella, ignoti avrebbero appiccato il fuoco alla casa in campagna di Giovanni Baio, 61 anni, assessore comunale all’Artigianato ed al Commercio. L’edificio a due piani e’ gravemente danneggiato. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco ed i Carabinieri.

6 settembre, il Tribunale di Agrigento ha condannato a 9 mesi di reclusione, pena sospesa, Iacob Ciprian, 28 anni, originario della Romania, accusato di furto aggravato, oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Durante la notte di venerdi’ scorso, il romeno insieme a tre complici, altri due suoi connazionali ed un canicattinese, hanno prima rubato una Fiat Uno e poi, usando il mezzo come ariete, hanno sfondato la vetrina di una negozio di abbigliamento gestito da una famiglia di cinesi in via Carlo Alberto, a Canicatti’, ed hanno rubato dalla cassa circa 500 euro.

7 settembre, a Siculiana i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Leonardo Riolo, 50 anni, bracciante agricolo, perche’, in via Roma, a seguito di un diverbio con un concittadino, Riolo ha tentato di sottrarsi all’identificazione da parte dei Carabinieri, resistendo ed oltraggiando i militari. Nel corso della perquisizione Riolo e’ stato sorpreso in possesso di un coltello di genere vietato nascosto nella tasca dei pantaloni.

7 settembre, a Linosa sono approdati 6 extracomunitari maghrebini. Nessuna traccia vi e’ pero’ della imbarcazione. I 6 sono stati trasferiti a Porto Empedocle in attesa del rimpatrio.

7 settembre, il Tribunale per i minori di Palermo ha condannato a 9 anni di reclusione G B, ecco le iniziali del nome, 16 anni, di Sciacca, accusato di concorso nell’ efferato omicidio di Michele Cangialosi, 30 anni, ucciso a Sciacca la notte fra il 20 e il 21 aprile del 2009. Grazie alle dichiarazioni del ragazzo, afflitto dal rimorso, i Carabinieri hanno svelato presunti movente ed autori del delitto a sfondo passionale. Sono infatti in carcere, in attesa del rinvio a giudizio, la moglie della vittima, Celeste Saieva, 24 anni, il suo presunto amante Nicolo’ Piazza, 24 anni, e Paolo Naro, 21 anni.

8 settembre, ad Agrigento, nella zona industriale, in viale Sicilia, un furgone Corriere espresso di una ditta del luogo viaggia verso la sede. Due malviventi simulano un incidente stradale. Un ciclomotore a terra, un uomo disteso anche lui a terra ed un altro che invoca aiuto. L’uomo al volante del furgone soccorre. I due lo minacciano con un coltello, lo picchiano e gli rubano l’incasso della giornata in tasca, circa mille e 200 euro.

8 settembre, incredibile beffa del destino, per fortuna rivelatasi non fatale. Pensate, ad Agrigento, lungo la via Papa Luciani, dal tetto di una palazzina di 10 piani si e’ distaccato un pezzo di cornicione, alquanto massiccio e pesante, che, precipitato, ha colpito in pieno un’automobile in transito. La pietra ha spaccato il parabrezza. La donna al volante, un’agrigentina residente nella zona, e’ illesa ed e’ stata a lungo in stato di giustificabile choc. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e tanti passanti attirati dal botto. L ’amministratore del condominio, fonte del crollo, paghera’ i danni.

9 settembre, la Guardia di Finanza della Tenenza di Canicatti’ ha arrestato Calogero Messina, 28 anni, di Caltanissetta, accusato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti allorche’ e’ stato sorpreso in possesso di 15 grammi di eroina.

9 settembre, i Carabinieri hanno arrestato Maurizio Pisciotto, 28 anni, di Favara, per evasione dagli arresti domiciliari a cui e’ detenuto perche’ arrestato lo scorso 31 agosto per minacce e tentata estorsione ai danni del proprietario di un bar nella frazione balneare di San Leone.

9 settembre, a Ravanusa, in via Mamiani, ignoti, usando della vernice, hanno imbrattato l’ingresso dell’abitazione del Comandante della Polizia municipale di Ravanusa, Renato Raia.

9 settembre, ancora intimidazioni nell’agrigentino. A Licata, un bracciante agricolo di 49 anni, G M, ha scoperto al cancello d’ingresso del proprio fondo agricolo, in contrada “ Mollaka Faia ”, una busta con dentro una cartuccia calibro 12 marca Fiocchi ed una bottiglietta di plastica contenente liquido infiammabile. A Canicatti’, in contrada Calici, nel terreno di un imprenditore, ignoti, armati di cesoie, hanno reciso i tiranti che sorreggono i filari carichi di uva gia’ maturata e pronta per la raccolta.

10 settembre, i Carabinieri hanno arrestato Eugenio Massaro, 33 anni, di Licata, bracciante agricolo, accusato di furto aggravato allorche’ e’ stato sorpreso, nei pressi dell’ ospedale “San Giacomo D’Altopasso”, intento a tranciare ed asportare i cavi da un pozzetto dell’impianto di illuminazione esterna dello stesso ospedale. Inoltre, a Massaro sono stati sequestrati circa 50 metri di cavo elettrico, poi anche un’ascia, un trancia cavi ed un martello da cantiere.

10 settembre, un incendio e’ divampato nel cimitero delle barche a Lampedusa, dove sono ammassate circa 200 carcasse di barconi utilizzati dai migranti clandestini per la traversata del Canale di Sicilia. Il cimitero, in contrada Taccio Vecchio, e’ stato gia’ vittima di altri incendi in passato. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco che hanno scoperto due focolai, e cio’ induce ad ipotizzare la matrice dolosa del rogo.

11 settembre, la Polizia ha arrestato, in flagranza di reato, Antonio Guarneri, 30 anni, e Vincenzo Mongitore, 26 anni, entrambi di Canicatti’, sorpresi a bordo di uno scooter in possesso di un involucro con dentro circa 70 grammi di cocaina che i due hanno lanciato a terra nel tentativo di fuggire. Negli slip di Guarneri i poliziotti hanno scoperto altri 5 grammi di cocaina, ed a casa di Mongitore altri 4 grammi.

13 settembre, a Lampedusa sono sbarcati 5 migranti clandestini originari della Tunisia, intercettati dai Carabinieri a bordo di una barca di 6 metri che e’ stata sequestrata. Attivate le procedure di rimpatrio.

14 settembre, il Giudice monocratico della sezione penale del Tribunale di Agrigento, Ezio Damizia, ha condannato quindici lampedusani a 15 giorni di reclusione ciascuno ed al pagamento di 14 mila euro di multa per abusivismo edilizio. I reati sarebbero stati perpetrati all’interno del cimitero comunale di Lampedusa dove, secondo la Guardia di Finanza, gli imputati avrebbe eretto alcuni loculi non autorizzati in base alle regole in materia di tutela urbanistica imposte dalla Soprintendenza ai Beni culturali.

14 settembre, “ donne che litigano e mariti che intervengono a colpi di bastone nonostante la presenza delle Forze dell’ Ordine ”. A Canicatti’ i Carabinieri hanno arrestato Vincenzo Sanfilippo, Vincenzo Milazzo e Liliana Lo Manto, responsabili di rissa aggravata, violenza, resistenza, minaccia e lesioni a pubblico ufficiale. Il Tribunale di Agrigento ha convalidato l’arresto dei 3 ed ha sostituito la misura cautelare in carcere, richiesta dalla Procura, con l’obbligo di presentazione giornaliero alla Polizia giudiziaria, cosi’ come richiesto dai difensori degli arrestati.

16 settembre, il fratello del boss Giuseppe Falsone, Calogero Falsone, 43 anni, di Campobello di Licata, e’ stato giudicato per direttissima dal giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Alfonso Pinto, ed e’ stato condannato ad 1 anno ed 8 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale e violazione della misura cautelare. Calogero Falsone e’ stato arrestato dai Carabinieri la notte tra il 21 ed il 22 agosto scorso perche’, sorpreso in strada a bordo di un ciclomotore, in contrada Favarotta, tra Campobello e Naro, nonostante gli fosse imposto l’obbligo di dimora a Campobello, tento’ di sottrarsi al controllo manifestando escandescenze.

16 settembre, la Polizia ha arrestato Carmelo Farruggio, 52 anni, di Licata, impiegato, che scontera’ la condanna definitiva ad 11 mesi di reclusione per violazione degli obblighi di assistenza familiare.

16 settembre, a Lampedusa, a 300 metri dalla costa di Cala Pulcino, la Guardia costiera ha intercettato 6 migranti clandestini tunisini a bordo di una barca fatiscente. I 6 sono stati trasbordati. Attivate le procedure di rimpatrio.

16 settembre, al Tribunale di Agrigento hanno patteggiato la condanna a 6 mesi di reclusione ciascuno, pena sospesa, i canicattinesi Liliana Lo Manto, Vincenzo Milazzo e Vincenzo Sanfilippo, arrestati dai Carabinieri per rissa aggravata, violenza, minacce, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale lo scorso 14 settembre. Ai tre e’ stata anche revocata la misura dell’obbligo di presentazione giornaliero alla Polizia giudiziaria, applicata, in sostituzione della custodia cautelare in carcere, al termine dell’udienza di convalida dell’arresto.

16 settembre, il comandamento non rubare non lo si rispetta nemmeno dentro la Chiesa. Infatti, a Sciacca, nella parrocchia di San Michele, un uomo si e’ incamminato verso l’altare per la comunione e quando e’ ritornato al banco dove e’ stato seduto non ha piu’ trovato il borsello con dentro mille euro. Poi il borsello e’ stato ritrovato ma senza il denaro dentro.

17 settembre, incidente stradale a Canicatti’, in contrada Cucca Vecchia, lungo la statale Canicatti’ – Licata, dove Salvatore Asaro, 15 anni, di Canicatti’, a bordo di un ciclomotore, si e’ ribaltato sull’asfalto, per cause in corso di accertamento, ed e’ morto. Il corpo di Asaro e’ stato investito da un’automobile ed il conducente, un impiegato di Canicatti’, ha lanciato l’allarme. Secondo i Carabinieri Salvatore Asaro sarebbe stato gia’ morto quando e’ stato travolto dall’auto. Disposta l’autopsia.

17 settembre, ad Agrigento, in via Dinoloco, nei pressi della stazione ferroviaria, ignoti ladri, approfittando dell’assenza dei proprietari, hanno forzato una persiana ed hanno rubato denaro e gioielli per un valore di circa 15mila euro all’interno di un appartamento.

18 settembre, a Menfi i Carabinieri hanno arrestato Antonino Friscia, 36 anni, di Menfi, sorpreso in via Ognibene a colpire a calci e pugni il figlio di 16 anni. Friscia si e’ scagliato anche contro i militari danneggiando l’automobile della pattuglia. L’uomo, recluso nel carcere di Sciacca, risponde di minacce, oltraggio, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e rifiuto a fornire le proprie generalita’.

18 settembre, i Carabinieri hanno arrestato Massimiliano Lauria, 34 anni, di Licata, manovale edile, pregiudicato, accusato di percosse volontarie con conseguente inabilita’ al lavoro. Lauria e’ stato inseguito da un mandato di arresto europeo perche’ ricercato dalla Polizia del Belgio dove e’ stato commesso il reato dell’aggressione che ha provocato l’inabilita’ della vittima di Lauria. Il licatese e’ detenuto al carcere ‘’ Petrusa ’’ di Agrigento.

20 settembre, accuse pesanti come macigni : prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Minorenni dai 14 anni in su che sarebbero stati pagati per assecondare le pretese sessuali di un insegnante. E lui, professore di educazione fisica nato ad Agrigento, residente a Porto Empedocle, e che insegna ad Agrigento, in una scuola superiore, e’ stato arrestato dai Carabinieri. Il suo nome e’ Giuseppe Galluzzo, ha 51 anni. I Carabinieri di Porto Empedocle e di Agrigento hanno indagato dal marzo scorso, quando un genitore ha domandato : ‘’ maresciallo, scusi, ma come mi devo comportare con un professore ? Perche’ ? Perche’ invita mio figlio a pernottare a casa sua ‘’. I militari rabbrividiscono, poi scattano osservazioni, controlli e pedinamenti. I primi riscontri. La lente dell’obiettivo delle indagini dei Carabinieri ha focalizzato gli incontri tra il professore ed i minorenni, da soli o a gruppetti di 2 o 3 ragazzi. Il pomeriggio e la sera, a casa di Galluzzo. E tra gli adescati vi e’ stato anche il figlio del genitore che si e’ confidato con il Carabiniere di Porto Empedocle. Tra Galluzzo ed i ragazzini vi sarebbero stati rapporti sessuali, ricompensati con somme di denaro. Ecco perche’ l’accusa di prostituzione minorile. E dentro l’abitazione dell’insegnante e’ stato scoperto materiale pedo – pornografico, tra dvd, riviste, poi anche filmati e fotografie con i minorenni vittime degli abusi. Ecco perche’ l’accusa di pornografia minorile.

20 settembre, attentato a colpi di pistola ad Agrigento, lungo la strada tra le contrade San Michele e Consolida, dove, intorno alle ore 2 della notte, ignoti, a bordo di un’automobile, hanno affiancato ed hanno sparato due colpi di pistola, uno in aria e l’altro contro un chiosco ambulante di bevande sorpreso in marcia nella zona. I titolari del chiosco sono fuggiti. Indaga la Squadra mobile di Agrigento. Si ipotizza un tentativo di rapina.

21 settembre, i Carabinieri hanno intercettato gia’ sulla terraferma 23 extracomunitari appena sbarcati nella zona del porticciolo di Linosa. Tra i 23, originari del Marocco, vi sono anche 7 minorenni. Attivate le procedure di rimpatrio.

22 settembre, nel mirino la famiglia di Cosa nostra di Castrofilippo : e’ il giorno dell’ operazione ‘’ Family ‘’. Ed il sindaco di Castrofilippo non sarebbe stato un estraneo alla famiglia ed ai familiari. Associazione a delinquere di stampo mafioso. Blitz della Squadra mobile di Agrigento, capitanata da Alfonso Iadevaia, e della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, capitanata da Vittorio Teresi. Decapitato il presunto clan di Castrofilippo, capeggiato da Antonino Bartolotta, 85 anni, inteso ‘’ il Patriarca ‘’, benedetto prima da Maurizio Di Gati e poi da Giuseppe Falsone. Un arresto eccellente, il sindaco del paese, Salvatore Ippolito, 55 anni, del Popolo della Liberta’, eletto l’11 giugno del 2006. Si’ perche’ l’assegnazione degli appalti alle imprese contigue alla famiglia, tra cottimi fiduciari e trattative private, sarebbe stata condizionata con la complicita’ del Sindaco. Ed Ippolito si sarebbe impegnato a sostenere le opere del Centro commerciale “Le Vigne” e dei capannoni del mercato ortofrutticolo di Castrofilippo. Determinanti sono le dichiarazioni dei pentiti, tra Maurizio Di Gati e Giuseppe Sardino. Numerose le perquisizioni, anche al Municipio di Castrofilippo e nell’ Ufficio del Sindaco. Sequestrati documenti e altro materiale di interesse investigativo. Al setaccio ogni appalto bandito ed aggiudicato nel territorio di Castrofilippo. Oltre al sindaco Salvatore Ippolito ed al presunto capomafia del paese, Antonino Bartolotta, ai domiciliari perche’ ultra 80enne, in manette anche Angelo Alaimo, 63 anni, presunto vice capo della famiglia di Castrofilippo, l’omonimo Angelo Alaimo, di 53 anni, e Giuseppe Arnone, 53 anni, nipote di Bartolotta. L’inchiesta ‘’ Family’’ e’ stata partorita dalle indagini, ancora della Squadra mobile di Agrigento, che il 6 dicembre del 2008 provocarono il blitz cosiddetto ‘’ Agora’ ‘’, dal primo nome del Centro commerciale “Le Vigne”. In manette 6 presunti favoreggiatori dell’allora latitante Giuseppe Falsone, accusati di pilotare le opere di costruzione dello stesso Centro commerciale nell’interesse del boss. Secondo Maurizio Di Gati, che peraltro e’ stato socio occulto del Centro “Agora’ ‘’, la mafia si sarebbe avvalsa delle complicita’ politiche, ed il sindaco di Castrofilippo, Salvatore Ippolito, cosi’ come l’ex assessore regionale, Vincenzo Lo Giudice, sarebbe stato parte anche lui del sottobosco politico che avrebbe assecondato gli interessi dei clan. Interrogato dai magistrati della Dda di Palermo, Maurizio Di Gati ha raccontato che per le autorizzazioni e le concessioni a Castrofilippo non vi sarebbero stati problemi, ‘’ perche’ Ippolito e’ vicino alla famiglia ‘’. Un avviso di garanzia per concorso esterno all’associazione mafiosa e’ notificato anche al gia’ Vice Presidente della Regione, Michele Cimino, accusato da alcuni pentiti di iniziative a favore delle cosche tramite l’affidamento di appalti pubblici in cambio di soldi.

22 settembre, lungo la strada tra Riesi e Licata sono stati sparati numerosi colpi di pistola e 5 proiettili hanno colpito l’automobile con a bordo l’imprenditore edile di Licata, Angelo Stracuzzi, 43 anni. Stracuzzi si e’ fermato ai bordi della carreggiata per rispondere al telefono cellulare, e da un’ automobile che lo ha affiancato sono stati esplosi gli spari. Stracuzzi e’ ripartito subito fulmineamente, evitando i colpi, ed e’ sfuggito all’agguato. Le indagini sono coordinate dal Procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, Amedeo Bertone. Angelo Stracuzzi, insieme al padre Giuseppe, e’ stato gia’ inquisito nell’ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Progresso ‘’.

