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Agrigento, operazione “Self Service”: il Comune si costituirà parte civile, le reazioni e i dettagli (Foto e Video)

Scritto da il 30 novembre 2011, alle 07:16 | archiviato in Agrigento, Cronaca, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

All’Ufficio tecnico comunale di Agrigento bastava pagare per avere una sorta di corsia privilegiata e ottenere concessioni edilizie. Un vasto giro di tangenti portato alla luce dagli uomini della Digos e della squadra Mobile, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica della città dei templi. Coinvolti funzionari comunali e diversi studi privati di architetti. Notificate 12 ordinanze di custodia cautelare, sei in carcere, cinque agli arresti domiciliari e un obbligo di dimora. Le accuse: associazione a delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e truffa. Tra i destinatari spiccano le figure di tre architetti Luigi Zicari, Roberto Gallo Afflitto e Pietro Vullo, che in concorso con altri avrebbero intascato le mazzette. E quella di un vigile urbano Rosario Troisi, accusato di segreto d’ufficio, perchè avrebbe rivelato al fratello architetto, Salvatore Troisi, anche lui finito nell’inchiesta, di alcuni controlli che si dovevano svolgere in alcuni suoi cantieri. Ancora da verificare la posizione di Sebastiano Di Francesco, responsabile dell’ufficio Urbanistica, al momento sospeso dall’esercizio del pubblico ufficio e servizio. I dettagli del blitz denominato Self Service sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si è svolta negli uffici della Procura di Agrigento. Presenti il procuratore capo Renato Di Natale, il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, il questore Giuseppe Bisogno, il capo della Mobile, Alfonso Iadevaia e il dirigente della Digos Carlo Mossuto.  Spiegate le modalità di come avvenivano i pagamenti delle tangenti. Gli indagati si sentivano così sicuri che la somma in denaro veniva consegnata negli all’interno degli uffici comunali, portate direttamente in casa o addirittura al bar. A seconda della pratica il prezzo variava dalle 300 fino ad arrivare a 2500 euro. Le indagini partite nel 2009 e continuiate fino al 2010 si sono sviluppate attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche, video riprese, testimonianze e sequestri di atti e documenti. Nessuno però ha denunciato.

“Lo scandalo scoppiato stamani al Comune di Agrigento che a vario titolo coinvolge diversi soggetti orbitanti in un settore nevralgico come quello dell’Urbanistica non può che lasciarci sgomenti”. Così una nota del Gruppo consiliare PID di Agrigento. “Nella speranza che le persone coinvolte possano fare chiarezza in merito alle accuse loro contestate, esprimiamo il nostro pieno ed incondizionato sostegno all’attività della Magistratura e delle Forze dell’Ordine impegnate in delicate indagini per il ripristino della legalità al Comune di Agrigento”.

In riferimento alle notizie di esecuzione di provvedimenti giudiziari che hanno coinvolto dipendenti del Comune di Agrigento, il Presidente del Consiglio comunale Francesco Alfano dichiara: “le gravi notizie riportate sui mass media sugli arresti di diversi dipendenti dell’ Ufficio tecnico comunale ci lasciano interdetti. Riponiamo ampia fiducia nell’azione della Magistratura affinché, nel più breve tempo possibile, possa far emergere la verità in modo da far tornare la serenità agli impiegati comunali, alle persone coinvolte e alle loro famigli,e e garantire la piena funzionalità ad un settore comunale nevralgico per la vita amministrativa del Comune”.

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Con riferimento all’ esecuzione di provvedimenti giudiziari che hanno coinvolto anche alcuni dipendenti comunali in servizio nel settore dell’urbanistica, il sindaco di Agrigento Marco Zambuto dichiara: “Mi auguro che le persone coinvolte possano dimostrare subito la loro innocenza in ordine ai reati contestati dalla Magistratura, ordine dello Stato nel quale rinnoviamo piena ed incondizionata fiducia. La Magistratura non ordisce mai complotti, ma opera nel pieno rispetto della legalità e della Costituzione a tutela della liceità degli atti, anche di quelli posti in essere dagli esponenti della pubblica amministrazione. E comunque se dovessero emergere responsabilità che possano compromettere anche solo l’immagine dell’Amministrazione comunale non tarderemo un minuto a costituirci parte civile per tutelare gli interessi, patrimoniali e non, della comunità da noi rappresentata.”

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1 Risposta per “Agrigento, operazione “Self Service”: il Comune si costituirà parte civile, le reazioni e i dettagli (Foto e Video)”

  1. salvo ha detto:

    un plauso alle forze dell’ordine!!

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