E’ morto nella notte stroncato da un infarto, il cantautore napoletano Pino Daniele. La notizia e’ stata diffusa intorno alle tre del mattino sul web da Eros Ramazzotti e poi via via confermata dai colleghi Giuliano Sangiorgi dei “Negramaro”, da Fiorella Mannoia, Laura Pausini ed in ultimo dal suo stesso staff. Pino Daniele avrebbe compiuto 60 anni a marzo. Lascia moglie e cinque figli.
“Anche Pino ci ha lasciato. Grande amico mio ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo”. Queste le parole con cui Eros Ramazzotti, cantautore romano, ha dato stanotte la notizia della morte di Daniele dal suo profilo Instagram.
“Ti vorro’ sempre bene perche’ eri un puro ed una persona vera – ha scritto ancora Ramazzotti – oltre che un grandissimo artista. Grazie per tutto quello che mi hai dato fratellone, sarai sempre accanto al mio cuore. Ciao Pinuzzo”.
Le parole di Ramazzotti hanno subito creato sgomento sui social e in tanti hanno sperato fino all’ultimo che tutto fosse opera di hacker. Purtroppo poi, sono cominciate ad arrivare le conferme dagli altri colleghi: “Ho appena sentito Eros – ha scritto su twitter Giuliano Sangiorgi dei Negramaro alle 2,45 – e’ tutto maledettamente vero: il nostro Pino Daniele non c’e’ piu’…una notte senza fine”.
E anche Fiorella Mannoia che con Daniele ha condiviso un bellissimo tour che ha riunito i due artisti con altri grandi interpreti della canzone italiana come Francesco De Gregori e Ron, pubblica incredula sul suo profilo Facebook alle tre del mattino: “Amici ho appena ricevuto una notizia che non avrei mai voluto darvi. Pino Daniele ci ha lasciato. Mi dispiace ma in questo momento non trovo altre parole”.
Laura Pausini,sempre da Facebook dedica il suo pensiero e abbraccio, “alla tua famiglia e ai tuoi figli. A noi tuoi fan rimani sempre tu, Pino Daniele. Con la tua arte unica. E questa foto, con la mia testa sulle spalla (la cantante pubblica un’immagine che li ritrae insieme durante un concerto) per dirti ‘grazie’. Per avermi permesso di conoscerti da vicino. Per cantare con te”.
Pino Daniele, diplomatosi ragioniere, comincia la sua carriera artistica con il gruppo “Batracomiomachia”, poi nel 1975 inizia l’attività di session man, suonando nell’album che Mario Musella registra per la King di Aurelio Fierro e che rimane inedito fino al 2012, anno in cui viene pubblicato con il titolo Arrivederci, e, l’anno seguente, in Suspiro di Jenny Sorrenti, in Le due facce di Gianni Nazzaro di Gianni Nazzaro (cantando anche i cori nella canzone Me ne vado) ed accompagnando in tour Bobby Solo.
Terra mia, l’album d’esordio del 1977 dove vengono tra l’altro recuperati i brani del precedente singolo, denota il profondo legame del cantautore con la tradizione partenopea e mediterranea sia per le musiche che per i testi, i quali ricordano, talvolta, canti e usanze popolari tipicamente napoletane.
Tra i brani dell’album di maggiore successo sono sicuramente Terra mia, ma soprattutto ‘Na tazzulella ‘e cafè, molto gettonata da Renzo Arbore nel suo programma Alto gradimento e Napule è che nel tempo sarà un vero manifesto per l’autore (che l’aveva scritta a soli 18 anni) e per l’intera città.
James Senese contribuirà in modo rilevante alla realizzazione dei successivi tre album: Pino Daniele (1979), Nero a metà (1980), Vai mò (1981). Fu influenzato dalla musica rock, dal jazz di Louis Armstrong, da George Benson e soprattutto dal blues, realizzando una sintesi fra elementi musicali e linguistici diversissimi, con vena personale e sempre controllata sul piano compositivo.
Nel 1981 l’artista tiene un grande concerto in Piazza del Plebiscito a Napoli, radunando duecentomila persone, accompagnato da una formazione tutta partenopea, tra collaboratori vecchi e nuovi (Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito, James Senese), che lo stesso anno partecipa all’album Vai mò (altra pietra miliare della carriera di Daniele).
In questo contesto si va definendo il cosiddetto “Neapolitan Power” (letteralmente: energia napoletana), all’insegna dell’innovazione artistica in seno alla tradizione campana, con richiami preponderanti a rock, blues, funky e jazz.
