Finita la dodicesima eruzione-lampo del 2013, comincia il bilancio dei danni procurati da cenere e lapilli lavici. L’Etna presenta un conto salato ai Comuni alle sue pendici dopo la violenta attività di ieri: il versante est del vulcano è stato sovrastato da una grandissima nube nera, causata dalla fase stromboliana del nuovo cratere di Sud-Est, che ha provocato una pioggia sabbia nera e materiale piroclastico su numerosi paesi, mettendo a rischio anche la circolazione stradale.
Un tratto di autostrada Catania-Messina, soprattutto nella zona di Giarre, è stata ricoperta da cenere lavica, con pietre nere che cadevano come chicchi di grandini su auto e persone. I violenti boati che hanno accompagnato quella che gli esperti dell’Ingv hanno definito la più breve ma più energica eruzione dell’anno dell’Etna hanno fatto vibrare in maniera decisa i vetri di numerose abitazioni.
In diversi comuni sono già cominciate le pulizie, di strade, piazze, tetti, caditoie, tombini. Un lavoro infinito, visto che il vulcano sta rendendo sempre più brevi i tempi tra un’attività stromboliana e l’altra e che sta mettendo in ginocchio l’economia dei Comuni alle pendici dell’Etna, per gli alti costi degli interventi: diversi milioni di euro per eruzione.
“Ogni eruzione costa al Comune 150 mila euro, in un mese abbiamo speso più di mezzo milione di euro. E purtroppo l’attività dell’Etna non è più occasionale, ma sistematica. I nostri bilanci sono a rischio vulcanico”. È l’allarme lanciato dal sindaco di Santa Venerina, Enrico Pappalardo, che sollecita “un intervento urgente dai governi regionale e nazionale” per fare fronte all’emergenza cenere lavica, con la dichiarazione dello stato di calamità naturale e lo stanziamento di fondi.
Il primo cittadino etneo stima in “oltre 10 milioni di euro” i danni nel comprensorio. “Il governatore Crocetta – osserva Pappalardo – ha fatto il primo passo con la delibera sullo stato di emergenza, ma adesso deve ricordarsi quello che dice sempre, di essere il sindaco dei sindaci e di attivarsi per i comuni colpiti dall’emergenza Etna e sollecitare il governo nazionale a intervenire”.












