Matteo Renzi è stato eletto segretario del Partito Democratico, annichilendo nei risultati i suoi sfidanti nelle elezioni primarie. Il sindaco di Firenze è riuscito a convincere anche l’elettorato storicamente “rosso”, nonostante le sue origini politiche da democristiano.

Matteo Renzi ovvero il rottamatore dei rottamatori, il nuovo che avanza, colui che è stato in grado di convincere l’elettorato dell’ex Partito Comunista a scegliere per segretario un rampollo di origini democristiane. Eppure il popolo di sinistra esulta per il trionfo alle primarie del Matteo nazionale: con quella faccia da bravo ragazzo, grande parolaio e tanto simile (mediaticamente parlando) alla buonanima politica di Silvio Berlusconi. Affideremo a lui il futuro politico della nostra Nazione, con le ultime tenui speranze di ripresa economica.

n tanti lo osannano: da Confindustria, ai giornalisti dei maggiori quotidiani nazionali, fino a Berlusconi. Insomma, Renzi alle prossime elezioni politiche sarà acclamato a “furor di sistema”; ovviamente il popolo è un optional. L’elettorato si limiterà a rispondere agli input imposti dai media, convincendosi questo giovanotto rappresenti davvero il rinnovamento; e se qualche sua mossa politica ci apparisse poco digeribile, arriverà puntuale una sua barzelletta in fiorentino per mandar già la “pillola” col sorriso sulle labbra.

Gli Italiani si accontenteranno, anche perché le alternative “di sistema” a questo signore non sono certo migliori. Probabilmente sarà l’ultima goccia, dopodiché assisteremo alle fasi finali del disfacimento dello stato sociale. Il sistema politico italiano sopravvivrà, questo conta. Se poi gli Italiani saranno costretti a percorrere decine di chilometri per giungere al primo ospedale operativo o dovranno fare a meno dell’insegnante di sostegno per il figlio disabile, poco importa. Oramai l’italiano-medio si è specializzato nel farsi sodomizzare “allegramente” dal sistema politico.

Fabrizio Vinci – MESSINA

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