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Niscemi e il MUOS: una questione irrisolta

Scritto da il 31 gennaio 2012, alle 07:14 | archiviato in Ambiente, Costume e società, Eventi, Photo Gallery, Scienze e tecnologie. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Associazioni, movimenti e studenti si danno appuntamento a Palermo. Sono le 11:00, il sole è tenue, a tratti svela un malinconico tepore,  Palazzo d’Orleans si scorge tutt’intorno, maestoso, benevolo nel suo antico sguardo; una giornata strana quel 25 Novembre 2011, variopinta, colorata da striscioni rossi e bianchi con delle scritte che troneggiano come vecchi imperatori: in primis NO MUOS ma poi anche gli scriscioni dei comitati contro i radar in Sardegna. Il rumereggiare per un attimo ingoia tutto e tutti, l’andirivieni è frenetico; un vecchietto passa nel suo accento brusco e stridente, simile a una nenia araba, domanda cosa succeda. è un giorno di festa, le risa solcano il volto delle persone che mi circondano. Gli spiego, brevemente, frettolosamente, lui mi guarda con gli occhi teneri e vegliardi e dopo un cenno di assenso prosegue per la sua strada. Dopo la conferenza stampa ci spostiamo andiamo al teatro Massimo dove in presidio si ribadiranno le nostre ragioni. Ma cos’è la stazione di telecomunicazione MUOS (Mobile User Objective System)?  Trattasi di un complesso strutturale che cementificherà circa 2509 mq tra strade e strutture, ma il campo base specifico del MUOS ha una superficie di circa mezzo ettaro. I trasmettitori in totale sono 5: tre a Sistema Obbiettivo ad Utente Mobile (MUOS) e 2 a sistema elicoidale UHF da installare presso il sito NTRF di Niscemi facente capo al NASSIG. Nel sito in questione esistono già oltre 40 trasmettitori a sistema elicoidale UHF di varia grandezza e potenza. I timori principali vanno per i trasmettitori MUOS, in quanto generano un campo elettromagnetico potentissimo che l’Università di Torino ha studiato nel suo complesso. I risultati delle ricerche accademiche sono sconfortanti e sfociano nella denuncia: il nuovo sistema di comunicazioni satellitari dei militari usa, può fare ammalare, può causare interferenze nella strumentazione aerea e può, persino, fare scoppiare, se poco distanti, bombe e ordigni bellici. Firmatari dell’allarmante rapporto sono due studiosi con curricula di tutto rispetto: Massimo Zucchetti, professore ordinario di Impianti Nucleari del Politecnico di Torino e research affiliate del Massachusetts Institute of Technology (USA) e Massimo Coraddu, consulente esterno del dipartimento di Energetica del Politecnico ed ex ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Dopo aver perseguito l’ipotesi di una istallazione a Sigonella lo studio dell’AGI a valutato più sicuro – per evitare danni a militari e attrezzature statunitensi – spostare il MUOS in una nuova sede. Con il trasferimento della stazione terrestre MUOS a Niscemi, dunque, la Us Navy dà per risolti i problemi ai sistemi d’arma e ai mezzi aerei ospitati a Sigonella. Non è invece dato sapere se e in che misura siano stati tenuti in considerazione gli effetti sulla salute e la sicurezza delle popolazioni che abitano nelle aree prossime alla stazione di telecomunicazione chiamata ad ospitare il sistema satellitare MUOS. L’infrastruttura sorge infatti solo a pochi chilometri dallepopolose città di Niscemi e Caltagirone, a cui mai nessuno ha comunicato la portata del progetto militare. I rischi per la salute sono molteplici e sono state sfocatamente enunciate tra cui alcuni tumori del sistema emolinfatico, come evidenziato in numerosi studi epidemiologici. C’è poi, l’ipertermia con conseguente necrosi dei tessuti e la cataratta indotta da esposizione a radiofrequenze o a microonde. Un analisi dei dati ha condotto il sindaco di Niscemi Giovanni Di Martino a rimettere il tutto nelle mani di Raffaele Lombardo che avrà il compito di decidere sul da farsi. Intanto i niscemesi si raccolgo in piazza a protestare contro un progetto che ha luci ed ombre. Ad No al Molin si associano loro: il comitato NO MOUS che allegri ma solenni si riversano nelle strade a ribadire una protesta contro la militarizzazione americana. Il Presidente della Regione Lombando è avvisato che il movimento ha radice in Sicilia come con i Vespri i siciliani non fanno tacere la propria coscienza.

Francesco Rotondo



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1 Risposta per “Niscemi e il MUOS: una questione irrisolta”

  1. pinella la rosa ha detto:

    sono di pedalino e vorrei aderire con i miei compaesani alla raccolta firme NO MUOS.cosa devo fare per la raccolta delle firme ,dove trovo i fogli da firmare

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