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Bancomat oltre i 50 euro: scelta prematura che affossa i consumi

Scritto da il 8 settembre 2012, alle 08:42 | archiviato in Economia, Eventi, marenero, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

La moneta elettronica potrebbe presto sostituire il pagamento in contanti, almeno per gli acquisti oltre i 50 euro. La norma, che fa parte del decreto sviluppo, entrerebbe in vigore nel luglio del 2013. Lo scopo sarebbe quello di muovere guerra totale all’evasione fiscale, in questo modo, infatti, diventerà sempre più difficile eludere i controlli fiscali; attraverso la tracciabilità. Tuttavia se per un verso sarebbe possibile monitorare al meglio la posizione economica di ogni cittadino, allo stesso tempo si rischia di bloccare ulteriormente i consumi; oltre a concedere un ennesimo grande favore agli istituti bancari, che incasserebbero così una commissione su ogni acquisto.

Viene quindi da chiedersi se gli Italiani, già sottoposti a un salasso fiscale senza precedenti, saranno pronti a subire uno sconvolgimento simile, che oltre a vincolare gli acquisti all’uso del bancomat, potrebbe creare non pochi problemi a coloro che non hanno ancora confidenza con la moneta elettronica, specie le persone anziane. Ovviamente prima o poi, i contanti saranno completamente sostituiti dalla moneta elettronica, perché fa parte del progresso, ma forse nel nostro Paese non ci sono ancora le condizioni per un passo simile, che finirebbe per rivoluzionare completamente il modo di fare acquisti del popolo italiano.

Naturalmente nata la legge, si trova il modo di evaderla, quindi aspettiamoci dal prossimo luglio, di vedere una famiglia al ristorante pagare alla “romana”, oppure osservare la medesima persona al supermercato con due carrelli, farsi emettere due scontrini separati per un’unica spesa. Poi bisognerà capire se si tratta di stratagemmi per evadere il fisco oppure l’ultima via di salvezza per coloro che non riescono a prendere confidenza con le carte bancarie. Non si tratta di una norma sbagliata, ma credo sia effettivamente prematura, poiché si rischia davvero di dare il colpo di grazia ai consumi, con conseguenze non preventivabili per la già disastrata economia italiana.

Fabrizio Vinci
http://ilmarenero.blogspot.it



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5 Risposte per “Bancomat oltre i 50 euro: scelta prematura che affossa i consumi”

  1. VINCENZO ha detto:

    Più la gente diventa povera e più i politici diventano ricchi.

  2. biagio ha detto:

    Non è tanto l’uso della moneta elettronica in cambio del contante, ma quanto il suo contesto: dimmi quanto paghi e ti dirò quanto guadagni….
    Che vale firmare montagne di carte per il trattamento dei dati personali quando già veniamo spiati a prescindere??!!

  3. Zingzang ha detto:

    Emigriamo tutti in cina… Tanto lì con un cagnolino fritto mangiamo 3 giorni e paghiamo in nero

  4. alfonso ha detto:

    speriamo che venga veramente attuata quanto cosi si debella l’evasione e non paghiamo noi solo poveri impiegati statali

  5. fuori dal coro ha detto:

    Negli anni 50 pochissime persone usavano la carta di credito per i propri acquisti o per pagare i servizi di cui usufruivano. Pochissime persone avevano il conto corrente su cui veniva accreditata la pensione o lo stipendio.
    Oggi il numero delle persone che tirano fuori dai propri borsellini o portafogli le carte di credito o le carte bancomat per pagare il contenuto del carrello della spesa al supermercato è molto cresciuto rispetto a qualche anno fa.
    Spesso, addirittura, ben volentieri tiriamo fuori dal portafogli una carta magnetica per la raccolta di punti, anche quando paghiamo la benzina al distributore o le supposte in farmacia o quando compriamo mezzo chilo di pane dal fornaio.
    Forse facciamo finta di non sapere che anche oggi, nonostante alcuni limiti ai pagamenti per contante, il malcostume regge con artifici vari.
    Chi può avere paura o subire atroci sofferenze per l’obbligatorietà dell’utilizzo di carte elettroniche per fare gli acquisti oltre cinquanta euro?
    Proviamo ad indovinare chi può dolersi di tali modalità di pagamento: gli evasori fiscali, coloro i quali posseggono denari di provenienza illecita, coloro i quali denunziano nei propri bilanci spese che non effettuano per occultare utili ed evadere le tasse.
    Certo, è vero, anzi è verissimo che le grandi evasioni fiscali vengono effettuate con transazioni finanziarie di importi ingenti, attraverso canali ufficiali che dovrebbero assicurare la tracciabilità dei movimenti, anche se spesso le somme è come se svanissero in vorticosi giri con la compiacenza dei cosiddetti paradisi fiscali.
    Però queste gravissime anomalie non possono giustificare la perdurante diffusa evasione fatta anche di piccole inadempienze quotidiane.
    Molte persone non temono nulla dal controllo delle proprie transazioni commerciali perché hanno la coscienza a posto col fisco.
    Chi non è abituato a tali modalità di pagamento, imparerà a farlo nel giro di una settimana, ne sono certo.
    Si, sono d’accordo sull’obbligo della gratuità di molte di tali operazioni, quanto meno sino a certi ragionevoli importi.
    Io credo che se tutti paghiamo le tasse, esse verranno ridotte a beneficio di chi ha regolarità fiscale e non ha alcun motivo di pagare in nero per smaltire soldi percepiti in nero.
    E ora scatenatevi a condannarmi. Ditemi che sono nemico di chi lavora, di chi si sacrifica per mandare avanti la carretta.
    Io continuerò a credere che tutti dobbiamo pagare le tasse. Anch’io dovrò pagarle, se ancora non le pago tutte.

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