Dal prossimo 16 settembre presso la staccata del Tribunale di Canicattì non si terranno più udienze penali e civili. Un dato questo che conferma come l’attività giudiziaria sarà dismessa ed il tribunale avviato alla chiusura. Infatti, in questi giorni gli avvocati che operano in città e che avevano udienze presso la sede del Tribunale di Canicattì hanno avuto notificati gli avvisi che i processi in programma presso il palazzo di giustizia cittadino si terranno presso la sede di Agrigento in via Mazzini, attuando di fatto la riforma voluta dal Governo. Ad operare a Canicattì, ma non per molto tempo ancora rimarranno gli uffici del giudice di pace. Ma anche in questo caso si tratta di un provvedimento provvisorio. Dal 16 di settembre, anche gli impiegati che lavorano presso la sede di Canicattì prenderanno servizio nel capoluogo mentre in città ovviamente non giungeranno più giudici togati. La notizia della chiusura della sede di Canicattì ha disorientato gli avvocati che operano in città e nell’hinterland che avevano come punto di riferimento il palazzo di giustizia cittadino. Con la chiusura del Tribunale, infatti le attività degli avvocati che operano in città e nell’hinterland saranno messe a rischio con i legali che perderanno la domiciliazione delle cause, che verranno tutte spostate presso la sede centrale del capoluogo. Un quadro davvero preoccupante, quello che si delinea, in nome del risparmio di risorse attraverso tagli e accorpamenti di piccoli tribunali e procure, di sezioni distaccate, riduzione degli uffici non circoscrizionali dei giudice di pace. Intanto, l’Amministrazione comunale, da contratto dovrà continuare a farsi carico delle spese per il pagamento dei canoni di locazione dello stabile dove ha sede il palazzo di giustizia. Si tratta di un contratto di oltre 100 mila euro l’anno stipulato nel 2008 e che scadrà nel 2017. Infatti, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Corbo, al momento della stipula del contratto con i proprietari dell’immobile che lo hanno dato in locazione, lo aveva sottoscritto per un periodo di nove anni pattuendo il pagamento di 104 mila euro l’anno per i primi sei anni e di 90 mila euro per i successivi tre. La Sezione distaccata del Tribunale di Canicattì serviva i comuni di Canicattì, Naro, Camastra, Racalmuto, Grotte e Castrofilippo con un contenzioso nell’ultimo triennio 2008, 2010 di 738 controversie civili iscritte a ruolo e di 176 controversie penali.

CARMELO VELLA