Terra mia, l’album d’esordio del 1977 dove vengono tra l’altro recuperati i brani del precedente singolo, denota il profondo legame del cantautore con la tradizione partenopea e mediterranea sia per le musiche che per i testi, i quali ricordano, talvolta, canti e usanze popolari tipicamente napoletane.
Tra i brani dell’album di maggiore successo sono sicuramente Terra mia, ma soprattutto ‘Na tazzulella ‘e cafè, molto gettonata da Renzo Arbore nel suo programma Alto gradimento e Napule è che nel tempo sarà un vero manifesto per l’autore (che l’aveva scritta a soli 18 anni) e per l’intera città.
James Senese contribuirà in modo rilevante alla realizzazione dei successivi tre album: Pino Daniele (1979), Nero a metà (1980), Vai mò (1981). Fu influenzato dalla musica rock, dal jazz di Louis Armstrong, da George Benson e soprattutto dal blues, realizzando una sintesi fra elementi musicali e linguistici diversissimi, con vena personale e sempre controllata sul piano compositivo.
Nel 1981 l’artista tiene un grande concerto in Piazza del Plebiscito a Napoli, radunando duecentomila persone, accompagnato da una formazione tutta partenopea, tra collaboratori vecchi e nuovi (Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito, James Senese), che lo stesso anno partecipa all’album Vai mò (altra pietra miliare della carriera di Daniele).
In questo contesto si va definendo il cosiddetto “Neapolitan Power” (letteralmente: energia napoletana), all’insegna dell’innovazione artistica in seno alla tradizione campana, con richiami preponderanti a rock, blues, funky e jazz.Brani caratterizzati da un forte impegno sociale e politico che dal 1995 abbracciano anche un pubblico più vasto (album Non calpestare i fiori nel deserto, oltre 1.200.000 copie vendute) grazie alla sua continua ricerca artistica che per istinto naturale si affaccia anche a un mercato più commerciale, attraverso un percorso sempre legato alle sue radici ma riproponendo in ogni album un’evoluzione artistica continua e originale.
È uno dei musicisti italiani più conosciuti nel mondo; nel 1980 ha fatto da apri pista al concerto milanese di Bob Marley, ha suonato a Cuba e all’Olympia di Parigi, con artisti dal calibro di Ralph Towner, Yellow Jackets, Mike Mainieri, Danilo Rea, Mel Collins. Nel 1995 ha suonato, durante il tour estivo, con Pat Metheny, nonché con gli Almamegretta, Jovanotti, Eros Ramazzotti e Chick Corea, mentre nel 1990 era stato ospite di Claudio Baglioni nell’album Oltre.
Dieci anni dopo, nel 1993, nell’album Che Dio ti benedica, compare un brano scritto da Massimo Troisi (grande amico di Pino), e musicato dall’Uomo in blues.Il 9 gennaio 2008 si riunisce ai vecchi amici De Piscopo, Senese, Esposito, Amoruso e Zurzolo, in nome di una sorta di rifondazione, a distanza di anni, del “Neapolitan Power”.
Con tale formazione realizza un triplo CD con quarantacinque brani, tra vecchi successi riarrangiati, versioni originali e alcuni inediti. Il lavoro si intitolerà, simbolicamente, Ricomincio da 30, a significare trent’anni ininterrotti di carriera musicale, ma anche un omaggio all’amico Massimo Troisi (che nel 1981 aveva debuttato come cineasta con il film Ricomincio da tre, per cui Daniele aveva composto le musiche).
Con i musicisti citati si ricompone perciò la formazione che aveva suonato ventisette anni prima nell’album Vai mò, e all’insegna delle giuste celebrazioni il gruppo parte per una nuova fortunata tournée. L’8 luglio 2008 Daniele torna ad esibirsi nella “sua” Piazza del Plebiscito per un trionfale concerto, cui partecipano numerosi ospiti (tra gli altri Giorgia, Chiara Civello, Irene Grandi, Avion Travel, Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio).
L’evento è trasmesso in diretta televisiva, e verrà pubblicato su DVD il 22 gennaio 2013. Per l’estate 2014 Pino Daniele ha annunciato un tour nel quale eseguirà integralmente l’album Nero a metà, interpretandolo dal vivo con i membri della band originale in un unico concerto all’Arena di Verona.
È morto, stroncato da un infarto, nella sua casa in Toscana.
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