22 settembre, i Carabinieri hanno arrestato a Naro il latitante Piero Galleia, 44 anni, presunto affiliato alla cosca Ierino’ della ‘ndrangheta calabrese. L’arresto e’ stato compiuto dai militari del Comando provinciale di Reggio Calabria in collaborazione con i colleghi di Agrigento. Galleia, ricercato dal 2006, scontera’ una condanna definitiva a 6 anni di reclusione per estorsione, danneggiamento ed altri reati aggravati dalle modalita’ mafiose. Galleia si e’ nascosto a Naro perche’ il padre e’ originario della citta’ del Barocco. Il latitante e’ stato sorpreso nella piazza centrale di Naro.

22 settembre, i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Antona, 40 anni, di Licata, bracciante agricolo, accusato di ricettazione in concorso e che scontera’ una condanna definitiva ad 8 mesi di reclusione. Nel novembre del 2006 Antona fu sorpreso dai Carabinieri in possesso di un ciclomotore marca Aprilia rubato.

22 settembre, il Tribunale di Agrigento ha condannato a 4 mesi di reclusione ciascuno i fratelli Pasquale e Giuseppe Vasile, di 23 e 19 anni, e Paolo Iati’, di 22 anni, tutti di Agrigento, protagonisti, durante la notte dello scorso Ferragosto, di una rissa a Bovo Marina, in territorio di Montallegro, conclusa con tre arresti e numerosi contusi. I tre sono stati accusati di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale e sono stati giudicati per direttissima.

23 settembre, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha assolto Silvestre Lo Conti, 42 anni, di Cammarata, accusato di tentata violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia allorche’, al rifiuto della convivente, Maria Giuseppa Infantino, 36 anni, ad intrattenere rapporti sessuali con lui, l’ avrebbe aggredita a calci e pugni.

23 settembre, la terza sezione penale della Corte d’Appello di Palermo ha riformato la sentenza emessa dal Tribunale di Sciacca. La vendita dei terreni in contrada Verdura a sir Rocco Forte per la costruzione del Golf Resort : non e’ stata estorsione ma violenza privata, reato derubricato. E la condanna di Domenico Ruvolo e’ stata ridotta da 5 anni e 6 mesi a 2 anni, condonati. Domenico Ruvolo, difeso dall’avvocato Giovanni Vaccaro, e’ un bancario di Ribera, adesso in pensione, indagato ed arrestato nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘’ Grand Hotel ‘’. La Procura di Sciacca ha ipotizzato che Ruvolo, insieme ad altri indagati, gia’ assolti, tra cui il rappresentante della Rocco Forte, Mario Barbieri, di Roma, avrebbe pressato sui proprietari dei terreni in contrada Verdura affinche’ accettassero l’ offerta di acquisto ricevuta paventando altrimenti conseguenze negative. Estorsione, dunque ? No, violenza privata secondo i Giudici d’Appello di Palermo. L’avvocato Vaccaro ricorrera’ in Cassazione.

23 settembre, il Tribunale di Agrigento ha condannato Gioacchino La Verde, 40 anni, di Campobello di Licata, a 9 mesi di reclusione perche’ accusato di violenza privata, violenza sessuale e minacce gravi allorche’ non si sarebbe rassegnato alla separazione dall’amante, ed avrebbe usato violenza contro la donna ed il marito di lei.

24 settembre, il Tribunale di Agrigento ha condannato Rosario Tannorella, 35 anni, di Palma di Montechiaro, a 6 anni e 6 mesi di reclusione nell’ambito dell’inchiesta antidroga della Polizia cosiddetta ‘’ Emporos ‘’, dal nome del blitz del 15 dicembre del 2006. Sono stati assolti Giuseppe Spina, Giacomo Vitale, imputato di detenzione illegale di una pistola, Carlo Savaia, Pino Sambito e Natale Romano, accusato di ricettazione.

25 settembre, a Lampedusa 7 extracomunitari sono stati intercettati gia’ sulla terraferma dai Carabinieri e dalla Capitaneria. Nessuna traccia dell’imbarcazione. Attivate le procedure di rimpatrio.

25 settembre, ad Agrigento, lungo il viale Cannatello, ignoti malviventi hanno forzato un ingresso secondario ed hanno rubato l’incasso all’interno del supermercato “ Condorelli ”. Il bottino ammonterebbe a poche centinaia di euro.

26 settembre, a Favara, in via Bologna, le fiamme, di origine incerta, hanno danneggiato l’automobile, un’Alfa Romeo 156, del Consigliere comunale, Leonardo Zambito. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco ed i Carabinieri. Il 18 agosto scorso, a Favara, un colpo di pistola ha ucciso il cane del Consigliere comunale, Giovanni Mossuto, ed il 28 agosto un altro incendio ha investito l’auto dell’ ex Assessore comunale Joseph Zambito.

27 settembre, furto ad Agrigento, in via Unita’ di Italia, a danno del supermercato Iperte’, dove ignoti hanno scassinato una saracinesca, hanno danneggiato il sistema di allarme e di video ripresa, hanno forato la cassaforte ed hanno rubato 27mila euro.

27 settembre, i Carabinieri hanno arrestato Calogero Ragusa, 24 anni, di Raffadali, accusato di danneggiamento, resistenza e minacce a pubblico ufficiale allorche’ ad un posto di blocco, in via Progresso, Ragusa si sarebbe scagliato contro l’automobile dei Carabinieri, ostacolando le procedure identificazione.

27 settembre, la terza sezione della Corte d’Appello di Palermo ha condannato ad 8 mesi di reclusione il boss di Agrigento, gia’ detenuto, Cesare Calogero Lombardozzi, 67 anni, per violazione degli obblighi della sorveglianza speciale allorche’ nel novembre del 2006 si allontano’ dalla sua abitazione nel centro di San Leone durante orari non consentiti.

27 settembre, i Carabinieri hanno arrestato Gioni Cepriaga, 23 anni, originario della Romania e residente a Calamonaci, accusato di violenza sessuale e sequestro di persona allorche’ lo scorso dicembre avrebbe minacciato una connazionale con un coltello costringendola a seguirlo nella sua abitazione dove l’avrebbe poi violentata. Cepriaga, inseguito da un mandato di cattura, e’ scappato in Romania e poi, appena rientrato a Calamonaci, e’ stato arrestato.

28 settembre, nel centro storico di Agrigento, zia e nipote, originari di Porto Empedocle, Maria Formica, 50 anni, che lavora in una bottega in via Neve ad Agrigento, ed il nipote, Giuseppe Principato, 36 anni, sono stati preda di ignoti malviventi, due extracomunitari travisati al volto ed armati di coltello. Hanno tentato di scippare la borsa alla donna, poi e’ intervenuto il nipote, ed e’ stato accoltellato anche lui. Poi la fuga. Le ambulanze ed il ricovero in prognosi riservata all’Ospedale di Agrigento.

28 settembre, il Tribunale di Agrigento ha condannato ad 1 anno e 2 mesi di reclusione Maurizio Pisciotto, 28 anni, di Favara, accusato di minacce e tentata estorsione a danno del titolare di un esercizio commerciale a San Leone, lo scorso 30 agosto, quando Pisciotto e’ stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri.

29 settembre, a Sciacca i Carabinieri hanno intercettato, gia’ sulla terraferma, 20 extracomunitari, sorpresi in corso Vittorio Emanuele. Si ritiene che i 20 siano parte di un gruppo piu’ numeroso, almeno 80, sbarcati poche ore prima e ricercati. Nessuna traccia dell’imbarcazione.

29 settembre, a Canicatti’ ignoti malviventi hanno minacciato con una pistola puntata alla tempia un impiegato che lavora in uno studio associato di professionisti, e gli hanno rapinato il portafogli con dentro alcune centinaia di euro. La vittima della rapina ha dichiarato ai Carabinieri che i rapinatori hanno agito a volto scoperto parlando con accento straniero.

30 settembre, ad Agrigento, a San Leone, al piazzale Aster, ignoti ladri, nottetempo, hanno forzato una saracinesca ed hanno svaligiato una Sala giochi. Il bottino ammonta a circa 500 euro.

30 settembre, a Lampedusa sono sbarcati 44 migranti, tra cui 11 minorenni. I clandestini sono approdati mentre sulla spiaggia della Guitgia, innanzi al molo, sono state in corso le prove del concerto di Claudio Baglioni e Francesco De Gregori sul palco di O’ scia’, la manifestazione promossa dallo stesso Baglioni per promuovere l’integrazione e il dialogo.

30 settembre, l’inchiesta antidroga cosiddetta ‘’ Bacchanalia ‘’ ed i procedimenti giudiziari al Tribunale di Sciacca. 5 imputati hanno patteggiato la condanna innanzi al Giudice per le udienze preliminari, Guarnotta. Si tratta di Jessica Giarratano 4 mesi, Angelo Loquace 8 mesi, Francesco Milici 3 anni, Calogero Puleo 3 anni e 5 mesi, e Giuseppe Antonio Titone 4 mesi.

1 ottobre, notte di paura a Sambuca di Sicilia allorche’ in contrada Badia si e’ scatenato il fuoco a causa della fuoriuscita di biossido di cloro da un impianto industriale. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco dei Distaccamenti di Santa Margherita Belice e Sciacca che hanno spento le fiamme. Nel frattempo, i tecnici specializzati della ditta hanno tamponato la fuoriuscita del gas ed hanno chiuso le valvole, evitando cosi’ gravi incidenti.

1 ottobre, a Lampedusa, nottetempo, 20 egiziani sono stati sorpresi dai Carabinieri e dalla Guardia costiera nei pressi del molo Favarolo. Attivate le procedure di rimpatrio.

2 ottobre, Taxi driver non e’ stato solo il film di Martin Scorsese con Robert De Niro del 1975. Taxi driver e’ anche il nome del blitz dei Poliziotti del Commissariato di Sciacca, della Squadra mobile di Agrigento e della Procura di Sciacca. 7 arresti per traffico di migranti clandestini e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, dall’Egitto fino a Ribera, alla spiaggia di Borgo Bonsignore, dove, cosi’ come segnalato dal Servizio centrale operativo della Polizia di Roma, il 27 settembre scorso sono sbarcati 104 extracomunitari egiziani. Poi i 104 sono stati trasferiti a bordo di pullman ed automobili a Sciacca, in una casa agricola in contrada Piana. Poi il viaggio verso Palermo, alla stazione ferroviaria, dove la Polizia ha intercettato un gruppo di 29 dei 104, e poi verso il Nord Italia, tra Roma e Milano. Anche a Sciacca sono stati sorpresi altri 17 dei 104. L’operazione “Taxi driver” e’ stata conclusa in 3 giorni di indagini. Gli arrestati sono Domenico Conticello, 68 anni, di Sciacca. Diego Sabella, 76 anni, di Sciacca. Alberto Sclafani, 28 anni, di Sciacca. Mohamed Rabie Abel All Mohamed, egiziano, 25 anni, residente a Milano. Elso Bhy Mohamed, egiziano, 25 anni, residente a Milano. Ahmed Mohamed Abourezk Maher, egiziano, 22 anni, residente a Sciacca. Elsayed Saad Mohamed El Saka Ragab, egiziano, 24 anni, residente a Sciacca. Denunciato a piede libero e’ Filippo Mauceri, 30 anni, di Calamonaci. La Polizia ha sequestrato numerosi capi di abbigliamento, offerti agli sbarcati dalla banda degli 8 organizzatori del viaggio, e circa 7mila euro in contanti, frutto del pagamento della traversata.

2 ottobre, ad Agrigento due extracomunitari hanno aggredito e picchiato violentemente due agenti della Polizia municipale, impegnati a sequestrare la merce contraffatta dei due venditori abusivi esposta al mercato di piazzale Ugo La Malfa. I due Vigili urbani sono stati soccorsi in Ospedale con prognosi rispettivamente di 21 giorni e di una settimana. Gli extracomunitari sono fuggiti.

2 ottobre, i Carabinieri della Compagnia di Canicatti’ hanno arrestato Giacinto Corbo, 55 anni, di Canicatti’, sorpreso in un proprio magazzino in possesso di 6 involucri contenenti cocaina del peso complessivo di 5 grammi.

2 ottobre, i Carabinieri della stazione di Camastra hanno arrestato Rafal Pienczewski, 27 anni, cittadino polacco, cuoco, incensurato, responsabile di numerosi reati commessi in Polonia, tra contraffazione di documenti in concorso ai fini di truffa in condizioni di recidiva, sequestro di persona in condizioni di recidiva, truffa, rapina e guida in stato di ebbrezza alcolica. Il polacco e’ stato inseguito da un mandato d’arresto europeo emesso dalla Magistratura polacca.

3 ottobre, giallo nel centro storico di Agrigento allorche’ da un’automobile in corsa lungo la via Bac Bac sono stati esplosi due colpi di pistola forse contro una palazzina. Indaga la Polizia alla ricerca del movente degli spari e di tracce dei bossoli e dei fori.

4 ottobre, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha condannato ad 1 anno e 6 mesi di reclusione Gianluca Vacante, 27 anni, di Porto Empedocle, arrestato dai Carabinieri il 5 marzo perche’ sorpreso in possesso di 60 grammi di hashish.

4 ottobre, il Tribunale di Agrigento ha assolto Salvatore Costanza, 38 anni, di Cattolica Eraclea, accusato di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia allorche’, secondo quanto denunciato dalla moglie, la stessa donna avrebbe subito dal marito un tentativo di violenza sessuale, oltre a percosse, maltrattamenti e umiliazioni. Salvatore Costanza e’ stato invece condannato a 4 mesi di reclusione per lesioni personali a danno della coniuge.

5 ottobre, a Montallegro i Carabinieri hanno arrestato Daniele Fanara, 39 anni, di Santa Elisabetta, fratello del boss detenuto e pluri ergastolano, Giuseppe Fanara, 54 anni. Daniele Fanara avrebbe sfondato la porta di casa della sua ex compagna, ed avrebbe picchiato un uomo adesso convivente della donna. Daniele Fanara rispondera’ anche di detenzione illegale di armi e munizioni perche’ nel corso della perquisizione domiciliare e’ stato sorpreso in possesso di un mini arsenale : una pistola con matricola abrasa e caricatore inserito con 7 cartucce ed una in canna. Un altro caricatore con 7 cartucce. 884 ogive per munizionamento calibro 9. 176 cartucce di vario calibro. Una balestra e 2 frecce. Una Carabina calibro 3,57 magnum, rubata. 2 bilancini di precisione per il confezionamento di munizioni. 129 bossoli calibro 9. 100 inneschi. E 200 grammi di polvere da sparo.

5 ottobre, i Carabinieri hanno arrestato Rosario Amato, 22 anni, di Porto Empedocle, disoccupato, sorpreso in possesso, nel corso di una perquisizione personale e domiciliare, di oltre 15 grammi di hashish suddivisi in 15 dosi gia’ preconfezionate.

5 ottobre, a Licata i giornalisti della redazione dell’emittente televisiva Tele Alfa hanno scoperto sul posto una busta bianca con dentro 3 bossoli, probabilmente di pistola. Indaga la Polizia. In passato la stessa Tele Alfa ha subito danneggiamenti e minacce verbali.

5 ottobre, ad Agrigento, tra le vie Empedocle e piazza Ravanusella, ad un’anziana coppia di coniugi e’ stata scippata la pensione dentro la borsa della donna, strappata da due malviventi a bordo di uno scooter e travisati dal casco. Il bottino e’ di 700 euro. Rubate anche le chiavi di casa tanto che la coppia e’ entrata nel proprio appartamento con l’ausilio dei Vigili del fuoco.

5 ottobre, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, Giuseppe Miceli, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 3 anni e 4 mesi di carcere Juan Carlos Peralta, 24 anni, originario del Guatemala ma residente a Sciacca, perche’, secondo l’accusa, la notte del 12 dicembre scorso aggredi’ nudo e tento’ di stuprare una ragazza di 19 anni attesa fuori da un locale notturno, nel centro abitato di Sciacca.

7 ottobre, il Tribunale di Sciacca ha inflitto 3 anni ed 8 mesi di reclusione a Massimiliano Barone, 26 anni, di Sambuca di Sicilia, accusato di 7 rapine perpetrate tra il 6 ed il 16 marzo del 2007. Nel dettaglio, 4 rapine sarebbero state commesse a Menfi, 2 a Santa Margherita Belice, ed una nella frazione di Giuliana. Il Tribunale ha assolto Patrizio Torretta, coimputato. Barone si sarebbe impossessato dei portafogli delle vittime, e le 7 rapine avrebbero complessivamente fruttato circa 220 euro.

7 ottobre, il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Enzo Agate, ha condannato Giuseppe Marciante, 22 anni, di Sciacca, a 6 anni di reclusione. Lo scorso 18 febbraio Marciante e’ stato sorpreso dai Carabinieri della Compagnia di Sciacca in possesso di un panetto di hashish del peso di 50 grammi nascosto nella tasca dei pantaloni.

