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Canicattì: Borgalino, un tesoro da riscoprire

Scritto da il 10 dicembre 2018, alle 10:58 | archiviato in Canicattì, Cronaca, IN EVIDENZA. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Ci siamo fatti una passeggiata a Borgalino per raccontarvila magia e le potenzialità di uno dei centri storici più belli della Sicilia. In molti paesi sono ripartiti proprio dai centri storici, per immaginare un futuro che guardando al passato, si riappropria della propria identità. Un luogo da iniziare a guardare con occhi diversi, una proprietà storica di cui probabilmente non ci rendiamo conto, una preziosità che in mano a dei visionari potrebbe ritornare a vivere e a fare vivere un’intera comunità. La mancanza di quasivoglia progetto, ma sopratutto la mancaza di immaginazione fa di Borgalino putroppo un centro storico abbandonato, un luogo magico che ha smesso di fare magie. Con questo nostro servizio tentiamo di riportare su Borgalino l’attenzione che merita… è un piccolo tentativo, ne seguiranno altri.

 

 

 



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1 Risposta per “Canicattì: Borgalino, un tesoro da riscoprire”

  1. CAPPADONA ALESSANDRO ha detto:

    Bisogna reinventare la testa di gran parte di tanta gente che si presuppone debba amministrare la Città. Canicattì, storicamente ha perso tantissime opportunità nel suo passato recente e lontano, tante occasioni perdute ed oggi il comprensorio di riferimento commerciale delle due provincie di Agrigento e Caltanissetta, sembra essere annichilito da una economia comatosa e priva di ogni impulso. E’ oltre mezzo secolo che seguo la storia della città e devo dire che sono cambiate le persone ma i metodi di intendere il sistema gestionale non è quasi mai spostato di un millimetro. Centro storico, PRG, Centro commerciale, iniziative di recupero del Teatro cittadino, la gestione dei plessi scolastici, il complesso del ex convento di San Domenico, l’Uva Italia, le banche locali, gli investimenti immobiliari sbagliati, la Stazione Ferroviaria e il suo indotto commerciale, la gestione dei servizi igienici, l’Acqua pubblica, il verde pubblico e le aree da recuperare in prospettiva di accoglienza, le Piazze, il traffico e i parcheggi, la cultura in tutte le sue sfaccettature. Sapete si potrebbe scrive un libro di 2000 pagine per raccontare tutto quello che si poteva fare e non si è fatto per rendere questa città un faro commerciale e turistico della Sicilia. Invece sono prevalse le beghe, gli interessi di bottega, e le miseria della polita e del clientelismo più becero per accaparrarsi una poltrona al palazzo di corso Umberto. Oggi siamo diventati ciò che tutti possono vedere dicendo “non ci sono più soldi”. E quando c’erano cosa ha fatto la politica, cosa hanno fatto le istituzioni? Hanno continuato a fare sempre le stesse cose, nulla, vivere di imposte è tasse e di multe, e gli investimenti per un rilancio futuro? Una volta l’architetto Trombinio mi disse “che peccato volevo dare alla citta un PRG che avrebbe cambiato il suo volto, me l’hanno vietato, dandosi la zappa sopra i piedi!”. Il professionista nel 1980 voleva riunire la citta con il quartiere Oltreponte eliminando per sempre quattro ponti portando il binario per Licata/Gela/Ragusa a ridosso della Variante per Campobello/Ravausa spostando la Stazione dove si trova l’attuale Hard discount MD e lo scalo Commerciale zona Modonna dell’Aiuto, e lasciare l’attuale sito alla città, bocciato. Gli esempi che potrei riportare richiederebbero, appunto, un libro corposo, mi fermo solo alla Stazione e il PRG. Ora leggo del centro storico rimettendo un dito nella piaga di cui periodicamente si parla, ma forse Canicattì non ci riuscirà ma a partorire un progetto fattibile e i desideri resteranno tali. Forse Cesare e Mimmo, che mi conosce molto di più, si riferiscono a quello che è stato fatto a Favara? Oggi in me prevale lo scetticismo anche se la voglia di lottare non si è mai sopita e lo dimostra questo mio commento!”

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