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Reddito di Cittadinanza, Figuccia: la misura presenta molte criticità

Scritto da il 6 febbraio 2019, alle 06:14 | archiviato in Economia, Politica, politica sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

“Caro ministro Di Maio, la invito a riflettere sulle parole

scritte da un cittadino che, attraverso un lavoro precario, con enormi

sacrifici riesce a mandare avanti la propria famiglia, ma che denuncia

come nonostante i tre figli a carico e la moglie disoccupata, il suo

nucleo familiare non avrà il beneficio del reddito di cittadinanza”.

Lo afferma Vincenzo Figuccia,  deputato regionale dell’Udc. ECco uno

stralcio della lettera scritta da Andrea Scarpisi al ministro Di Maio.

“Mi chiamo Andrea Scarpisi ho quasi 42 anni e un sono un padre di

famiglia, ho moglie e tre bellissimi figli, uno di 14, uno di 11 e la

piccolina di appena 6 anni. Siamo una famiglia monoreddito, io lavoro

al comune di Palermo a part-time da più di 20 anni con poche

prospettive di miglioramento della mia posizione lavorativa. Non

possediamo case, né terreni, nè barche o auto di lusso, in banca

abbiamo accreditato lo stipendio, epperò, dopo aver tolto affitto,

bollette, spesa per alimenti e vestiario, non ci resta praticamente

nulla. Scusi se mi sono dilungato, ma andiamo ai ringraziamenti.

Volevo ringraziarla per il reddito di cittadinanza alla quale la mia

famiglia non potrà accedere, perché nonostante mia moglie disoccupata

abbia tutti i requisiti, il mio reddito ammonta a poco più di 12500

euro annui, superando la soglia di reddito. Volevo ringraziarla perché

con il reddito di cittadinanza molti troveranno lavoro, e per le

ditte, per le società e le per fabbriche sarà molto conveniente

assumere chi è beneficiario di reddito di cittadinanza… per mia

moglie che non potrà portare questa dote sarà ancora più difficile

trovare lavoro. Volevo ringraziarla perché con il redditto di

cittadinanza verranno messi in circolo molti soldi, questo porterà ad

un aumento dei prezzi ed io farò ancora più fatica ad arrivare a fine

mese. Volevo ringraziala per l’abolizione della REI, attualmente mi

vengono accreditati circa 70 euro mensili, poca cosa, ma per la mia

famiglia è un aiuto. Volevo ringraziala perché ormai mi ero abituato a

questa situazione difficile e Lei è riuscito a renderla ancora più

difficile. Ma il ringraziamento più grande volevo farglielo per essere

riuscito a far piangere mia moglie, era convinta che entrando in

questo circuito del reddito di cittadinanza, sarebbe finalmente

riuscita a trovare lavoro per garantire alla famiglia un’esistenza

libera e dignitosa, così come recita l’articolo 36 della nostra

Costituzione”.

Per il deputato regionale Udc Vincenzo Figuccia, “lo sfogo di Andrea

Scarpisi rappresenta il sentire comune di migliaia di precari, delusi

da tale provvedimento. Il lavoratore riesce a fare emergere – continua

Figuccia – i paradossi di uno strumento illusorio, non adatto a

risolvere le problematiche quotidiane di migliaia di famiglie italiane

monoreddito, che la crisi ha ridotto quasi sotto la soglia di povertà.

La lettera rappresenta un monito affinché le scelte politiche adottate

siano riviste, per dare maggiori tutele al ceto medio impoverito,

messo a dura prova da anni. Inoltre, si evince che vengono agevolati

nuclei familiari composti da adulti, penalizzando oltre modo quelli di

cui fanno parte minorenni. Quale politica può essere considerata

lungimirante se omette il sostegno alla prima cellula della società,

ovvero la famiglia? L’auspicio – conclude il parlamentare – è quello

che ci sia una maggiore attenzione nei confronti del welfare

familiare, motore indispensabile per lo sviluppo sano della comunità.

Bisogna restituire dignità alla persona, creando le condizioni di

crescita sia umana che professionale attraverso lo sviluppo della

società, svincolato dallo schema di un reddito rivolto ad una

minoranza”.



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