7 ottobre, maxi blitz antidroga cosiddetto ‘’ Sorgente ‘’ dei Poliziotti del Commissariato di Canicatti’, la Squadra mobile e la Procura di Agrigento. 19 arresti. Detenzione di stupefacenti e spaccio, tra hashish e cocaina. Ecco gli arrestati in carcere :
Sergio Rosario Condello, 25 anni, nato a Waiblingen in Germania e residente a Canicatti’.
Carmelo Giardina, inteso “Emanuele”, 25 anni, di Canicatti’.
Vincenzo Guagenti, inteso “Viciu Yaya”, 25 anni, di Caltanissetta, residente a Canicatti’.
Francesco Gallo, 26 anni, di Canicatti’.
Fabio Corbo, 25 anni, di Canicatti’.
Fabio Li Vigni, inteso “palermitanu”, 34 anni, di Palermo, residente a Canicatti’.
Carmelo Corbo, 32 anni, di Canicatti’.
Calogero Messina, inteso “Rino”, 28 anni, di Caltanissetta.
Angelo Brunetto, 23 anni, di Agrigento, residente a Racalmuto.
Salvatore Puma, 33 anni, di Agrigento, residente a Racalmuto.
Eleonora Salamone, intesa “Lola”, 22 anni, di Favara, residente ad Agrigento.
Mario Fuca’, 25 anni, di Agrigento.
Diego Sciascia, 45 anni, nato a La Tronche in Francia e residente a Canicatti’.
Vincenzo Di Franco, inteso “Lu Piru”, 55 anni, di Canicatti’.
Salvatore Gettino, 29 anni, di Canicatti’.
Ecco gli arrestati ai domiciliari :
Calogero Mattina, 54 anni, di Palermo, residente a Racalmuto, Presidente del Consorzio idrico Tre Sorgenti e l’automobile dello stesso Consorzio sarebbe stata usata da Mattina anche per i viaggi di rifornimento degli stupefacenti.
Marco Ragusa, 20 anni, di Canicatti’.
Giacinto Piazza, 20 anni, di Canicatti’.
Ed Ivan Luca Alaimo, 24 anni, di Palermo, residente a Canicatti’.
Le indagini hanno cavalcato l’intero anno 2009, tra Canicatti’ e Comuni confinanti. Intercettazioni ambientali e telecamere nascoste dentro l’Ufficio del Presidente del Consorzio Tre Sorgenti, Calogero Mattina. Poi altre intercettazioni telefoniche sulle utenze di alcuni degli indagati. Poi documenti al setaccio ed interrogatori di persone informate o indagate. La droga, soprattutto cocaina, spesso tagliata alla meno peggio, anche con il bicarbonato, sarebbe stata venduta a 75 euro circa a dose.

8 ottobre, i Carabinieri hanno arrestato Calogero Racinello, 19 anni, di Porto Empedocle, sorpreso in possesso di 71 grammi di hashish, un coltellino usato per tagliare lo stupefacente e 250 euro in contanti, probabile provento dell’attivita’ di spaccio.

8 ottobre, a Licata, in via Gaetano De Pasquale, il fuoco, scatenato da cause in corso di accertamento, ha bruciato l’automobile, una Fiat Uno, di Salvatore Farruggio, 50 anni, di Licata, bracciante agricolo. Sarebbe stato versato del liquido infiammabile sul cofano motore. Indaga la Polizia.

8 ottobre, si e’ concluso innanzi alla quarta sezione della Corte d’ Appello di Palermo il processo a carico di Nicolo’ Morello, 26 anni, di Gela, tra i protagonisti di una sparatoria al Villaggio Mose’ di Agrigento contro le Forze dell’ordine e di una rocambolesca fuga lungo il Viadotto Morandi il 22 novembre del 2008. A favore di Morello e’ stato derubricato il reato da rapina a furto e quindi la pena e’ stata dimezzata da 6 a 3 anni di reclusione.

8 ottobre, la Polizia ha arrestato un operaio, Silvestro Di Caro, 45 anni, di Palma di Montechiaro, perche’ accusato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana, che e’ stata sequestrata, e sono stati denunciati a piede libero anche due altri soggetti sorpresi in possesso di droga.

8 ottobre, ad Agrigento i Carabinieri hanno arrestato Guido Ruggiero, 24 anni, di Agrigento, che scontera’ 2 anni ed 8 mesi di reclusione per detenzione di droga a fini di spaccio.

9 ottobre, i Carabinieri della Compagnia di Canicatti’ hanno arrestato Danilo Fazio e Riccardo Valenti, di 34 e 27 anni, di Canicatti’, sorpresi in possesso di 270 grammi di hashish e di 46 semi di canapa indiana.

9 ottobre, attentato a danno del Comune di Caltabellotta. Ignoti hanno imbottito la serratura dell’ ingresso del Municipio, in piazza Umberto, con della colla Attak. Secondo il sindaco, Calogero Pumilia, ‘’ si tratta di una ritorsione contro l’inasprimento delle multe alle violazioni delle norme sulla raccolta differenziata e sui parcheggi pubblici ’’.

9 ottobre, i Carabinieri della stazione di Santa Elisabetta hanno arrestato Giuseppe Baio, 60 anni, di Santa Elisabetta, sorpreso in possesso di un fucile e 3 pistole illegalmente detenute.

10 ottobre, a Palma di Montechiaro lui ha rubato i documenti personali di lei. E lui ha minacciato lei : ‘’ non te li restituisco, ti devi prostituire ‘’. Lei ha risposto no e lui ha rilanciato : ‘’ allora dammi 300 euro ‘’. La donna, una romena di 32 anni, si e’ rifugiata dai Carabinieri della locale Stazione. Lui e’ stato arrestato. E’ anche lui romeno, Georghe Negoita, 31 anni, e rispondera’ di estorsione. I Carabinieri lo hanno sorpreso in flagranza di reato. Hanno organizzato la trappola, in contrada Mandranova, e quando lei ha consegnato il denaro a lui lo hanno ammanettato.

10 ottobre, da Palma di Montechiaro verso Palermo ha viaggiato Michele Caravotta, 38 anni, palmese. A bordo di una Ford grigia, da Via Basile verso viale Regione siciliana, a velocita’, tanta che alcuni Carabinieri in borghese si sono insospettiti. Corre la pattuglia, all’inseguimento, paletta rossa e stop. Dentro l’automobile di Caravotta, dentro la calotta in plastica sopra il freno a mano, la sorpresa : un sacchetto di cellophane, tra carta di giornale e nastro adesivo, e 101 grammi di cocaina. Poi, nel portafoglio di Michele Caravotta 415 euro in contanti, forse provento dello spaccio.

10 ottobre, la statale 123, tra Delia e Campobello di Licata. Una donna di 49 anni di Delia, in compagnia del fratello di 58 anni e del nipote di 14 anni, ha appena concluso una compravendita di uva e da un imprenditore di Campobello ha incassato 6mila euro. Forse i rapinatori hanno saputo, e cosi’, appena fuori Campobello, hanno affiancato la Fiat Croma dei 3 con un Fiat Uno rubata a Canicatti’, l’hanno tamponata, e poi, minacciandoli con una pistola, li hanno rapinati dei 6mila euro, dei portafogli, i telefonini ed anche l’automobile.

11 ottobre, nel mirino degli attentatori e’ la Polizia municipale di Agrigento. Infatti, gia’ 3 volte, nottetempo, e l’ultima volta la notte tra il 10 e l’11 ottobre, ignoti hanno forzato le serrature di entrambi i portoni dell’ingresso della sede centrale della Polizia municipale della citta’ dei Templi. Sono state spezzate delle chiavi nei cilindretti dei chiavistelli, impedendo l’accesso agli Uffici. Il comandante, Cosimo Antonica, ritiene che si tratti di atti perpetrati attraverso una tecnica intimidatoria, e che sono forse la reazione alle pressanti attivita’, costanti e serrate, sostenute dai Vigili urbani agrigentini.

12 ottobre, altro sequestro di beni nell’ambito della maxi inchiesta antimafia cosiddetta ‘’Scacco matto ‘’. La Direzione investigativa antimafia di Palermo ed il Tribunale di Agrigento hanno sequestrato 1 milione di euro ad Accursio Dimino, 52 anni, di Sciacca, presunto capo della famiglia mafiosa di Sciacca. Mobili ed immobili, poi appartamenti, conti correnti bancari, libretti di deposito e titoli azionari. Dimino e’ detenuto. Il 18 febbraio scorso e’ stato condannato in primo grado a 11 anni e 4 mesi di reclusione, insieme ad altri 11 imputati giudicati con il rito abbreviato e condannati a complessivi 120 anni di carcere.

12 ottobre, i Carabinieri hanno arrestato Stefano Fragapane, 18 anni, Giuseppe Zambuto, 22 anni, ed un minorenne di 17 anni, R F , ecco le iniziali del nome, tutti di Agrigento, accusati di furto aggravato in concorso lungo la statale 115, in territorio di Porto Empedocle, all’interno di un bar in un’area di servizio carburanti Ip dove hanno rubato dalla slot machine e dal registratore di cassa monete per 501 euro e 10 lattine Red Bull.

12 ottobre, ad Agrigento, in piazza Marconi, i Carabinieri hanno arrestato un extracomunitario, Ugwu Daniel, 21 anni, originario della Nigeria e domiciliato ad Agrigento, perche’ nel corso di un controllo avrebbe tentato di aggredire i militari, opponendo resistenza.

12 ottobre, ad Agrigento, in via Dante, la Polizia, a seguito della segnalazione di un incidente stradale, ha arrestato Marouane Charfi, 18 anni, originario della Tunisia, responsabile di furto di ciclomotore.

13 ottobre, a Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato Augustin Radu, 39 anni, originario della Romania, perche’ responsabile del reato di tentato furto aggravato commesso nell’ agosto del 2008 a Castelluccio, nella provincia di Mantova. Augustin Radu, adesso detenuto nel carcere ‘’Petrusa ‘’ di Agrigento, scontera’ una condanna definitiva a 4
mesi di reclusione.

14 ottobre, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Gioacchino Salvaggio, 50 anni, di Agrigento, pregiudicato, sorpreso in flagranza di reato di evasione dagli arresti domiciliari. Salvaggio, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari dal Tribunale di sorveglianza di Palermo, e’ stato pizzicato da una pattuglia fuori dalla propria abitazione, in piazza Metello.

14 ottobre, il Tribunale di Agrigento ha assolto, per non avere commesso il fatto, l’ imprenditore agrigentino Marco Nuara, 46 anni, difeso dall’avvocato Tanja Castronovo. Il processo e’ scaturito dalla denuncia della madre di Nuara, Giovanna Puma, 74 anni, che ha segnalato la presenza di una scritta offensiva sulla cassetta della posta ed un’altra minacciosa, un augurio di morte, dentro l’ascensore condominiale.

15 ottobre, il Tribunale di Agrigento ha assolto il Direttore provinciale del Patronato Epas di Agrigento, Carmelo Traina, originario di Bivona, accusato di violenza sessuale e lesioni allorche’ avrebbe abusato sessualmente di una sua collaboratrice dopo averla percossa contro il muro. La presunta vittima ha anche denunciato ritorsioni e minacce di licenziamento a causa del suo rifiuto.

15 ottobre, il presidente della quarta sezione della Corte d’Appello di Palermo, Rosario Luzio, riconoscendo la responsabilita’ penale degli agrigentini Claudio Lombardo, Calogera Castiglione e dell’ ex deputato regionale, Basilio Vella, ha condannato i 3 a risarcire Giuseppe Arnone, Legambiente nazionale e Legambiente Sicilia per i danni morali e di immagine a loro provocati a seguito dell’arresto, il 29 gennaio del 1996, dell’allora Soprintendente di Agrigento, Graziella Fiorentini, e dell’incriminazione dello stesso Giuseppe Arnone. Lombardo, Castiglione e Vella avrebbero reso dichiarazioni mendaci all’allora Pubblico ministero, Giuseppe Miceli.

16 ottobre, la Polizia ha arrestato in carcere un padre di 3 bambine. Agli arresti domiciliari sono la madre ed un uomo di 78 anni conoscente della coppia. La coppia e’ residente a Porto Empedocle ed all’epoca degli abusi ha abitato a Lampedusa. Il 78enne e’ di Lampedusa. Dunque, con minacce e violenza, le tre bambine minorenni dei 14 anni sarebbero state costrette a compiere e subire atti sessuali. I genitori rispondono anche di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione delle loro figlie minori. Infatti, avrebbero consentito al 78enne arrestato di abusare sessualmente delle minori nella loro casa dietro il pagamento di somme di denaro. Altre volte invece avrebbero accompagnato le figlie nei pressi del parco giochi o della scuola di Lampedusa, dove delle 3 avrebbero abusato soggetti maggiorenni e minorenni, sempre dietro pagamento di denaro.

16 ottobre, altri sviluppi nell’ambito dell’inchiesta antidroga cosiddetta ‘’ Bacchanalia ‘’. Infatti, i Carabinieri della Compagnia di Vercelli hanno notificato un mandato di cattura in carcere a Gianluca Cammarata, 27 anni, di Sciacca, irreperibile dal giorno del blitz “ Bacchanalia ”, il 19 maggio scorso, quando sono state arrestate 21 persone, soprattutto tra Ribera, Sciacca e Menfi.

16 ottobre, incidente ad Agrigento, nella zona industriale, in contrada San Benedetto, all’interno di un deposito della ditta di distribuzione di giornali ‘’ Agriscia ‘’, dove Liborio Di Vincenzo, 50 anni, di Agrigento, meccanico, impegnato a riparare un furgone, e’ stato investito da una esplosione. Di Vincenzo e’ stato ricoverato a Palermo, all’Ospedale Civico, con ustioni di terzo grado nel 90 per cento del corpo.

18 ottobre, a Porto Empedocle i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato, in esecuzione di un mandato di cattura spiccato dal Tribunale di Agrigento, Gianluca Vacante, 27 anni, di Porto Empedocle, operaio, accusato di avere violato piu’ volte la misura cautelare degli arresti domiciliari a cui e’ detenuto per reati legati allo spaccio di stupefacenti.

18 ottobre, ad Agrigento, Caino ed Abele. Due fratelli, uno di 47 e l’altro di 50 anni. Futili motivi. Scontro nel centro storico, in salita La Lumia, durante il pranzo. Il 50enne afferra un coltello da cucina e lo scaglia contro il fratello minore, ferito ad una mano, soccorso in Ospedale, e che adesso guarira’ in 10 giorni. L’accoltellatore e’ stato denunciato a piede libero dai Poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento.

19 ottobre, il Tribunale di Agrigento ha assolto, perche’ il fatto non sussiste, Claudio Cusumano, 44 anni, di Agrigento, accusato di violenza sessuale aggravata, rapina e detenzione di arma da sparo, allorche’ nell’agosto del 2006 avrebbe tentato di violentare un ragazzo etiope minacciandolo con una pistola alla tempia e dopo averlo rapinato. Cusumano e’ stato riconosciuto responsabile del solo reato di detenzione illegale di munizioni ed e’ stato condannato a 6 mesi di reclusione.

19 ottobre, i Carabinieri hanno arrestato per evasione Gioacchino Salvaggio, 50 anni, di Agrigento, pregiudicato, perche’ ha evaso ancora una volta gli arresti domiciliari a cui e’ detenuto. Salvaggio e’ stato gia’ arrestato lo scorso 13 ottobre per evasione.

20 ottobre, a Licata, in via Marotta, traversa della centrale via Roma, in una palazzina a due piani, al civico 13, sono stati scoperti morti accoltellati alla gola due anziani coniugi. Le vittime sono Antonino Timoneri, 82 anni, ex dipendente comunale e sindacalista in pensione, e Rita Di Miceli, 81 anni, casalinga, entrambi di Licata. L’uomo e’ stato scoperto cadavere al primo piano dello stabile. Il cadavere della moglie e’ invece riverso sul pavimento delle scale, con un fazzoletto in bocca affinche’ non gridasse, e forse perche’ ha tentato di fuggire all’assassino. La cassaforte nella stanza da letto della coppia e’ stata svuotata. Rubati gioielli e denaro.

20 ottobre, i Carabinieri hanno arrestato a Caltabellotta Primo Demetrio, 35 anni, di Caltabellotta, perche’ sorpreso in possesso di 50 grammi di hashish, a bordo di una Fiat Stilo, insieme a G B 38 anni, M G 28 anni, e C A 18 anni, anche loro di Caltabellotta, e denunciati a piede libero. A casa dei 4 sono stati scoperti un bilancino di precisione e pochi altri grammi di hashish.

21 ottobre, i Carabinieri hanno arrestato Felice Tannorella, 28 anni, di Agrigento, operaio, sorpreso, nel corso di una perquisizione personale, in possesso di 2,8 grammi di marijuana e 65 euro, ed, a seguito di perquisizione domiciliare, di 76,3 grammi di hashish, 32,9 grammi di marijuana, 1 bilancino di precisione, 1 taglierino, 3 coltelli, ed 1 rotolo di pellicola di cellophane.

21 ottobre, la Polizia ha arrestato Argint Lucian Madauni, 18 anni, originario della Romania e residente a Canicatti’, accusato di essere uno dei responsabili di una rapina perpetrata lo scorso 6 gennaio a danno di un altro cittadino romeno. La vittima e’ stata circondata da tre persone nel quartiere Borgalino intorno alla mezzanotte. I malviventi gli hanno chiesto prima delle sigarette, poi lo hanno accerchiato, e Madauni, all’epoca ancora minorenne, lo ha ferito al volto con un coltello. Poi il malcapitato e’ stato derubato del contenuto del portafoglio, circa 100 euro, e del telefonino cellulare.

22 ottobre, ad Agrigento, in via Crispi, un malvivente, travisato con un cappuccio nero, ha tramortito con un colpo alla nuca un dentista di 45 anni, gli ha rubato il borsello con dentro 10mila e 500 euro, ed e’ fuggito con un complice a bordo di un’automobile. Il dentista e’ stato soccorso in Ospedale.

23 ottobre, i Carabinieri hanno arrestato Luciano Saladino, 38 anni, di Santa Margherita Belice, perche’, al culmine dell’ennesima lite familiare, e’ stato sorpreso in flagranza di reato di maltrattamenti in famiglia, minaccia e lesioni personali a danno della convivente, originaria di Castelvetrano. La donna ha subito traumi in piu’ parti del corpo ed e’ stata trasportata d’urgenza all’ospedale Civico di Palermo, dove e’ stata ricoverata con prognosi di 30 giorni, a meno di complicazioni.

23 ottobre, a Licata, in via Palma, un bandito, armato con una pistola automatica, ha minacciato il cassiere ed ha rapinato 10mila euro dalla cassa della Banca popolare Sant’Angelo, fuggendo poi a bordo di un ciclomotore condotto da un complice.

