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Una studiosa dell’Osservatorio di Palermo scopre pianeta Gl 686b: le sue condizioni sono favorevoli alla vita

Scritto da il 6 febbraio 2019, alle 06:02 | archiviato in Cronaca, cronaca sicilia, Photo Gallery, Scienze e tecnologie. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Una super Terra, un pianeta roccioso e dalla massa sette volte maggiore rispetto a quella del nostro, è stato scoperto intorno a una stella distante 26 anni luce. L’ha trovato l’italiana Laura Affer, dell’Osservatorio di Palermo dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e responsabile del programma Hades (Harps-n Red Dwarf Exoplanet Survey), una collaborazione italo-spagnola che da anni scruta il cielo alla ricerca di pianeti extrasolari.

La scoperta, in via di pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, è la terza di una super Terra fatta da Affer. Il pianeta appena scovato si chiama Gl 686b e ruota intorno alla stella Gl 686, una nana rossa, a una distanza molto prossima a quella che permette l’esistenza di acqua liquida in superficie, considerata il primo presupposto per la vita.

“Sappiamo che è una super Terra e che ha una massa di circa sette masse terrestri, intermedia tra quella terrestre e quella di Nettuno”, dice Affer del pianeta appena scoperto. La super Terra e la sua stella sono abbastanza vicine e “a causa della piccola distanza reciproca, potrebbe verificarsi un meccanismo di rotazione sincrona”, ha aggiunto.

Di conseguenza “il pianeta, che impiega quindici giorni per completare la sua orbita, potrebbe quindi mostrare sempre la stessa faccia alla stella, così come fa la Luna nel suo moto attorno alla Terra”.

La scoperta è il risultato di quattro anni di osservazioni della stella, condotte con lo spettrografo ad alta risoluzione Harps-n, del Telescopio nazionale Galileo di La Palma, nelle Canarie. Per individuare il pianeta, che ruota attorno alla stella alla distanza pari a un decimo di quella che separa la Terra dal Sole (ossia di 0,09 unità astronomiche), è stata invece utilizzata la tecnica della misura della velocità radiale della stella, che varia per effetto dell’interazione gravitazionale con il pianeta.

 



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