Per le elezioni Regionali 2012 un’interessante riflessione del Reverendo Padre salesiano, Don Carmelo Umana, direttore dell’Istituto Villa Ranchibile di Palermo, che, sull’insegnamento e l’esempio di San Giovanni Bosco, di Don Luigi Sturzo e di altri politici cristiani, ricorda che la politica è un valido strumento per la realizzazione del Bene Comune e non un mezzo di arricchimento e di potenza.

Commento Vangelo (domenica 21 ottobre)


Sulla strada per Gerusalemme Gesù continua a educare i suoi che manifestano l’ambizione di avere i primi posti, di conquistare il potere. La sua lezione è molto severa e indica la “differenza” cristiana di fronte a questa dimensione della vita. Le parole del Signore Gesù , coerentemente con le Sue azioni, delineano il volto di una comunità in cui il potere si trasfigura e assume come sola regola il servizio, fino a offrire la propria vita per i fratelli, bevendo il calice fino all’ultima goccia. Viene così rovesciata l’idea stessa del capo: colui che è primo sceglie l’ultimo posto, chi comanda lo fa per servire e il Messia atteso ha l’inatteso volto del “Figlio dell’uomo”.

L’insegnamento di Gesù sul modo di ragionare e di operare dei potenti della terra, ci fa sentire come la gestione del potere umano nei secoli ha cambiato gli attori ma ha mantenuto inalterato il copione.

Domenica 28 ottobre p.v. gli elettori siciliani sono chiamati alle urne… come vivere oggi quest’insegnamento del Vangelo?

Le varie generazioni cristiane, anche sul versante del potere politico si sono pienamente impegnate cosicché ci troviamo di fronte a diverse figure di santi (Tommaso Moro, Oscar Romero, Luigi Sturzo…) e a un insegnamento molto ricco che è confluito nella dottrina sociale della Chiesa che ci offre indicazioni preziose per il tempo presente.

Mi piace citare un testo importante del Concilio che esorta i cristiani laici a «compiere fedelmente i propri doveri terreni, facendosi guidare dallo spirito del vangelo. Sbagliano coloro che, sapendo che qui noi non abbiamo una cittadinanza stabile ma che cerchiamo quella futura, pensano di poter per questo trascurare i propri doveri terreni, e non riflettono che invece proprio la fede li obbliga ancora di più a compierli, secondo la vocazione di ciascuno». Ne consegue che «i fedeli laici non possono affatto abdicare alla partecipazione alla “politica”, ossia alla molteplice e varia azione economica, sociale, legislativa, amministrativa e culturale destinata a promuovere organicamente e istituzionalmente il bene comune», che comprende la promozione e la difesa di beni, quali l’ordine pubblico e la pace, la libertà e l’uguaglianza, il rispetto della vita umana e dell’ambiente, la giustizia, la solidarietà, ecc. (da Gaudium et Spes).

All’inequivocabile chiarezza dell’indicazione conciliare fa però da contrappeso la complessità delle situazioni e i mille interrogativi che ne derivano. Qui, volendo stimolare la riflessione, la ricerca e il confronto ricorderò ancora, sinteticamente, alcuni orientamenti ripresi dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

1. La “politica“ deve essere vista e vissuta dai cristiani come carità- servizio che esige l’impegno attivo di ciascuno in quanto cittadino e di alcuni che si dedicano con un impegno diretto nella gestione politico – amministrativa .

2. La forma concreta dell’impegno politico è mutevole e può implicare diverse opzioni tenendo conto che mai nessuna forma di governo e/o di partito potrà corrispondere pienamente ai valori che professiamo.

3. Ci sono dei “punti non negoziabili“ su cui occorre che i programmi elettorali e i candidati, oltre che a una loro affidabilità dimostrata nella testimonianza di vita, diano chiara adesione.

4. Circa i candidati, di tutti i partiti vale il requisito di serietà, moralità, capacità… Ricordiamo l’ammonimento di Gesù: “chi è fedele nel poco (= la sua vita personale) è fedele nel molto (= responsabilità per il bene comune)”.

Concludo questa riflessione, non esaustiva ma spero sufficientemente chiara e utile alla riflessione, con un invito alla preghiera. Il testo proposto è del Papa San Clemente e ci testimonia come da sempre i cristiani siano stati attenti a questa dimensione dell’ esistenza umana:

“O Signore, dona loro (= a chi è costituito in autorità) salute, pace, concordia, costanza affinché possano esercitare, senza ostacolo, il potere sovrano che loro hai conferito.

Sei tu, o Signore, re celeste dei secoli, che doni ai figli degli uomini la gloria, l’onore, il potere sulla terra. Perciò dirigi tu, o Signore, le loro decisioni a fare ciò che è bello e che ti è gradito; e così possano esercitare il potere, che tu hai loro conferito, con religiosità, con pace, con clemenza, e siano degni della tua misericordia”.

Don Carmelo Umana