23 ottobre, il tempestivo intervento dei Carabinieri, allarmati da alcuni cittadini, ha impedito ad Agrigento che un tunisino ubriaco violentasse una 16enne lungo la via Gioeni. La ragazzina ha gridato ed e’ scappata. L’extracomunitario, peraltro inadempiente all’ordine di espulsione dal territorio nazionale, e’ stato arrestato. La ragazza e’ stata soccorsa in Ospedale dove i medici le hanno riscontrato alcuni lividi e contusioni giudicate guaribili in pochi giorni.

23 ottobre, a Sciacca, in via Cappuccini, la Polizia ha sorpreso ed ha arrestato un romeno di 46 anni, ricercato perche’ inseguito da un mandato di cattura spiccato dalla Procura di Siracusa per sequestro di persona. Nicolae Bonclulescu avrebbe costretto una connazionale a partecipare ad attivita’ di accattonaggio ed a subire violenze sessuali.

23 ottobre, a Favara, in un appartamento di una palazzina in via Stati Uniti 79, al culmine di una irruzione dei Carabinieri del Reparto operativo di Agrigento e del Gis, il Gruppo interventi speciali dell’Arma, e’ stato arrestato Gerlandino Messina, 38 anni, di Porto Empedocle, tra i 30 latitanti piu’ pericolosi di Italia, ricercato dal 9 gennaio del 1999, gia’ condannato all’ergastolo per mafia ed omicidi, ed erede naturale al trono di Giuseppe Falsone a capo di Cosa nostra agrigentina. Arrestato anche Calogero Bellavia, 24 anni, di Favara, vivandiere di Gerlandino Messina.

25 ottobre, e’ morto durante la notte Liborio Di Vincenzo, 49 anni, di Agrigento, il meccanico vittima lo scorso 16 ottobre di un incidente sul lavoro in una officina nella zona industriale di Agrigento. Di Vincenzo, aggredito da una esplosione, e’ stato ricoverato in condizioni gravissime, con ustioni di terzo grado sul 90 per cento del corpo, alla prima rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo dove e’ deceduto.

25 ottobre, i poliziotti della Squadra mobile di Agrigento hanno arrestato Calogero Sedita, 53 anni, di Ribera, inseguito da un mandato di arresto spiccato dalla Corte d’Appello di Palermo, Sedita scontera’ 3 anni e 5 mesi di reclusione per estorsione e lesioni aggravate in concorso. I reati risalgono al 14 agosto del 2003.

25 ottobre, i Carabinieri hanno arrestato Antonio Bellavia, 24 anni, di Favara, operaio, presunto responsabile, in concorso con Mario Bellavia, 19 anni, residente a Campobasso ed anche lui arrestato, di una rapina commessa nel luglio scorso a danno di un cittadino di Favara, derubato di materiale ferroso per un valore di circa mille euro.

26 ottobre, omicidio a Raffadali, nel centro storico, in via Etna, dove, alle 7 del mattino, sotto la pioggia, un colpo d’arma da fuoco alla testa ha ucciso Antonino Terrazzino, 59 anni, di Raffadali, bracciante agricolo in pensione, incensurato. Ignoto il movente del delitto. Il 30 ottobre, dopo gli accertamenti del medico legale : assurdo quanto clamoroso. Terrazzino sarebbe stato vittima di un fulmine durante il violento temporale che lo ha colto in strada, in via Etna. Il fulmine si e’ scagliato a terra e 3 schegge d’asfalto hanno ferito mortalmente il raffadalese, due alla testa ed una sotto l’ascella destra.

26 ottobre, a Ribera, in Corso Umberto primo, due malviventi, a viso scoperto, hanno minacciato il cassiere ed hanno rapinato 11mila euro all’ agenzia della Banca Popolare di Lodi. I due sono fuggiti dileguandosi tra le viuzze del centro storico.

26 ottobre, la Guardia di Finanza della Tenenza di Licata ha arrestato Alessandro Milazzo, 31 anni, e Leonardo Puma, 27 anni, entrambi di Canicatti’, accusati di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, allorche’, in viaggio da Palermo verso Canicatti’, appena si sono imbattuti in un posto di blocco, hanno lanciato fuori dal finestrino della propria automobile un involucro contenente 46 grammi di eroina pura ed hanno tentato di forzare il posto di blocco. Nelle abitazioni dei due le Fiamme gialle hanno scoperto altro stupefacente, un bilancino di precisione e strumenti per il taglio dell’eroina.

27 ottobre, i Giudici della sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Antonina Sabatino, hanno condannato a 6 anni di reclusione l’imprenditore Vincenzo Randazzo, 60 anni, originario di Grotte e residente ad Agrigento. 2 anni e 6 mesi sono stati inflitti alla moglie Carmela Greco. I capi di imputazione sono legati alla bancarotta fraudolenta ed al fallimento della societa’ Sogeim da cui sarebbero stati sottratti beni per oltre 6 milioni di euro. I due imputati sono stati condannati al pagamento del risarcimento dei danni a favore della curatela fallimentare che si e’ costituita Parte civile. La Sogeim e’ stata dichiarata fallita dal Tribunale di Agrigento nell’aprile del 2002. Ed Enzo Randazzo fu arrestato il 28 luglio del 2005 dalla Guardia di Finanza.

27 ottobre, i Carabinieri della stazione di Castrofilippo e del Nucleo radiomobile di Canicatti’ hanno arrestato Gaetano Lazarevic, 30 anni, di origini slave, nato a Canicatti’ e residente a Castrofilippo, accusato di avere danneggiato, sotto l’effetto dell’alcol, il portone d’ingresso dell’ Ufficio di Ragioneria del Comune di Castrofilippo. Il danno provocato al portone ammonta a circa 200 euro non coperto d’assicurazione.

28 ottobre, il Tribunale di Sciacca ha condannato a 9 anni di reclusione Salvatore Barbera, 63 anni, di Sciacca, ex Preside dell’istituto per il commercio “Friscia” di Sciacca, accusato di violenza sessuale perche’ avrebbe palpeggiato alcune studentesse della sua scuola attirate nel suo Ufficio con vari pretesti. Alcune ragazze hanno raccontato l’episodio ai genitori che hanno presentato denuncia alla Procura. Barbera e’ stato arrestato il 21 maggio del 2009. Nel procedimento contro Barbera gli inquirenti si sono avvalsi anche di filmati girati nella stanza del dirigente scolastico. Salvatore Barbera risarcira’ con 160 mila euro i danni morali a 7 ragazze.

28 ottobre, il Giudice monocratico del Tribunale di Palermo, Fabio Licata, ha inflitto 7 condanne a seguito della morte di Accursia Attardi, 31 anni, di Sciacca, sottoposta all’inseminazione artificiale a Bologna e poi, su consiglio del medici emiliani, ricoverata a Palermo dove e’ morta il 18 aprile del 2004. Condannati a 4 anni e 6 mesi ciascuno di carcere il responsabile della Ginecologia dell’Istituto materno infantile, Giuseppe Catalano, e l’aiutante Corrado Tiberio. Poi 1 anno e 3 mesi per il medico, Renato Venezia, che avrebbe falsificato la cartella clinica. 1 anno ciascuno a Eduardo Spinnato, Innnocenza Montaldo, Vincenzo Minnella e Fulvio Mannino. Assolti Maurizio Buse’ e Girolamo Guarneri.

28 ottobre, il Tribunale di Agrigento ha condannato a 4 mesi di reclusione ciascuno Giuseppe Zambuto, 22 anni, e Stefano Fragapane, 18 anni, di Agrigento, arrestati lo scorso 11 ottobre subito dopo un furto dentro il bar dell’area di servizio “ Ip ” lungo la strada statale 115, a Porto Empedocle.

28 ottobre, la Corte d’ Appello di Palermo ha assolto l’ex assessore regionale, Vincenzo Lo Giudice, accusato di concussione allorche’ i fratelli imprenditori Claudio e Daniele De Francisci hanno dichiarato di essere stati costretti a pagare a Lo Giudice una tangente di 40 milioni di lire in cambio dell’aggiudicazione di alcuni lavori pubblici.

28 ottobre, i Carabinieri hanno arrestato Nicolo’ Cusimano, 30 anni, di Palermo, presunto responsabile della rapina, lo scorso 23 giugno, alla Banca San Francesco di Ribera. Il colpo frutto’ un bottino di circa 6mila euro.

28 ottobre, i Carabinieri hanno arrestato, in fragranza di reato, Ioan Bolan, 56 anni, originario della Romania, disoccupato, evaso dagli arresti domiciliari a cui e’ detenuto a Ravanusa per sequestro di persona e lesioni personali.

28 ottobre, la Polizia del Commissariato di Capo d’ Orlando, in collaborazione con i colleghi di Agrigento, hanno arrestato ad Agrigento il bancario di Messina, Fabrizio Ingemi, 39 anni, dipendente della filiale Carige, che lo scorso febbraio si e’ dileguato dopo che la stessa banca ha scoperto un ammanco di circa 6 milioni di euro. Ingemi, inseguito da un mandato di cattura internazionale, e’ stato sorpreso in strada con la barba lunga e vestito con abiti trasandati, indossati per ingannare l’apparenza. Adesso e’ caccia al bottino.

30 ottobre, a Lampedusa, in via Madonna, i Carabinieri hanno sorpreso, gia’ sulla terraferma, 13 extracomunitari originari del nord Africa. I 13 sono stati trasferiti a Porto Empedocle. Attivate le procedure di rimpatrio.

30 ottobre, a Sciacca una donna anziana e’ stata rapinata, dopo essere stata spinta e rinchiusa in una stanza, da una donna che si e’ spacciata per impiegata del Comune. Secondo quanto ricostruito dalla settantenne, pensionata e vedova, la ladra, dopo averla rinchiusa, le ha rubato 12mila e 300 euro e diversi oggetti in oro, custoditi nell’armadio della camera da letto. A liberare l’anziana sono stati alcuni vicini di casa, accorsi perche’ allarmati dalle sua grida.

31 ottobre, i Poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento hanno arrestato Giuseppe Contrino, 25 anni, di Agrigento, disoccupato e pluripregiudicato, perche’ avrebbe picchiato, minacciato con un coltello e rapinato 500 euro in contanti ad una donna originaria della Colombia, C P A M, ecco le iniziali del nome, di 41 anni, residente a Napoli e domiciliata ad Agrigento, a Fontanelle, in via Serra Ferlicchio. Contrino e’ entrato dentro l’abitazione della colombiana insieme ad un complice, adesso ricercato. La donna e’ stata soccorsa in Ospedale con prognosi di 15 giorni.

31 ottobre, presunto caso di malasanita’ nell’agrigentino, all’Ospedale ‘’ Barone Lombardo ‘’ di Canicatti’, dove due medici sono indagati a seguito della morte di Lorenzo Facciponti, 50 anni, di Castrofilippo, deceduto venerdi’ scorso nel reparto di rianimazione dell’ospedale Cervello di Palermo. Mercoledi’ 27 ottobre Facciponti ha avvertito dei dolori al petto. Al Pronto soccorso di Canicatti’ sono stati eseguiti un elettrocardiogramma ed una radiografia, ed i medici hanno somministrato a Facciponti un antidolorifico diagnosticando una infiammazione intercostale. Facciponti e’ stato dimesso. Poi pero’ , ancora in precarie condizioni, si e’ ripresentato al Pronto soccorso, ed i medici gli hanno diagnosticato una probabile broncopolmonite, disponendone il ricovero nel reparto di medicina. Facciponti e’ ancora di piu’ peggiorato ed e’ stato trasferito d’urgenza all’ ospedale Cervello di Palermo dove e’ morto.

2 novembre, a Raffadali, nel centro storico, 5 colpi di pistola sono stati esplosi contro un’ automobile monovolume posteggiata in sosta. L’auto e’ di proprieta’ di un agente della Polizia penitenziaria in sevizio presso il carcere di contrada Petrusa. Indagano i Carabinieri.

3 novembre, a Licata ignoti hanno forzato una finestra sul retro dell’Istituto, hanno ammonticchiato sedie, banchi ed altri arredi, ed hanno appiccato il fuoco all’interno della scuola elementare Don Milani, danneggiando alcune aule. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri ed i Vigili del fuoco.

3 novembre, i Carabinieri hanno arrestato Biagio Campanella, 25 anni, di Racalmuto, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio allorche’, nel corso di una perquisizione domiciliare, e’ stato sorpreso in possesso di 500 grammi di hashish.

3 novembre, il Tribunale di Agrigento ha emesso 10 condanne nell’ambito dell’ inchiesta antiusura di Polizia e Carabinieri cosiddetta ‘’ Sciacallo ‘’, dal nome del blitz scattato a Licata il 20 novembre del 2007. I condannati sono Salvatore Alabiso 8 anni e 6 mesi, Bernardo Dainotto 6 anni e 8 mesi, Antonino Greco 11 anni, Giuseppe Marotta 8 anni, Domenico Greco 2 anni e 6 mesi, Angelo Greco, di 23 anni di eta’, 2 anni e 6 mesi, Franco Di Falco 2 anni, Salvatore Antona 2 anni e 2 mesi, Giacinto Cappello 1 anno e 8 mesi, Salvatore Termini 2 anni e 6 mesi . Assolto Angelo Greco, di 60 anni di eta’.

3 novembre, ad Agrigento, al Viale della Vittoria, innanzi ad un bar, ed in presenza di altre persone sedute ad assistere ad una partita di calcio, un uomo ha aggredito una donna di 31 anni di Porto Empedocle, seduta in compagnia di un’amica, l’ ha spintonata, strattonata, schiaffeggiata ed infine scaraventata a terra. Sul posto sono intervenute le Forze dell’ordine. Indagini in corso.

4 novembre, l’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Domino 2 ‘’. La Direzione investigativa antimafia di Palermo ha sequestrato beni per oltre 1milione e mezzo di euro agli imprenditori di Racalmuto Nicolo’, 69 anni, ed Eduardo Cino, 33 anni. Immobili, conti correnti bancari e postali, terreni ed una impresa del settore edile. Il sequestro e’ stato ordinato dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento su proposta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Gli accertamenti patrimoniali hanno rilevato sproporzione tra i beni posseduti ed i redditi dichiarati, in riferimento all’ attivita’ svolta dai due Cino.

4 novembre, il Tribunale di Agrigento ha assolto Antonio Falzone, 23 anni, di Porto Empedocle, arrestato lo scorso 3 marzo perche’ sorpreso in possesso di 5 dosi di hashish per complessivi 6 grammi.

4 novembre, a Raffadali, in via Scarano, nel centro del paese, un furgone, condotto da un uomo di 33 anni, C D, ecco le iniziali del nome, impegnato in una manovra di retromarcia, ha investito una donna di 79 anni, Maria La Porta, fuori da casa per gettare la spazzatura. La pensionata e’ deceduta a bordo dell’ambulanza, prima del ricovero in Ospedale ad Agrigento.

5 novembre, due bambini di 11 anni sarebbero gli autori dell’incendio divampato nella tarda serata del 3 novembre scorso all’interno della scuola “ Don Lorenzo Milani ” a Licata. I Carabinieri hanno scoperto i responsabili fugando cosi’ i sospetti sulla criminalita’ organizzata locale.

5 novembre, brillante blitz antidroga lungo la statale Agrigento – Palermo, nei pressi del bivio per Aragona, dei Poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle. Gli agenti hanno arrestato Luigi Nicastro, 37 anni, di Porto Empedocle, perche’ sorpreso al volante della propria automobile, un’Alfa Romeo 145, in viaggio da Palermo, in possesso di un panetto e mezzo di hashish, per un peso di 142 grammi. Nicastro ha guidato senza patente perche’ gli e’ stata revocata. Nel frattempo, si e’ scatenata la caccia al fornitore di Luigi Nicastro, ed a Palermo, in virtu’ di una proficua ed efficace collaborazione con la Polizia del capoluogo siciliano, ed in particolare con il Commissariato di Brancaccio, la Polizia ha denunciato a piede libero, perche’ in precarie condizioni di salute, Antonino La Barbera, 69 anni, sorpreso dentro casa in possesso di ben 146 panetti di hashish, per un peso complessivo di 14,6 chilogrammi. Il valore di mercato della droga sequestrata ammonta a circa 150mila euro.

5 novembre, l’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Fortezza ‘’. La Corte d’Appello di Palermo ha condannato a 3 anni ed 8 mesi di carcere, per associazione mafiosa, Giovanni Putrone, di Porto Empedocle. I giudici di Palermo hanno condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno anche Giuseppe Bongiorno, di Porto Empedocle, e Stefano Fragapane, di Santa Elisabetta. E Bongiorno e Fragapane rispondono di tentata estorsione. I 3, Putrone, Bongiorno e Fragapane, viaggiano dalla Cassazione, dove la prima sentenza d’appello e’ stata rispedita al mittente.

5 novembre, a Licata l’ex assessore comunale, Salvatore Avanzato, ha scoperto, due volte ed in due giorni consecutivi, dentro la sua villetta estiva, in contrada Due Rocche, una bottiglia piena d’olio e un barattolo contenente del sale da cucina. Indagano i Carabinieri.

6 novembre, a Favara, in piazza Angelo Giglia, due banditi, travisati con dei caschi integrali da motociclista, hanno rapinato il supermercato Ard Discount minacciando, con pistola in pugno, il cassiere. I due sarebbero fuggiti a bordo di una moto. Il bottino e’ in corso di quantificazione. Indagano i Carabinieri.

