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Crisi agricola in Sicilia, Musumeci incontra i deputati europei

Scritto da il 8 aprile 2018, alle 06:18 | archiviato in Politica, politica sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Per la prima volta, i deputati europei eletti in Sicilia si ritrovano attorno a un tavolo con il presidente della Regione. Non era mai accaduto negli anni passati. Tema all’ordine del giorno la grave crisi di mercato che ha colpito il comparto ortofrutticolo nell’Isola. Era uno degli impegni che Musumeci aveva assunto nel corso dell’incontro con gli agricoltori a Vittoria.

Alla riunione era presente una delegazione di deputati eletti nella circoscrizione Isole, composta dai siciliani Salvo Pogliese, Giovanni La Via, Michela Giuffrida, Ignazio Corrao, e dai sardi Renato Soru e Salvatore Cicu.

Nel lungo e positivo confronto, durato oltre tre ore, al quale hanno partecipato anche l’assessore alle Politiche agricole, Edy Bandiera, e i dirigenti generali dei dipartimenti regionali dell’Agricoltura, Carmelo Frittitta, e degli Affari extraregionali, Vincenzo Falgares, il governatore ha chiesto agli europarlamentari, a prescindere dagli schieramenti politici, “un’azione compatta e comune, con una forte interlocuzione con l’Unione europea, su obiettivi precisi che possa servire a rilanciare l’economia della Sicilia, la Regione più povera d’Italia e la terz’ultima in Europa”.

L’appello allo ‘stare uniti’ anche con un ‘forte segnale esterno’ è stato subito raccolto dagli eurodeputati presenti che hanno manifestato grande apprezzamento per l’iniziativa, dicendosi favorevoli a successivi incontri periodici.

Sono state evidenziate le possibili soluzioni, compatibili rispetto ai limiti europei, per tentare di contrastare l’attuale crisi di mercato. Crisi dovuta anche a un drastico calo di consumi.

In particolare, per esempio, è emersa una notevole riduzione della richiesta di pomodoro, che sta causando un eccesso di offerta, con la logica conseguenza di serre piene e prezzi non adeguati che variano, alla produzione, da 25 a 67 centesimi di euro al chilo. A essere favoriti, quindi, i produttori che possono contare su una migliore organizzazione commerciale. Da qui la necessità di processi di aggregazione, accordi di filiera, tavoli con la Grande distribuzione organizzata, azioni promozionali sui prodotti nei punti vendita, applicazione delle clausole di salvaguardia.

“Manca – afferma il governatore – un processo di accompagnamento delle aziende, che per questo motivo, nella maggior parte dei casi, dopo un paio di anni sono costrette a chiudere. In un mondo globalizzato, ormai, per realizzare la svolta, la parola d’ordine è unirsi. Bisogna fare squadra tutto il Sud, come emerso nel corso dell’incontro. Non possiamo lasciare soli i produttori. Non appena a Roma si insedierà il nuovo governo chiederemo un incontro perché la questione venga affrontata su un tavolo nazionale e nell’interlocuzione con l’Europa la Sicilia non venga lasciata sola”.
Nell’immediato, il governo ha deciso di proporre, nella legge di stabilità, degli emendamenti finalizzati a: iniziative in materia di credito agrario agevolato a favore di micro imprese attive nel settore agricolo; un piano di ritiro dal mercato dei prodotti ortofrutticoli oggetto della crisi da destinare a finalità umanitarie da concordare con il ministero delle Politiche agricole.



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