Sfiorata la tragedia, la notte scorsa, nel Canale di Sicilia. Tratti in salvo dalla guardia di finanza 55 immigrati che si trovavano a bordo di un barcone in avaria che imbarcava acqua e rischiava di affondare.
L’imbarcazione è stata soccorsa circa 50 miglia al largo di Lampedusa. I clandestini sono stati presi a bordo e condotti sull’isola. Per tre dei cittadini extracomunitari è stato necessario l’intervento dei medici per disidratazione e ipotermia.
Due di loro, in gravi condizioni, sono stati poi trasportati con l’elisoccorso a Palermo e ricoverati nell’ospedale Cervello. Sarebbero comunque fuori pericolo. Uno dei due, che soffre di diabete, si trova nel reparto di endocrinologia.
Un altro immigrato tunisino ricoverato nel pronto soccorso di Lampedusa ha tentato di uccidersi tagliandosi le vene e ha poi ha tentato di colpire con una forbice chirurgica una dottoressa che gli stava prestando le cure. L’uomo era stato trasportato ieri sera dal centro d’accoglienza dell’isola al presidio sanitario, dopo che si era tagliato le vene dei polsi. Mentre era ricoverato al pronto soccorso ha fatto un altro tentativo di suicidio, provando a tagliarsi le vene del collo, ma è stato bloccato.
Poco dopo, quando la dottoressa si è avvicinata per cambiargli il flacone della flebo, il tunisino ha afferrato delle forbici chirurgiche e l’ha aggredita, per fortuna senza conseguenze. Al pronto soccorso c’è un presidio di quattro carabinieri. I medici stanno cercando di capire se l’uomo sia vittima di uno stato d’ansia episodico, creato dalla traversata – il migrante era sbarcato nella notte di lunedì – o se abbia precedenti disagi psichici, tali da rendere necessari il Trattamento sanitario obbligatorio (Tso).
Uno dei medici del pronto soccorso ha spiegato che “bisogna comprendere questo genere di reazioni: in chi affronta situazioni di stress come quelle provocate da una traversata in mare in condizioni così critiche, si possono innescare meccanismi di questa natura”. L’uomo aveva detto ai medici di avere sintomi di soffocamento.
Intanto sono 1.438 gli immigrati ospitati attualmente nel Cspa (Centro di soccorso e prima accoglienza) dell’isola. In giornata sono previsti trasferimenti verso altre strutture del territorio nazionale: nel corso della mattinata 57 partiranno con il traghetto diretto a Porto Empedocle e cento in aereo. Le condizioni meteo-marine sono migliorate ed è probabile che gli sbarchi possano riprendere con maggiore intensità.
Arriva l’Esercito a Lampedusa per rafforzare la presenza militare sull’isola. Cento militari, come ha confermato il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, commissario per l’emergenza immigrazione, dovrebbero essere operativi a partire dalla prossima settimana. Altri 50 sono stati destinati al Residence degli Aranci di Mineo. A Lampedusa cresce la tensione per la gestione del soggiorno temporaneo dei clandestini. Un tunisino ricoverato al poliambulatorio dell’isola si è tagliato le vene, poi ha aggredito la dottoressa che cercava di prestargli soccorso, puntandole le forbici alla gola. L’uomo è stato bloccato, e per lui è stato disposto un Trattamento sanitario obbligatorio. La dottoressa sta bene e al pronto soccorso sono intervenuti i carabinieri. Intanto il flusso di arrivi si è rallentato a causa delle cattive condizioni del mare. L’ultimo approdo si è registrato poco prima delle 3 della scorsa notte. Nel porto dell’isola è giunto il barcone avvistato ieri pomeriggio a 55 miglia da Lampedusa. Aveva il motore in avaria e ha rischiato di affondare. I migranti sono stati trasbordati su un motovedetta della guardia di finanza. Sulla carretta del mare c’erano 55 tunisini, tre dei quali in precarie condizioni di salute. Stamattina sono stati trasferiti in una struttura sanitaria di Palermo per essere curati. Al centro di accoglienza sono circa 1.400 gli immigrati presenti. Ma i trasferimenti proseguiranno. Con due voli hanno lasciato l’isola circa 200 persone trasferite in altre strutture di accoglienza di Calabria e Puglia. 57 invece, imbarcati sulla nave di linea della Siremar sono stati trasferiti a Porto Empedocle.