8 novembre, punizione esemplare del Questore di Agrigento ad un tifoso dell’Akragas calcio alquanto esagitato. Infatti, Girolamo Di Fazio ha applicato il Daspo, quindi il divieto di ingresso negli stadi sportivi, per 5 anni ad un uomo di 32 anni, B G, ecco le iniziali del nome, di Agrigento. Il severo provvedimento e’ stato gia’ convalidato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento con ordinanza dello scorso 5 novembre. Al tifoso e’ stato imposto anche l’obbligo di presentazione presso gli uffici della Questura al decimo minuto ed al 40esimo minuto di ciascun tempo degli incontri di calcio disputati dall’Akragas. B G e’ stato denunciato alla Procura della Repubblica dai poliziotti della Digos il 3 novembre scorso perche’ responsabile del reato di oltraggio a pubblico ufficiale in occasione della partita Akragas – Casteldaccia. B G avrebbe offeso pubblicamente l’onore ed il prestigio di un appartenente alle Forze di polizia impegnate allo stadio nel servizio di ordine pubblico.

9 novembre, tre agrigentini morti vittime di incidente stradale. Lungo la statale 189 Agrigento – Palermo, Valeria Bonomo, 34 anni, di Casteltermini, impiegata precaria al Comune di Agrigento, al volante di un’ automobile, una utilitaria, una Lancia Y, viaggia verso Agrigento. Lungo l’altra corsia e’ in marcia un autobus di linea, diretto a Palermo. L’impatto e’ stato frontale. Un mezzo contro l’altro. Valeria Bonomo e’ morta sul colpo. Ed un altro scontro mortale si e’ scatenato lungo lo scorrimento veloce Sciacca – Palermo, nei pressi di Camporeale. Un tir contro un’automobile. E’ morto sul colpo un uomo di Sciacca, al volante dell’auto Peugeot, Angelo Pacifico, 35 anni. Ed ancora, lungo la statale 640, Agrigento – Caltanissetta, nei pressi di San Cataldo, e’ morta una infermiera di Canicatti’, Valeria De Simone, 37 anni. La donna, in servizio all’Ospedale Sant’ Elia di Caltanissetta, a bordo di una Peugeot 206, si e’ scontrata frontalmente con un camion con rimorchio con 3 persone a bordo ferite e soccorse in ospedale.

10 novembre, il sindaco di Menfi, Michele Botta, ha ricevuto un messaggio di minacce a casa sua. Su di un foglio e’ stato scritto : ‘’ o vai via o succedera’ qualcosa a te o a qualcuno della tua famiglia”. Indagano i Carabinieri. Il sindaco Botta commenta : ‘’ non lascero’ di certo la mia attivita’ dopo le minacce, sebbene sia difficile doversi confrontare con situazioni di questo tipo. Non so chi possa aver commesso questo gesto e non rintraccio nella mia attivita’ amministrativa situazioni che possano aver provocato questo gesto ” .

11 novembre, sviluppi nelle indagini dopo la cattura di Gerlandino Messina. I Carabinieri e la Dda arrestano Maurizio Romeo, di Porto Empedocle, presunto esattore del boss. Un imprenditore costruisce un Residence alla periferia di Porto Empedocle. Maurizio Romeo si sarebbe presentato. Sul biglietto da visita virtuale un nome che non bisogna di presentazione : Gerlandino Messina. E Romeo avrebbe chiesto 40mila euro. Il pizzo per il collaudo della mafia all’ opera in costruzione. L’imprenditore e’ stato evasivo, ‘’ si’, ok, domani, poi dopodomani, poi adesso, poi no, si’, poi ancora no e si’ ‘’. Poi, sabato 23 ottobre scorso la svolta, l’arresto di Gerlandino Messina. Maurizio Romeo pero’ non avrebbe sganciato la preda dai denti. Anzi, l’avrebbe morsa ancora di piu’, minacciandola. Almeno cosi’ ha raccontato l’imprenditore, che stanco di essere vessato ed inseguito, si e’ presentato lui, pero’ ai Carabinieri. Adesso lui, Maurizio Romeo, 40 anni, di Porto Empedocle, e’ in carcere, e rispondera’ di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Altri imprenditori sarebbero stati nel mirino delle estorsioni, e Maurizio Romeo si sarebbe impegnato anche per imporre manodopera e la fornitura di materie prime.

11 novembre, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Agrigento ha assegnato la scorta, composta da due agenti della Questura, al Presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi, perche’, nel corso degli ultimi mesi, ha ricevuto lettere anonime di minacce contro cui lo stesso D’Orsi ha presentato denuncia. Il Comitato, presieduto dal prefetto Francesca Ferrandino, ha disposto una scorta di 24 ore su 24.

11 novembre, Nicola Rizzuto, 86 anni, originario di Cattolica Eraclea, in provincia di Agrigento, e ritenuto il patriarca del principale clan mafioso di Montreal, e’ stato assassinato nella citta’ canadese. Rizzuto, in Canada dal 1954, e’ stato bersaglio di colpi d’arma nella sua abitazione, ed e’ morto in ospedale a causa delle ferite subite. La morte dello storico boss decapita il clan di origine siciliana. Dopo 30 anni di predominio, il potere dei Rizzuto e’ adesso in discussione. Gia’ lo scorso 29 dicembre, a Quebec, e’ stato ucciso il nipote di Nicola Rizzuto, Nick Rizzuto, 42 anni, figlio di Vito, adesso detenuto. Nick Rizzuto e’ stato sepolto in una bara dorata.

11 novembre, incidente ad Agrigento, nella frazione di Monserrato, in via Levanzo, dove l’esplosione di una cassetta elettrica ha provocato delle ustioni ad un poliziotto e ad un ragazzo di 16 anni. L’agente, M G, 36 anni, in servizio alla Squadra Volante, ha subito ustioni di secondo e terzo grado al volto, alle braccia, alle mani, al torace e ad un gomito. Il ragazzo ha ustioni meno gravi, in varie parti del corpo. Il poliziotto, dopo il soccorso all’Ospedale di Agrigento, e’ stato trasferito al Civico di Palermo. Le esplosioni sarebbero state provocate da corto circuiti. La prima ha investito il ragazzo, sorpreso insieme ad alcuni amici, e la seconda ha investito invece il poliziotto, accorso sul posto dopo la prima deflagrazione.

11 novembre, un violento raid vandalico e’ stato perpetrato a danno dell’edificio su di un terreno confiscato alla mafia in contrada Robadao a Naro. I danni sono ingenti. La Presidente del Consorzio Legalita’ e Sviluppo di Agrigento, Maria Grazia Brandara, gia’ sindaco di Naro, commenta : ‘’ la mafia vuole impedire che Robadao di Naro sia fruito come Centro sociale. Si tratta della terza intimidazione e devastazione dei mobili e suppellettili dell’ immobile costato allo Stato piu’ di 1 milione di euro, estratti dal Pon, il Piano operativo nazionale, sicurezza. Ogni tentativo teso a volere intimidire lo Stato e’ vano perche’ la mafia non e’ invincibile, cosi’ come dimostrano le cronache di questi tempi, e Naro avra’, comunque, il suo Centro sociale ‘’ – conclude Maria Grazia Brandara.

12 novembre, blitz antidroga dei Carabinieri e della Procura della Repubblica tra Agrigento e Raffadali. 11 arresti. Sequestrate sostanze stupefacenti ed anche armi. E’ stata l’operazione cosiddetta ‘’ Pit Stop ‘’, che e’ la sosta ai box durante le corse sportive. Si’, perche’ Antonio De Juri, uno degli arrestati, inseguito dagli appostamenti dei Carabinieri, avrebbe cambiato un’automobile ogni 10 giorni. Sosta ai box e ripartenza, credendo che cosi’ sarebbe sfuggito alle intercettazioni. E cosi’ invece non e’ stato. Sui mandati di cattura le accuse, spaccio di sostanze stupefacenti, ed anche possesso di armi. Diretto destro e gancio sinistro al mercato della droga tra Raffadali ed Agrigento. I primi nel mirino delle indagini, che si sono protratte un anno, sono stati dei raffadalesi, sospettati. Poi le intercettazioni ambientali e telefoniche, determinanti, come sempre. Poi appostamenti e pedinamenti. Poi i riscontri, e le 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal Tribunale di Agrigento. Gli stupefacenti avrebbero viaggiato da Palermo e da Catania, ormai consolidati canali di approvvigionamento, a bordo delle automobili degli indagati o sui pullman di linea. Rifornimenti anche da Rosarno in Calabria, grazie alle complicita’ di Antonio De Juri, che e’ nato a Cosenza e risiede a Raffadali. Ecco gli arrestati : Antonio De Juri, 31 anni, disoccupato, nato a Cosenza e residente a Raffadali. Salvatore Russo, 32 anni, autotrasportatore, di Agrigento. Leonardo Vecchio, 43 anni, disoccupato, di Raffadali. Salvatore Curia, 23 anni, disoccupato, di Misterbianco in provincia di Catania. Michela Varoncelli, 38 anni, casalinga, anche lei di Misterbianco. Emanuele D’Amico, 33 anni, commerciante, di Catania, gia’ recluso in carcere. Luciano Russo, 35 anni, di Raffadali e residente a Ravenna. E Vincenzo Michelizi, 45 anni, di Rosarno. Agli arresti domiciliari sono detenuti Antonino Mazza, 38 anni, operaio, di Agrigento. Pietro Sciarratta, 50 anni, muratore, di Raffadali. E Massimo D’Amaro, 32 anni, disoccupato, residente a Sannicandro Garganico in provincia di Foggia.

13 novembre, a Canicatti’ i Carabinieri hanno arrestato Francesco Condello, 38 anni, di Canicatti’, perche’ armato di coltello ha tentato di rapinare un salone da barba in via Piave, nel centro storico. Il titolare, nonostante fosse ferito alla mano sinistra ed al volto, e’ scappato ed ha lanciato l’allarme al 112. Poi e’ stato soccorso in Ospedale con 10 giorni di prognosi.

15 novembre, a Canicatti’, nei pressi di piazza Palma, un ignoto malvivente, a volto scoperto ed armato di coltello, ha minacciato il titolare ed ha rapinato una rivendita di vino e liquori. Il bottino ammonta ad alcune centinaia di euro.

15 novembre, i poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle hanno denunciato due disoccupati empedoclini, entrambi quarantenni, accusati di maltrattamenti in famiglia ai danni della madre, una 70enne che da anni avrebbe subito le angherie e le botte dei due figli e che non ha mai avuto il coraggio di denunciarli. Adesso invece, dopo le ennesime percosse, ha telefonato alla Polizia. Gli agenti hanno denunciato i due d’ufficio perche’ la madre, nonostante tutto, non ha voluto denunciarli lei.

16 novembre, i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Mattina, 34 anni, di Favara, accusato di estorsione da un commerciante proprietario di un autosalone che lo ha denunciato perche’ avrebbe minacciato di morte lui ed i suoi figli se non gli avesse consegnato la somma di 400 mila euro. Mattina e la vittima si sono conosciuti nel 2005 quando il commerciante si e’ occupato della liquidazione, da parte dell’ Agenzia assicurativa, del furto di un’automobile subito da Mattina. Il commerciante ha chiuso la pratica assicurativa nel giugno del 2007 e, anziche’ accreditare gli oltre 22 mila euro spettanti al cliente, li ha trattenuti per fronteggiare delle difficolta’ economica. Un anno dopo, Giuseppe Mattina, appena ha saputo della chiusura della pratica di furto avrebbe iniziato a minacciare il commerciante chiedendogli prima un’ automobile del valore di 36 mila euro e poi ha ottenuto 3 assegni di circa 5 mila euro ciascuno. Due dei tre assegni sono stati scoperti ed allora Giuseppe Mattina, con minacce di morte, avrebbe preteso, per chiudere definitivamente la questione, la somma di 400 mila euro.

16 novembre, i Carabinieri hanno arrestato, per detenzione illegale di arma da fuoco e porto illegale in luogo pubblico, Carmelo Dalli Cardillo, 65 anni, di Favara. L’uomo, nel corso di un controllo da parte dei Carabinieri, ha tentato di occultare una busta in plastica con all’interno una pistola semiautomatica Beretta 6.35 con 7 colpi nel caricatore, poi un caricatore vuoto e 5 cartucce. Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati scoperti oltre mille e 330 euro in banconote ed un assegno di 900 euro.

16 novembre, plateale e disperata iniziativa dell’imprenditore di Bivona, Ignazio Cutro’, 44 anni, vessato dalla criminalita’ e testimone di Giustizia. L’uomo, isolato ed indebitato, ha lanciato un pubblico annuncio : ‘’ vendo i miei organi per rimediare alle difficolta’ ‘’.

17 novembre, al Tribunale di Agrigento ha patteggiato la condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione, pena sospesa, Valentino Siragusa, 20 anni, di Siculiana, accusato di rapina e lesioni aggravate a danno di una pensionata di 86 anni. Siragusa e’ stato arrestato lo scorso 23 giugno dai Carabinieri perche’ accusato del pestaggio e della rapina dell’anziana.

17 novembre, a Sciacca, un malvivente armato di taglierino ed a volto scoperto, dopo essere entrato come un normale cliente ed aver atteso pazientemente il proprio turno, ha rapinato l’ Ufficio postale. Prima di fuggire, spalleggiato forse da un complice che lo ha atteso fuori, il rapinatore ha anche derubato una cliente di 150 euro. Il bottino del colpo e’ da quantificare.

18 novembre, violento incendio a Canicatti’, a danno dell’antico mulino ‘’ San Domenico ‘’, nell’ omonimo quartiere del centro storico. I Vigili del fuoco, dai Comandi di Agrigento e Caltanissetta, hanno lavorato dalle 5 e 30 del mattino al fine di fronteggiare le fiamme. Incerta e’ l’origine del fuoco. La furia del rogo ha bruciato i 3 piani dello stabile ed il tetto fatiscente da tempo. Pochi anni addietro un altro incendio ha danneggiato il pianterreno e gli infissi.

18 novembre, a Licata ignoti avrebbero appiccato il fuoco all’automobile, una Peugeot 607, di Giuseppe Ingiaimo, 50 anni, responsabile dell’ Ufficio idrico comunale. Il mezzo, parcheggiato all’interno di un cortile sito sul retro del plesso scolastico Peritore, nei pressi di via Gela, sarebbe stato cosparso di liquido infiammabile e poi incendiato. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco ed i Poliziotti del Commissariato licatese.

18 novembre, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Giangaspare Camerini, a seguito di opposizione alla richiesta di archiviazione da parte della famiglia Adorno di Porto Empedocle, ha archiviato l’inchiesta sull’omicidio di Giuseppe Adorno, 25 anni, ucciso il 24 agosto del 2009, in cui sono stati indagati i fratelli Giuseppe e Gerlando Distefano, insieme a Giovanni Distefano, figlio di Giuseppe, Giuseppe Filippazzo, cognato dei Distefano, e l’idraulico Giuseppe De Rubeis, tutti di Porto Empedocle.

18 novembre, il Giudice per udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alberto Davico, ha condannato, pena concordata, a 2 anni ed 8 mesi di reclusione Stefano Canino, 43 anni, di Favara, titolare insieme alla moglie di un ristorante – pizzeria al Villaggio Mose’ di Agrigento, arrestato il 4 maggio scorso dalla Squadra mobile di Agrigento perche’ accusato di usura.

20 novembre, i Carabinieri hanno arrestato 4 persone di Favara, tra cui un minorenne, sorpresi lungo la strada provinciale tra Favara ed Aragona in possesso di un panetto di hashish di 150 grammi di peso. Gli arrestati sono Onofrio Micciche’, 45 anni, impiegato al tribunale di Agrigento. Michele Antonio Lombardo, 20 anni. Giuseppe Bruccoleri, 19 anni. Ed un minorenne di 17 anni le cui iniziali del nome sono J E.

20 novembre, i Carabinieri hanno arrestato Angelo Castronovo, 53 anni, bracciante agricolo, perche’ responsabile del reato di furto aggravato e porto illegale di arma in luogo pubblico. Castronovo scontera’ una condanna definitiva di 2 anni e 2 mesi di reclusione. I reati contestati risalgono al periodo tra il 2005 ed il 2007.

20 novembre, incidente stradale mortale ad Agrigento, lungo la strada statale 122, nei pressi di via Piersanti Mattarella, in contrada Calcarelle, dove, per cause in corso di accertamento da parte della Polizia stradale e dei Carabinieri, un uomo di 22 anni, Francesco Siragusa, figlio di un agente della Polizia penitenziaria, a bordo di un ciclomotore Piaggio Liberty, si e’ schiantato contro la parte posteriore di un camion prossimo alla sosta ad un posto di blocco della Polizia. Il centauro e’ morto. Inutili i soccorsi.

20 novembre, i Poliziotti del Commissariato di Canicatti’ hanno arrestato Calogero Lo Giudice, 36 anni, di Canicatti’, accusato di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale allorche’, in preda ai fumi dell’alcol, avrebbe importunato alcuni avventori di un bar in largo Aosta e poi si e’ scagliato a pugni contro i Poliziotti intervenuti sul posto.

20 novembre, i Carabinieri della stazione di Santa Margherita Belice hanno arrestato Marcello Quinci, 32 anni, di Mazara del Vallo. Denunciato a piede libero un 22enne, anche lui di Mazara del Vallo. I due sono stati sorpresi a bordo di un’ automobile senza documenti e sono stati accompagnati in Caserma per accertamenti. Nel frattempo, nel vano motore dell’automobile sono stati scoperti attrezzi atti allo scasso. Marcello Quinci, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Mazara del Vallo, e’ stato arrestato per violazione della misura di prevenzione, false dichiarazioni sulla propria identita’ personale e detenzione di attrezzi atti allo scasso. Il 22enne rispondera’ invece solo della detenzione degli attrezzi.

20 novembre, i Carabinieri della stazione di Cattolica Eraclea hanno arrestato, in esecuzione di ordinanze emesse dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo, Aurelio Nicolosi, 44 anni, operaio, accusato di furto aggravato commesso nel 2006, ed Antonino Avola, 66 anni, pensionato, per il reato di detenzione abusiva di arma comune da sparo e munizioni, commesso nel 2009. Avola e Nicolosi sono reclusi presso le proprie abitazioni, per espiare la pena in regime di detenzione domiciliare.

