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Canicattì, pensieri, parole, chiacchiere ed impressioni: “Di li parrini si ci piglianu li vini”

Scritto da il 17 marzo 2013, alle 08:41 | archiviato in Costume e società, Eventi, Lo dico non lo dico, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

La volta scorsa abbiamo parlato della primissima fase vitalizia cioè la nascita. Quindi venuti al mondo inizia questo percorso a tappe; infatti superata la famosa visita in ospedale al nascituro, per chi appartiene alla religione cattolica cristiana il primo adempimento religioso è quello del battesimo. Avevamo appositamente tralasciato la famosa iscrizione dell’avvenuta nascita al comune per paura di menzionare qualche impiegato che spesso sbaglia i nomi spesso scelti col criterio delle telenovele, del calciatore dell’anno, della velina prestante dell’attrice del cuore e della miss Italia più gettonata. Avremo di conseguenza tutte le bambine nate nell’anno 1990, anno in cui Martina Colombari è stata eletta Miss Italia, chiamate appunto Martina, oppure avremo i bimbi nati nel 1997, anno in cui è stato proiettato il film Titanic, tutti col nome Leonardo per quel famoso Di Caprio.

Spesso il nome anche se bellissimo diventa un problema al momento del battesimo se non esiste il Santo di referenza infatti a quelli che portano nomi strani se di sesso femminile se è costretti ad anteporre il nome Maria e se di sesso maschile il nome Giuseppe.

Anche la cerimoniale del battesimo si può dividere in fasi, infatti la prima è rappresentata dalla scelta dei padrini spesso selezionati tra il gruppo stretto dei parenti di primo grado e quindi avviene la comunicazione ufficiale in occasione della prima mangiata insieme dove il futuro padrino acquisisce la messa in carico di questo figlioccio verso il quale si impegna ad avere un ruolo importante. Infatti il primo impegno è quello economico infatti deve iniziare a pensare per il corredo del battesimo rappresentato da un oggetto di valore preferibilmente in oro che dovrà rimanere come ricordo per tutta la vita, dal vestitino e dagli accessori che il bimbo dovrà indossare per massimo due ore il giorno del battesimo e tutto il corredo tipico da utilizzare per la cerimonia religiosa. Diventare padrini è una grossa responsabilità anche perché in base al famoso detto “Di li parrini si ci piglianu li vini”, è una mossa che potrebbe compromettere seriamente il futuro del piccolo.

Nel periodo in cui siamo, al padrino, invece, quest’impegno potrebbe compromettere significativamente la situazione economica, perché se in quell’anno oltre al battesimo becca un paio di matrimoni una laurea un quattro compleanni, un paio di raffreddori un tagliando per auto il pagamento delle bollette Enel, Gas, Telefono, Sky, le rate del folleto, e del bimbi, un paio di scarpe nuove, un vestito di mercato e qualche altro piccolo imprevisto ha già speso una cifra.

Però “a ma figliozzu” dobbiamo comprare il vestito più costoso e la collana più pesante ….. una volta …. Oggi la variante potrebbe essere “bhe prendiamo la collanina un po’ più leggere ….”Tantu nuddru si ‘nnadduna” e per il vestitino bhe magari quello …. “Abbonè”.

E non finisce qua …. Il regalo che i genitori del bimbo devono fare al padrino? …. …. …. Dove lo mettiamo? Certo con molta discrezione cerchiamo di scoprire quanto a speso il padrino magari per non fare troppa brutta figura. Comunque se non vogliamo sbagliare manteniamoci su una cifra di mezzo così andiamo a colpo sicuro … … si si cinquecento euro questa è la cifra giusta.

“Vivi e lascia vivere” frase famosa che racchiude tutta una serie di interrogativi ed incertezze. Ma cos’è la vita? …



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