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2011 l’anno del fallimento della politica

Scritto da il 31 dicembre 2011, alle 07:10 | archiviato in Costume e società, Economia, Eventi. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

L’anno 2011 può essere considerato l’anno in cui il fallimento della classe politica del nostro Paese è stata certificata.

Dapprima con una sottovalutazione circa la portata della crisi globale e successivamente con una rincorsa al varo di più manovre per aggiustare i conti, infine con una ritirata strategica perché nessuno dei leader dei principali partiti politici ha trovato il coraggio e le condizioni di consenso interno per avviare un percorso di risanamento e di sviluppo.

Il varo di un Governo tecnico è stato la soluzione che ha messo temporaneamente d’accordo i partiti più consistenti, e lo slogan che ha accompagnato il nuovo Presidente del Consiglio poteva essere, se praticato, anche accettabile.

Nei fatti però non abbiamo riscontrato equità, tantomeno politiche di sviluppo; ne è venuta fuori una manovra che ha penalizzato i soggetti più deboli cioè pensionati e lavoratori dipendenti.

Per la riduzione dei costi e degli sprechi della politica se ne parlerà dopo . . . forse ! ! !

La riforma del sistema previdenziale è da considerare come una chiara violazione dei principi democratici del Paese; con le parti sociali non vi è stata contrattazione o concertazione, ma solo una comunicazione lacunosa e tardiva.

Se è questo che si intende per rilanciare il Paese, riteniamo sia un ulteriore fallimento della politica, poiché se è vero che l’attuale Governo è tecnico è pur vero che alla Camera dei Deputati ed al Senato, qualcuno avrà pur votato la mozione di fiducia, trasformando il Decreto in Legge.

Non c’è nulla che riguardi la riduzione di costi e/o sprechi e non c’è traccia della più volte da noi richiesta riforma fiscale, ovvero un meccanismo che possa portare risorse finanziarie nelle tasche dei cittadini che, in questo modo hanno la possibilità di spendere e quindi riavviare l’economia.

In questo modo vi sarà un progressivo impoverimento e nel 2012 si perderanno purtroppo ancora tantissimi altri posti di lavoro !

Sul versante della Regione Sicilia le cose non vanno molte meglio, perché si và avanti grazie ai mutui accesi dal Governo che consente di tamponare i momenti di emergenza che di volta in volta fanno andare in fibrillazione o una parte della politica, o di volta in volta i vari settori del mondo del lavoro.

Non è stata ancora trovata la soluzione dei problemi che attanagliano i lavoratori forestali, la riorganizzazione della formazione professionale non è compita, la riforma degli A.T.O. Rifiuti è stata prorogata;

Queste sono solo alcune delle problematiche la cui soluzione non può più essere differita nel tempo, occorre progettare, programmare e risolvere !

Ed anche quest’anno abbiamo assistito al balletto strategico sui lavoratori precari : il buono fà la legge di stabilizzazione ( peccato che non riguardi tutti i precari ) ed il cattivo, come al solito la impugna : sarebbe intellettualmente più onesto che i soggetti interessati concordino preventivamente il percorso, le azioni ed i tempi.

Riteniamo che anche la politica regionale stia dando il peggio di sé con Assessori indicati dalla politica che però sono chiamati tecnici, e con un balletto infinito di entrate ed uscite, rotture e ricuciture, tutte cose che ai cittadini portano ben pochi benefici, anzi forse nessuno; lo statuto speciale consente all’ Assemblea Regionale Siciliana di legiferare, sarebbe opportuno che si cominci a legiferare a favore dei siciliani; in merito non è secondario il fatto che circa un terzo dei parlamentari siciliani hanno avuto, a vario titolo, problemi con la giustizia !

Le questioni locali, risentono ovviamente dell’influenza negativa della politica ai livelli più alti, quindi nessun posto di lavoro in più, anzi si fa ricorso sempre più agli ammortizzatori sociali, ma corre l’obbligo chiedersi . . . quando non vi saranno più le condizioni economiche per la deroga agli stessi cosa accadrà ?

I politici e gli amministratori locali probabilmente pensano di continuare a gestire la cosa pubblica come si faceva ai tempi gloriosi della prima Repubblica, non rendendosi conto che la prima Repubblica è fallita, così come anche la seconda.

Occorrerebbe una rivoluzione culturale oltre che politica, poiché le poche risorse finanziarie che arrivano non possono essere impegnate per pagare gli altissimi costi della politica locale; ridurre al minimo indispensabile i gettoni di presenza e quant’altro, rescindere tutti i contratti con i consulenti e razionalizzare la spesa pubblica, affinchè non siano i cittadini a vedersi tagliare i servizi, sarebbe la buona politica da praticare !

Di recente, a causa della riduzione delle risorse finanziarie da parte del Comune, è stata posta in Cassa Integrazione una parte del personale della struttura “ Casa della Speranza “ di Agrigento, centro di assistenza e cura dei disabili; non riteniamo possibile che, ancora una volta, siano i soggetti più deboli ad essere penalizzati !

Quanti cittadini sono a conoscenza di tale situazione ? quante e quali favole ci vorranno raccontare nella prossima tornata elettorale ?

Se la politica nazionale e regionale ha mostrato tutti i propri limiti, dovuti probabilmente anche a molti dei personaggi che gestiscono la politica stessa, in ambito locale dovremmo portare gli amministratori distratti a rendere pubblicamente conto del loro operato; sono certo che in pochi, sebbene muniti di faccia tosta, avrebbero il coraggio di ripresentarsi all’opinione pubblica per ottenerne il consenso.

Occorre sapere che i nostri amministratori locali non praticano la concertazione con le parti sociali, sarebbe interessante confrontarsi sulle politiche sociali, sul trasporto pubblico locale e perfino anche sull’aumento della tassazione locale, cosa che in molti dei nostri Comuni è stata già deliberata per il 2012.

E’ assolutamente indispensabile che ogni cittadino chieda conto e ragione ai propri amministratori e sul loro operato rifletta.

Il parlarsi addosso in piazza non è più sufficiente, dobbiamo rivendicare i diritti dei cittadini, dalla salute alla solidarietà sociale, così come isolare ed allontanare i politici e gli amministratori infedeli, che, forti del loro ruolo, preferiscono portare benefici individuali piuttosto che collettivi.

Ed in questo anno 2011 trascorso, è doveroso plaudire all’attività della magistratura e delle forze dell’ordine che con la loro azione hanno raggiunto risultati assolutamente brillanti.

Lo sviluppo del nostro territorio, così come per l’intero Paese sarà possibile solo se la politica abbandonerà i personalismi e lavorerà per costruire una nuova Classe Dirigente, passando sempre attraverso il confronto democratico con le parti sociali.

Agrigento, 30 dicembre 2011

Il Segretario Generale UIL Agrgiento

Aldo Broccio



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