23 novembre, il Tribunale di Agrigento e la Direzione investigativa antimafia di Palermo, su proposta della Procura di Palermo, hanno sequestrato un appartamento a Sciacca ed un conto corrente con 200 mila euro a Michele Di Leo, 55 anni, di Sciacca, commerciante ittico, detenuto per mafia nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘’ Scacco matto ‘’, dal nome del blitz dei Carabinieri del 4 luglio del 2008. Michele Di Leo avrebbe, tra l’altro, pilotato la gestione di appalti di opere pubbliche nel settore edile e turistico – alberghiero, ed avrebbe controllato la fornitura di calcestruzzo, automezzi e manodopera specializzata. Di Leo risponde inoltre di estorsioni e dell’ incendio dell’automobile di un imprenditore per costringerlo a pagare il pizzo.

23 novembre, innanzi al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, Lorenzo Scibetta, 40 anni, di Porto Empedocle, arrestato lo scorso 25 giugno dalla Polizia perche’ sorpreso in possesso di 40 grammi di hashish, ha patteggiato la condanna ad 1 anno ed 8 mesi di reclusione. A Scibetta sono stati concessi gli arresti domiciliari.

23 novembre, la Corte d’ Appello di Palermo ha confermato la sentenza della Corte d’ Assise di Agrigento, emessa il 21 ottobre del 2009, nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Sikania 2 ‘’. Conferma degli ergastoli per Stefano Fragapane e Giuseppe Fanara, di Santa Elisabetta, e per Giovanni Aquilina, di Grotte. I 3 rispondono, a vario titolo, degli omicidi dei fratelli di Sant’Angelo Muxaro Vincenzo e Salvatore Vaccaro Notte, poi Filippo Cuffaro e Salvatore Oreto di Raffadali, e Giuseppe Alongi di Aragona. Ed anche del tentato omicidio di Silvio Cuffaro a Raffadali. Poi, ancora, conferma dei 18 anni di reclusione inflitti all’ex Capo provincia, Salvatore Fragapane, di Santa Elisabetta, padre di Stefano, presunto mandante del tentato omicidio di Salvatore Grassonelli di Porto Empedocle. E confermate le assoluzioni di Francesco Leto, 76 anni, di Sant’Angelo Muxaro, accusato di essere il capomafia del suo paese, e di Giuseppe Brancato, 52 anni, di Santa Elisabetta, accusato del tentato omicidio di Salvatore Grassonelli.

24 novembre, i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Casella, 35 anni, di Castrofilippo, accusato di violenza e resistenza a pubblico ufficiale allorche’, in preda ai fumi dell’alcol, ha insultato i militari, poi e’ fuggito in modo spericolato a bordo del proprio furgone tra le vie del paese, e quando e’ stato acciuffato ha strattonato i Carabinieri per evitare l’arresto.

25 novembre, i Carabinieri hanno sgominato un business di prostituzione tra le province di Palermo ed Agrigento, tra Contessa Entellina, Bisacquino, Giuliana e poi Menfi e Sambuca di Sicilia. A gestire gli affari sarebbe stato un operaio forestale di Contessa Entellina, Michele Martorana, 45 anni. Sono stati arrestati lo stesso Martorana, poi, ai domiciliari, Paolo Rumore, 35 anni, di Menfi, e Gioacchino Graffagnino, 66 anni, di Giuliana. Un quarto indagato e’ stato denunciato a piede libero e gli e’ stato imposto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. I mandati di cattura sono stati spiccati dal Tribunale di Termini Imerese. Gli arrestati rispondono di sfruttamento della prostituzione di due donne, tra cui una romena.

25 novembre, sono stati arrestati il 9 febbraio del 2007. Il blitz ‘’ Libertas ‘’. Come se Palma di Montechiaro fosse stata liberata da una cappa criminale. Polizia palmese e Procura di Agrigento. Adesso le condanne al Tribunale di Agrigento. Taddeo Mancuso 6 anni. Rosario Lo Greco 6 anni. Domenico Mancuso 5 anni e 8 mesi. Nicola Alotto 5 anni ed 8 mesi. Poi 5 anni e 6 mesi a Filippo Alotto figlio di Nicola. E Giuseppe Enzo Di Gioia 3 anni ed 8 mesi. Gli imputati rispondono, a vario titolo, di estorsione, possesso di armi, calunnia e violenza privata. Ed anche del tentato omicidio di Giacomo Mazza, 36 anni, di Palma di Montechiaro, bersaglio di due colpi di pistola il 2 dicembre del 2006 perche’ si e’ creduto, in errore, che fosse stato lui a rubare della canapa indiana da una piantagione che avrebbero coltivato alcuni degli imputati.

25 novembre, al Tribunale di Sciacca il Giudice monocratico, Enzo Agate, ha condannato a 4 mesi di reclusione ciascuno, pena sospesa, Domenico Baudille e Moreno Occhiolini. Baudillle e’ stato il progettista ed il direttore dei lavori del Golf Resort. Occhiolini invece e’ l’ex Amministratore delegato della Societa’ alberghiera Rocco Forte, che ha costruito la struttura ricettiva di lusso in contrada Verdura. Ebbene, i due imputati sono stati accusati del mancato rispetto di 2 prescrizioni imposte dalla Soprintendenza di Agrigento in materia di salvaguardia della costa. Sono state invece rispettate le altre indicazioni dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, ed ecco perche’ Baudille ed Occhiolini sono stati assolti dagli altri capi di imputazione. Il processo e’ scaturito nel 2007 a seguito di alcuni esposti per presunti abusi edilizi presentati da Legambiente. L’ Associazione ambientalista si e’ costituita in giudizio chiedendo un risarcimento di 100 mila euro. I giudici hanno risposto no.

25 novembre, a conclusione di minuziose indagini ed attivita’ di accertamento e di riscontro i Poliziotti della Digos della Questura di Agrigento, agli ordini di Carlo Mossuto, hanno notificato al Presidente del Consiglio comunale di Agrigento, Carmelo Callari, 50 anni, del Popolo della Liberta’, la misura cautelare dell’obbligo di dimora ad Agrigento, a fronte della richiesta di arresti domiciliari da parte della Procura di Agrigento. Il Tribunale ha invece optato per una provvedimento meno afflittivo. Callari e’ accusato di avere usufruito di missioni istituzionali che avrebbero invece assecondato fini privati, ad esempio delle trasferte a Roma per se o per la figlia impegnata in Universita’. Le missioni sarebbero state rimborsate dal Comune e Callari avrebbe inoltre ottenuto permessi politici, per effetto delle missioni, al Corpo dei Vigili del Fuoco in cui e’ in servizio. Il provvedimento e’ stato firmato dal Gip del Tribunale di Agrigento Luca D’Addario su richiesta del sostituto procuratore Michela Francorsi e del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo. Nell’ ambito della stessa inchiesta sono indagati anche 2 funzionari del Comune di Agrigento, D S e V F, ecco le iniziali dei nomi. Le accuse contestate sono, a vario titolo, truffa, peculato, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico.

25 novembre, ad Agrigento due intimidazioni sono state denunciate da altrettanti commercianti, il titolare del ristorante “Il Molo”, al Lungomare Falcone e Borsellino a San Leone, e la cartolibreria “Tuttolomondo” in via Mazzini. Sulla saracinesca e’ stata scoperta, appesa, una bottiglia piena di liquido infiammabile e due proiettili.

25 novembre, a Raffadali i Carabinieri hanno arrestato, per tentata rapina e lesioni personali in concorso, Abdelhadi Daor, 39 anni, marocchino, abitante a San Biagio Platani, commerciante, ed Elmehdi Halimy, 24 anni, marocchino, abitante a Raffadali, disoccupato. I due, in via Canale, armati di bastone, hanno aggredito, nel tentativo di rapinarlo, un cittadino tunisino, T A B M, ecco le iniziali del nome, 44 anni, abitante a Raffadali, commerciante. I due marocchini lo hanno colpito ripetutamente con inaudita violenza, tra calci, pugni e bastonate. Il tunisino ferito e’ stato soccorso all’ Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, dove e’ stato ricoverato con prognosi di 40 giorni.

26 novembre, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luca D’Addario, ha condannato a 30 anni di reclusione Rosario Stuto, 20 anni, di Favara, ed a 18 anni Michele Bongiorno, 20 anni, anche lui di Favara, e difeso dall’avvocato Giuseppe Barba. Stuto e Bongiorno sono stati ritenuti responsabili dell’omicidio del commerciante di Serradifalco, Luigi Salvo, 34 anni, ucciso a Favara il 18 giugno del 2009 e scoperto morto carbonizzato il 9 luglio successivo nelle campagne intorno al paese, in contrada Caltafaraci. E’ stato assolto Giuseppe Vetro, 28 anni, di Favara, accusato solo di favoreggiamento.

26 novembre, la Corte d’Appello ha ridotto ha 6 anni e 6 mesi di reclusione la condanna a carico di Marius Adrian Bujoreanu, 22 anni, ed Aurel Disagila, 26 anni, entrambi romeni, residenti a Canicatti’. I due in primo grado sono stati condannati ad 8 anni di carcere, perche’ accusati di violenza sessuale aggravata e lesioni in concorso allorche’ nell’ agosto del 2008 Marius Adrian Bujoreanu, accecato dal sospetto di essere stato tradito dalla moglie, ed insieme ad Aurel Disagila, avrebbe immobilizzato la donna, violentandola ripetutamente e picchiandola selvaggiamente.

28 novembre, droga : la Polizia ha arrestato in flagranza di reato, Lillo Marino, 26 anni, disoccupato, accusato anche di porto illegale di un coltello, Gaetano Pace, 35 anni, pastore, e Luciano Scerra, 23 anni, disoccupato, tutti di Palma di Montechiaro. I 3 risponderanno di detenzione di cocaina a fini di spaccio allorche’ sono stati sorpresi a bordo di un’automobile, lungo la strada statale 123, in territorio di Licata, in possesso di 106 grammi di cocaina.

28 novembre, a Favara i Carabinieri hanno arrestato due fratelli, Gaspare e Vito Vecchio, di 31 e 42 anni, e Lillo Pollicino, 26 anni, perche’ responsabili dei reati di rissa aggravata e resistenza a Pubblico ufficiale. Un quarto presunto rissante, F F, 54 anni, e’ fuggito, poi e’ stato rintracciato e denunciato a piede libero per porto illegale di arma da taglio. Il movente dello scontro sarebbe legato ad un credito di 50 euro tra F F e Gaspare Vecchio.

28 novembre, a Menfi i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Bonfiglio, 39 anni, originario di Sambuca di Sicilia, disoccupato, accusato di tentato omicidio allorche’ al culmine di una lite in un pub, ed in stato di ebbrezza, avrebbe sferrato due coltellate contro un menfitano. La vittima e’ stata colpita una volta sola, in modo lieve, e la ferita e’ guaribile in una settimana.

28 novembre, a Licata, in via Palma, due banditi armati hanno rapinato il bar Marchese, di Giuseppe Moscato, e sono fuggiti a bordo di un’automobile guidata da un terzo complice. Il bottino, soprattutto il ricavato dei videogiochi, ammonta ad alcune migliaia di euro.

28 novembre, ad Agrigento, nella frazione di Monserrato, lungo il viale Monserrato, due malviventi, travisati al volto ed armati con una pistola, hanno rapinato una tabaccheria – ricevitoria e sono fuggiti a bordo di un’auto. Il bottino ammonta a circa 2mila euro.

28 novembre, i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Caravotta, 41 anni, di Palma di Montechiaro, disoccupato, perche’ responsabile di danneggiamento e lancio pericoloso di oggetti. Il mandato di cattura e’ stato spiccato dalla Procura di Agrigento. Caravotta scontera’ la condanna definitiva a 6 mesi reclusione. L’ 11 ottobre del 2008, nel corso di una lite, Caravotta e’ stato sorpreso a lanciare dal balcone della propria abitazione alcuni oggetti che hanno, tra l’altro, danneggiato il parabrezza di un’automobile parcheggiata.

29 novembre, i Carabinieri hanno arrestato, per detenzione illegale di armi, Gioacchino Cavaleri, 57 anni, di Aragona, muratore, incensurato, sorpreso in possesso, a casa propria in via Mannara ad Aragona ed in un casolare in campagna di sua proprieta’ in contrada Consolida ad Agrigento, di 2 fucili kalashnikov, una carabina, 8 pistole, di cui 4 sono calibro 38, poi 2 pistole giocattolo senza tappo rosso ed oltre 3mila proiettili. Tutte le armi, ed alcune sono di fabbricazione russa, sono con matricola abrasa e sono mantenute in ottime condizioni, cosi’ da poter essere utilizzate immediatamente. L’ inchiesta e’ stata coordinata dalla Procura di Agrigento.

29 novembre, la Corte d’ Appello di Palermo ha assolto tutti gli imputati al processo cosiddetto “ Montegrande ”, accusati, a vario titolo, di truffa, falso ideologico, corruzione e falsa testimonianza in riferimento ad un presunto scempio ambientale in localita’ Montegrande, in territorio di Palma di Montechiaro. Gli imputati sono l’ex sindaco di Agrigento, Angelo Scifo, i funzionari della Soprintendenza ai Beni culturali, Calogero Carbone e Pietro Tornabene, e l’ex capo della Forestale, Renzo Marino. La sentenza d’Appello ha assolto, nel merito, tutti gli imputati, ed ha assolto per intervenuta prescrizione Scifo e Tornabene per il solo reato di falso.

29 novembre, ad Agrigento, nella frazione balneare di San Leone, lungo il viale Viareggio, due banditi, travisati con un casco integrale ed armati con una pistola forse giocattolo, hanno rapinato una tabaccheria e sono fuggiti a bordo di una moto.

30 novembre, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alberto Davico, ha assolto Alessandro Ottaviani, 30 anni, di Raffadali, responsabile dell’accoltellamento del carabiniere Diego Gamberoni, lo scorso 16 marzo, nella caserma di Agrigento. Ottaviani, come accertato dai periti, e’ stato incapace di intendere e di volere quando ha accoltellato il militare. Il Giudice ha disposto una misura di sicurezza per 5 anni.

1 dicembre, Comune di Lampedusa e processo in corso per casi di tangenti, concussione ed abusi edilizi. A conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luca D’Addario, ha condannato ad 1 anno di reclusione, pena sospesa, per tentativo di concussione, il presidente del Consiglio comunale di Lampedusa, Vincenzo D’Ancona. Invece, l’imprenditore Angelo Cucina, accusato di abuso d’ufficio e violazioni edilizie in riferimento alla costruzione di un canile municipale, e’ stato assolto dal reato di abuso d’ufficio ed e’ stato condannato a 10 mesi di reclusione per le violazioni edilizie contestate.

2 dicembre, gli Ispettori del Fisco hanno scoperto guadagni non dichiarati da una ditta di Grotte che opera nell’ambito del commercio all’ingrosso di tappeti e pellicce. Si tratta complessivamente di circa 500 mila euro che la Societa’ avrebbe evaso dirottando il denaro in conti in nero. Le indagini dell’ dell’Agenzia delle Entrate di Canicatti’ hanno tratto spunto dai bilanci presentati dalla Societa’, sempre in perdita e con redditi irrisori dichiarati dai soci. Adesso la Societa’ versera’ le somme che sono state evase al Fisco e sara’ sottoposta a sanzioni amministrative.

2 dicembre, raid vandalico a Favara a danno della scuola media ” Mendola – Vaccaro ” in via dei Mille. I vandali hanno danneggiato il portone di ingresso principale dell’ edificio scolastico. Si tratta dell’ennesimo atto di vandalismo contro la stessa scuola. Infatti, nel corso degli ultimi mesi sono stati danneggiati la sala caldaia, la scala di emergenza e le porte di fuga.

2 dicembre, la terza sezione del Tribunale di Palermo, presieduta da Raimondo Lo Forti, dopo 7 ore di Camera di Consiglio, ha assolto, in riferimento al secondo comma dell’articolo 530 del codice penale, quindi l’insufficienza di prove, tutti gli imputati del processo cosiddetto Hiram, contro un presunto incrocio di interessi tra mafia e massoneria deviata al fine di pilotare ed insabbiare i processi in Cassazione. Scagionati, dunque, l’imprenditore di Canicatti’, Calogero Licata, l’imprenditore di Agrigento, Nicolo’ Sorrentino, il cancelliere della Cassazione, Guido Peparaio, l’imprenditore di Mazara del Vallo, Michele Accomando, ed il ginecologo palermitano, Renato Gregorio. Gli imputati sono stati accusati, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari, concorso in associazione mafiosa, peculato, accesso abusivo ai sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d’ ufficio.

2 dicembre, i Carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, 3 pastori, accusati di furto aggravato di bestiame allorche’ sono stati sorpresi a bordo di un autocarro in possesso di 6 ovini vivi rubati a Licata durante la notte. Si tratta di Antonino Avila, 43 anni, di Niscemi, Alessandro Balsamo, 32 anni, di San Michele di Ganzaria , e Cono Dara, 41 anni, di San Cono.

2 dicembre, ad Agrigento, nella frazione di Fontanelle, lungo il Viale Sicilia, un bandito, armato di pistola, ha rapinato una tabaccheria ed e’ fuggito a bordo di una moto guidata da un complice. Il bottino ammonta a circa 800 euro.

