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Sicilia, scoperti dopo 25 anni gli assassini di Francesco Pepi a Niscemi: si era opposto al pizzo, 12 arresti

Scritto da il 7 aprile 2014, alle 07:03 | archiviato in Caltanissetta, Cronaca, cronaca sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

polizia-120414070715_bigNel 1989 fu uno dei primi commercianti ad opporsi al pizzo, il primo nella Sicilia centrale. A distanza di 25 anni, la Polizia ha scoperto gli assassini di Francesco Pepi, il commerciante che fu ucciso da Cosa Nostra proprio nel 1989 per questo motivo.

Sono 12 le ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti, tutti già detenuti. Le indagini della squadra mobile hanno anche consentito di individuare gli autori di altri due omicidi e di un tentato omicidio maturati a cavallo degli anni ’90.

I dodici destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare sono accusati, a vario titolo, di omicidio e tentato omicidio aggravati dalle modalità mafiose. I provvedimenti sono stati emessi al termine di una lunga indagine, sostenuta dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che ha consentito di fare luce su alcuni delitti avvenuti durante la guerra di mafia che si svolse in provincia di Caltanissetta negli anni novanta tra le famiglie nissene e quelle della stidda egemone nell’area di Gela.

Oltre ai mandanti e agli esecutori dell’omicidio di Francesco Pepi, al quale nel 2003 il Viminale ha riconosciuto lo status di vittima di mafia, sono dunque stati scoperti i responsabili dell’assassinio di Giuseppe Vacirca e Gaetano Campione, avvenuti tra il febbraio del 1989 e l’ottobre del 1990, e quelli del tentato omicidio di Rocco Filippo Riggio, tutti soggetti con precedenti specifici.

L’omicidio di Pepi fu l’unica cosa condivisa dalle cosche in guerra fra loro. Venne deciso per dare in segnale chiaro: nonostante mafia e stidda si confrontassero per il dominio del territorio soprattutto gelese , non sarebbe stato tollerato alcun gesto di dissenso contro il racket e le estorsioni.

Fra gli arrestati ci sono anche lo storico boss di Cosa nostra Piddu Madonia e Antonio Rinzivillo. Le indagini della squadra mobile hanno infatti accertato che l’omicidio di Francesco Pepi fu eseguito con la diretta approvazione dei vertici di Cosa Nostra, in primis proprio di Madonia. Tra i destinatari dei provvedimenti, oltre a Madonia e Rinzivillo, figurano altre figure storiche della mafia nissena tra cui Alessandro Barberi, 62 anni, al vertice dell’organizzazione operante su Gela, e i fratelli Pino e Vincenzo Cammarata, capi famiglia di Riesi.

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