Apprendo in questi giorni che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è in attesa di risposta della CE per quanto riguarda l’ecobonus 2010 e 2011.
Mi viene naturale un’analisi della situazione che condivido con Voi con la presente.
La crisi economica mondiale non è certo iniziata quest’anno, ma già nel primo triennio di applicazione dell’ecobonus era molto pesante, e mentre la crisi mondiale e dell’autotrasporto si aggravava di anno in anno, abbiamo assistito, nel triennio 2007-2009, ad un esponenziale incremento dell’utilizzo del sistema combinato strada-mare, tanto da indurre gli armatori ad attivare nuove rotte.
Tutti gli operatori del settore hanno creduto e investito in questa modalità, più costosa del tutto-strada per gli autotrasportatori, ma confortati dalle rassicurazioni del Governo circa la continuità degli incentivi oltre il terzo anno.
Alle rassicurazioni, il Governo ha peraltro fatto seguire impegni finanziari per i traghettamenti 2010 e 2011,nonché il Decreto del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti del 31.01.2011 per i traghettamenti 2010.
Se nel triennio 2007-2009 le imprese di autotrasporto erano in crisi, in questo momento sono al collasso e il solo ammettere la possibilità di negare l’ecobonus 2010 e 2011 mi prospetta un quadro tutt’altro che confortante: se nelle settimane scorse la categoria si è fermata a manifestare per il grave stato di crisi e ancora nulla si conosceva di questa situazione, non oso immaginare la reazione di un’intera filiera, soprattutto siciliana che, a parte il turismo, vive di agro-alimentare (e del suo trasporto).
E’ bene rammentare che, sebbene l’UE sia in una posizione tale nei confronti dei singoli stati membri da prevalere sugli stessi, il principio del legittimo affidamento è anch’esso di matrice europeista: l’impegno delle somme per i traghettamenti 2010-2011 e, soprattutto, il Decreto Ministeriale del 31.01.2011 con cui si dava il via alla presentazione delle istanze per il 2010, ha ingenerato un ragionevole affidamento negli autotrasportatori, destinatari di tali atti e che, nonostante non avessero ancora ricevuto un centesimo relativamente al 2010, anche nel 2011 hanno continuato ad imbarcarsi, confidando in un parziale rimborso dei costi di traghettamento sostenuti.
Nell’eventualità che l’UE si dimostri esplicitamente contraria alla proroga chiesta per il 2010 e per il 2011, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non può non far pesare all’onnipotente Bruxelles che è stata artefice, con i suoi comportamenti contraddittori, delle legittime aspettative degli autotrasportatori che oggi non possono essere disattese; il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrebbe, a mio parere, andare contro il parere di Bruxelles per andare a favore del principio del legittimo affidamento, anch’esso di matrice europeista.
Si tratta di giustizia sostanziale. Si tratta della sopravvivenza di migliaia di imprese di autotrasporto. Si tratta dell’intera economia siciliana.
VICE-PRESIDENTE CONSULTA
REGIONE SICILIA
Salvatore Bella
















