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Canicattì: scuola dell’infanzia Don Milani all’addiaccio… lettera di una mamma

Scritto da il 8 gennaio 2019, alle 16:26 | archiviato in Canicattì, Cronaca, IN EVIDENZA. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Riceviamo e pubblichiamo una missiva giuntaci da parte di una mamma. Qualora chi chiamato in causa volesse replicare, gli sarà dato lo stesso spazio per poterlo fare

 

Gentile Direttore le scrivo la presente mail in riferimento ad un interessante articolo pubblicato in data 07/01/19 dal titolo “Sicilia, rientro a scuola da brividi”, che ha ispirato in me semplici ma importanti considerazioni che volevo condividere – se possibile – con i lettori di Canicatti web.
Sul suddetto articolo si parlava degli edifici scolastici siciliani riaperti, dopo le festività natalizie, lo scorso lunedì 7 gennaio.
Ebbene dopo le basse temperature degli ultimi giorni che hanno portato anche neve a bassa quota (alle quali non siamo abituati e per le quali non siamo attrezzati) era facile intuire che gli studenti e il personale delle scuole, al loro rientro, avrebbero trovato istituti freddi per non dire gelidi.
L’associazione Codacons, nella persona del segretario nazionale Francesco Tanasi avrebbe chiesto a tutti i sindaci siciliani di non permettere l’apertura delle scuole in assenza di verifiche sul funzionamento degli impianti di riscaldamento proprio per evitare un rientro da brividi con alunni costretti a stare cinque ore al gelo.
Mi chiedevo se il nostro sindaco fosse a conoscenza di tale invito dato che il plesso “Don Milani” di contrada Reda, facente parte del circolo didattico Don Bosco ha riaperto i battenti lo scorso lunedì pur con gravissimi problemi inerenti l’impianto di riscaldamento.
La scuola dell’infanzia Don Milani accoglie tanti bambini la cui età va dai due anni e mezzo ai sei anni, che rappresentano una delle categorie maggiormente a rischio per quanto riguarda influenza, infezioni alle vie respiratorie, bronchite, ecc..
Mi risulta inoltre che la caldaia dell’istituto è rotta da diverso tempo, ben prima dell’inizio delle vacanze di Natale.
A quanto pare è stato ordinato un pezzo indispensabile per la riparazione della suddetta caldaia presso una ditta specializzata del Nord Italia e si spera che possa arrivare in breve tempo. Tale notizia è stata riferita dal sindaco raggiunto al palazzo di città nella mattinata di lunedì scorso da un giovane papà che chiedeva spiegazioni preoccupato per la salute dei piccoli alunni.
Non sarebbe stato opportuno invece risolvere il problema prima (e di tempo ce n’è stato!) o in alternativa non permettere la riapertura del plesso come suggerito dal Codacons?
Lunedi scorso il personale della scuola “imbacuccato” ha accolto i pochi bambini rientrati all’asilo, circa una decina in totale, radunandoli temporaneamente all’interno di una sola aula, la più esposta al sole, mentre la maggioranza delle famiglie ha preferito tenere i piccoli a casa, al calduccio, in attesa che la situazione si risolva.
I bambini a casa si annoiano e chiedono di poter riprendere le attività didattiche senza contare il fatto che molti genitori, lavorando entrambi tutto il giorno, non possono permettersi, per motivi organizzativi, di tenere a casa i bambini per lungo tempo.
Grazie per la cortese attenzione.
Una mamma.



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