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Università Agrigento, la Cgil: “serve un presidente subito”!

Scritto da il 12 gennaio 2019, alle 06:30 | archiviato in Agrigento, Politica. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

La CGIL AGRIGENTO ha sempre seguito con grande attenzione la questione del rilancio del CUPA.

”In questi ultimi tempi, scrivono Massimo Raso e   Matteo Lo Raso, sembra essere ritornato lottimismo per via dellannuncio di nuovi corsi da parte della Università di Palermo. Ovviamente anche Noi siamo contenti dellannuncio rettorale, tuttavia proprio per cogliere queste nuove opportunitàè fondamentale risolvere alcuni problemi che ostacolano questo obiettivo, primo fra tutti quello della nuova governance.Come si ricorderà è stata approvata la LeggeRegionale n.10 (Luglio 2018) che ha subordinato alla modifica dellassetto di governo dei Consorzi Universitari i finanziamenti regionali.

Per questa ragione, continuano Raso e Lo Raso,  è stato convocato per il prossimo 17 Gennaio un Assemblea Straordinaria dei Soci del Consorzio che ha come OdG le modifiche statutarie necessarie ma non la nomina del nuovoPresidente.Non ne comprendiamo la ragione e chiediamo con forza che urgentemente possa essere integrato tale Odg con la elezione del Presidente.Avendo espresso nel passato un sincero apprezzamento per lopera del Prof. Busetta e di tutto il Consiglio di Amministrazionecredo che nessuno sia autorizzato a pensare che abbiamo fretta di liberarci dellattuale Presidente (che, per quello che ci riguarda può anche essere riconfermato),la fretta che abbiamo riguarda, invece, la urgenza di mettere al riparo che lannunciato avvio dei corsi da parte di UNIPA riguardi lanno accademico 2019/2020 e non quello successivo!

Se non si elegge il Presidente e la nuova governance sarebbe impossibile stipulare i necessari accordi con UNIPA entro il 31.1.2018.

Al nuovo Presidente torneremo a sottoporre quelli che, a nostro avviso, sono le questioni ancora aperte  e che debbono essere affrontate se davvero si crede ad un rilancio duraturo del CUPA:

1. Questione economica e riscossione crediti

Le questioni economiche hanno, ovviamente, un grande peso.

In questo quadro occorre ancora recuperare le risorse trasferite dalla Regione alla Ex Provincia e che mai sono arrivate al CUPA:

Ci riferiamo a quelle degli anni 2011 e 2012:

     ANNO 2011

€.    792.000,00

     ANNO 2012

€.    750,000,00

Per un  totale complessivo di  E. 1.542.000,00

2. Il CUPA deve sciogliere i nodi del rapporto con UNIPA

Con UNIPA va, definitivamente, sciolta la partita economica e di contenzioso, insieme a quella di capire il ruolo ed il rapporto che UNIPA vuole avere con il territorio. Anche lannuncio dei Corsi se è un dato estremamente positivo da un lato, occorre dire che questo avviene senza nessun raccordo con il territorio, la sua economia, le sue necessità evocazioni. Il riferimento è all’Archeologia, ma anche in altri settori (Agro-Industria, Bio-Tecnologie, Architettura, Turismo, Medicina) può ambire a ritagliarsi uno spazio.

Il CUPA deve avere l’ambizione di  diventare utile alladebole economia di questa provincia e accrescere la qualità di quello che si produce e aumentarne le “chances” di successo nei mercati globali.

3. Il CUPA deve sciogliere i nodi del rapporto con il “socio di maggioranza” Comune di Agrigento e con gli altri Soci

Noi comprendiamo le difficoltà del Comune dAgrigento, della Camera diCommercio (così come di tanti altri Comuni ed Enti “fuggiti” dal CUPA per ragioni economiche) ma se tutti seguono il loro esempio e in assenza di una compensazione complessiva della Regione e/o dell’Università, il Consorzio non ha altre entrate.

Si può e si deve lavorare ad un recupero di tutti gli Enti locali, anche ridefinendo le quote di partecipazione di ognuno, così come si devono recupera le presenze delle OrganizzazioniImprenditoriali, degli Ordini .

A nostro avviso il Libero Consorzio dei Comuni deve rientrare a pieno titolo nel CUPA.

4. Il CUPA deve riorganizzare se stesso, valorizzare le risorse umane interne, stabilizzare il personale

Come Sindacato non ci siamo sottratti ad affrontare la questione personale e saremo disponibili a farlonell’ottica della valorizzazione e promozione delle risorse umane esistenti, comprendendo in questo ragionamento la stabilizzazione del personale precario.

Queste sono alcune delle principali questioni che vorremmo porre al nuovo Presidente e che poniamo allinsieme della compagine presente e di quella che è andata via: il Consorzio devessere una straordinaria carta che il Territorio gioca tutto insieme per sperare nel suo riscatto,conclude la CGIL,  dobbiamo renderlo sempre più partecipato e sempre più utile”

 



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