3 dicembre, processo penale ad Agrigento e caso da giurisprudenza alla ribalta nazionale. Infatti, l’esimente del diritto di cronaca giustifica la condotta presunta delittuosa del giornalista, ed il Tribunale lo assolve. Il Giudice monocratico del Palazzo di Giustizia di via Mazzini, Katia La Barbera, accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Carlo Federico Grosso e Marco Giglio, ha assolto, perche’ il fatto non costituisce reato a seguito del riconoscimento dell’esimente del diritto di cronaca, il giornalista dell’ Espresso, Fabrizio Gatti, autore del reportage ‘’Io clandestino a Lampedusa”, imputato perche’ nell’ottobre del 2005 avrebbe fornito false generalita’ per entrare al Centro di accoglienza dell’Isola. In particolare, Gatti si finse un clandestino e fu ospite per 8 giorni all’interno della struttura descrivendo le condizioni disumane e le presunte violenze a cui sarebbero stati sottoposti gli immigrati. La sentenza ha concluso un dibattimento appesantito da una lunga lista di testimoni, anche eccellenti, tra Ministeri ed Ambasciate.

3 dicembre, a conclusione del giudizio abbreviato il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luca D’Addario, ha emesso la sentenza ad uno stralcio del processo antidroga ‘’ Globe Trotter ‘’, dal nome del maxi blitz della Polizia che il 22 luglio del 2009 provoco’ 20 arresti tra Licata e Palma di Montechiaro. 3 anni e 4 mesi di reclusione sono stati inflitti a Giuseppe Lupo, 3 anni a Filippa Rinaldi, 3 anni e 4 mesi a Luigi Petruzzella, 5 anni e 4 mesi ad Angelo Spitaleri. Assolto Angelo Bonelli.

3 dicembre, il Tribunale di Agrigento ha condannato ad 11 anni di reclusione Vincenzo Cacciatore, 48 anni, di Agrigento, parcheggiatore, accusato di induzione alla prostituzione con minacce, violenza sessuale aggravata, danneggiamento seguito da incendio, sequestro di persona, estorsione, rapina, ingiurie, lesioni personali, violenza privata e frode processuale. Ad una tunisina di 38 anni, S J, ecco le iniziali del nome, residente ad Agrigento, e’ stata incendiata l’automobile, una Fiat 600, e l’ autore del danneggiamento sarebbe stato Cacciatore. Nel corso delle indagini sull’incendio gli inquirenti hanno accertato che la stessa donna sarebbe stata vittima anche delle altre ipotesi di reato contestate a Cacciatore.

3 dicembre, il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, ha assolto Giovanni Montalbano, 43 anni, di Agrigento, funzionario dell’Ufficio Patrimonio dell’ Istituto autonomo case popolari di Agrigento, accusato di avere indotto in errore un notaio agrigentino in riferimento alla sussistenza dei requisiti per cedere un appartamento di proprieta’ dello Iacp a prezzo agevolato ad una donna, Giovanna Peretti, 58 anni, condannata invece ad 1 anno e 2 mesi di reclusione, pena sospesa, perche’ ritenuta l’unica responsabile della truffa.

4 dicembre, la Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna emessa dal Tribunale di Agrigento a 3 anni e 4 mesi ciascuno a carico di Angelo Pace, 35 anni, e Domenico Morgana, 36 anni, entrambi di Palma di Montechiaro, accusati di estorsione allorche’ nel giugno del 2009 avrebbero preteso il 3 per cento sull’importo di 500 mila euro della gara d’appalto che una impresa di Mazzarino si e’ aggiudicata per la ristrutturazione della scuola ‘’ D’Arrigo ‘’ a Palma di Montechiaro. Si tratta della ditta ‘’ Fae ‘’ srl di Mazzarino, di cui e’ titolare Antonio Enzo Ferrigno. L’imprenditore nisseno, assistito dall’associazione antiracket di Gela, presieduta da Renzo Caponnetti, ha denunciato tutto alla Polizia.

4 dicembre, i Carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro hanno arrestato Giuseppe Cammalleri, 46 anni, di Palma di Montechiaro, pensionato, perche’ responsabile di evasione dagli arresti domiciliari allorche’ e’ stato sorpreso fuori la propria abitazione dove e’ detenuto per maltrattamenti in famiglia, minaccia aggravata e inosservanza dei provvedimenti dell’autorita’ giudiziaria.

4 dicembre, i poliziotti della Squadra Volanti di Caltanissetta hanno arrestato quattro persone per furto aggravato e danneggiamento. Si tratta di Giuseppe Palermo, 29 anni, di Caltanissetta, Saverio Polizzi, 31 anni, di Barrafranca, Salvatore Vetro, 36 anni, di Favara, e Giuseppe Vella, 30 anni, anche lui di Favara. I quattro sono accusati del furto di addobbi natalizi in una bancarella in Piazza della Repubblica a Caltanissetta. La refurtiva e’ stata restituita al commerciante proprietario. Nel frattempo, i quattro sono stati scarcerati in attesa del giudizio per direttissima.

6 dicembre, operazione ‘’ Domino ‘’ della Polizia stradale di Palermo contro un business di riciclaggio e truffa alle assicurazioni. In carcere i palermitani Domenico Caviglia, 41 anni, Ignazio Amato, 51 anni, e Massimiliano Riccobono, 39 anni, di Canicatti’, accusati di immatricolare automobili rubate con certificati di idoneita’ tecnica falsi, e di simulare il furto di automobili inesistenti per intascare il rimborso dalle assicurazioni. Sequestrate la concessionaria “ Automarket ” a Canicatti’ e l’ Agenzia disbrigo pratiche automobilistiche ” Fanale ” a Palermo.

6 dicembre, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha condannato a 4 anni e 10 mesi di reclusione Vincenzo Tiranno, 31 anni, di Canicatti’, accusato del tentato omicidio, il 14 gennaio scorso, di Emanuele Lo Giudice, 23 anni, di Canicatti’, aggredito per futili motivi a coltellate nei pressi della villa comunale.

7 dicembre, la Polizia ha arrestato Giuseppe Infantino, 29 anni, di Agrigento, gravemente indiziato di essere l’autore della rapina compiuta lo scorso 29 novembre a San Leone, nella tabaccheria in viale Viareggio. Indagato anche un minorenne di Agrigento, presunto complice di Infantino.

7 dicembre, ad Agrigento la Polizia ha arrestato Carmelo Scilio, 36 anni, originario di Catania e residente ad Agrigento, colto in flagranza di reato perche’ sorpreso a rubare un’ automobile, una Fiat Punto, parcheggiata in sosta in via Empedocle. A lanciare l’allarme della presenza sospetta nella zona e’ stata una telefonata al 113.

7 dicembre, la Corte d’Assise di Agrigento, presieduta da Antonina Sabatino, ha assolto Pippo Calo’ ed ha condannato all’ergastolo Toto’ Riina e Bernardo Provenzano, accusati di essere stati i mandanti della strage di San Giovanni Gemini, il 29 settembre del 1981, in un bar del paese, dove furono uccisi il capo mandamento di Castronovo di Sicilia, Gigino Pizzuto, e due avventori del locale, vittime innocenti, Michele Ciminnisi e Vincenzo Romano. Il delitto maturo’ nell’ambito della guerra di mafia scatenata dai corleonesi. Riina e Provenzano, oltre alle pene accessorie, sono stati condannati al pagamento di un risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, i familiari di Ciminnisi e di Romano, da quantificarsi in separata sede, ed al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 20mila euro per ciascuna delle parti costituite.

7 dicembre, i Carabinieri e la Polizia hanno arrestato in flagranza di reato, Vincenzo Vella, 64 anni, di Canicatti’, per detenzione illegale di armi clandestine, di munizioni per armi comuni da sparo, ricettazione, e detenzione di armi bianche di genere vietato. Nel corso di una perquisizione, personale e domiciliare, Vincenzo Vella e’ stato sorpreso in possesso di una pistola calibro 38 Smith and Wesson a tamburo, con matricola abrasa e con 5 colpi inseriti. Poi 44 cartucce calibro 38 e 5 bossoli dello stesso calibro, ed un coltello di genere vietato.

7 dicembre, a conclusione del giudizio abbreviato il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alberto Davico, ha condannato i fratelli Mario e Francesco Rizzo, di 24 e 28 anni, entrambi di Agrigento, accusati di furto, ricettazione ed estorsione ai danni di una loro zia in servizio nella Polizia municipale di Agrigento. A Mario Rizzo sono stati inflitti 3 anni e 4 mesi di reclusione. Francesco Rizzo, accusato solo di concorso in estorsione, e’ stato condannato a 2 anni e 4 mesi. Le ipotesi di reato sono legate al furto della pistola d’ordinanza della Vigilessa alla quale sarebbe stato poi chiesto un riscatto di 800 euro per la restituzione.

9 dicembre, a Porto Empedocle, al Piano Lanterna, nei pressi dei semafori, una pensionata di 71 anni, Vincenzina Neri, intenta ad attraversare la strada, e’ stata travolta ed uccisa da un camion Iveco in viaggio da Conegliano Veneto. La donna, a piedi dal bar verso il lato opposto della carreggiata, sarebbe stata distante dalle strisce pedonali. Nella zona vi e’ stato affollamento perche’ e’ stato in corso il mercato settimanale dove si e’ recata anche la stessa Vincenzina Neri per le compere.

9 dicembre, il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Ezio Damizia, ha condannato ad 1 anno di reclusione ciascuno i fratelli Gaspare e Vito Vecchio, ed a 1 anno e 2 mesi Lillo Pollicino, 26 anni, tutti di Favara, protagonisti di una rissa lo scorso 27 novembre in piazza Angelo Giglia a Favara, ed arrestati dai Carabinieri. I tre favaresi hanno risposto di rissa aggravata, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

10 dicembre, la Corte d’Appello di Palermo ha ridotto da 7 a 5 anni e 6 mesi di reclusione la condanna inflitta dal Tribunale di Agrigento il 24 novembre del 2009 a Carmelo Vellini, 75 anni, di Naro, pensionato, accusato di favoreggiamento della latitanza del boss di Campobello di Licata e capo di Cosa nostra agrigentina, Giuseppe Falsone. Vellini e’ stato arrestato dalla Squadra mobile di Agrigento l’ 8 aprile del 2008 ed e’ processato nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘’Mercurio ‘’.

10 dicembre, i giudici della sezione penale del Tribunale di Agrigento presieduta da Antonina Sabatino hanno condannato a 10 anni di reclusione l’imprenditore Calogero Sciangula, 35 anni, di Agrigento, titolare di un laboratorio di pasticceria, accusato di tentato omicidio allorche’ il 18 dicembre del 2008, a San Leone, lungo il viale Viareggio, avrebbe sparato contro Gaetano Di Salvo, ritenuto presunto amante della moglie.

11 dicembre, a Porto Empedocle, in via Vincenzella, due banditi, travisati al volto con una calzamaglia ed armati con una pistola, hanno tentato una rapina contro la tabaccheria “Di Mare”, di Vincenzo Di Mare, 42 anni. Il titolare ha risposto no alla minaccia di consegnare l’incasso ed uno dei due rapinatori lo ha colpito alla testa con il calcio della pistola. I malviventi hanno rovistato inutilmente nella cassa e nei cassetti, vuoti, senza denaro, e sono fuggiti. Vincenzo Di Mare, ferito e dolorante, ha lanciato l’allarme ed e’ stato soccorso in Ospedale.

11 dicembre, i Carabinieri della stazione di Cattolica Eraclea hanno arrestato in flagranza di reato un camionista di Favara, Giuseppe Frenna, 37 anni, accusato di violenza, minaccia, resistenza e lesioni a Pubblico ufficiale allorche’ a Cattolica, in vicolo Calafato, e’ entrato dentro la casa del suocero ed ha tentato forzatamente di trattenere con se la sorella contro la sua volonta’. Quando sono intervenuti i militari, Frenna si sarebbe scagliato contro 3 Carabinieri provocando loro delle ferite guaribili in 15, 7 e 3 giorni.

11 dicembre, i Carabinieri, nell’ambito di un intervento contro l’occupazione abusiva degli alloggi popolari, hanno arrestato in flagranza di reato, per furto aggravato di energia elettrica e acqua potabile, Giuseppe Matteo Gagliano, 61 anni, di Sambuca di Sicilia, gia’ con precedenti di polizia. Gagliano ha manomesso i contatori della sua abitazione per impedirne la corretta misurazione.

11 dicembre, a Palma di Montechiaro circa 600 metri di cavi elettrici per la distribuzione della bassa tensione sono stati tranciati dalla linea che alimenta la zona di contrada Ciotta. Il furto provoca gravi disagi perche’ per alcuni giorni una trentina di utenze non riceveranno l’energia elettrica. Ignoti malviventi si sono arrampicati sui pali della linea aerea tranciando i cavi elettrici e provocando il black out. I ladri hanno agito indisturbati perche’ durante il periodo invernale la zona e’ quasi deserta. L’Enel ha sporto una denuncia.

13 dicembre, incendio mortale a Monserrato, frazione di Agrigento, in via Stromboli, dove, per cause in corso di accertamento da parte del Vigili del fuoco e della Polizia, le fiamme sono divampate all’interno dell’abitazione di Rodolfo Pagano, 63 anni, pensionato, originario di Porto Empedocle. Secondo i primi esiti delle indagini, Pagano avrebbe litigato violentemente con la moglie, tanto da costringere la donna a ricorrere alle cure dei medici del Pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Anche uno dei due figli della coppia, il piu’ piccolo, che ha assistito al litigio, si e’ ferito perche’, forse in preda alla rabbia, ha scagliato un pugno contro il portone di ingresso in vetro della palazzina. Dopo la sfuriata, Pagano si sarebbe rinchiuso nella camera da letto appiccando il fuoco al materasso. L’uomo sarebbe deceduto a causa di una intossicazione da fumo. Sul corpo senza vita vi sono anche delle ustioni. Si ipotizza il suicidio.

13 dicembre, si e’ concluso il secondo processo d’appello, dopo l’annullamento ed il rinvio dalla Cassazione, nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ San Calogero ‘’. I giudici hanno condannato a 15 anni e 4 mesi Antonio Massimino, poi 15 anni e 8 mesi sono stati inflitti ad Ignazio Massimino, 7 anni e 6 mesi ad Antonio Camilleri, e 4 anni e 6 mesi a Vincenzo Mendola, tutti di Agrigento.

15 dicembre, incidente a Palma di Montechiaro dove, al supermercato “Dimeglio”, in via Lenin, ad un macellaio di 40 anni, Vincenzo Palillo, nato a Porto Empedocle ma residente a Favara, un tritacarne ha incastrato una mano. Palillo e’ stato soccorso d’urgenza all’Ospedale di Licata con l’apparecchio ancora aggrovigliato sul braccio. I medici sono stati costretti ad amputare il braccio del macellaio.

15 dicembre, i Carabinieri hanno arrestato Costel Patrona, 34 anni, originario della Romania e residente a Ribera. Denunciato un altro romeno di 17 anni. I due sono stati sorpresi in strada intenti a picchiare violentemente, anche usando un coltello, un altro romeno colpevole di non avere offerto delle sigarette. La vittima e’ fuggita e si e’ barricata in casa, ed i due romeni hanno danneggiato il portone di ingresso insieme ad altri due algerini, di 32 e 29 anni, che sono stati denunciati per danneggiamento.

16 dicembre, la Guardia di Finanza della Brigata di Lampedusa ha scoperto a Lampedusa un professionista ignoto al fisco ed ha sequestrato il suo studio odontoiatrico, anche perche’ privo di autorizzazione sanitaria. L’ odontoiatra avrebbe occultato redditi per oltre 100mila euro, frutto di prestazioni in nero. Il professionista, M G, ecco le iniziali del nome, e’ stato denunciato e rispondera’ anche della mancanza di tutte le documentazioni autorizzative, soprattutto di tipo sanitario ed a sicurezza degli utenti.

16 dicembre, “ si sarebbero impegnati per trasferire dalla Romania a Licata, con false promesse di matrimonio, delle giovani donne che poi sarebbero state invece avviate alla prostituzione ”. Ecco perche’ i Poliziotti del Commissariato di Licata hanno arrestato una coppia di coniugi romeni, Geroge Stoica e Gabriela Dumbrava, di 38 e 36 anni, inseguiti da un mandato di cattura spiccato dalla Procura di Agrigento. I due sono indagati per sfruttamento ed induzione alla prostituzione, minaccia grave, porto illegale d’armi, sequestro di persona, estorsione, rapina, atti osceni in luogo pubblico e lesioni personali dolose. Le ipotesi di reato risalgono al 2009.

17 dicembre, la Cassazione ha confermato l’assoluzione dell’ex sindaco di Campobello di Licata, Calogero Gueli , arrestato il 22 giugno del 2006 nell’ ambito dell’ operazione antimafia cosiddetta ” Ghost Saraceno ” dai Carabinieri di Agrigento e dalla Dda di Palermo. Gueli in primo grado e’ stato condannato a 3 anni di reclusione. In appello invece e’ stato assolto. La Procura ha presentato ricorso in Cassazione rilanciando le accuse secondo cui Calogero Gueli avrebbe svolto un ruolo strategico nell’assegnazione pilotata di lavori pubblici o di forniture.

17 dicembre, a Porto Empedocle blitz antidroga stupefacente dei Poliziotti del Commissariato Frontiera, capitanato da Cesare Castelli. Quartiere Ciuccafa. Controllo per 4 empedoclini : Carolina Contino, 46 anni, e Toni Daino, 23 anni. Poi anche F F , ecco le iniziali del nome, 24 anni, ed il figlio minorenne di Carolina Contino, P C L, di 17 anni. Perquisizione personale e domiciliare. A casa di Carolina Contino sono stati scoperti un involucro di carta stagnola e dentro 80,4 grammi di marijuana. 6 involucri con dentro 1,4 grammi di anfetamina. 16 semi di canapa indiana. Un coltello di 12 centimetri. Ed un bilancino elettronico di precisione. Carolina Contino e Toni Daino sono stati arrestati. Il 24enne ed il 17enne denunciati.

