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Canicattì, Leonardo Di Stefano “quella lapide non s’ha da fare”

Scritto da il 16 ottobre 2018, alle 07:04 | archiviato in Costume e società, Photo Gallery, Politica, Politica Canicattì. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Riceviamo e pubblichiamo:

Al Signor Sindaco

Avv. Di Ventura Ettore

Comune di Canicattì

Con la presente per chiederle, se può spiegarlo, quale è stato il motivo per cui Lei e la Giunta, avete stabilito di esporre in Corso Umberto I, proprio sotto la lapide che ricorda il gesto eroico del Maresciallo dei Carabinieri Biagio Pistone, per ricordare un fatto criminale, increscioso, che è stato condannato dalla maggior parte della popolazione e dalla nostra storia. Nessuno dei Sindaci, sia comunisti, socialisti, e men che meno, democratici cristiani, che si sono succeduti alla guida della nostra Città, hanno pensato mai di erigere una lapide per ricordare ciò che avvenne il 21-XII-1947.

Le provocazioni dei social-comunisti in quegli anni erano frequenti, minacciosi e continue. Nella loro illusione speravano che da queste provocazioni scoccasse la scintilla per dare il via alla rivoluzione, che aveva solo come fine quello di consegnare l’Italia al blocco sovietico; ecco il vero motivo che portò alla strage.

La disoccupazione, la miseria, l’incertezza del futuro non colpivano soltanto i militanti          social-comunisti di Canicattì ma la povertà era diffusa in gran parte del territorio Nazionale e i disagi colpivano tutti i cittadini ma non per questo si svolgevano manifestazioni di violenza, come quella che avvenne nella nostra Città, ma gli atti criminale erano frequenti nei centri  dove i militanti comunisti del partito armato erano molto attivi.

Lei saprà che a quella manifestazione alcuni dirigenti locali e molti militanti, sia comunisti che socialisti, non vollero partecipare, forse immaginavano cosa poteva o doveva accadere.

Non mi dilungo ancora, poiché sono sicuro che Lei conosce i fatti meglio di me, pertanto La invito a fare rimuovere quella lapide, perché non rende onore alla verità; offende l’intervento dei Carabinieri, che nel tentativo di fare rispettare la legge, per ristabilire l’ordine, sono stati aggrediti ed uno di loro è morto e tanti altri hanno riportato gravi ferite; si calpestano le sentenze dei tre gradi di giudizio emessi dai vari Giudici e che sono stati univoci nel condannare i responsabili.

Per i superiori motivi, ritengo ingiustificato il comportamento tenuto di questa Amministrazione, che rappresenta la Città nella sua interezza, perché appare faziosa e di parte, essendosi schierato solo dalla parte dei responsabili.

Con questa lapide si rende soltanto onore ai responsabili della strage, che dopo essersi macchiati dell’orrendo crimine, sono scappati, con l’aiuto e la protezione del P.C.I., nella Jugoslavia del comunista Tito, per sottrarsi alle loro responsabilità.

Distinti saluti

Leonardo Di Stefano



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1 Risposta per “Canicattì, Leonardo Di Stefano “quella lapide non s’ha da fare””

  1. paolo ha detto:

    Buon Giorno,
    Il signor Di stefano ha ragione, quelle sono pagine da dimenticare, e dovremmo pure cancellare la via Garibaldi, perchè nel 1861, non sono venuti a liberare la Sicilia, ma a saccheggiarla. Purtroppo la storia la scrive chi vince. Ma sarebbe giusto che i nostri figli sappiano come sono andate le cose.

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