17 dicembre, la Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna di primo grado a 2 mesi di reclusione, ed al risarcimento della parte civile, inflitta a due sorelle di Camastra, Calogera e Stefania Fanara, di 44 e 39 anni, accusate di lesioni e minacce a danno di Maria Stella Lentini, impiegata nella biblioteca comunale. Le ipotesi di reato risalgono al 2004, quando Stefania Fanara e’ stata difensore civico del Comune di Camastra.

17 dicembre, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha disposto il non luogo a procedere nei confronti dell’ appuntato dei Carabinieri, Giovanni Procopio, 46 anni, di Realmonte, in servizio al Comando Compagnia di Agrigento. Procopio e’ stato accusato di abuso d’ufficio e violazione della legge speciale sulla caccia allorche’, nel maggio del 2006, armato con il suo fucile da caccia, fu sorpreso da due agenti del Corpo forestale all’interno di una riserva naturale.

17 dicembre, la Corte d’Appello di Palermo ha assolto l’empedoclino Roberto Carmelo, 46 anni, accusato di tentata violenza privata, minacce e lesioni e gia’ condannato dal Tribunale di Agrigento a 2 mesi di reclusione ed assolto dal reato di lesioni. Roberto Carmelo avrebbe tentato di costringere una donna ad interrompere una relazione sentimentale con un altro uomo da lui osteggiato, e di avere minacciato i due.

19 dicembre, i Poliziotti del Commissariato di Palma di Montechiaro, agli ordini di Angelo Cavaleri, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alberto Davico, hanno arrestato Luciano Scerra, 23 anni, e Nunzio Spina, 34 anni, entrambi di Palma di Montechiaro. I due sono accusati di una rapina da 100 mila euro a danno di una pensionata palmese che il 28 agosto scorso subi’ l’invasione della propria abitazione da parte di tre malviventi, con il volto travisato, che immobilizzarono la donna e le rubarono il denaro contante custodito in casa. E’ ancora ricercato il terzo presunto complice di Scerra e Spina.

19 dicembre, a Licata un ragazzo di 16 anni, Antonino Attisano, figlio dell’ ex assessore allo Sport, Giuseppe Attisano, e’ stato scoperto morto dai genitori, entrambi medici all’Ospedale ‘’ San Giacomo d’Altopasso ‘’ ai piedi del suo letto. Antonino, studente del Liceo Linares, non avrebbe sofferto di alcun problema di salute. Secondo le testimonianze raccolte dai Carabinieri, Antonino non avrebbe subito alcun problema a scuola ne’ tra gli amici. Non sono emerse frequentazioni negative tali da indurre ad ipotizzare l’uso di droghe. Il ragazzo e’ stato fuori casa sabato sera con gli amici e poi al rientro a casa si e’ coricato. La Procura ha disposto l’autopsia.

19 dicembre, famiglia Savarino nel mirino. A Ravanusa una lettera di minacce e’ stata recapitata al sindaco di Ravanusa, Armando Savarino, 70 anni, dell’ Udc. Nella lettera vi sarebbero anche minacce ed insulti verso la figlia, Giusy, ex parlamentare regionale. E’ stato inoltre incendiato il portone di casa, nel centro di Ravanusa, di Calogero Gattuso, 45 anni, assessore comunale ai Servizi sociali ed ex segretario di Giusy Savarino.

19 dicembre, ad Agrigento, al Villaggio Mose’, ignoti malviventi hanno rubato denaro, 15mila euro in contanti, ed oggetti in oro, argenti ed altri preziosi, per un valore di 20 mila euro, dentro la casa di un sindacalista della Cgil.

19 dicembre, gli agenti della Polizia postale e della Squadra Volante di Agrigento, agli ordini di Stefania Marino, hanno arrestato, in flagranza del reato di furto aggravato in concorso ed indebito utilizzo di carta di credito, Alfonso Manganello, 39 anni, nato a Sanremo e residente a Palma di Montechiaro, ed Andrea Aserio, 29 anni, di Mussomeli. Manganello ed Aserio avrebbero rubato un portafogli con dentro 140 euro in contanti ed una carta di credito dal giubbotto in un’ automobile posteggiata in campagna nel territorio di Aragona, e poi ad Agrigento hanno acquistato con la stessa carta di credito un televisore al plasma del valore di 649 euro. Quando sono entrati dentro un negozio di telefonia cellulare per altri acquisti sono stati acciuffati dai Poliziotti.

20 dicembre, i Carabinieri hanno arrestato Rosario Inguanta, 25 anni, di Naro, bracciante agricolo, incensurato, accusato di detenzione di droga a fini di spaccio allorche’ ad un posto di blocco e’ stato sorpreso sulla propria automobile in possesso di 6 panetti di hashish del peso complessivo di circa 620 grammi abilmente occultati tra i sedili.

20 dicembre, una donna di Sciacca, Giuseppa Maria Costa, 57 anni, e’ morta vittima di un incidente stradale in provincia di Trapani, in territorio di Salaparuta. La saccense, a bordo di una Mini Cooper, si e’ ribaltata fuori strada.

20 dicembre, ad Agrigento, in via Gioeni, ignoti malviventi, accedendo attraverso un appartamento separato dal negozio solo da una porta, hanno rubato all’interno del negozio di elettronica ed abbigliamento sportivo “ Lbm Store ” . I banditi hanno arraffato soprattutto telefoni cellulari, videocamere, e computer portatili. Il bottino e’ da quantificare.

20 dicembre, a Palma di Montechiaro, in via Giovanni e Gerlando Amendola, le fiamme, di origine incerta, si sono scatenate all’interno di una stanza del Collegio di Maria. Danneggiati mobili e suppellettili. Nessun ferito.

21 dicembre, a Lampedusa la Guardia di Finanza ha intercettato 18 extracomunitari originari del Maghreb appena approdati sull’isola delle Pelagie. Attivate le procedure per il rimpatrio, dopo il trasferimento a Porto Empedocle ed il ricovero in un Centro di accoglienza.

21 dicembre, i Poliziotti della Squadra mobile di Agrigento e del Commissariato di Licata, agli ordini di Alfonso Iadevaia e Fatima Celona, hanno arrestato Vincenzo Todaro, 36 anni, di Licata, inseguito da un ordine di arresto spiccato dalla Procura Generale di Palermo di Appello di Palermo. Vincenzo Todaro scontera’ la condanna residua a 5 anni e 2 mesi di reclusione per reati inerenti allo spaccio di sostanze stupefacenti.

21 dicembre, i Poliziotti della Squadra mobile di Agrigento e del Commissariato di Canicatti’, agli ordini di Alfonso Iadevaia e Corrado Empoli, hanno arrestato Salvatore Manganello, 27 anni, di Canicatti’, inseguito da un ordine di arresto spiccato dalla Procura Generale della Repubblica di Palermo. Manganello scontera’ la condanna residua a 5 anni ed 11 mesi di reclusione per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.

21 dicembre, il Giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato ad 1 anno di reclusione ciascuno, pena sospesa, Alfonso Manganello, 39 anni, di Palma di Montechiaro, ed Andrea Aserio, 29 anni, di Mussomeli, imputati in concorso tra loro di furto e utilizzo indebito ad Agrigento, dove sono stati arrestati dalla Polizia, di una carta di credito scoperta all’interno di un portafoglio rubato nelle campagne di Aragona.

22 dicembre, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Mario Conte, ha condannato complessivamente a 46 anni di carcere quattro presunti mafiosi agrigentini imputati nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘’ Minoa ‘’. 18 anni sono stati inflitti a Domenico Terrasi, ritenuto il capo della famiglia di Cattolica Eraclea. 12 anni a Damiano Marrella, presunto rappresentante del clan di Montallegro. 8 anni ciascuno ad Andrea Amoddeo, genero di Terrasi, e Francesco Manno, entrambi di Cattolica Eraclea, e gia’ scarcerati dal Riesame per mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Assolto l’imprenditore di Ribera, Marco Vinti. Per gli altri tre imputati, Paolo Micciche’, Giuseppe Terrasi, e Gaspare Tutino, tutti di Cattolica Eraclea, si procede con il rito ordinario. Il blitz ‘’ Minoa ‘’, della Direzione investigativa e distrettuale antimafia, risale al 27 novembre 2009, ed imperverso’ tra Cattolica Eraclea, Montallegro e Ribera. Il 28 dicembre, poiche’ condannati, sono arrestati una seconda volta Andrea Amoddeo e Franco Manno.

22 dicembre, il processo per i presunti ritardi nella conclusione delle opere di costruzione e, quindi, di consegna del nuovo Ospedale di Agrigento. E nel capo di imputazione si legge anche che gli imputati avrebbero attestato falsamente che i lavori del ‘’ San Giovanni di Dio ‘’ in contrada Consolida sarebbero stati conclusi entro il termine, il 29 novembre del 2002, quando, invece, le opere sarebbero state ultimate 7 mesi dopo. Ed a causa del ritardo l’ impresa appaltatrice sarebbe stata costretta al pagamento di una multa di 1milione e 300 mila euro all’Azienda ospedaliera. Ed ecco perche’, per non pagare la multa, sarebbe stato scritto falsamente che i lavori sono stati conclusi entro il 29 novembre del 2002. Il 24 settembre del 2008 la sezione penale del Tribunale di Agrigento presieduta da Antonina Sabatino ha assolto i 3 imputati con la formula ‘’perche’ il fatto non sussiste ‘’. Adesso invece la Corte d’Appello di Palermo, presieduta da Giancarlo Trizzino, ha ritenuto il fatto sussistente, ha ribaltato il verdetto di primo grado, ed ha sentenziato 3 condanne. 1 anno di reclusione all’imprenditore agrigentino Marco Campione, 49 anni, legale rappresentante dell’ impresa titolare dell’appalto. 1 anno e 2 mesi all’ingegnere Francesco Micciche’, 60 anni, di Agrigento, Responsabile dei lavori e capo del Settore tecnico dell’ Azienda sanitaria. Ed 1 anno e 2 mesi anche all’ingegnere Antonio Raia, 64 anni, di Ravanusa, Direttore dei lavori. I tre hanno usufruito della sospensione condizionale della pena, pero’ sono interdetti dai Pubblici uffici durante l’esecuzione della condanna, pagheranno le spese processuali, e gli atti del processo saranno spediti alla Corte dei Conti in riferimento ad eventuali responsabilita’ contabili.

22 dicembre, al Tribunale di Agrigento e’ stata sfornata un’ altra sentenza. L’inchiesta cosiddetta ‘’ Lanos ‘’. Il blitz della Polizia a Porto Empedocle del 27 ottobre del 2008. Le accuse, a vario titolo : racket delle estorsioni, incendi, rapine e spaccio di stupefacenti. 6 condanne e 3 assoluzioni. Calogero Migliara 6 anni. Francesco Migliara 3 anni e 4 mesi. Alessio Migliara 1 anno ed 8 mesi. Pierluigi Aleo 1 anno. Gioacchino Aleo 10 mesi. Calogero Strada 8 mesi. Assolti Giovanni Salemi, Calogero Colombo e Calogero Formica.

23 dicembre, concluso in primo grado ed in abbreviato il processo antidroga nell’agrigentino cosiddetto ‘’ Castello ‘’. Il Giudice monocratico del Palazzo di Giustizia di via Mazzini, Giuseppe Lupo, ha assolto tutti. E cosi’ il castello di accuse si e’ sbriciolato, raso al suolo, o quasi, se non fosse per i 3 ex imputati che hanno gia’ patteggiato la condanna : 3 anni e 6 mesi ciascuno i canicattinesi Loris Capizzi e Danilo Fazio, e Gianluca Cimino di Naro. Dunque, a conclusione del giudizio abbreviato, sono stati scagionati dall’accusa di spaccio di droga Francesco Genova, 27 anni, di Porto Empedocle, Salvatore Prato, 32 anni, di Camastra, Domenico Manganello, 36 anni, di Palma di Montechiaro, Calogero Putrone, 41 anni, di Agrigento, Salvatore Di Vincenzo, 41 anni, di Palma di Montechiaro, poi i favaresi Salvatore Vaccaro, 32 anni, e Giuseppe Scorsone, 27 anni, e poi ancora Viviana Marino, 33 anni, di Canicatti’, e Pietro Ferracane, 32 anni, di Naro. Il blitz dei Carabinieri, ‘’ Castello ‘’, risale alle ore 4 del mattino del 20 settembre del 2005, e fu intitolato cosi’ perche’ da una rapina, il 29 marzo del 2003, a Favara, in un negozio di elettrodomestici, fu costruito, un mattone dopo l’altro, un castello di indizi e tracce di reato, tra rapine, armi e traffico di stupefacenti. La costruzione pero’, frutto delle intercettazioni su alcuni telefoni cellulari rubati nello stesso negozio, ha retto solo parzialmente al peso della valutazione del giudice.

23 dicembre, il Tribunale di Agrigento, sezione distaccata di Canicatti’, ha condannato a 7 mesi di reclusione per lesioni aggravate e minacce Diego Diana, 40 anni, di Canicatti’, presunto colpevole di avere colpito con un bastone Vincenzo Vella, 48 anni, di Canicatti’, accusato invece di tentato omicidio ed arrestato il 3 luglio del 2008 quando, al culmine di una lite condominiale, avrebbe sparato un colpo di pistola al petto contro lo stesso Diego Diana. Il 17 dicembre del 2009 Vincenzo Vella e’ stato condannato a 6 anni di reclusione per tentato omicidio.

23 dicembre, a San Giovanni Gemini, tra il Corso Francesco Crispi e la via Rossini, presumibilmente due banditi hanno tagliato con una cesoia delle inferriate e sono entrati, attraverso una finestra sul retro, dentro la filiale della banca Monte dei Paschi di Siena. Poi, usando la fiamma ossidrica, hanno sfondato e svuotato la cassaforte. Il bottino ammonterebbe tra i 150 ed i 200mila euro.

27 dicembre, incidente stradale lungo la statale 640 Agrigento – Caltanissetta, tra Canicatti’ nord e contrada Grottarossa, dove, per cause in corso di accertamento, si sono scontrati una betoniera di una impresa di Catania ed un furgone portavalori di una ditta di Caltanissetta. Vincenzo Pellitteri, 25 anni, originario di Mussomeli e residente a Casteltermini, al volante del furgone, e’ morto sul colpo. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco, i Carabinieri e la Polizia stradale.

27 dicembre, i Carabinieri hanno arrestato Andrea Spiteri, 40 anni, di Licata, bracciante agricolo, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio e sfruttamento della prostituzione. Spiteri e’ stato inseguito da un mandato di cattura spiccato dal Tribunale penale di Agrigento che lo ha condannato alla condanna definitiva di 2 anni e 1 mese di detenzione agli arresti domiciliari per i reati commessi tra il 2007 e il 2008.

27 dicembre, il Giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Enzo Agate, ha condannato a 5 mesi di reclusione Anghel Pomalius, 58 anni, romeno, residente a Sambuca, arrestato dai Carabinieri lo scorso 14 maggio perche’ sorpreso dentro casa in flagranza di reato di aggressione e minacce alla nuora ed al figlio. I due feriti sono stati medicati al pronto soccorso dell’Ospedale di Sciacca.

28 dicembre, la Corte d’Appello di Palermo ha confermato la sentenza di primo grado, emessa dal Tribunale di Sciacca, ed ha condannato a 4 mesi di reclusione, pena sospesa, due ginecologi dell’ospedale Giovanni Paolo secondo di Sciacca. Si tratta di Stefano Longo ed Antonino Oliveri. I due risarciranno anche i danni, per complessivi 150mila euro, a favore di Stefano Viviano, per 60 mila euro, ed Enza Alba, per 90 mila euro, marito e moglie. I due medici sono imputati di concorso in interruzione colposa di gravidanza, culminata con la nascita del feto morto. L’episodio risale al 16 gennaio del 2006.

29 dicembre, ad Agrigento, in via Callicratide, un dipendente di un panificio, M C, ecco le iniziali del nome, 43 anni, e’ stato sorpreso da due uomini, forse extracomunitari, travisati con delle sciarpe, che lo hanno minacciato con un coltello, e gli hanno intimato la consegna del portafoglio. Il panettiere, privo pero’ del portafogli, e’ stato colpito al braccio dal coltello dei due che sono scappati. L’uomo e’ stato soccorso in Ospedale, con prognosi di 6 giorni.

29 dicembre, a Porto Empedocle, in via Quattro Novembre, una donna, Maria Rosa Abate, 42 anni, di Agrigento, e’ stata afferrata in strada alle spalle da uno sconosciuto, travisato al volto, il quale minacciandola con un coltello, le ha intimato la consegna dei soldi. La donna e’ stata scaraventata a terra ed ha consegnato la borsa con dentro 50 euro.

30 dicembre, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Enzo Camilleri, e’ stato revocato il sequestro conservativo cautelare su tutti gli immobili di alcuni indagati nell’ambito dell’inchiesta sul presunto utilizzo di cemento depotenziato per la costruzione del nuovo Ospedale di Agrigento. Il sequestro e’ stato disposto dal Tribunale civile di Agrigento su richiesta dell’Azienda sanitaria provinciale. Adesso, il Tribunale ha accolto il reclamo proposto dai destinatari del sequestro, per 10milioni di euro ciascuno, ed ha revocato l’ordinanza del giudice civile. Piu’ in particolare, l’avvocato Camilleri assiste l’ingegnere Francesco Micciche’, al quale, dunque, sono stati dissequestrati i beni. Gli altri reclamanti sono: Francesco Lusco, la Tecnofin Group spa, Antonio Raia, Francesco Iovino, Girolamo Traina e Francesco Paolo Scaglione.



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1 Risposta per “2010: Un anno di cronaca in Provincia di Agrigento con Angelo Ruoppolo”

  1. Saverio ha detto:

    Mitico Ruoppolo!!

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